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	<title>Bulgaria &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>Nostra Europa dei diritti dei gay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 17:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Francia festeggia i 10 anni di Pacs e il 75% dei francesi voterebbe un presidente gay. L'Irlanda sta per approvare le unioni civili. E poi Spagna, Olanda e Germania: mappa d'Europa, senza l'Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/europa_dirittiBASE-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Nostra Europa dei diritti dei gay - europa dirittiBASE 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Nostra Europa dei diritti dei gay - europa dirittiF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/europa_dirittiF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>In Francia, un sondaggio pubblicato la settimana scorsa dal magazine VSD, ed effettuato dall&rsquo;Istituto di Ricerca CSA, sostiene che la patria dei Pacs sarebbe pronta a votare un candidato gay alla presidenza della Repubblica. Ben il 75% degli intervistati infatti si &egrave; detto pronto a votare un candidato dichiaratamente&nbsp;omosessuale, purch&eacute; preparato, competente e capace. Secondo il 47% dei francesi per&ograve;, dichiararsi gay per un politico rischia di limitarne la carriera, per il 6% un coming out la agevolerebbe, mentre per il 40% sarebbe ininfluente.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Nostra Europa dei diritti dei gay - europa dirittiF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/europa_dirittiF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E mentre l&rsquo;Italia spera nei DiDoRe, in Europa la situazione &egrave;, come sappiamo, ben diversa:&nbsp; il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso &egrave; legalmente equiparato a quello eterosessuale dal 2001 in Olanda, dal 2003 in Belgio, dal 2005 in Spagna, e dal 2008 in Norvegia (sesto paese al mondo a legiferare in tal senso).<br />
Il primo parlamento ad introdurre leggi in materia di unioni civili fu quello danese nel 1989, prevedendo una unione simile al matrimonio, chiamata Partnership Registrata. La Svezia, che ha regolamentato le unioni civili gay nel 1994, sta ora discutendo di approvare il matrimonio civile. Dal 1996 &egrave; in vigore in Islanda un istituto noto come Unione Omologata, e dal 2000 le coppie gay hanno la possibilit&agrave; di adottare i figli del partner provenienti da una precedente relazione. La <strong>Francia</strong> ha adottato il Patto Civile di Solidariet&agrave; (Pacs), distinto dall&rsquo;istituto matrimoniale, nel 1999.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Nostra Europa dei diritti dei gay - europa dirittiF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/europa_dirittiF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La Germania ha previsto l&#8217;istituto giuridico della convivenza registrata (Eingetragene Lebenspartnerschaft) nel 2001, e nello stesso anno ha legiferato in tal senso anche il Portogallo. Nel 2002 la Finlandia, unico paese scandinavo a non averlo ancora fatto, ha adottato una legge per le unioni tra persone dello stesso sesso che garantisce molti dei diritti che acquisiscono le coppie eterosessuali che contraggono matrimonio civile. La Croazia dal 2003 riconosce alle unioni civili dello stesso (e di diverso) sesso alcuni diritti su eredit&agrave; e facilitazioni finanziarie. Nel 2004 il Lussemburgo ha approvato la Partnership Registrata. Il 2005 &egrave; stata la volta del Civil Partnership Act nel Regno Unito, e nello stesso anno legiferano anche Slovenia ed Andorra. Nel 2006 si muove il parlamento della Repubblica Ceca, scavalcando addirittura un veto, posto lo stesso anno, dal presidente Vaclav Klaus. Nel 2007 si aggiungono infine Ungheria e Svizzera, che ha approvato l&rsquo;Unione Domestica Registrata tramite referendum popolare.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Nostra Europa dei diritti dei gay - europa dirittiF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/europa_dirittiF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La notizia pi&ugrave; recente riguarda la cattolicissima Irlanda, che dopo quasi un anno di discussione, dovrebbe approvare entro giugno 2009 una legge per il riconoscimento delle unioni civili. Stesso dibattito si sta svolgendo in Austria, dove&nbsp; per&ograve; le unioni civili sono de facto riconosciute gi&agrave; dal 2003,ed&nbsp; il modello da adottare dovrebbe essere quello svizzero.&nbsp; <br />
E l&rsquo;Italia? &Egrave; in &lsquo;buona&rsquo; compagnia, il gruppo delle inseguitrici comprende: Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Estonia (ma nel 2008 il Ministro della Giustizia ha presentato una proposta di legge per una Partnership Registrata), Federazione Russa, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Polonia, Macedonia, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Turchia, Ucraina e, of course, Citt&agrave; del Vaticano.</p>
<p align="right">di Daniel N. Casagrande</p>
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		<item>
		<title>Bulgaria: indetta la &#8220;Settimana dell&#8217;intolleranza&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/bulgaria-indetta-la-settimana-dell-intolleranza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il leader del partito ultranazionalista Unione, risponde così alla prima edizione del Pride di Sofia previsto per sabato prossimo. Gi organizzatori: "Incostituzionale".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/settimana_intolleranzaBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bulgaria: indetta la &quot;Settimana dell&#039;intolleranza&quot; - settimana intolleranzaBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Proclamare la settimana dell&#8217;intolleranza. Questa l&#8217;esplicita iniziativa con cui l&#8217;Unione nazionale bulgara, partito ultranazionalista, intende rispondere al Gay Pride di Sofia, in programma sabato prossimo 28 giugno.</p>
<p>E&#8217; la prima edizione della giornata dell&#8217;orgoglio gay nella capitale bulgara, e in tutta l&#8217;area balcanica e non sembra destinato a cadere nell&#8217;indifferenza. Secondo le dichiarazioni riportate dalla Sofia news agency, il leader dell&#8217;Unione, Boyan Rasate ritiene che in Bulgaria &quot;gli omossessuali godano di una forte protezione politica&quot;. In particolare &quot;ci sono molti pi&ugrave; omosessuali all&#8217;interno dei partiti politici di quanto si pensi&quot;.</p>
<p>Rasate &egrave; cosi&#8217; corso ai rimedi proclamando la settimana dell&#8217;intolleranza, che prevede una serie di iniziative compresa una tavola rotonda che studi &quot;come restringere le idee omosessuali nella societ&agrave;&quot;. Secca la risposta di Aksiniya Gencheva, del movimento omosessuale bulgaro &quot;Gemini&quot;, che bolla l&#8217;iniziativa di Rasate come anticostituzionale e allerta &quot;ci aspettiamo che attivisti di estrema destra organizzino una manifestazione di protesta nel giorno della parata gay&quot;.</p>
<p>Boyan Rasate e il su partito politico passarono gi&agrave; agli onori della cronaca nel 2007 grazie al piano di mettere in piedi una &quot;guarda nazionale&quot; parallela, con propri simoboli e divise, con lo scopo &quot;di proteggere la maggioranza della popolazione dall&#8217;ondata criminale rom&quot;.</p>
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