
Valeria Vaglio è stata forse l’unica artista italiana che, con molto coraggio, sul palco di Sanremo di un paio di anni fa ebbe l’ardire di chiamare il suo amore con il vero nome. Nella canzone, dal titolo Ore ed ore, che presentò durante la kermesse si rivolse al soggetto amato con il femminile, con molta naturalezza, non nascondendo quindi il suo orientamento sessuale. Non ne seguì il polverone, o fumo, mediatico sollevato dal tema dell’omosessualità portato alla ribalta del festival da una Tatangelo o da un Povia: «Sulla brace è il grasso a fare tanto fumo, io preferisco essere un filetto e parlare di certi temi con naturalezza» – ironizza la cantante.

Il 7 maggio esce Uscita d’insicurezza, secondo album della Vaglio, anticipato dal singolo Fragole e champagne, già in rotazione nelle radio: «La tranquillità è uno stato incompatibile con quello dell’amore – racconta Valeria a proposito del singolo – dissi una sera a cena con degli amici e si sollevò una risata generale. Capii allora che ogni tanto fa bene non prendersi troppo sul serio. La dolcezza delle fragole e le bollicine dello champagne sono la contrapposizione perfetta per raccontare tutte la sfaccettature di incontri fortuiti, rapidi, unici, ma allo stesso tempo intensi e profondi. La fedeltà? È una scienza che purtroppo non riesce a progredire. Ma soprattutto è nella nostra testa. Non sul nostro corpo».

Valeria Vaglio è un’attiva sostenitrice di Amnesty International e delle campagne contro l’omofobia: nel 2009 si è esibita infatti in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia e de La giornata contro la violenza verso le donne presso il Teatro EDI di Milano; fa da testimonial alla campagna contro la violenza sulle donne promossa dall’UDI (Unione Donne Italiane), mentre a dicembre partecipa alla manifestazione Donne in musica per l’Abruzzo, organizzata per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione del centro antiviolenza delle donne dell’Aquila. Ha calcato i palchi del Gay Village di Roma e dei Gay Pride di Bologna 2008 e Genova 2009 .
di Francesco Belais
