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	<title>Barbara Pollastrini &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Barbara Pollastrini &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Omofobia: il Pd ci riprova</title>
		<link>https://archivio.gay.it/omofobia-il-pd-ci-riprova</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 16:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Concia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il senatore Casson presenta il testo di Paola Concia all'assemblea di Palazzo Madama, mentre a Montecitorio i deputati propongono un nuovo comma per l'articolo 61. Ecco i dettagli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobia_senatoBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Omofobia: il Pd ci riprova - omofobia senatoBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Dopo la cocente sconfitta di ieri alla Camera dei Deputati, il Pd rilancia un testo contro l&#8217;omofobia e lo fa contemporaneamente alla Camera e al Senato.</p>
<p><strong>Il senatore Felice Casson</strong>, capogruppo Pd nella commissione Giustizia, ha infatti appena <strong>presentato al Senato il disegno di legge contro l&#8217;omofobia redatto da Paola Concia</strong>, lo stesso bocciato ieri per incostituzionalit&agrave;. Per il momento, gli altri firmatari sono i senatori <strong>Magda Negri, Ignazio Marino, Pietro Ichino</strong>. &quot;Abbiamo presentato questo testo &#8211; spiega Casson &#8211; per rimediare al grave errore commesso alla Camera e per riaffermare il<strong> diritto di libert&agrave; e di uguaglianza per tutte le persone</strong>&quot;.</p>
<p>A Montecitorio, invece, i deputato democratici hanno depositato stamattina una nuova <strong>proposta di legge armonizzata con il Trattato di Lisbona</strong>, ratificato all&#8217;unanimit&agrave; &egrave; il caso di ricordarlo, dal Parlamento italiano nello scorso luglio. La proposta di legge &egrave; firmata dalla presidenza del gruppo tra cui <strong>Anna PAola Concia, Rita Berardini, Barbara Pollastrini e Jean Leonard Touadi</strong>.</p>
<p>Il testo &egrave;<strong> di un solo articolo</strong> che propone di aggiungere il seguente comma all&#8217;articolo 61 del codice penale, quello che prevede le aggravanti: &quot;l&#8217;avere, nei delitti non colposi <strong>contro la vita e l&#8217;incolumit&agrave; individuale, contro la personalit&agrave; individuale, contro la libert&agrave; personale e contro la libert&agrave; morale</strong>, commesso il fatto per <strong>motivi di omofobia e transfobia</strong> intesi come <strong>odio e discriminazione</strong> in ragione dell&#8217;orientamento sessuale di una persona verso persone del suo stesso sesso, persone del sesso opposto, persone di entrambi i sessi&quot;.</p>
<p>Torna tutto in discussione, insomma, e il Pd sembra non volersi arrendere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Patrocinio negato al Pride: tutti contro Mara</title>
		<link>https://archivio.gay.it/patrocinio-negato-al-pride-tutti-contro-mara</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Grillini]]></category>
		<category><![CDATA[imma battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Concia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fioccano le dichiarazioni sulle parole della ministra delle pari opportunità. Dura condanna dalla comunità LGBT. E i portavoce di Bologna parlano di 'strategia negazionista'.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/carfagna_polemicheBASE-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Patrocinio negato al Pride: tutti contro Mara - carfagna polemicheBASE 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Come era inevitabile, le dichiarazione della ministra per le Pari Opportunit&agrave; Mara Carfagna a proposito del Gay Pride hanno suscitato reazioni e polemiche in tutta la comunit&agrave; LGBT italiana. <br />
&quot;Con tutto il rispetto per la fortunata cerchia di amicizie gay della Carfagna &#8211; si legge in un comunicato stampa del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli -,&nbsp; gli strumenti di cui si avvale un Ministro per valutare la presenza o meno di violenze o discriminazioni per le persone glbt dovrebbero essere diverse dalle chiacchiere in libert&agrave; con qualche conoscenza personale, e basarsi piuttosto su ricerche, studi e sull&rsquo;esperienza delle associazioni che si confrontano quotidianamente con questi problemi sul territorio. Solo qualche settimana fa un gruppo di oltre dieci giovani ha attaccato la nostra sede al grido di Froci Raus, e invocando fascismo e campi di concentramento&quot;.<br />
