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Agenzia non potrà trattare adozioni per il no a coppie gay

Un’agenzia cattolica inglese aveva chiesto di essere esonerata dal trattare adozioni per le coppie gay. Ma l’autorità che si occupa di istituti di beneficienza ha detto il suo fermo no.

La richiesta di un istituto cattolico britannico per adozioni, che voleva poter considerare solo genitori eterosessuali e non coppie omosessuali per le proprie pratiche di adozione, è stata respinta dall’autorità che regola le attività degli istituti di beneficenza, in seguito a obiezioni mosse dalla commissione britannica per l’uguaglianza e i diritti.

È accaduto all’istituto Catholic Care, di Leeds, che aveva chiesto di poter evitare di considerare le coppie omosessuali perché altrimenti non avrebbe potuto accedere ai fondi messi a disposizione dalla Chiesa cattolica.

Lo scorso marzo una sentenza dell’Alta corte aveva dato ragione all’istituto che dichiarava che avrebbe chiuso se non avesse avuto accesso ai fondi. Ma la Charity Commission, l’autorità nazionale che si occupa degli istituti di beneficenza, si è opposta alla decisione citando una possibile contravvenzione della convenzione europea dei diritti umani. Considerando che il ritorno economico dell’istituto proveniente dalle adozioni, ha dichiarato l’authority, è solo una minima parte rispetto al totale, quelle avanzate non sono ragioni sufficienti per permettere tale discriminazione.