ROMA – Il calendario da edicola è ormai un appuntamento autunnale, ed è tutto italiano, perchè all’estero praticamente non esiste. Negli ultimi anni i calendari sexy più popolari hanno stabilmente scelto la via del cosidetto ‘nudo d’artè. La stessa scelta dalla rivista ‘Arte e Dossier’, che, per stare al gioco, ne allega uno davvero artistico al numero di ottobre, ma acquistabile anche da solo.
Il mensile, evitando falli pompeiani o accoppiamenti lesbici alla Lautrec, come l’Origine del Mondo di Courbet o il sesso del David, propone particolari di quadri celebri con immagini nude o sexy, anche se un’immagine un pò estrema c’è, è nel mese di febbraio: un nudo maschile convulso, livido e ‘antigrazioso’, uno Schiele che ritrae se stesso, tributo a una certa estetica del malato e del morboso, dell’erotismo emaciato e depresso che periodicamente si affaccia nelle foto di nudo pubblicitario, o nella moda, contendendo gli spazi a corpi più ‘sani’ e più tradizionalmente sensuali.
Negli altri mesi, sottolineano ironicamente al periodico, “c’è anche qualche concessione politicamente corretta al pubblico femminile e all’estetica gay. Per il resto il nostro è un calendario di nudi a tutti gli effetti, solo che l’immagine più recente risale al 1917 (Modigliani, dicembre)”.
Il tutto è nato un pò per gioco, cercando di sottolineare quel tanto di ironia che è implicito nell’accostare e mettere in competizione le veline e il Giambologna, e un pò nella convinzione che un corpo nudo, dipinto o scolpito, riesca a suscitare un’emozione pur avendo quattro o cinquecento anni anzichè venti.