Fa eco al circolo anche Di&#8217;Gay Project che chiede alla ministra un incontro con le associazioni. &quot;L&#8217;on. Mara Carfagna, incontri le associazioni omosessuali e transessuali- commenta Imma Battaglia, presidente dell&#8217;associazione -, cos&igrave; da conoscere realmente la situazione e i bisogni della popolazione lgbt&quot;.</p>
<p>E a proposito delle convinzioni della ministra riguardo al fatto che gay e lesbiche non subirebbero pi&ugrave; discriminazioni, Paola Concia, deputata del PD, risponde: &quot;Il Ministro si confronti con la societ&agrave; vera, con quegli omosessuali che vivono in coppia per amore e che non hanno il diritto di lasciare l&#8217;eredit&agrave; al partner di una vita o godere della pensione di reversibilit&agrave;; si confronti con i problemi di chi non pu&ograve; succedere di diritto nel contratto di affitto, di prendere decisioni sulla salute del proprio partner. La Carfagna ha deciso di non andare al gaypride? Significa &#8211; incalza Concia &#8211; che si rifiuta di conoscere da vicino i problemi gravi di una parte della societ&agrave; italiana&quot;.</p>
<p>Pi&ugrave; aspri i toni degli organizzatori del Bologna Pride 2008 che parlano di &quot;pericolosa strategia negazionista&quot;. &quot;Dichiarazioni al limite della fantascienza. La cui ragion d&rsquo;essere non &egrave; una disarmante ingenuit&agrave;, quanto piuttosto la pericolosa strategia politica di questa destra, e di cui Mara Carfagna &egrave; la semplice portavoce &#8211; affermano i tre portavoce nazionali del Pride di quest&#8217;anno -. Non potendo affermare apertamente la contrariet&agrave; alla concessione di diritti,(&#8230;), si nega l&rsquo;esistenza della questione stessa, la si aggira, la si depotenzia. Questa ostinata negazione &egrave; un argomento allarmante&quot;.</p>
<p>&quot;Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia pi&ugrave; facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi e stereotipi anzich&eacute; svolgere una positiva attivit&agrave; di governo&quot;. Con queste parole, invece, Franco Grillini, boccia, dai microfoni di EcoTV, le posizioni imprudentemente espresse dalla neoministra.</p>
<p>E nella ridda di dichiarazioni che continuano a susseguirsi nelle ultime ore, giunge anche quella di chi il ruolo di Mara Carfagna ha ricoperto fino a pochi giorni fa. &quot;Non sono stupita &#8211; dichiara Barbara Pollastrini, ora deputata del PD -. E&#8217; ministra di un governo il cui premier, nel discorso di insediamento, non ha fatto alcun riferimento al contrasto alle discriminazioni, al tema dei diritti e doveri civili e non ha ritenuto di dover citare neppure una volta le parole laicit&agrave; e dialogo. Contrapporre diritto a diritto, dovere a dovere &#8211; conclude Barbara Pollastrini &#8211; &egrave; quanto di pi&ugrave; miope e ingannevole possa fare la politica&quot;.</p>
<p>&#8216;Inutile&#8217; &egrave; invece l&#8217;appellativo scelto da Vladimir Luxuria per definire il dicastero occupato dalla ex valletta. &quot;Questo ministero, con a capo Mara Carfagna, non intende assolvere al compito di dare e garantire pari opportunit&agrave; &#8211; dichiara Luxuria -. Si tratta quindi di un ministero inutile che di fatto non ci rappresenta&quot;. All&#8217;ex deputata di Rifondazione Comunista, l&#8217;ufficio stampa del ministero risponde con una nota stampa: &quot;Le Pari Opportunit&agrave; a giudizio del ministro pro tempore riguardano sopratutto le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap. Se il signor Guadagno non si sente rappresentato da queste priorit&agrave; significa che non ha alcun rispetto per chi &eacute; veramente discriminato&quot;.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di Luxuria &egrave; Fabio Evangelisti di Italia dei Valori che dichiara: &quot;E&#8217; paradossale che proprio la Ministra delle Pari Opportunit&agrave; non riconosca l&#8217;opportunit&agrave; degli omosessuali e dei transgender di manifestare liberamente per le vie del capoluogo emiliano e che, per giunta, un&#8217;esponente del Partito delle Liberta&#8217;, forza che si dice liberale e riformista, decida di non riconoscere e di non tutelare la liberta&#8217; di manifestare, di singoli e gruppi, contro ogni discriminazione&quot;.</p>
<p>Fuori dal coro dell&#8217;opposizione, le dichiarazioni di Marco Follini, senatore del Pd, ma con un passato molto recente nell&#8217;Udc, che dichiara: &quot;Il Gay Pride &egrave; un diritto degli omosessuali ma il patrocinio non &egrave; un dovere del governo&quot;, dimenticando che il patrocinio non &egrave; stato chiesto per la manifestazione finale, ma per gli eventi culturali che la precedono.&nbsp;</p>
