
Neanche la mitica marina britannica è esente dal dilagante morbo dell’ipocrisia. Il corpo armato della Regina, considerato a lungo tra i più gay-friendly e che la scorsa estate ha avviato una campagna pubblicitaria sui media omosessuali per reclutare gay e lesbiche nelle sue file, ha rivelato anche un altro volto chiedendo a un suo ufficiale di rinunciare a partecipare alla finale di Mister Gay UK.

Ma Richard Cowell, che si era conquistato l’accesso alla finale nella selezione svoltasi a Plymouth, ha deciso di infischiarsene della richiesta della Marina ed è riuscito a classificarsi al secondo posto a livello nazionale. Alla fine dei festeggiamenti, Richard ha parlato con i giornalisti della omofobia che – assicura – esiste ancora nella Royal Navy come un “nemico nascosto”.

Richard Cowell, ingegnere militare, era balzato agli onori della cronaca quando si era saputo che la Marina stava indagando sulla sua partecipazione al concorso di bellezza. La Royal Navy aveva suggerito al vincitore della selezione di Plymouth di ritirarsi dalla competizione per il titolo di Mr Gay Uk 2005. Anche se non gli è stato comminato un ordine o un divieto perentorio, la Marina riteneva che partecipare alla finale fosse un comportamento inappropriato per un ufficiale. Un portavoce della Royal Navy aveva fatto capire che essendo il concorso a tema sessuale, esso risultava inappropriato per un ufficiale. Ma gli organizzatori avevano sostenuto che Mr Gay Uk è innanzitutto un concorso di bellezza maschile e in secondo luogo una occasione perché il paese possa votare un portavoce gay: niente di sessuale dunque. Come Miss Mondo ha un costume da bagno, così ce l’ha anche Mr Gay Uk.

Nonostante le gerarchie gli avessero fatto sapere che lo show poteva portare alla fine della sua carriera, il giovane tenente aveva rifiutato di piegarsi. E così ha preso parte al gran finale che si è svolto venerdì 18 novembre al Flamingo di Blackpool dove si è classificato al secondo posto. E, la settimana successiva, è stato licenziato.

Richard era in Marina da quando aveva 21 anni e si era dichiarato pochi mesi dopo esservi entrato. Ora ha 25 anni e da poco era stato trasferito dalla sua postazione sulla nave Northumberland a un lavoro d’ufficio anche se questo non aveva niente a che vedere con la sua partecipazione al concorso.
Parlando ad un quotidiano locale dopo gli ultimi avvenimenti, il giovane ha detto che la Marina non riesce ad accettare la diversità e soffre ancora di omofobia: «La prima volta che mi sono dichiarato è stato molto difficile – ha raccontato – Quelli che hanno davvero qualche problema se lo tengono per sé, semplicemente cominciano a trattarti male.

È come un nemico nascosto».
Richard ammette che le cose sono cambiate dai giorni in cui le «persone avevano a che fare faccia a faccia con l’omofobia»: la Royal Navy ha avviato una collaborazione con l’associazione glbt Stonewall e si è impegnata per la diversità al suo interno. Richard ha anche parlato di alcuni omosessuali che hanno lasciato la Marina perché trovavano troppo difficile dover restare nell’anonimato.

«Ciascuna delle azioni che la Royal Navy ha fatto per cercare di parificare le questioni sessuali è stata conquistata con i denti e con le unghie dalla comunità gay – ha detto – Penso che la Marina sia molto indietro rispetto al mondo civile sulle questioni gay».
Tutte accuse che però la Royal Navy rifiuta di prendere in considerazione: un portavoce ha infatti detto che la Marina «non accetta» le affermazioni fatte da Cowell.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.
di Alessandro Federici
