DIECI VOLTE OZON - Gay.it Archivio

DIECI VOLTE OZON

“CinquePerDue” è il nuovo film dell’autore di “Otto donne”, una sofisticata ed enigmatica riflessione sulle difficoltà della vita di coppia. Condita con gay e canzoncine italiane.

E’ uno dei film più strani della stagione, ‘CinquePerDue‘, una riflessione sofisticata ed enigmatica sulle difficoltà della vita di coppia, a suo modo specchio dei tempi e fortemente ambiguo. Cinque canzoni italiane sentimentali (tra cui Tenco, Bobby Solo e la splendida ‘Sparring partner’ di Paolo Conte), sceneggiatura complessa e condensata, quasi un’implosione seriale delle commedie romantiche ma con dessert sgradevole: se sai che la storia va a finire male il gusto dove lo cerchi? Nella forma, ok, ma il tutto puzza di furbizia.

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Ozon è bravo a mescolare generi e ispirazioni, ha una cura dell’inquadratura notevole anche se non puoi dire con certezza se ‘5×2’ è etero, gay o bisex (a patto che valgano queste ingabbianti categorie teoriche). Sarà un peccato? Giocando molto su questo principio, lo sperimentalista Ozon ha usato uno stile molto freddo, da esercizio di stile multiplo in cui finalmente la Bruni Tedeschi si scrolla di dosso il clichè della nevrotica e infonde alla sua Marion passione, rassegnazione e un po’ di cattiveria. Io propendo per la terza ipotesi – è un’algida pellicola Bi con retrogusto acido e quando Gilles/Stéphane Freiss rivela di essersi fatto sodomizzare a una festa ci credo – ma il piccolo furetto d’Oltralpe è molto abile a disseminare indizi lasciando allo spettatore la chiave per la sua interpretazione personale.
«Se avessi cambiato il sesso ai personaggi avrei usato gli stessi attori, cambiando i personaggi si ottiene la stessa cosa», ha dichiarato enigmaticamente F.O. a Venezia, dove il film era in concorso ed è stato accolto abbastanza freddamente. Costruito al contrario, come ‘Irréversible’, ma in realtà scombinato pinterianamente, è suddiviso in cinque momenti chiave di una coppia: incontro, matrimonio con immediato tradimento (oppure sogno di un altro la notte di nozze, a scelta), pargolo, ultima-prima scopata, avvocato. Le canzoni italiane che accompagnano come siparietti i singoli film provocano un curioso effetto di straniamento nello spettatore italiano e la parte ambientata da noi ha una forte impronta di attacco italofobico.

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«Bisognerebbe chiedere ai miei attori se loro avrebbero accettato di cambiare sesso per interpretare i miei personaggi» ha aggiunto Ozon per mescolare ancora un po’ le acque. Sta di fatto che a una seconda visione si può apprezzare molto di più il côté tormentato dei personaggi, a prescindere dalla trama, e una recitazione appropriata da parte anche degli attori non protagonisti.
Sul contraltare maschile del molto cerebrale e meccanico Freiss c’è la coppia gay (Antoine Chappey e Marc Ruchmann nei panni di Christophe e Mathieu), protettivo e sicuro di sé il primo, artista sbarazzino e bellissimo il secondo. Nell’episodio della cena a quattro con la coppia gay non si può capire se le due coppie si tradiscono solo mentalmente o anche fisicamente. Intanto il prolifico Ozon è già al lavoro col prossimo film, la sua opera 8 ½ (se consideriamo ‘Regarde la mer’): si tratta di ‘Il tempo che resta’, un dramma su una persona malata di cancro che riunisce intorno a sé le persone più care e traccia un bilancio della propria esistenza. Ci sarà Jeanne Moreau nel cast.