<p>Tutti a sostegno delle posizioni di mara carfagna, invece, gli esponenti della sua coalizione. Da Volont&egrave; al cristiano-riformista Antonio Mazzocchi, passando per Barbara Saltamartini, deputata Pdl e responsabile dipartimento Pari opportunita&#8217; di Alleanza Nazionale, Isabella Bertolini e l&#8217;Osservatorio sui Diritti dei Minori &egrave; un lungo applauso alle posizioni della ministra, giustificate a volte con l&#8217;&quot;inutilit&agrave; di una sfilata al fine di affermare dei diritti&quot;, a volte con &quot;la spettacolarizzazione di un tema che dovrebbe essere trattato nelle sedi opportune e con modi consoni all&#8217;importanza che merita&quot;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Violenza: l’Italia ha bisogno di una legge per i più deboli</title>
		<link>https://archivio.gay.it/violenza-litalia-ha-bisogno-di-una-legge-per-i-piu-deboli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Aurelio Mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne perché fisicamente più facilmente prevaricabili, omosessuali e trans più deboli in quanto minoranza stigmatizzata. Dati allarmanti sulla violenza all’interno delle famiglie.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="333" height="239" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Manifestazione_No_Violenza_Sett2006-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Violenza: l’Italia ha bisogno di una legge per i più deboli - Manifestazione No Violenza Sett2006 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Manifestazione_No_Violenza_Sett2006-1.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Manifestazione_No_Violenza_Sett2006-1-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &ndash; Il Ministro dell&rsquo;Interno <strong>Giuliano Amato</strong> ha presentato ieri gli ultimi dati riguardanti la criminalit&agrave;. Ne esce l&rsquo;immagine di un paese nel quale ancora si commettono delitti per motivi &lsquo;passionali&rsquo; (maschio padrone che non accetta che la &#8216;sua&#8217; donna si innamori di un altro e lo lasci) e dove l&rsquo;ambito familiare &egrave; ben lontano dall&rsquo;immaginetta da cartolina offerta dai fautori della teoria riassumibile in &ldquo;o Family Day o barbarie&rdquo;: le violenze in ambito familiare fanno infatti pi&ugrave; vittime di quanti non ne facciano criminalit&agrave; organizzata e rapine.</p>
<p>Le statistiche sugli omicidi diffuse dal Ministero dell&rsquo;Interno e riguardanti il quinquennio dal 2001 al 2006 illustrano che quando la vittima &egrave; una donna &ldquo;nella maggioranza dei casi &egrave; il coniuge, il convivente o il fidanzato maschio ad uccidere la propria compagna&rdquo; mentre se la vittima &egrave; un uomo molto spesso l&rsquo;omicida &egrave; il padre della vittima. Il ministro Amato confessa di essere &quot;rimasto assolutamente sconvolto sul capitolo sulla violenza contro le donne. &Egrave; impressionante. Sono 6 milioni 743mila, pari al 31,9% della classe d&#8217;et&agrave; considerata, le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita&rdquo;. In oltre il 62% dei casi chi commette la violenza &egrave; il marito/fidanzato/compagno.</p>
<p>&laquo;Sono dati drammatici quelli diffusi dal Viminale che confermano l&#8217;allarme che pi&ugrave; volte ho lanciato all&#8217;intero governo e al Parlamento&raquo; ha detto <strong>Barbara Pollastrini</strong>, Ministra per i Diritti e le Pari Opportunit&agrave;, commentando numeri che confermano un&#8217;emergenza che non si pu&ograve; continuare ad ignorare. &laquo;Per questo &ndash; ha aggiunto la Ministra &#8211; mi rivolgo ancora una volta ai deputati e alle deputate di ogni schieramento perch&eacute; venga approvata nel pi&ugrave; breve tempo possibile il disegno di legge contro le molestie e la violenza sulle donne o per orientamento sessuale attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia della Camera. Chiedo fin da ora &ndash; ha proseguito Pollastrini &#8211; che Dpef e Finanziaria prevedano il sostegno necessario per quel programma di azione straordinario di prevenzione contro la violenza e per la cultura del rispetto che abbiamo iniziato a costruire. Sono convinta &ndash; ha concluso la Ministra &#8211; che libert&agrave; e sicurezza siano un binomio inscindibile. E che contro la violenza, soprattutto sulle donne e i bambini, sia necessario agire con decisione. &Egrave; un reato che non concede spazio al relativismo etico e alle rimozioni&raquo;.</p>
