ROMA – “Il nostro programma dei primi cento giorni di governo”. La mozione congressuale che vede come primo firmatario Cesare Salvi, propone ai Ds una tabella di marcia ben precisa in un eventuale riconquista di palazzo Chigi.
Primo punto, subito il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq; via la legge 30 ed estensione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori; “tornare all’equità fiscale” con il ripristino della progressività, la tassazione delle rendite finanziarie e speculative; combattere l’emergenza sociale con l’avvio del reddito di cittadinanza, il ripristino del potere di acquisto delle pensioni, un piano straordinario di intervento pubblico per la casa. Infine “lottare contro le mafie”.
La legge sulla fecondazione assistita, per la componente di Salvi, va abrogata se non avrà già provveduto il referendum. Si deve introdurre un garante nazionale dei portatori di handicap, varare una legge sulle unioni civili, secondo la più avanzata legislazione europea, riconoscere la dignità e i diritti delle persone gay “volgarmente offesi dalla destra”.
Un capitolo a parte è dedicato alle così definite nella mozione “leggi vergogna”, riferibili alla persona di Silvio Berlusconi, tra le quali quella sul falso in bilancio, “e vanno radicalmente cambiate la risibile legge sul conflitto di interessi e la legge Gasparri”. Vanno inoltre abrogate la legge sull’ordinamento giudiziario, la “iniqua” legge Bossi-Fini, le leggi della ministra Moratti sulla scuola e sull’università.
