ROMA – “Personalmente, da cattolico che considera il matrimonio in quanto tale riservato alle coppie eterosessuali con un progetto di genitorialità, riconosciuto e sancito dalla nostra Costituzione, ritengo che nella prossima legislatura saranno maturi i tempi per considerare una legislazione specifica che introduca elementi importanti di riconoscimento e tutela giuridica per le convivenze di fatto extra-matrimoniali, in primis quelle tra persone dello stesso sesso”. L’apertura è di Sandro Bondi, il quale, nello stesso tempo, difende la posizione espressa in Spagna dal presidente del Senato. “Del resto- puntualizza il coordinatore di Forza Italia- anche lo stesso Pera si è espresso in questa direzione nel suo intervento pronunciato ieri in Spagna”.
Comunque, Bondi vuole sottolineare che “il matrimonio come lo conosciamo non è un’invenzione giuridica, ma un’istituzione sociale che ha una tradizione millenaria. Trovo di una forzatura porre il tema dell’equiparazione nell’ambito del matrimonio tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali. Mentre è assolutamente inaccettabile l’accesso all’adozione per le coppie omosessuali in quanto i bambini hanno un naturale diritto ad avere un padre e una madre”. Però, arriva al punto Bondi, “diversa cosa è riconoscere che nella nostra società accanto alle forme tradizionali di convivenza e vita familiare se ne sono affiancate di nuove, che pur rappresentando un’assoluta minoranza, sono ormai socialmente accettate”.