<p>Sembra aspirare alla rimozione dal dibattito pubblico delle violenze omofobe invece la deputata della Lega Nord <strong>Carolina Lussana</strong>, che si rivolge direttamente al ministro Amato dicendogli che &ldquo;sconvolti siamo noi. Siamo sconvolti sia perch&eacute; lei si stupisce per dei dati che invece noi conosciamo bene, sia per l&#8217;incapacit&agrave; sua e del suo governo di proporre soluzioni per affrontare questo dramma.&rdquo; L&rsquo;esponente leghista ha presentato in passato sue proposte di legge in materia di violenza sessuale e, come al solito, quando c&rsquo;&egrave; qualcuno che cerca di inserire nel contesto anche le violenze contro persone omosessuali, non ne vuole sentir parlare: &ldquo;Il provvedimento del governo &ndash; dice Lussana &ndash; &egrave; un pout-pourri che mira ad allargare il tema alle discriminazioni in generale, al punto che il ministro Pollastrini non ha trovato di meglio da fare che inserire la solita questione dell&#8217;omofobia. Il provvedimento giace in Commissione giustizia dove, in sede di audizioni, avete dato la precedenza alle associazioni Arcigay e Arcilesbica, a dimostrazione che gli omosessuali sono la priorit&agrave; di questo governo. E questo &#8211; conclude &ndash; &egrave; inaccettabile.&rdquo;</p>
<p>Visto che nella societ&agrave; ci sono anche gay e lesbiche &egrave; stato invece un bene che, invece di ignorarli, siano stati ascoltati dalla commissione giustizia della Camera i due presidenti di <em>Arcilesbica</em> e <em>Arcigay</em>, relativamente a tale disegno di legge, il 2169. I due hanno illustrato ai membri della commissione le problematiche specifiche e hanno presentato una corposa documentazione contenete alcuni rilievi giuridici alla legge oltre a diversi fatti di omofobia registrati nel nostro paese. Secondo la presidente di <em>Arcilesbica</em> <strong>Francesca Polo</strong> &quot;Da anni le nostre associazioni sono attive nel difficile lavoro di contrasto alle discriminazioni che le persone Lgbt sono costrette a subire. Questo attraverso le nostre linee di ascolto che svolgono in maniera competente un lavoro di supporto alle vittime delle violenze. Ma non basta. &Egrave; necessario che il ddl venga approvato in tempi brevissimi perch&eacute; finalmente, anche il nostro paese, dichiari inammissibile l&#8217;istigazione all&#8217;odio contro le persone lesbiche, gay e trans&quot;.</p>
<p>Il presidente di <em>Arcigay</em> <strong>Aurelio Mancuso</strong> ha detto di aver chiesto &ldquo;che le nostre realt&agrave; associative, ben radicate nel paese e gi&agrave; fortemente impegnate sul fronte antiviolenza, siano riconosciute come soggetti attivi di promozione sociale. Le elevate competenze acquisite in 20 anni di lavoro diffuso diventino strumenti concreti di contrasto e prevenzione alla violenza in modo da favorire la crescita della coscienza civile e culturale dell&#8217;Italia.&rdquo;&nbsp;&nbsp; (<em>Roberto Taddeucci</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRIDE: DOPO IL SILENZIO, LE POLEMICHE</title>
		<link>https://archivio.gay.it/pride-dopo-il-silenzio-le-polemiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un imprenditore romano rifiuta a EcoTv il noleggio di un mezzo per le riprese dal corteo. La Cei lascia la parola ai teodem: «non è detto che dobbiamo commentare tutto quello che fanno gli altri».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/pride_15062007F4.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="PRIDE: DOPO IL SILENZIO, LE POLEMICHE - pride 15062007F4 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">Se finora aveva regnato il silenzio sul Pride di domani, adesso imperversano le polemiche e le prese di posizione contro la manifestazione pi&ugrave; importante dell&#8217;anno per la comunit&agrave; GLBT italiana. Ad opporsi, anche se in modi diversi, al corteo che domani sfiler&agrave; per le strade di Roma, non ci sono solo politici, militanti dell&#8217;estrema destra e gerarchie clericali, ma anche singoli cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>IL CASO DI ECOTV</strong><br />
L&#8217;episodio forse pi&ugrave; incredibile &egrave; accaduto a <strong>EcoTv</strong> che ha in programma per domani la diretta dal Pride in collaborazione con <em>Gay.it</em>. &laquo;Nonostante fosse gi&agrave; stato concordato il noleggio di un automezzo, un imprenditore romano ha negato ad Ecotv il servizio, dopo aver saputo che il veicolo sarebbe stato utilizzato per la ripresa televisiva del <span>Gay Pride&raquo;</span>. E&#8217; la denuncia del direttore di Ecotv, <strong>Pino Gagliardi</strong>. Secondo il direttore dell&#8217;emittente televisiva, infatti, l&#8217;uomo, al telefono, si sarebbe giustificato cos&igrave;: &laquo;Non conoscevo la finalit&agrave; per cui volevate il furgone, ora che la so, non ve lo posso concedere&raquo;. Pronta la replica del giornalista di Ecotv, che ha ricordato al noleggiatore di non avere alcuna intenzione di usare l&#8217;auto a nolo per &laquo;svaligiare una banca&raquo;.<br />
