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Libano: battaglia per abolire reato omosessualità

Abolire il reato di omosessualità. Questo l’obiettivo di una organizzazione non governativa libanese per la difesa dei diritti umani, Hurriyyat Khassa o Libertà Private.

BEIRUT – Abolire il reato di omosessualità. Questo l’obiettivo di una organizzazione non governativa libanese per la difesa dei diritti umani, Hurriyyat Khassa o Libertà Private. Scopo della ong la revoca dell’articolo 534 del codice penale libanese che prevede un anno di prigione per “rapporti sessuali contro natura”.
La campagna è stata lanciata con la proiezione di un film all’Università Americana di Beirut, seguito da un dibattito tra gli attivisti per i diritti dei gay e coloro che credono che l’omosessualità sia contraria alla pubblica morale e al credo religioso. “Abbiamo scelto ‘Victim’ perché questo film del 1961 ha aiutato a cambiare la legge che bandiva l’omosessualità in Gran Bretagna” ha dichiarato un membro del gruppo, aggiungendo che il film “ha avuto lo stesso impatto per gli omosessuali che ‘In the Heat of the Night’ ha avuto per la battaglia contro il razzismo negli Stati Uniti”.
Il gruppo ha anche pubblicato una lettera indirizzata al sindacato della stampa libanese denunciando i “termini offensivi” con cui i media locali ed arabi bollano gli omosessuali. Nella lettera viene anche criticata la rivista libanese Al-Muhayed per aver denunciato la presenza di gay che marciavano sotto una bandiera arcobaleno, simbolo internazionale del movimento omosessuale, durante una manifestazione contro la guerra in Iraq, organizzata a Beirut nel 2003.
La condizione degli omosessuali in Libano è comunque migliore rispetto a quella di altri paesi arabi. Helem, organizzazione non governativa canadese che si batte per i diritti dei gay in territorio libanese, ricorda come la situazione peggiore si registri in Arabia Saudita, dove nel 2002 sono state condannate al carcere 44 persone accusate di praticare l’omosessualità, di cui quattro condannate a morte e giustiziate.