Feste a base di cocaina e sesso gay con ragazzi giovanissimi (ma tutti maggiorenni). E’ lo scandalo al centro del quale si è ritrovato un noto avvocato padovano a seguito delle indagini svolte dalla Squadra Mobile di Padova. L’avvocato, di cui le agenzie tacciono il nome, era tra gli organizzatori delle serate e si procurava la droga da due spacciatori tunisini. La cocaina poi veniva consumata nel corso di festini a Padova, Milano e Roma. Il giudice ha emesso tre provvedimenti cautelari, tra cui gli arresti domiciliari per l’avvocato. Nel corso dell’indagine, coordinata dal pm Benedetto Roberti della Procura di Padova e dal gip Maddanela Fino, è stata perquisita anche l’abitazione di un attore genovese che adesso risulta tra gli indagati.
“L’indagine è nata in seguito ad una intercettazione telefonica, in cui l’avvocato parlava con lo spacciatore tunisino di un giro di giovani, e ciò ci ha ovviamente preoccupato – ha spiegato all’Adnkronos Marco Calì, dirigente della Mobile di Padova – così abbiamo scoperto che il professionista padovano portava lo stupefacente alle cene e ai festini: abbiamo sentito una decina di giovani coinvolti, tutti maggiorenni”. Le indagini che hanno portato agli arresti sono durate per circa due mesi.
