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	<title>Afghanistan &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Afghanistan &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>L&#8217;accidentale gay pride di Kabul</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[Le strade della capitale afghana e non solo, piene di bandiere e gadget rainbow attaccate ai taxi e alle auto. Il primo pride dell'Afghanistan post Osama? No, solo un fraintendimento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="450" height="338" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/afghan_prideBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;accidentale gay pride di Kabul - afghan prideBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/afghan_prideBASE.jpg 450w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/afghan_prideBASE-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="L&#039;accidentale gay pride di Kabul - rainbow pisaF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/rainbow_pisaF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Se dovessimo pensare ad una meta gay per le nostre vacanze certo <strong>non penseremmo a Kabul</strong>, la capitale dell&#8217;Afghanistan, un po&#8217; per l&#8217;instabilit&agrave; del paese un po&#8217; perch&eacute; certo la cultura di quel Paese, estremamente radicata nella religione musulmana, non &egrave; accogliente e friendly nei confronti delle persone lgbt. Anzi.<br />
Eppure, <strong>uno strano fenomeno ha attirato </strong>negli ultimi tempi l&#8217;attenzione di alcuni giornalisti: un<strong> gran numero di bandiere rainbow hanno cominciato a fare capolino</strong> per le strade della capitale, a partire dai taxi.</p>
<p>A notre il fenomeno &egrave; stato per primo un giornalista dell&#8217;agenzia afghana <strong>Pajhwak</strong> che ha voluto vederci chiaro nella diffusione di questo strano <strong>fenomeno socioculturale</strong> rappresentato dalla repentina diffusione di una incredibile quantit&agrave; di gadget rainbow made in China.<br />
Inutile dire che <strong>il reporter ha presto scoperto</strong> che i tassisti che avevano decorato i loro taxi con quei gadget<strong> non avevano la pi&ugrave; pallida idea di cosa rappresentassero</strong>. Per loro si trattava solo di una nuova moda di accessori da auto e che, non appena gli &egrave; stato spiegato che si trattava della bandiera simbolo dell&#8217;orgoglio gay <strong>si sono precipitati a fare piazza pulita</strong>.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="L&#039;accidentale gay pride di Kabul - bandiera rainbow uomo - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bandiera_rainbow_uomo.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Gli adesivi e i gadget rainbow sono <strong>arrivati a Kabul attaccati alle macchine di seconda mano&nbsp;importate dal Canada</strong> e gli afghani hanno semplicemente dedotto che quella combinazione di colori fosse solo una moda occidentale e che poteva essere carino adottarla.<br />
E&#8217; il segno del fatto che<strong> l&#8217;Afghanistan non &egrave; pi&ugrave; un paese isolato </strong>e che simboli di altre culture possono arrivare a Kabul molto <strong>pi&ugrave; facilmente di quanto non potesse accadere tempo fa</strong>. Se questo contribuir&agrave;, nel tempo, a cambiare la convinzione per cui omosessualit&agrave; e pedofilia sono sinonimi, &egrave; tutto da vedere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Afghanistan: scomparso giornalista italiano</title>
		<link>https://archivio.gay.it/afghanistan-scomparso-giornalista-italiano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2007 17:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[Preoccupazione negli ambienti giornalistici e istituzionali per il rapimento del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, inviato in zona di guerra.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="340" height="254" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Afghanistan_soldati.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Afghanistan: scomparso giornalista italiano - Afghanistan soldati - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Afghanistan_soldati.jpg 340w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Afghanistan_soldati-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Ore di grande apprensione a seguito del rapimento del giornalista <b>Daniele Mastrogiacomo</b>, inviato in Afghanistan del quotidiano <i>La Repubblica</i> che da domenica ha interrotto ogni contatto con la redazione del giornale. <b>Ezio Mauro</b>, il direttore, ha confermato che nonostante i ripetuti tentativi non sono riusciti a mettersi in contatto con l&#8217;inviato, che si trova nella zona di Kandahar per incontrare alcuni leader talebani. Secondo alcune fonti sarebbe stato “arrestato” proprio dai talebani in quanto sospettato di essere una spia.<br />
