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Austria: il governo litiga sulle convivenze gay

Forti controversie all’interno del governo di centro-destra austriaco sulla possibilità di una ‘convivenza registrata’ per coppie omosessuali.

VIENNA – Forti controversie all’interno del governo di centro-destra austriaco sulla possibilità di una ‘convivenza registrata’ per coppie omosessuali, che metterebbe di fatto questi legami sullo stesso piano del matrimonio.
Il partito popolare (cristiano, moderato) del cancelliere Wolfgang Schuessel (Oevp) si oppone alla richiesta, mentre l’alleato junior Bzoe (Lega per il futuro dell’Austria) del leader liberal nazionalista Joerg Haider è in favore.
La disputa fa seguito a una sentenza della Corte costituzionale che ha respinto come anti-costituzionale e discriminatoria una legge che prevede il diritto all’ assicurazione gratuita per i partner di persone coperte da previdenza sociale, solo però se non sono dello stesso sesso.
Il ministro della Giustizia Karin Gastinger, del partito di Haider, ha annunciato subito di voler usare i nove mesi concessi dalla Corte per modificare la legge e includere anche la possibilità di ‘convivenze registratè per coppie lesbiche e gay.
Il partito di Schuessel invece, tramite la portavoce per gli affari della Giustizia, Maria Fekter, ha fatto sapere di essere contraria a un tale “matrimonio di seconda classe”.
Il presidente della Camera dei deputati, Andreas Khol (Oevp), pur non esprimendo una posizione chiara sulla questione, ha accusato il ministro della Giustizia di aver frenato in passato proposte per rimuovere alcune singole discriminazioni di omosessuali, per esempio riguardo al subentro in contratti d’affitto.
Haider, presidente del Bzoe e governatore della Carinzia, ha a sua volta sottolineato che “tutti coloro che vivono in una comunità riconosciuta dalla Corte Costituzionale in futuro devono essere trattati alla stessa maniera”.
Finora in Europa solo Olanda, Belgio e Spagna prevedono la possibilità di matrimoni gay. La ‘convivenza registratà per coppie omosessuali è invece possibile in Germania, Danimarca, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna, Andorra, Lussemburgo e in Francia (qui però con meno diritti e doveri che nel matrimonio): nel 2006 seguirà la Slovenia, un anno dopo la Svizzera.