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VENETO: UNITI SI VINCE!

Nasce il Coordinamento dei circoli Arcigay di una delle regioni più difficili. Presidente sarà Zeno Menegazzi, 37enne veronese. “Molto è cambiato. Ora conquisteremo la Regione”.

VERONA – Zeno Menegazzi, nato a Verona 37 anni fa, illustratore, designer e grafico pubblicitario in proprio, fidanzato da 15 anni con Roberto di Udine. E’ lui il presidente del nuovo Coordinamento Arcigay Veneto, nato poche settimane fa per unire gli sforzi dei vari circoli regionali intorno ai quali si sono raccolti, in questi anni, oltre 22mila iscritti, concentrati soprattutto a Verona (6.200) e a Padova (5.700), seguite da Venezia (4.000).
Ad affiancare Menegazzi ci sarà la vicepresidente Simonetta Brizzi. Entrambi vengono dal circolo veronese (che in questi giorni ha inaugurato il suo nuovo sito internet www.arcigayverona.org), in cui Menegazzi è entrato a soli 18 anni, e di cui è diventato presidente per la prima volta nel 1993; è poi stato membro del direttivo del Circolo Pink di Verona. Nel 1999, assieme ad altri ragazzi e ragazze, fonda l’Arcigay Pianeta Urano Verona, del quale è presidente da un anno e mezzo. E’ inoltre membro del consiglio nazionale Arcigay, e ateo attivista del circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona. Ha l’hobby del disegno e dell’arte, come sport predilige il nuoto.
Quali sono gli obiettivi primari dell’Arcigay Veneto?
L’obiettivo numero uno di Arcigay Veneto è principalmente quello di essere una realtà organizzata e visibile a livello regionale. Agire e lavorare per migliori condizioni, per tutta la comunità GLBT della nostra regione, in tutti gli ambiti della vita sociale e lavorativa. Un punto di riferimento forte e presente. Inoltre puntiamo a diventare anche una forza che sappia incidere sulla vita politica della nostra regione, visto che le regioni avranno sempre di più autonomia sia politica che amministrativa. Mi riferisco alle recenti riforme costituzionali in votazione in questi giorni in parlamento, la cosidetta “Devolution”, alla quale sono contrario, ma nel caso fosse confermata (anche da referendum) e diventasse legge dello stato, ci si dovrà adeguare.
Attraverso quale percorso siete giunti alla nascita del coordinamento regionale? Come è stata la collaborazione in passato tra i vari circoli Arcigay regionali?
E’ stata una cosa a cui pensavamo da molto tempo, ancora prima della nascita di altre esperienze di coordinamento regionali come ad esempio quella toscana. La collaborazione nel Veneto fra i vari circoli Arcigay è sempre stata abbastanza buona, non sempre continuativa, ma ha prodotto spesso ottimi risultati. Uno di questi è stata la realizzazione del Padova Pride del 2002 a cui hanno concorso quasi tutte le associazioni e i gruppi GLBT Veneti e di Trentino e Friuli. E’ stata un’esperienza grandiosa, che ci ha insegnato che la strada della collaborazione è la via migliore se si vogliono ottenere dei risultati per la nostra comunità.
Che relazioni avete e che relazioni avrà Arcigay Veneto con i circoli GLBT non Arcigay e con le associazioni che condividono in linea generale le battaglie di civiltà del movimento gay?
Alcune relazioni e collaborazioni a livello locale esistono già, per esempio nell’esperienza comune degli Uffici Nuovi Diritti della CGIL, servizi che già funzionano a Padova e a Verona. Spesso abbiamo trovato da parte di alcune realtà non Arcigay, ostilità e a volte (purtroppo) boicottaggi su iniziative che potevano essere un vantaggio per tutti, mi auguro che in futuro invece ci possa essere collaborazione su quelle questioni (che sono la maggioranza) che entrambi condividiamo.
Il Veneto è una regione storicamente piuttosto orientata a destra, che in passato è stata anche teatro di atti di intimidazione verso la comunità GLBT. Qualcosa sta cambiando?