&laquo;Ma per me &egrave; simile- ha risposto l&#8217;imprenditore- Non voglio aderire in alcun modo a questa manifestazione, tanto meno mettendo a disposizione un mio automezzo perch&eacute; non ne condivido la finalit&agrave;, non rientra nei miei principi&raquo;. Naturalmente la diretta si far&agrave;, e sar&agrave; l&#8217;occasione per trasmettere stralci della registrazione della conversazione con l&#8217;imprenditore romano. Le riprese dal corteo, invece, saranno fatte a bordo di un calesse.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>ECCO LA CEI</strong><br />
Stupisce, invece, il silenzio della Cei che ha dichiarato di voler mantenere il pi&ugrave; stretto riserbo. &laquo;Preferiamo non rilasciare dichiarazioni che servirebbero soltanto a fomentare polemiche in cui noi non vogliamo entrare&raquo; spiegano negli uffici Cei che si occupano di comunicazione e famiglia, e aggiungono: &laquo;in questa occasione la nostra scelta &egrave; senz&#8217;altro quella del silenzio, d&#8217;altronde non &egrave; detto che noi dobbiamo commentare tutto quello che fanno gli altri&raquo;. Alcuni direbbero che &egrave; una buona notizia. E&#8217; bastata Militia Christi ad ergersi a difensore del sentimento cattolico che il Gay Pride offenderebbe.</p>
<p><strong>DAL PARLAMENTO</strong><br />
E poi ci sono sempre i teodem, come si chiamano adesso, ad alimentare le polemiche. L&#8217;ultimo a dire la sua &egrave; stato <strong>Luca Volont&egrave;</strong>, capogruppo dell&#8217;Udc alla Camera dei Deputati, che rispetto al dietrofront della ministra <a href="https://www.gay.it/pride-la-restituzione-del-patrocinio-e-gli-sviluppi" rel="nofollow noopener" target="_blank">Barbara Pollastrini </a> sul patrocinio al corteo ha dichiarato: &laquo;Non basta essere mogli di autorevoli esponenti della finanza per rispettare il principio di uguaglianza e non-discriminazione palesemente violato. La retromarcia della Pollastrini non incanta nessuno,le sue inaccettabili parole alla Camera e i suoi atti rimangono di una gravit&agrave; inaccettabile. Il suo &#8216;razzismo&#8217; antifamiglia e anti-eterosessuali &#8211; conclude &#8211; &egrave; contrario ai diritti costituzionali&raquo;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Intanto i preparativi continuano ed &egrave; ormai <a href="https://www.gay.it/aspettando-il-pride-tutti-i-carri-che-sfileranno" rel="nofollow noopener" target="_blank">tutto pronto </a> per l&#8217;appuntamento di domani per cui gli organizzatori parlano di 200 mila presenza previste. Seguite la diretta su <em>Gay.it</em> a partire dalle 15.00.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Unioni civili: un comitato per scrivere un nuovo testo</title>
		<link>https://archivio.gay.it/unioni-civili-un-comitato-per-scrivere-un-nuovo-testo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Grillini]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/unioni-civili-un-comitato-per-scrivere-un-nuovo-testo</guid>

					<description><![CDATA[In Commissione Giustizia del Senato accordo sulla necessità di affidare a un comitato ristretto il compito di redigere un testo sulle unioni civili. Per Grillini la legge è a un giro di boa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="200" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Senato_palazzo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Unioni civili: un comitato per scrivere un nuovo testo - Senato palazzo - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>
ROMA &ndash; Ieri si &egrave; riunita nuovamente la Commissione Giustizia del Senato, presieduta da <strong>Cesare Salvi</strong>, che sta in questi mesi esaminando le varie proposte di legge&nbsp;riguardanti i diritti delle coppie conviventi, etero o omosessuali. Al termine della riunione, alla quale ha partecipato anche il Ministro per i Diritti e le Pari Opportunit&agrave; <strong>Barbara Pollastrini</strong>, &egrave; stata decisa la creazione di un comitato ristretto che avr&agrave; il compito di scrivere un testo condiviso sulle unioni civili da portare in Parlamento. Pollastrini, che con Rosy Bindi ha presentato il testo dei DiCo, ha preso atto della cosa augurandosi che tale comitato &laquo;operi in modo ravvicinato, serio e costruttivo&raquo; nell&rsquo;elaborazione del nuovo testo, confermando che da parte del Governo &laquo;la disponibilit&agrave; a collaborare nelle forme e nelle modalit&agrave; che la commissione riterr&agrave; utile adottare.&raquo; Salvi ha detto che la prima riunione di tale comitato dovrebbe avvenire gi&agrave; nella prossima settimana e, sui Dico, che &laquo;il disegno di legge del Governo &egrave; uno dei contributi dato al lavoro parlamentare, ci sono altri otto disegni di legge e in tutto c&#8217;&egrave; materiale interessante per fare una legge sulle unioni civili.&raquo;</p>
