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Sperimentazioni ursine e horror al Tekfestival di Roma

Dal 6 all’11 maggio torna a Roma il Tekfestival dedicato al cinema indipendente. La sezione queer “Phag off” indagherà sul cinema gay ursino e sull’horror. Appuntamento nei cinema Farnese e Trevi.

Si accendono i riflettori per la settima edizione di Tekfestival. Ai confini del mondo… dentro l’Occidente, non allineata vetrina di cinema indipendente e sociale che si svolgerà a Roma dal 6 all’11 maggio nei cinema Farnese e Trevi. Un’ottantina di titoli, tra cui varie premières nazionali e internazionali, volta a monitorare la cinecreatività più stimolante e innovativa svincolata dalle logiche produttive tradizionalmente commerciali. Doppio il concorso, riservato ai doc italiani e non.

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Tra le sezioni in cui è suddiviso l’articolato programma, spicca Phag off: corpi, visioni, desideri, arrivata al quarto anno di partecipazione, una sorta di interzona fluttuante in cui coesistono sperimentazioni visive queer e politica glbt ma anche puro entertainment e provocazioni tout court. Due i nuclei portanti: sul cinema gay ursino, intitolata Bears on film – si potrà vedere il lynchiano Dancing del trio Bernard-Brillat-Trividic – e sull’horror queer, dove sarà possibile divertirsi con Otto; or up with dead people di Bruce LaBruce, strambo zombie movie dallo humor raggelante, o rimanere inchiodati alla sedia durante il fulminante corto thriller americano Mommy’s House di Aron Kantor.

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L’altra anima della sezione si chiama Phag the Cinema e propone un’indagine a 360° sul cinema queer internazionale contemporaneo: da segnarsi il dramma adolescenziale argentino Glue di Alexis Dos Santos premiato al Togay 2007 e che inaugurò la “nuova onda” di cinema gay sudamericano esplosa quest’anno. Alle ragazze segnaliamo i corti erotici francesi This is the girl di Catherine Corringer su una donna boxeur travolta da un’insolita fantasia sessuale e Bonne beure di Florence Fradelizi, omaggio a Querelle di Genet in chiave lesbo. Unico titolo tricolore, l’apprezzato documentario Improvvisamente l’inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi sulla ridicola odissea dei DiCo osservata e amaramente criticata dalla coppia gay composta dai registi stessi. Questa sera alle 20 è previsto Improvvisamente Tekaperitif, un incontro con gli autori seguito da una proiezione del film nel locale Necci in via Fanfulla da Lodi 68 al Pigneto.

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Tra le chicche proposte dal Tekfestival, il disturbante Import/Export di Ulrich Seidl, che ci aveva colpito l’anno scorso a Cannes, su un triste ospizio austriaco dove lavora un’immigrata ucraina; il lesbico Vivere di Angelina Maccarone premiato al Migay; l’underground Celluloid #1 di Steve Staso ispirato alla Factory warholiana; il documentario Joy Division di Grant Gee passato a Toronto.

La sezione Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine indagherà sulla produzione di corti e documentari nell’area scandinava e islandese mentre Pericolosamente a Est getterà invece uno sguardo sulle frontiere della Nuova Europa proponendo, tra gli altri, i due lavori del compianto regista rumeno Cristian Nemescu.
È previsto anche un focus sul videomaker ceco sessantaquattrenne Harun Farocki, specializzato in opere sperimentali sull’illusorietà dei media e la manipolabilità della storiografia classica.

Si inaugura martedì sera alle 19 al cinema Farnese con una riflessione sul mondo del lavoro attraverso un’anticipazione del nuovo documentario di Mimmo Calopresti sulla Thyssenkrupp e la proiezione di Sciopero (1924) di Ejzenštejn con sonorizzazione dal vivo da parte degli Yo Yo Mundi. Qui potete trovare il programma dettagliato.