Si, molte cose sono cambiate o stanno gradualmente cambiando. La percezione della gente veneta riguardo l’omosessualità e tutto ciò che gira intorno ai diritti di gay e lesbiche è mutata. Recenti sondaggi hanno rilevato che la maggioranza dei veneti è d’accordo su un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, comprese quelle dello stesso sesso. Lo stesso atteggiamento che la gente ha assunto in occasione di manifestazioni pubbliche e visibili del movimento GLBT, conferma questa mia (e non solo) convinzione. Mi riferisco ai Gay Pride che ci sono stati gli scorsi anni qui nel Veneto, quello di Verona del 2001 e quello di Padova del 2002. In entrambi i casi, invece di chiudersi in casa (come era stato pubblicamente chiesto da Lega e omofobi vari), la gente è scesa in strada incuriosita, spesso applaudiva e ballava con i manifestanti. Non ci sono stati atti di ostilità o dissenso, a parte quei quattro gatti di Forza Nuova. Il mutamento radicale delle relazioni familiari e sociali e dei processi economici, che è avvenuto soprattutto negli ultimi vent’anni in Italia, ha riguardato anche la nostra regione, tradizionalmente legata ad una cultura patriarcale, cattolica e contadina. Perciò oggi, anche nel Veneto “bianco” le persone vivono i loro rapporti, sia affettivi che sessuali, in maniera più libera e quindi sono molto più ben disposti a capire chi questi rapporti li vive da sempre e li rivendica. Esiste ancora comunque, soprattutto nelle campagne e nei paesini una forte ostilità verso tutto quello che riguarda l’orientamento sessuale e le questioni dei diritti. Il nostro lavoro perciò deve continuare ed in particolar modo, dovremmo cercare, come Arcigay Veneto, di essere presenti in quelle zone della nostra regione dove non esistono realtà organizzate gay e lesbiche. I circoli e le associazioni si concentrano soprattutto nelle grandi città, come Padova e Verona, luoghi dove gay e lesbiche non solo si sentono più sicuri, ma hanno anche numerose possibilità di incontro e divertimento. Sarà un altro dei nostri obiettivi cercar di far nascere nuove realtà organizzate in quei posti dove attualmente non esistono.
Che rapporti avete con le forze politiche regionali?
Con quelle di centrosinistra abbastanza buoni, soprattutto con DS, PRC, PDCI e Verdi, ma anche con SDI e qualche cane sciolto della Margherita. Ci piacerebbe che le giunte di centrosinistra, uscite vincenti dalle ultime consultazioni elettorali, si spendessero un po’ di più per le nostre esigenze ed istanze, ma la presenza in queste coalizioni di liste o partiti di ispirazione cattolica (come la Margherita), spesso frenano il dialogo. Noi comunque siamo sempre pronti a qualsiasi dialogo e confronto. Quest’anno, è bene ricordarlo, un importante risultato è già stato ottenuto. A Padova abbiamo il primo consigliere comunale proveniente dal movimento gay e dall’Arcigay in particolare; Alessandro Zan, Presidente dell’Arcigay di Padova e della segreteria nazionale, eletto a Padova nelle liste dei Democratici di Sinistra. Un risultato grandioso che ben ci fa sperare per qualche nostra proposta di candidatura in vista delle regionali 2005. Con il centrodestra invece non vi è alcun rapporto, questo schieramento, che nel Veneto è caratterizzato spesso da una preponderanza leghista e democristiana, continua a perseverare in una politica fortemente omofoba ed intollerante, intrattenendo spesso rapporti strettissimi con organizzazioni dell’estrema destra, che si rifanno al fascismo e all’integralismo cattolico. Qualche voce si discosta da quel coro quasi unanime, come quella del Sindaco di Vicenza Hullweck di Forza Italia, che si è dichiarato favorevole ad iniziative in favore delle coppie di fatto anche gay e lesbiche. Anche in questo caso, nel comune interesse della nostra comunità, noi saremo sempre disponibili al dialogo senza alcun preconcetto ideologico.