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‘GAY IMMORALI, MA NON CRIMINALI’

Il Commissario designato Ue alla Giustizia e Libertà ha risposto oggi a Bruxelles davanti all’Europarlamento sul tema dell’omosessualità: “La considero peccato, ma non discrimino”.

BRUXELLES – «Quando si fa politica non si rinuncia ad avere delle convinzioni morali». Con questa affermazione Rocco Buttiglione, designato commissario europeo alla Giustizia e Libertà, ha spiegato il suo atteggiamento riguardo alla tutela delle perosne omosessuali: «lo stato non ha diritto di ficcare il naso in queste cose e nessuno può essere discriminato sulla base dell’orientamento sessuale», ha detto l’esponente centrista, che, interrogato sul suo atteggiamento sull’omosessualità, ha voluto sottolineare la separazione tra ciò che lui considera “immorale” e ciò che il suo ruolo gli impone di condannare o proteggere.
«Distinguo politica e morale»
«Vorrei ricordare la distinzione cristallina che ha fatto Immanuel Kant tra moralità e legge: molte cose possono essere immorali senza che siano un crimine. Quando si fa politica non si rinuncia ad avere delle proprie convinzioni morali. Si può pensare che l’omosessualità sia un peccato senza che questo abbia ripercussioni sulla politica».
«Detto questo, lei – ha detto Buttiglione rivolgendosi alla parlamentare che gli ha rivolto la domanda – è libera di pensare che io sia in peccatore per alcune cose della vita. Questo non ha nessun effetto sulla nostra fede di cittadini. Mi pare una considerazione inadeguata del problema pensare che tutti si possa essere d’accordo sulle questioni morali. Possiamo essere una comunità di cittadini, anche se su alcuni temi morali siamo di opinione diversa».
Comunque, nessuna discriminazione
«Il problema – ha notato Buttiglione – è quello della discriminazione in base all’appartenenza sessuale. Nessuno può essere discriminato su questa base, questo è nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Ue, e io devo difenderlo».
«Sarà molto interessante vederlo» ha osservato a questo punto l’europarlamentare Marco Pannella.
Il matrimonio? Questione di ogni stato
Buttiglione ha successivamente risposto a una domanda sulla sua concezione del matrimonio (con riferimento al tema del matrimonio tra omosessuali) affermando: «La definizione di matrimonio è di competenza degli Stati membri, ciò che penso io non ha importanza; 22 Stati membri su 25 hanno oggi la stessa posizione su questo, ma non si tratta di una competenza comunitaria e non deve diventarlo, dunque questa è una discussione filosofica e non politica».
Buttiglione ha poi chiarito di essere «contario a qualunque discriminazione su base dell’orientamento sessuale», ma anche a qualunque misura che comporti un trattamento specifico più favorvole degli omossesuali in certi ambiti.
«Credo – ha detto – che tutti gli esseri umani debbano godere degli stessi diritti, che siano omosessuali, eterosessuali o altro; io sono molto impegnato a difendere i diritti di tutti i cittadini europei». Se poi venissero segnalati dei «problemi specifici riguardanti gli omosessuali», per esempio «violenze nei loro confronti», potremo, ha detto Buttiglione «considerare una legilsazione particolare per garantire che sia rispettata l’uguglianza. Ma non accetto l’idea che gli omosessuali siano una categoria da proteggere specificamente».
«Buttiglione sembra Alice nel Paese delle meraviglie – commenta il presidente di Arcigay nazionale Sergio Lo Giudice – . Le sue parole manifestano una totale incompetenza in materia di lotta alle discriminazioni e di estraneità alla forte e consolidata tradizione delle istituzioni europee in questo campo. Distinguere come fa lui tra ‘tutela dalle discriminazioni’ e ‘promozione della parità di diritti’ è segno di un’arretratezza culturale su questi temi. Concetti come main-streaming, ‘buone pratiche’, ‘azioni positive’, che fanno parte del lessico elementare di chi si occupa di diritti in Europa, sembrano alieni dal vocabolario e dal pensiero di Buttiglione».