La Farnesina è in costante contatto con l&#8217;ambasciata italiana a Kabul e le autorità italiane assicurano che faranno “tutto il possibile” per cercare di aiutare Mastrogiacomo. Il Presidente della Repubblica <b>Giorgio Napolitano</b> e il Presidente del consiglio <b>Romano Prodi</b> hanno dichiarato di seguire costantemente e con viva preoccupazione la vicenda tramite l’unità di crisi. Le organizzazioni non governative <i>PeaceReporter</i> ed <i>Emergency</i> seguono la vicenda attraverso le loro fonti locali.<br />
Tutta la redazione di <i>Gay.it</i> si augura che tutto si risolva per il meglio, ricordando l’ottimo esempio di grande professionismo e attenzione con il quale Mastrogiacomo ha sempre seguito le vicende del movimento GLBT italiano.  </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TERRORISTA PER AMORE?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/terrorista-per-amore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2002 16:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[La relazione sentimentale con un pakistano (sposato) avrebbe spinto il ricco e giovane americano John Walker Lindh ad abbracciare la causa dei Talebani. Lo rivela il 'Time'. Ma il pakistano nega.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/john-walker-lindh.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="TERRORISTA PER AMORE? - john walker lindh - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>WASHINGTON &#8211; Più che il sacro furore religioso, sarebbe stato il fuoco di una passione omosessuale a portare il giovane americano John Walker Lindh da un ricco sobborgo di San Francisco ai campi di addestramento in Afghanistan, in mezzo ai taleban. Lo rivela il settimanale &quot;Time&quot;, raccontando la presunta storia d&#8217;amore con un uomo d&#8217;affari pakistano, sposato e padre di quattro figli.</p>
<p>Ma la stessa fonte, il pachistano Khizar Hayat, subito dopo la pubblicazione della storia ha smentito, in un&#8217;intervista alla Cnn, la versione di &quot;Time&quot;. &quot;La mia relazione con Lindh &#8211; ha detto Hayat al network tv &#8211; è del tipo che ogni buon musulmano dovrebbe avere con il prossimo&quot;.</p>
<p>Parole ben diverse da quelle che &quot;Time&quot; sostiene di aver raccolto da Hayat, che avrebbe descritto Lindh come il suo amante. L&#8217;uomo d&#8217;affari incontrò il giovane americano, all&#8217;epoca diciottenne, durante un viaggio in California nel 1999 con missionari musulmani. L&#8217;anno prima il padre di John aveva svelato alla famiglia di essere gay.</p>
<p>Nel 2000, Lindh decise di partire per il Pakistan, dove fu prima ospite di Hayat, poi entrò in una &#8216;madrasah&#8217;, una scuola religiosa islamica. &quot;Era pronto a vivere con me &#8211; ha detto Hayat a &quot;Time&quot; &#8211; ma io lo spinsi verso la &#8216;madrasah&#8217;&quot;.</p>
<p>L&#8217;imprenditore pachistano, titolare di una società che commercia latte in polvere, al magazine ha detto di essere diventato in seguito geloso del rapporto che si era creato tra Lindh e il suo insegnante islamico, il mufti Iltimas Khan.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo ha spiegato che il viaggio di Lindh nell&#8217;Islam era cominciato, dopo l&#8217;incontro con Hayat, come &quot;un viaggio pericoloso, un itinerario del piacere&quot;.</p>
