SAN FRANCISCO – Terminator ha detto no. Il governatore della California Arnold Schwazenegger ha annunciato ieri pomeriggio la sua intenzione di porre il vero alla legge AB 849 che apre il matrimonio alle coppie omosessuali approvata martedì 6 settembre dall’Assemblea dello Stato.
Schwarzy aveva tempo fino al 6 ottobre per prendere la sua decisione, ma la sua portavoce Margita Thompson ha rilasciato già mercoledì 7 settembre alle 17.30 la seguente dichiarazione: «Nella vita personale del governatore Schwazenegger e nella sua attività al servizio pubblico, egli ritiene che nessun impegno sia più nobile che la causa dei diritti civili. Crede che le coppie gay abbiano diritto alla completa protezione da parte della legge e che non debbano essere discriminate a causa delle loro relazioni affettive. È orgoglioso che la California riconosca le protezioni più rigorose della nazione per le coppie di fatto».
«Cinque anni fa – aggiunge poi la Thompson – l’argomento dei matrimoni omosessuali è stato posto ai cittadini della California. La gente ha votato e il tema è ora davanti ai tribunali. Il governatore ritiene che l’argomento dovrebbe essere definito non da una azione legislativa, che sarebbe incostituzionale, ma da una decisione del tribunale o da un’altra votazione del popolo del nostro Stato. Non possiamo avere un sistema dove la gente vota e il legislatore devia da quel voto. In segno di rispetto della volontà popolare, il governatore porrà il veto sulla legge AB 849».
Dopo la notizia del veto, naturalmente in California si è accesa la protesta. Secondo i gruppi omosessuali, in questo modo, il governatore verrebbe meno alle promesse fatte ai suoi elettori in occasione delle elezione del 2003.
«Sta cambiando il suo orientamento politico – ha dichiarato Geoff Kors, capo del gruppo per l’eguaglianza in California – non l’abbiamo votato per queste idee. Non deve dimenticarsi che è stato scelto da un gran numero di omosessuali, che per la prima volta si sono fidati di un repubblicano».
La legge, presentata dal deputato democratico di San Francisco Mark Leno, è passata con 41 voti contro 35, il minimo necessario per l’approvazione. Intitolata “Atto per la protezione del matrimonio civile e della libertà religiosa” la legge avrebbe modificato il codice di famiglia dello Stato, definendo il matrimonio una “relazione personale derivante da un contratto civile tra due persone”.
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