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Gerusalemme: il Sindaco dice no al Gay Pride

E’ polemica a Gerusalemme attorno al Gay Pride locale che le organizzazioni di gay e lesbiche israeliane intendono organizzare per il 30 giugno.

GERUSALEMME – E’ polemica a Gerusalemme attorno al Gay Pride locale che le organizzazioni di gay e lesbiche israeliane intendono organizzare a Gerusalemme il 30 giugno, nonostante il parere contrario del sindaco conservatore della città santa, Uri Lupolianski.
Il direttore generale del municipio, Eitan Meir, ha scritto oggi a nome del sindaco agli organizzatori, riuniti in seno alla ‘Open House’, affermando che “non sarebbe giusto autorizzare la marcia e le relative festività a Gerusalemme, senza tenere conto del fatto che potrebbe costituire una provocazione per molti residenti e visitatori della città, ferendone i sentimenti, con il rischio di perturbazioni all’ordine pubblico”.
Il direttore della Open House, Hagai Elad, ha però subito respinto le ragioni del sindaco, affermando che la manifestazione è già stata autorizzata dalla polizia.
“Il Gay Pride si svolgerà il 30 giugno come previsto: anche l’anno scorso il sindaco aveva cercato di impedire la sfilata, senza successo” ha detto Elad.
Il mese scorso le autorità israeliane hanno deciso di rinviare di un anno il Gay Pride mondiale previsto per il mese di agosto a Gerusalemme a causa della concomitanza con il ritiro da Gaza, che mobiliterà buona parte delle forze di sicurezza del paese. Prima della decisione di rinvio, diverse autorità religiose musulmane, ebree e cristiane si erano pronunciate contro la tenuta del Gay Pride Mondiale nella città santa.