<p>Nei confronti del taleban americano, la giustizia federale il prossimo 4 ottobre formalizzerà una condanna a 20 anni di carcere, decisa dopo un patteggiamento tra accusa e difesa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marines in missione molestati da afghani gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/marines-in-missione-molestati-da-afghani-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2002 16:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Militare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il giornale online &#34;The Scotsman&#34; riferisce di afghani che «in ogni villaggio venivano fuori truccati a farci buffetti sulle guance e darci scherzosi bacetti»]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/afghanistan_bombe.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Marines in missione molestati da afghani gay - afghanistan bombe - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>BAGRAM &#8211; Il giornale online &quot;The Scotsman&quot; pubblica un singolare reportage dall&#8217;Afghanistan: Chris Stephen riferisce infatti le disavventure capitate a un gruppo di marines britannici, che sono stati abbordati da orde di contandini locali omosessuali.</p>
<p>Uno dei marines, James Fletcher, riferisce che il gayo gruppetto era &quot;più terrificante di Al-Qaeda&quot;.</p>
<p>«Andavano in giro scheccando per tutto il villaggio mano nella mano &#8211; ha raccontato Fletcher &#8211; Eravamo decisamente scioccati. Abbiamo appreso dai soldati afgani che erano con noi che molti uomini in questo paese hano la stessa filosofia degli antichi greci: &#8216;una donna per fare figli, e un uomo per il piacere&#8217;».</p>
<p>Mentre i marines, con i visi dipinti con colori mimetici e appesantiti dalle loro armi, radio e munizioni, non sono riusciti a trovare tracce di Al-Qaeda nella loro missione durata sette giorni, hanno però dovuto affrontare gli uomini afghani che volevano accarezzare loro i capelli: «Era un inferno &#8211; racconta il caporale ventenne Paul Richard &#8211; In ogni villaggio in cui arrivavamo, un gruppo di uomini truccati venivano fuori a farci buffetti sulle guance e darci scherzosi bacetti». </p>
<p>Le tribù sulle montagne afgane sono estremamente isolate: «Penso che buona parte del problema sia che non ci sono donne in giro &#8211; ha detto un altro marine, Vaz Pickles &#8211; Abbiamo visto solo due donne in tutti i sette giorni».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#034;I Talebani non riconoscono una lesbica&#034;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/quoti-talebani-non-riconoscono-una-lesbica-quot</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2001 17:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[La giornalista americana tenuta prigioniera dieci giorni dai fondamentalisti afghani riferisce del loro atteggiamento verso l'omosessualità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/don_afghane_cop.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;I Talebani non riconoscono una lesbica&quot; - don afghane cop - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Yvonne Ridley la giornalista tenuta prigioniera per dieci giorni dai Talebani, ha fatto rivelazioni circa l&#8217;atteggiamento del regime riguardo all&#8217;omosessualità. </p>
<p>La Rudley, che ha 43 anni, lavorava il Sunday Express, quando è stata catturata dai Talebani dopo essersi introdotta nascostamente in Afghanistan in seguito agli avvenimenti dell&#8217;11 settembre in America.</p>
<p>La Ridley riferisce nel suo nuovo libro &quot;Nelle mani dei Talebani&quot; che l&#8217;Occidente avrebbe piuttosto preferito che lei venisse uccisa dai fanatici religiosi, per riuscire così a ottenere maggiore sostegno alla campagna di bombardamento.</p>
<p>Ha detto alla rivista Gay &#038; Lesbian Humanist che i Talibani non potebbero riconoscere, né tantomeno molestare, una lesbica.</p>
<p>«Non penso che gli uomini se ne accorgerebbero. I Talibani sono un popolo molto giovane &#8211; ha detto &#8211; La maggior parte di loro sono adolescenti o appena ventenni e non hanno mai avuto contatti con donne in assoluto, così se capitasse loro di incontrare due lesbiche non saprebbero che cosa hanno incontrato».</p>
<p>La Ridley ha criticato l&#8217;ignoranza e l&#8217;omofobia del sistema di informazione occidentale riguardo al regime talebano. Ha detto che il dipartimento russo della BBC World ha persino cercato di farle dire che i suoi carcerieri erano gay perché non hanno cercato di abusare di lei fisicamente o sessualmente.</p>
<p align="right">di Gay.com UK</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PACE E GIUSTIZIA</title>
