PARIGI – Dopo l’assassinio di Brian Williamson, uno dei principali attivisti gay della Giamaica, paese conosciuto per il suo atteggiamento carico di cultura omofoba, Amnesty International afferma che «è possibile che Brian Williamson sia stato ucciso a causa della sua sessualità e delle dichiarazioni pubbliche in cui difendeva i diritti degli omosessuali» e chiede una «inchiesta approfondita».
«Amnesty International si rammarica delle morti tragiche che affliggono ogni giorno la Giamaica e condanna regolarmente le violenza commesse da criminali», prosegue l’associazione. «Tutti gli omicidi costituiscono una violazione dei diritti umani. Quando la vittima è una persona che si opera per la protezione dei diritti degli altri, l’omicidio è particolarmente inquietante».
Il 10 giugno il corpo di Brian Williamson è stato scoperto nell’appartamento dove viveva, maciullato dalle ferite al collo fatte con un coltello. La polizia ha concluso che si trattava di un tentativo di rapina finito male visto il disordine in cui si trovava la casa. Non la pensano così le organizzazioni glbt che lo ritengono un hate crime dovuto alla visibilità di Williamson come gay. L’ultima battaglia di Williamson è stata a favore di un adolescente che è stato picchiato a sangue dai compagni di scuola, sotto lo sguardo compiaciuto del padre, per aver baciato un ragazzo.
