
E’appena iniziato a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, il processo per sodomia ai danni del capo dell’opposizione Anwar Ibrahim. Questa è la seconda volta che Anwar, sposato e padre di sei figli, finisce alla sbarra con questa accusa. La prima volta risale al 1998 quando era il successore designato dell’allora premier Mahathir Mohamad e in quell’occasione Anwar venne condannato a 6 anni di prigione.Adesso l’accusa sostiene di avere delle prove schiaccianti dei presunti rapporti omosessuali intrattenuti dall’imputato con il giovane che lo accusa: tracce di liquido seminale di Anwar sarebbero state ritrovate attorno all’ano dell’accusatore.

Dal canto suo, l’ex vicepremier sostiene di avere i risultati di due esami indipendenti che dimostrano esattemente il contrario.
Anwar punta il dito contro l’attuale premier e il suo entourage, che ritiene responsabili di avere architettato tutta la vicenda per rispedirlo in prigione ed eliminarlo così dalla scena politica.
In Malesia la sodomia è considerata reato anche se l’atto sessuale avviene tra adulti consenzienti e si rischia una pena che può arrivare fino a 20 anni di reclusione.