		<link>https://archivio.gay.it/pace-e-giustizia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Maria Corbelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2001 16:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Arcigay Toscana con gli USA; altri contro la guerra]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/afghanistan_bombe-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="PACE E GIUSTIZIA - afghanistan bombe 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>&quot;Non c&#8217;e&#8217; pace senza giustizia&quot;: l&#8217;<strong>Arcigay Toscana</strong> in un comunicato emanato ieri, si schiera a favore dell&#8217;intervento umanitario e di polizia in Afghanistan, e si prendono le distanze da quei &quot;pochi squilibrati fiancheggiatori dei terroristi&quot; che &quot;a Roma come a Kabul, bruciano le bandiere degli Stati Uniti in segno di odio&quot; per protestare contro l&#8217;intervento armato anglo-americano nella patria di Osama Bin Laden. Contro queste persone, <strong>Arcigay</strong> propone di bruciare &quot;i burka dell&#8217;oppressione, non le bandiere USA&quot;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PACE E GIUSTIZIA - 0103 arcigaylogo 9 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/0103-arcigaylogo-9.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&quot;Centinaia e centinaia di milioni di uomini e di donne, in Afghanistan come ovunque nel mondo &#8211; dichiara Arcigay &#8211; attendono la fine dell&#8217;oppressione della violenza e dell&#8217;integralismo terrorista ed il ritorno della pace e della giustizia. Attendono, e noi con loro, il riconoscimento globale dei diritti umani fondamentali e delle libertà civili di tutti, attendono di poter finalmente bruciare il &quot;burka&quot; dell&#8217;oppressione&quot;.</p>
<p>Per Arcigay, &quot;il fondamentalismo ed il terrorismo nascono ove c&#8217;è odio ed ignoranza&quot; e sottolinea che &quot;per anni, d&#8217;altro canto, il regime Talebano ha  fomentato fondamentalismo e terrorismo&quot;. Particolare considerazione rivolge Arcigay al problema dei milioni di donne costrette &quot;ad uno stato animalesco, coperte dal &quot;Burka&quot;&quot;, non senza denunciare l&#8217;inumano trattamento subito dagli omosessuali in quel paese: &quot;Centinaia di migliaia di persone omosessuali in Afghanistan, sono state condannate a morte, schiacciate sotto un muro di pietre e sepolte vive, secondo la legge islamica!&quot;</p>
<p>&quot;Con ancora negli occhi e nel cuore le vittime innocenti dell&#8217;attentato al WTC &#8211; conclude Arcigay &#8211; assistiamo impotenti ai bombardamenti in Afghanistan. L&#8217;esigenza di controbattere e debellare, in tutte le sue forme il terrorismo, si scontra con la fame e la disperazioni dei profughi in fuga dai bombardamenti. In quest&#8217;ora grave di dolore, confidiamo nella possibilità che l&#8217;intervento di polizia internazionale svolto dalle nazioni del mondo libero, Usa in testa, resti tale e non coinvolga il popolo afghano, verso cui, facciamo appello alla solidarietà di tutti. Solo con la piena unità ed il sostegno di tutti a questo giusto intervento umanitario, possiamo far sì che la situazione non sfoci in una guerra&quot;. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PACE E GIUSTIZIA - glo - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/glo.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&#8217;appello all&#8217;unità di Arcigay, che richiama quello lanciato dal centrosinistra in Parlamento, in occasione della votazione che ha visto parte della sinistra italiana condannare l&#8217;intervento armato anglo-americano, non trova tutti d&#8217;accordo. Il <strong>Gruppo di Liberazione Omosessuale (Glo)</strong> milanese, vicino a <strong>Rifondazione Comunista</strong>, ad esempio, non lascia spazio ad equivoci, e in merito a questo comunicato dichiara: &quot;ovviamente non lo condividiamo&quot;. Gli esponenti del Glo precisano che &quot;noi tutti siamo convinti che la guerra sia sempre e comunque un errore, tanto più grave quando può dare avvio &#8211; come in questo caso &#8211; a una spirale di violenza che abbiamo paura anche solo a immaginare&quot;. </p>
