“Siamo più dello scorso anno. Siamo più di 100 mila”. E’ questa la stima sommaria degli organizzatori del Roma Pride 2010. Ma non tutti i partecipanti sono dello stesso parere. “Purtroppo siamo di meno rispetto all’edizione 2009 – dice Federica, ventenne romana – e questo mi dispiace perché le divisioni nuociono a tutta la comunità”.
“Siamo di meno, è vero, ma il corteo è altrettanto bello e colorato” aggiunge un altro ragazzo, Antonio, 30 anni. Il riferimento è all’assenza del circolo Mario Mieli, l’associazione che gli scorsi anni ha organizzato la parata e che invece quest’anno ha dato forfait. Il corteo è animato dalla musica diffusa ad alto volume dai carri, dalle danze e dai travestimenti più originali. Tanti cartelli contro il Vaticano: “Natzinger aggredisce i gay”, “Il Vaticano reliquia fascista”.
Le divisioni interne non hanno comunque impedito al Roma Pride di arrivare alla giornata di oggi, che come era prevedibile è gremita di persone. Dopo i fatti accaduti la notte scorsa, la reazione delle associazioni non può che essere quella della riappacificazione. Pena, l’ennesima sconfitta.
