MILANO – Viso sensuale su due perle nere che ti fissano in un largo sorriso, l’avvocato Pedro Zerolo, icona della comunità glbt spagnola, padre e sostenitore delle leggi zapateriane (è stato lui a convincere definitivamente il governo e Zapatero suggerendo le formule idonee), ci concede l’unica intervista al Festival Nazionale dell’Unità di Milano.
Pedro, ieri l’altro la visita dei Reali al Papa; oggi il suggeritore di Zapatero sui diritti glbt ad un incontro con i gay milanesi. Quali sono i compiti della politica e quelli della Chiesa?

I doveri della politica e della Chiesa sono sempre stati gli stessi negli anni; la Chiesa ha il suo mondo, il suo regno e la sua spiritualità, così come la politica deve normalizzare la vita quotidiana dei cittadini che è fatta di fede e di ragione.
Come è stata vista dal governo iberico la contestazione clericale dei mesi scorsi sulle nuove leggi omosessuali?
La contestazione delle gerarchie clericali è stata quella di sempre, abituati a dire solamente: no, no, no. No al progresso, alla difesa dell’aborto, all’uso degli anticoncezionali. Non ci preoccupano perché per noi, uomini e donne di sinistra, è importante la difesa dei diritti di tutti. Dimenticano che Gesù stesso è stato colui che ha difeso le grandi trasformazioni sociali e continuano a difendere solamente i privilegi loro e dei potenti.
In Italia si è parlato quasi solamente di matrimoni e adozioni gay. Vuoi ricordarci altre leggi di libertà fatte proprie dal vostro governo?
A noi, come al governo, interessa l’ampliamento dei diritti e dell’uguaglianza tra eterosessuali e omosessuali. Zapatero sta portando avanti una politica trasversale di genere che significa parità tra uomo e donna, lotta alla violenza domestica perché va ricordato che negli anni passati abbiamo avuto 75 donne morte per abusi. Questo lo definiamo un terrorismo trasversale vissuto non solamente da noi ma in tutto il mondo. Un mondo che è ancora machista e omofobo.
Che consigli dai a Zapatero su questi temi?
In Spagna la politica portata avanti da Zapatero è una politica di arcobaleno, perché difende la parità, l’uguaglianza, la fraternità. Zapatero è un presidente coraggioso che dà forza al governo di sinistra perché poggia soprattutto sulla difesa delle minoranze in generale. Un governo di sinistra che porta avanti questo tipo di politica è un governo coraggioso. Essere di sinistra vuol dire avere coraggio e lo stesso Zapatero mi ha detto che il suo obiettivo è portare felicità per le spagnole e gli spagnoli.
Cosa significa per voi e il governo fare politica di sinistra?
I valori citati prima sono anche ideologici. Non si può essere di sinistra se si è omofobi, se si crede nel machismo, se non si ha il coraggio di portare avanti le battaglie civili. Omofobia, machismo e mancanza di coraggio, questi sì che sono contro natura e va ricordato a coloro che si definiscono di sinistra senza che riescano a dimostrare nei fatti di essere di sinistra. Non basta proclamarsi tali, va dimostrato!
Visto il tuo ruolo privilegiato col governo, pensi che porrannno fine alle sovvenzioni milionarie verso la Chiesa?

Il Governo dà questi soldi grazie ad un vecchio accordo con il Vaticano. Il problema maggiore è che le gerarchie ecclesiastiche distribuiscono finanziamenti a uomini dell’Opus Dei, Legionari di Cristo, eccetera; ma questo è un loro problema. All’interno della Chiesa vi è comunque una buona parte di integralismo che governa così come vi sono i gesuiti che si stanno apertamente battendo per l’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna. Il governo farà dei passi ma deve essere la base cattolica a schierarsi contro gli abusi e le prevaricazioni delle gerarchie ecclesiastiche.
Dicono che il vostro impegno per la pace sia venuto meno col ritiro delle truppe dall’Iraq.
Ancor prima dell’avvento di Zapatero al governo vi sono state manifestazioni per chiedere il ritiro delle nostre truppe. Era la stessa gente che si è espressa alle urne per un governo di sinistra e quindi non si è fatto altro che portare avanti l’impegno preso con gli elettori. Noi siamo impegnati a portare avanti la pace e non la guerra.
Qualcuno, anche in Italia, vi ha accusato di codardia.
La nostra non è stata paura ma un atto di coraggio. E’ la destra allenata a parlare sempre di paure dichiarando che il progresso rompe la stabilità. Noi abbiamo avuto coraggio nel cambiare una politica di guerra in politica di pace.
Pedro, si stanno aprendo nuovi mercati grazie alle leggi sui matrimoni omosessuali? A Venezia l’ospitalità alla prima coppia gay sposata ha fatto gridare allo scandalo.
A Venezia mentre attraversavo il ponte dell’Accademia con il mio fidanzato, un gruppo di persone ha gridato: “Viva Zapatero”. [Noi, gli dico, gridiamo: “Zapatero santo subito”, ndr]. La Spagna non è un paese che sa vendere solamente sole e spiagge; bisogna saper vendere anche la libertà e l’uguaglianza. La Spagna si sta trasformando per diventare un punto di riferimento anche per nuovi business, nuovi modelli di idee e innovazioni. Siamo passati dalla destra ai diritti [un gioco di parole che in spagnolo assume significato, ndr]; abbiamo oggi un governo in grado di entrare in empatia con la cittadinanza, abbiamo dimostrato all’Europa che un governo come il nostro è possibile.
Quindi mercato e democrazia, giusto?
Noi lo stiamo dimostrando. Non va dimenticato che in tanti posti del mondo essere omosessuali significa essere violentati, condannati a morte; succede ai gay ma anche alle donne. La Spagna, come l’Europa devono ricordare che noi non siamo responsabili solo di noi stessi ma dobbiamo aiutare anche gli altri perseguitati nel mondo.
Il governo o voi, avete cifre sullo sviluppo economico dopo le leggi omosessuali?
Si è aperto un mercato da più di 3 miliardi di euro l’anno e continuiamo a crescere. Non riguarda solamente il turismo gay ma anche il settore abbigliamento per le cerimonie come i matrimoni, le agenzie di viaggio e tanti piccole, medie e grandi realtà commerciali. Tutto questo era prevedibile. In alcuni quartieri di Madrid vi è un nuovo sviluppo grazie alla nuova visibilità omosessuale e questo si vede nelle griffe, nella pubblicità e in tanti settori commerciali. L’importante è che tutti gli omosessuali escano allo scoperto perché è importante per vivere in libertà.
A chi dovete dire grazie?
A noi stessi, al governo e alle donne eterosessuali che si sono spese con coraggio e determinazione. Senza la presenza femminile, anche nel governo, tutto sarebbe stato più difficile.
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di Mario Cirrito