<p>Pur precisando che la &quot;condanna agli attentati di settembre è altrettanto ferma&quot;, il Glo afferma che la violenza non può &quot;in alcun modo rappresentare la soluzione a un problema. A maggior ragione in un caso così drammatico&quot;. E&#8217; per questo che il Glo si schiera in opposizione al comunicato Arcigay, per l&#8217;&quot;uso che viene fatto della bandiera dei diritti civili: una bandiera che in nessun caso pensiamo possa essere portata avanti con un&#8217;azione militare o usata come giustificazione per l&#8217;azione stessa&quot;. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PACE E GIUSTIZIA - 0109 gaylib 4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/0109-gaylib-4.gif" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Due anime, dunque, nel movimento omosessuale, così come nella società civile. A sostenere la legittimità del ricorso all&#8217;intervento armato, c&#8217;è anche <strong>Marco Volante</strong> esponente dell&#8217;associazione di gay di centro-destra <strong>GayLib</strong>. &quot;Posto che la nuova emergenza ha scoperto il nervo &#8211; afferma Volante &#8211; e che ora più nessuno ha scusanti per rinviare l&#8217;istituzione di una forza di sicurezza globale, crediamo che un intervento di polizia internazionale volto a eliminare il pericolo immediato di nuovi atti terroristici sia sacrosanto e debba essere portato con determinazione e tenendo sempre l&#8217;obiettivo di bonificare il pericolo armato ben distinto da quello di risolvere la questione alla radice, per la qual cosa un intervento militare non può nulla&quot;. Volante, infatti, sottolinea come sia difficile trovare una soluzione che eviti il ripetersi dei gesti terroristici come quelli dell&#8217;11 settembre: &quot;La risposta è complessa e implica processi politici, culturali ed economici di medio e lungo termine. Fare in modo che tutto il pianeta goda di un relativo stato di benessere economico e che ovunque i diritti umani siano considerati inviolabili è il tipo di globalizzazione che crediamo debba essere perseguito e, in buona sostanza, l&#8217;unico vero sistema per depotenziare e forse eliminare la motivazione che induce quegli uomini a sacrificarsi pur di combattere quello che considerano un nemico&quot;. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IN GUERRA DA SEMPRE</title>
		<link>https://archivio.gay.it/in-guerra-da-sempre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2001 16:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[E' guerra. Mirata? Guerra comunque. Ecco la testimonianza di uno scrittore afghano-anmericano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/afghan03.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="IN GUERRA DA SEMPRE - afghan03 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><em>Tamim Ansary è uno scrittore afghano. Scrive libri per ragazzi e vive negli Usa, a San Francisco. Questa, scritta di suo pungo, è la sua opinione sul bombardamento dell&#8217;Afghanistan da parte delle forze anglo-americane.</em></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="IN GUERRA DA SEMPRE - afghan01 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/afghan01.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ho sentito molto parlare alla radio e alla televisione in America che è giusto bombardare l&#8217;Afghanistan e &quot;riportarlo all&#8217;era della pietra&quot; </p>
<p>Ronn Owens alla radio Americana, ammetteva che &quot;bombardare l&#8217;Afghanistan significa uccidere persone innocenti, persone che non hanno niente a che fare con questa atrocità, ma siamo in guerra e dobbiamo accettare effetti collaterali, che altro possiamo fare?&#8230;&quot; </p>
<p>Ho sentito anche un tizio ad un talk show che si chiedeva se l&#8217;America aveva il fegato per fare &quot;quello che bisogna fare&quot;&#8230; </p>
<p>Io sono afghano e anche se vivo in America oramai da 35 anni, non ho mai perso l&#8217;attenzione di cosa succede laggiù. Così vorrei dire a tutti quelli che mi leggeranno come la vedo dal mio punto di vista. Dal punto di vista di uno che odia i Talebani e odia Osama Bin Laden. Non ho alcun dubbio che queste persone siano responsabili per quell&#8217;orrore che è successo a New York e Washington. Sono d&#8217;accordo che qualcosa va fatto contro questi mostri. </p>
<p>Ma i Talebani e Bin Laden non sono l&#8217;Afghanistan. Non sono nemmeno i governanti dell&#8217;Afghanistan. I Talebani sono una sorta di psicotici ignoranti che hanno preso il potere nel 1997. Bin Laden è un criminale politico con un suo piano.</p>