<p><strong>Franco Grillini</strong>, deputato di Sinistra Democratica e da tempo impegnato sul fronte Pacs, ha commentato lo sviluppo dicendo che &laquo;la discussione in Senato sulla legge per i diritti delle coppie di fatto anche dello stesso sesso &egrave; arrivata al giro di boa. Con la costituzione del comitato ristretto per la definizione di un testo base possiamo dire che avremo entro breve tempo un nuovo testo su cui discutere che sperabilmente corregga alcuni macroscopici difetti della proposta sui Dico&raquo;, tra cui &laquo;ad esempio la volontariet&agrave; della stipulazione del un contratto di convivenza. Ci auguriamo &ndash; conclude Grillini &#8211; che entro l&#8217;estate sia possibile un voto positivo in Commissione per far s&igrave; che entro l&#8217;autunno il testo possa approdare in aula.&raquo; (<em>RT</em>) </p>
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		<title>Unioni civili: forse, magari non per i gay&#8230;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/unioni-civili-forse-magari-non-per-i-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 17:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Le ministre Pollastrini e Bindi lavorano al DDL sulle coppie di fatto. Il Vaticano emette l’ennesimo veto divino e non piace l’esplicito riferimento alle unioni «anche dello stesso sesso».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/famiglia-gay10.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Unioni civili: forse, magari non per i gay... - famiglia gay10 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Acque agitate per il tanto discusso Disegno di Legge sulle Unioni Civili che farebbe uscire l’Italia da un’arretratezza sui temi dei diritti civili che diventa sempre più imbarazzante per uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea. Da giorni ormai sui grandi quotidiani nazionali girano voci su quelli che sarebbero i punti salienti di una bozza su cui si procede a forza di limature da parte dei team dei due ministeri direttamente coinvolti, quello della Famiglia e quello dei Diritti e Pari Opportunità. Una prima versione ufficiale del DDL avrebbe potuto essere presentata venerdì prossimi, 9 febbraio, al Consiglio dei Ministri, ma al momento non sarebbe tra i punti all’ordine del giorno. Nel caso la stesura dovesse essere completata nel frattempo potrebbe comunque essere presentata in extremis. Oggi a TG Parlamento la ministra <b>Barbara Pollastrini</b> ha dichiarato: «Noi ce la mettiamo tutta, poi in Consiglio dei Ministri ognuno si assumerà la propria responsabilità.» Il primo dei 16 articoli che lo comporrebbero farebbe un chiaro riferimento ai diritti dei conviventi anche dello stesso sesso, il che sembra sia particolarmente mal visto dalla compagine più filo-vaticana dei parlamentari. La “Santa Sede” dal canto proprio è in piena, e non passa giorno che qualcuno dei suoi numerosi e altolocati altoparlanti faccia sentire la propria voce. Intanto il quotidiano dei vescovi, Avvenire, fa del suo meglio per illustrare ai propri devoti lettori quanto pii e sensati siano le ragioni del no, dando zero spazio alle ragioni e argomentazioni del sì.<br />
«Qualche giorno fa una donna lamentava di essere considerata “la metà di niente”. Per il Vaticano, le coppie di fatto, soprattutto quelle gay, sono “il niente di niente”», è il commento di <b>Franco Grillini</b>, deputato dell’Ulivo, che aggiunge che «L’editoriale di oggi di Avvenire è inequivocabile e contesta l’architrave del ddl del Governo, quello che dovrebbe essere l’articolo 1. Stando alle anticipazioni giornalistiche, se fosse cancellato persino il moderatissimo articolo 1 la proposta di legge, la più debole di tutte quelle in vigore nei venti paesi europei dove i diritti di diverse forme famigliari sono riconosciuti da tempo, non avrebbe più senso. Le gerarchie non vogliono nessuna forma di registrazione o “accertamento” per le coppie di fatto. Pietosamente “Avvenire” sarebbe disposto a concedere imprecisati e limitati diritti con aleatorie modifiche al codice civile, norme “caritatevoli” si sussurra da Oltretevere. No grazie, non vogliamo carità, non vogliamo elemosina e nemmeno commiserazione. Chiediamo parità di diritti e di cittadinanza nella giustizia e nella libertà di scelta.»<br />
