Daniele Scalise non nasconde la sua soddisfazione: giornalista, collaboratore dell’Espresso con la rubrica “Gaywatch”, nome noto nell’ambiente gay, è a lui che si sono rivolti, alla fine dell’anno scorso, i vertici della Mondadori, per realizzare un’antologia che, dice Scalise, “desse il senso della letteratura di giovani autori d’ispirazione gay”. Soddisfazione perché Men on Men, il risultato delle sue fatiche, è stata pubblicata non solo dalla maggiore casa editrice italiana, ma in una collana, quella degli Oscar, di massima visibilità.
Nove autori, quasi tutti sotto i quarant’anni, alcuni noti, altri pressoché sconosciuti, in buona parte epigoni di Tondelli, hanno scritto per quest’antologia tredici racconti, a dimostrare proprio la tesi che Scalise espone nella sua introduzione, nella quale il curatore si chiede se esista davvero una letteratura omosessuale. Certo, è la sua conclusione, naturalmente esiste, e, aggiunge al telefono, “può essere declinata in vari modi, e quest’antologia ne declina alcuni”.

Un’antologia che si presenta infatti variegata, nella quale appaiono storie divertenti, come “Almamegera” di Matteo B. Bianchi (foto), con un Raiss (il cantante degli Almamegretta) trasformato per una breve parentesi della sua vita in insaziabile torello omosessuale grazie al sortilegio di un mago, o struggenti fino alle lacrime, come “L’ultima estate” – protagonista un malato terminale di Aids – di Stefano Simonini, e perfino di ispirazione storica: il lungo racconto di Marco Lanzòl, “L’uva primaticcia”, è ambientato nel periodo della Resistenza partigiana. Alcuni descrivono una quotidianità al limite della banalità, ad esempio “Ava Gardner da un torero all’altro” del giovanissimo (26 anni) Omar Cerchierini, su un giovane (gay) che non fa altro che andare a un concerto e incontrare un’amica (eterosessuale), per poi scambiare con lei confidenze sui rispettivi amori perduti; altri invece sono d’ispirazione decisamente fantastica, come “Luca tende la mano” di Marco Mancassola (foto sotto), che vede per protagonisti due zombie. Proprio Mancassola è, secondo Scalise, “la scoperta di quest’anno, una vera rivelazione”, con il suo romanzo Il mondo senza di me, pubblicato in realtà l’anno scorso. E lo stesso Mancassola ai primi di giugno è stato anche ospite del Guardian Hay Festival a Hay-on-Wye, in Galles, per presentare il progetto europeo “Scritture giovani” (www.scritturegiovani.it).

Il più vecchio dei nove autori individuati da Scalise è Alfredo Ronci (“Venerdì santo” e “Acqua salata”), con i suoi 44 anni, e forse proprio alla giovane età degli autori è dovuto almeno in parte il fatto che uno dei leitmotiv (è il caso di dirlo) di Men on Men sia la musica, ma non solo rock o pop: l’ironico “Playback” di Andrea Rossetti, per esempio, che demolisce le falsità del mondo della televisione e dello spettacolo di massa in generale, è strutturato come una sinfonia, con i suoi vari “movimenti”, ed è colmo di riferimenti alla musica classica. Ma riferimenti nel libro ci sono anche al cinema (alcuni dei racconti dell’antologia, per inciso, sono stati oggetto di letture nel corso del Festival Internazionale del Cinema GayLesbico, che si è svolto a Milano dal 29 al 6 giugno), ispiratore del dialogo a sfondo pseudofilosofico che domina completamente il racconto “A letto con Gabri” di Andrea Demarchi; o ai fumetti, come in “Say Goodbye to Cosmobimbo” di Matteo B. Bianchi, in cui appare una sorta di Superman gay dedito a proteggere dai soprusi dei coetanei i ragazzini che si scoprono omosessuali.
Per completare il quadro, non si può tacere infine di Tommaso Giartosio, vincitore del premio Bagutta per l’opera prima nel 1998 con il romanzo Doppio ritratto, che qui propone due racconti, il primo dei quali, “Don Aldo”, stigmatizza l’ipocrisia della Chiesa presentando dei sacerdoti discriminati per essere stati sorpresi a “peccare”, mentre nel secondo, “Doria”, una madre di famiglia scopre che il marito la tradisce con un uomo.
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di Selene Verri