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<p>Quando pensate ai Talebani, pensate ai nazisti. Quando pensate a Bin Laden, pensate ad Hitler. E quando pensate al &quot;popolo dell&#8217;Afghanistan&quot; pensate agli &quot;Ebrei nei campi di concentramento&quot;. </p>
<p>E non solo gli afghani non hanno niente a che fare con queste atrocità, ma sono stati le prime vittime delle atrocità di questi criminali! Esulterebbero se qualcuno andasse laggiù, e radesse al suolo i covi dei criminali nascosti nel loro Paese. Qualcuno si chiederà, perché allora non fanno la Rivoluzione per far cadere i Talebani? La risposta è, sono affamati, esausti, feriti, sofferenti oramai incapaci di reagire. Alcuni anni fa Le Nazioni Unite stimavano che in Afghanistan ci fossero 500.000 orfani disabili. Un Paese senza economia, senza cibo. Ci sono milioni di vedove. Molte di queste vedove sono state seppellite vive nelle fosse comuni. Il suolo è letteralmente ricoperto da mine anti uomo, Tutte le fattorie furono distrutte dai Sovietici. Queste sono alcune delle ragioni per cui il popolo afghano non riesce a far cadere il regime Talebano. </p>
<p>Veniamo adesso alla questione sul bombardamento dell&#8217;Afghanistan. Il problema è che è già stato fatto. Se ne sono già occupati i Sovietici. Far soffrire gli afghani? Stanno già soffrendo. Distruggere le loro case? Fatto. Trasformare le loro scuole in macerie? Fatto. Annientare i loro ospedali? Fatto. Distruggere le loro infrastrutture? Fatto. Tenerli lontani dalle medicine e dalle cure mediche? Troppo tardi. Qualcuno lo ha già fatto. Nuove bombe metterebbero solo macerie sulle macerie.</p>
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<p>Prenderebbero, alla fine, i Talebani? Non credo. Nell&#8217;Afghanistan di oggi solo i Talebani mangiano, solo loro hanno la possibilità di muoversi liberamente. Possono scappare e nascondersi. </p>
<p>Forse le bombe riuscirebbero a colpire alcuni di questi orfani disabili, non si possono muovere molto velocemente, non hanno nemmeno sedie a rotelle. Ma volare sopra Kabul e lanciare giù delle bombe non colpirebbe certo questi criminali che hanno compiuto atti così orrendi. In realtà aiuterebbe solo i Talebani nella loro opera: Fare violenza a persone che ne hanno già subita abbastanza. Cosa può essere fatto allora?! Lasciatemi allora parlare con vera paura e tremito. L&#8217;unico modo per prendere Bin Laden è quello di andare là con le truppe d&#8217;assalto terrestri. Quando la gente parla di &quot;avere il fegato per fare quello che bisogna fare&quot; in realtà vuol dire di avere il fegato di uccidere tanto quanto è necessario. Avere il fegato di superare qualunque questione morale e di ammazzare gente innocente. </p>
<p>Tiriamo fuori la testa dalla sabbia. Quello che abbiamo attualmente sul tavolo sono Americani morti. E non solo perché alcuni potrebbero morire in Afghanistan scovando il nascondiglio di Bin Laden. No gente, è molto di più. Per esempio, le altre nazioni musulmane staranno solo a guardare? E per quanto? Vedete dove potremmo arrivare? Ad una guerra mondiale tra Occidente ed Islam&#8230; ed indovinate un pò? è proprio il programma di Bin Laden. E&#8217; esattamente quello che vuole. E&#8217; per questo che ha fatto quello che ha fatto.</p>
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<p>Leggete i suoi discorsi, i suoi proclami, quello che ha detto in televisione nel suo messaggio dopo il primo attacco all&#8217;Afghanistan di domenica. E&#8217; tutto scritto. Lui crede veramente che l&#8217;Islam vincerebbe sull&#8217;Occidente. Può sembrare ridicolo, ma lui pensa, in un&#8217;eventuale guerra contro l&#8217;Islam, di poter contare su un esercito di un miliardo di soldati. </p>
<p>Se l&#8217;Occidente causerà un olocausto in quelle terre, dove ci sono milioni di persone con niente da perdere, potrebbe essere ancora meglio dal punto di vista di Bin Laden. Probabilmente ha torto, alla fine l&#8217;Occidente vincerebbe, qualunque cosa questo significhi, ma la guerra durerebbe anni e milioni di persone morirebbero. Chi ha fegato per fare tutto ciò? Bin Laden di sicuro. Qualcun altro?&#8230; </p>
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