Per <b>Titti De Simone</b> (Prc), presidente del comitato Pari opportunità alla Camera, «senza l&#8217;esplicito riconoscimento dei diritti anche per le persone omosessuali il testo sulle unioni civili si può anche buttare. Ogni giorno assistiamo ad attacchi di strumentali ed ideologici &#8211; dice De Simone &#8211; contro il riconoscimento pubblicistico delle unioni civili, contro la dichiarazione anagrafica delle convivenze, per l&#8217;estensione a 15 anni del periodo di convivenza per ottenere la reversibilità della pensione, per l&#8217;esclusione delle coppie omosessuali. Siamo di fronte ad atteggiamenti razzisti. Il programma su questo punto è chiaro: superare le discriminazioni e far crescere la società contro il pregiudizio. Se dentro l&#8217;Unione c&#8217;è qualcuno che vuole contrastare quanto dettato dal programma elettorale, perché spinto da uno spirito omofobico, credo vada contrastato in quanto non in sintonia con il nostro popolo. Se ascoltassimo i veti della Cei e le posizioni dei centristi dell&#8217;Unione verrebbe fuori un teso che discrimina le coppie di fatto non solo sul piano dell&#8217;orientamento sessuale ma anche sul piano della qualità dei diritti. Il nostro è un paese laico e come tale deve comportarsi. Nel rispetto delle reciproche autonomie &#8211; conclude De Simone &#8211; considero inaccettabile che le gerarchie ecclesiastiche cerchino di condizionare la stesura di una legge con l&#8217;obiettivo di svuotarla sotto il profilo della qualità dei diritti e dell&#8217;impianto culturale.» (RT)</p>
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		<title>Unioni civili: Bindi e Pollastrini al lavoro sul DdL</title>
		<link>https://archivio.gay.it/unioni-civili-bindi-e-pollastrini-al-lavoro-sul-ddl</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2007 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Occhi puntati su Caserta, dove il Governo si riunirà nel fine settimana e dove si discuterà anche del Disegno di Legge sulle unioni civili al quale stanno lavorando i ministri Bindi e Pollastrini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="250" height="194" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/gaycouplescollage2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Unioni civili: Bindi e Pollastrini al lavoro sul DdL - gaycouplescollage2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Il Governo si prepara alla trasferta a Caserta nella quale cercherà di mettere a punto una strategia condivisa per affrontare le prossime tappe dell’agenda politica. Uno dei punti più controversi naturalmente è quello sulle coppie di fatto, che pone a Prodi e ai suoi ministri il problema di dover considerare le normative e gli standard europei che tendono all’eliminazione di disparità di trattamento tra cittadini (parità di diritti) mentre quasi quotidianamente dal Vaticano, ben conscio della propria influenza sulla politica italiana, vengono appelli e richiami affinché siano ben conservate tutti quei privilegi e diritti esclusivi dei cittadini eterosessuali, i soli visti di buon occhio dal dogmatismo religioso. Dal lavoro dei nostri rappresentanti politici i cittadini si aspetterebbero leggi in grado di rappresentare i diritti di tutti, sia coloro che sono graditi al clero sia coloro che non lo sono. Vedremo, su questo fronte, quello che succederà nelle prossime settimane.<br />
Intanto si lavora al Disegno di Legge (DDL) da discutere proprio a Caserta. Vi lavorano separatamente ma, pare, in modo collaborativo le due donne ministro. <b>Rosy Bindi</b>, ministro della famiglia, e <b>Barbara Pollastrini</b>, ministro per i diritti e le pari opportunità dovrebbero cercare di convergere su un testo comune partendo, dice Bindi, dal fatto che «nel programma di Governo si vogliono riconoscere i diritti di coloro che hanno fatto una scelta diversa dalla famiglia». Pollastrini dal canto suo auspica tempi rapidi e afferma che non ci sono sfide in corso tra l’ala riformista e quella cattolica. «Ci sarà un confronto sereno – dice Pollastrini – come quello che abbiamo già avviato. Non certo per levare qualcosa alla famiglia, che anzi noi sosteniamo, non per equiparare le coppie di fatto ai matrimoni, ma per fare una legge che dia diritti e doveri a quei milioni di persone che per necessità o per scelta vivono in coppie di fatto.»<br />
Sul tema interviene anche il ministro dell&#8217;Università <b>Fabio Mussi</b>, secondo il quale le unioni civili «non sono materia eticamente sensibile, etico è il comportamento di ciascuno: uno Stato laico deve riconoscere i diritti di tutte le persone senza interferire negli orientamenti sessuali e negli stili di vita.» Dal canto suo <b>Sergio Lo Giudice</b>, presidente nazionale di Arcigay, commenta che «I ricatti confessionali dei teodem rischiano di inquinare non solo il vertice di Caserta, ma anche i pozzi della democrazia. Siamo pronti a una stagione di mobilitazione di piazza se la proposta sulle unioni civili non soddisferà il requisito minimo di un riconoscimento giuridico delle coppie. Non accetteremo che si i mantengano nella clandestinità le famiglie gay e lesbiche. Il vertice dell’Unione &#8211; continua Lo Giudice &#8211; rappresenterà un banco di prova della maggioranza