
Assolto. E’ questo il verdetto emesso dai giudici del Tribunale per i Minori di Palermo nei confronti di Andrea G. che aveva confessato l’omicidio dell’imprenditore gay Massimo Pandolfo , avvenuto lo scorso anno. Il ragazzo, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni è stato scagionato dopo un anno di detenzione al carcere minorile Malaspina del capoluogo siciliano.
Il pm Caterina Bartolozzi aveva chiesto 18 anni e 6 mesi di detenzione, sebbene il ragazzo avesse poi ritrattato la confessione. Ma Andrea è stato scagionato da Giuseppe Pollicino e Giampiero Managò, di 19 e 20 anni, e Andrea S., anch’egli minorenne all’epoca dei fatti.

I primi due sono ora accusati dell’omicidio in un processo in corso presso il Tribunale, mentre il terzo ha chiesto il rito abbreviato davanti al gup del Tribunale per i minori.
L’omicidio si era consumato il 25 aprile del 2013 nel quartiere Acqua dei Corsari di Palermo. Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, Pandolfo aveva con Andrea G. un appuntamento a scopo sessuale dato che il ragazzo era solito prostituirsi per soldi. La lite che si è conclusa con l’omicidio di Pandolfo sarebbe nata perché il ragazzo si sarebbe rifiutato di assecondare alcune richieste dell’imprenditore.
