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Aids: in Italia test farmaco che aiuta immunità

Prenderà il via in settembre in Italia la prima sperimentazione clinica al mondo in fase 1-2 di un farmaco anti-Aids che funziona aiutando il sistema immunitario a combattere il virus.

BANGKOK – Prenderà il via in settembre in Italia la prima sperimentazione clinica al mondo in fase 1-2 di un farmaco anti-Aids di nuova generazione, che funziona aiutando il sistema immunitario a combattere il virus.
Sono 50 i pazienti, sieropositivi e già in terapia, finora arruolati in sette centri di Lombardia, Veneto e Toscana nello studio coordinato dall’Istituto malattie infettive dell’università di Milano. “Il protocollo di ricerca è stato approvato dal comitato etico”, hanno detto il direttore della clinica per le malattie infettive dell’università di Milano, Massimo Galli, e Andrea Gori, dello stesso istituto.
Lo studio durerà tre mesi e i risultati saranno disponibili nella prossima primavera. Si tratta di un altro passo nella ricerca dei nuovi farmaci anti-Aids, che agiscono potenziando le difese immunitarie (immunomodulanti). Sono farmaci di nuova generazione, destinati a essere utilizzati in combinazione con i tradizionali farmaci antiretrovirali.
Finora uno dei maggiori obiettivi della ricerca sui farmaci contro il virus Hiv è stato ridurne il più possibile la presenza nell’organismo, “ma bloccare il virus non è l’unica cosa che conta, è anche importante ripristinare le difese immunitarie”, ha osservato Galli. “E’ importante cercare di capire ha aggiunto – se, in modo relativamente semplice, con poca tossicità e pochi effetti collaterali, si riesce a migliorare la qualità della vita”.
La molecola che l’Italia si prepara a sperimentare si chiama tucaresol e agisce sostenendo l’azione delle cellule immunitarie (linfociti T) che aggrediscono il virus Hiv. Nel momento in cui i linfociti riconoscono il virus e si legano ad esso per combatterlo emettono segnali che attivano la molecola e quest’ultima entra in azione rafforzando l’azione dei linfociti.