sulla laicità della Repubblica. L’Italia deve seguire la strada maestra già percorsa da tutte le maggiori democrazie europee. Ovunque siano state approvate, le leggi sul matrimonio gay, sui Pacs o sulle unioni civili hanno procurato maggiore felicità e benessere, senza danno alcuno alle famiglie eterosessuali sposate. I Pacs non tolgono niente a nessuno ma offrono un’opportunità in più a tutti. Le conseguenti catastrofi sociali fantasiosamente profetizzate dalle gerarchie cattoliche non hanno alcun riscontro nella realtà dei fatti. La Costituzione della Repubblica italiana poi, nel riconoscere all’articolo 29 i diritti della famiglia fondata sul matrimonio, non proibisce il riconoscimento di altre forme di unione. L’unica parificazione – conclude Lo Giudice &#8211; di cui parla è quella della dignità sociale che, accanto all’eguaglianza dei diritti, deve essere riconosciuta a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione. A questi principi e non agli astratti dogmi religiosi del Vaticano si ispirino governo e parlamento.» (<i>Roberto Taddeucci</i>)</p>
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		<title>Politica: Pollastrini e Storace sulle coppie di fatto</title>
		<link>https://archivio.gay.it/politica-pollastrini-e-storace-sulle-coppie-di-fatto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2006 16:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Pollastrini]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la ministra le convivenze sono un grande tema che merita una regolamentazione. L’ex ministro Storace “patologizza” le coppie conviventi, proponendo un loro registro direttamente alle ASL.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="276" height="205" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Pollastrini.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Politica: Pollastrini e Storace sulle coppie di fatto - Pollastrini - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Si è svolta ieri al Senato l’audizione sugli indirizzi programmatici del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità e il ministro in carica, Barbara Pollastrini, ha definito «interessante» il dibattito che si è svolto alla Commissione Affari Costituzionali. «Abbiamo parlato, tutti, di valori e di principi» ha commentato la ministra, «di valori soprattutto della persona, di come metterla nelle condizioni di poter progredire. Siamo partiti dalle donne, che possono avere più opportunità nel lavoro e nell&#8217;essere rappresentate, e nella scelta di avere un bambino. Abbiamo parlato del grande tema della convivenza. È stata una esperienza arricchente.» Per quanto riguarda il tema delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, Pollastrini ha detto che «devono essere regolamentate», precisando però di non aver mai parlato di matrimoni gay. «C&#8217;è un&#8217;opinione pubblica» ha detto «che chiede un saggio, umano e ragionevole loro riconoscimento, nel rispetto dell&#8217;art. 29 della Costituzione.» La ministra Pollastrini è stata recentemente criticata da alcuni per essersi recata al Gay Pride nazionale di Torino.<br />
Dopo la conclusione del dibattito, sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, l’ex ministro della salute Francesco Storace ha affermato di credere «che si debba parlare, giustamente, di diritti della persona facendo bene attenzione a non confondere la coppia di fatto con il matrimonio.» Storace ha definito «ambiziosi» gli obiettivi del nuovo ministro delle Pari Opportunità e ha aggiunto di non trovare una grande lontananza di posizioni rispetto a quanto lei ha esposto. «Ovviamente» ha aggiunto, «oggi abbiamo le parole, poi vedremo i fatti, i prodotti legislativi, e su quelli ci misureremo.» Sulla necessità di avvicinarsi con gradualità al tema delle coppie di fatto Storace ha detto di averlo affrontato anche quando era ministro: «Credo che se ci sono due persone che si amano, ma non sono sposate, si abbia il diritto, a prescindere dalla condizione sessuale, etero o omosessuale, ad avere notizie sulla persona con cui si vive. Ad esempio, un registro delle unioni presso le Asl potrebbe risolvere questo problema.»<br />
Il commento di Storace lascia quantomeno perplessi visto che il problema nel suo complesso riguarda ben più del “avere notizie della persona con cui si vive”. Inoltre che le coppie di fatto debbano registrarsi all’Azienda Sanitaria sembra introdurre, seppure indirettamente, un aspetto quasi “patologico” delle convivenze stesse, il che è radicalmente all’opposto alla necessità da parte dello Stato di prendere atto di una realtà già ampiamente diffusa e assolutamente normale nel tessuto sociale italiano. (RT)  </p>
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