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	<title>Carlo Masi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Carlo Masi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>Battete le ali. Non le mani.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Maria Corbelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 16:19:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[A Roma, tra Teatro India e Pelanda del Macro Testaccio, Short Theatre: una settimana tra teatro, danza, musica e performance per preparare la rivoluzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="450" height="338" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE.jpg 450w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Intrisi di un linguaggio mediatico sempre pi&ugrave; identificato con quello televisivo, ci stiamo abituando a credere che il teatro sia una forma d&rsquo;espressione superata, buona per sfoggiare pellicce impregnate di naftalina. Che molta produzione teatrale italiana sappia di cadavere non lo si pu&ograve; negare; ma basta saper usare il fiuto per trovare degli spazi vitali in cui giovani performer usano tutta la loro energia per scrollarsi di dosso l&rsquo;addormentamento provocato da chi ci vuole far sembrare accettabili anche le peggiori atrocit&agrave;. A volte questi giovani si ritrovano intorno a progetti che non sarebbe significativo definire &ldquo;rassegne&rdquo; o &ldquo;festival&rdquo;; sono manifestazioni che pure godono dell&rsquo;appoggio di qualche istituzione chiss&agrave; se lungimirante o solo incosciente e che &ndash; udite udite &ndash; raccolgono un deciso successo di pubblico. Perch&eacute; la &ldquo;ggente&rdquo; c&rsquo;ha voglia di questo teatro&hellip;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questo teatro &egrave;, ad esempio, quello che si respira allo Short Theatre, anzi, come lo hanno chiamato gli organizzatori AREA 06-Accademia degli Artefatti, allo  di Gay.it. Affiancato dall&rsquo;attrice <strong>Rossella Dassu</strong>, Masi incarna la <strong>trasformazione del desiderio in oggetto di scambio</strong>: un processo tipico della pornografia ma anche di molte relazioni affettive, con qualche particolare riferimento alle relazioni gay.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Trentacinque minuti di silenzi e musica, senza parole appunto, per gli inseguimenti di queste due figure che ora si avvicinano, ora si respingono, tra desiderio e necessit&agrave; dell&rsquo;altro. Con una dedica di fondo al<em> bed-in</em> di <strong>John Lennon e Yoko Ono</strong> (ricordate quando i due artisti accolsero i giornalisti distesi nudi nel loro letto di una camera d&rsquo;albergo per protestare contro la guerra in Vietnam?): come dire che oggi come allora risolvere i processi mercificanti delle relazioni affettive e del desiderio &egrave; l&rsquo;unico modo per porre fine a una guerra che forse non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave; evidente come allora ma che<strong> innegabilmente pervade ogni istante della nostra quotidianit&agrave;</strong>.<br />
Temi non molto distanti da quelli di un&rsquo;altra firma d&rsquo;eccellenza del teatro gay italiano, quei <strong>ricci/forte</strong> che nell&rsquo;edizione 2009 della rassegna di teatro omosessuale <strong>Garofano verde</strong> hanno presentato uno scioccante quanto entusiasmante <strong>macadamia nut brittle</strong>. Allora si trattava di un&rsquo;ora e passa impastate di sesso e violenza, di testi intrisi di cultura gay-trash e di disperate ricerche interiori, capaci di mettere a nudo &ndash; nel vero senso della parola &ndash; l&rsquo;inganno che si cela dietro ci&ograve; che ci raccontiamo quando non riusciamo ad ottenere ci&ograve; che desideriamo.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ora, allo <em>SHO&reg;T</em> presentano <strong>Pinter&rsquo;s anatomy</strong> una coproduzione col CSS di Udine che ha debuttato a dicembre dell&rsquo;anno scorso: non un vero e proprio spettacolo ma piuttosto una performance per pochi spettatori che sar&agrave; presentata alla <strong>Pelanda del Macro Testaccio</strong> di Roma <strong>dall&rsquo;8 all&rsquo;11 settembre</strong>. In questo caso i temi sono quelli della diversit&agrave; e di come chi sceglie di vivere serenamente la propria identit&agrave; differente rispetto alla comunit&agrave; omologata si scontri inevitabilmente in questo momento storico e soprattutto nel nostro paese con la violenza di un rifiuto implacabile. Allora la domanda &egrave;: quanto siamo disposti a cedere di noi stessi per guadagnarci una possibilit&agrave; di integrazione serena? Il <strong>regista Stefano Ricci</strong> evidenzia le tematiche gay dello spettacolo, &ldquo;che sono sempre presenti nel nostro lavoro perch&eacute; c&rsquo;&egrave; sempre qualcuno che difende il proprio diritto alla libert&agrave; assoluta di sessualit&agrave; e di identit&agrave; di genere davanti all&rsquo;ottusit&agrave; e stupidit&agrave; di chi di fronte a una differenza esibita non come un cartello orgoglioso ma con semplicit&agrave; non sa reagire che colpendo violentemente&rdquo;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La performance sar&agrave; replicata&nbsp;in <em>loop</em> otto volte al giorno per pochi spettatori, chiamati a interagire con l&rsquo;azione: &ldquo;il lavoro non pu&ograve; andare avanti se lo spettatore non interviene in qualche modo &ndash; spiega il regista &ndash; Sono le differenze stesse degli spettatori che sono chiamate in causa&rdquo;. <br />
Questi sono due dei lavori di punta del programma 2010 dello<em> SHO&reg;T THEATRE</em>, che ha come sottotitolo<strong> &ldquo;Effetto farfalla&rdquo;</strong>, in riferimento alla nota teoria del caos secondo cui una piccola variazione delle condizioni iniziali possa produrre sconvolgimenti di ben pi&ugrave; grande entit&agrave; alla fine di un grande processo di trasformazione. Un segno ottimista per suggerire che forse questo teatro che molti considerano morto, nel piccolo del suo sforzarsi di <strong>cercare la verit&agrave;, alla fine di una lunga rivoluzione </strong>potr&agrave; portare a un <strong>cataclisma positivo</strong>. Se questa &egrave; una visione condivisa dal pubblico, gli organizzatori, capitanati da<strong> Fabrizio Arcur</strong>i, direttore artistico dell&rsquo;Accademia degli Artefatti, invitano a non battere le mani. <strong>Battete le ali.</strong></p>
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		<title>Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è</title>
		<link>https://archivio.gay.it/eletto-mister-gay-messico-ecco-chi-e</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 17:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiama Pico Velazco, ha 33 anni e si definisce 'dominante'. Adesso è pronto a partecipare a Mister Gay International, a Los Angeles]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mrgayMexBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mrgayMexF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Uno dei privilegi nell&#8217;essere un porno star &egrave; quello di essere invitato di tanto in tanto come giurato in un concorso di bellezza.<br />
Ogni tanto essere quello che giudica e non quello che viene giudicato &egrave; rinfrescante. <br />
Questa volta l&#8217;invito mi &egrave; giunto dagli organizzatori di Mr. Gay Messico 2007  che per la prima volta nella storia hanno portato il concorso a livello nazionale e che quindi saranno rappresentati alla finale di Los Angeles dal neo-eletto reginetto.<br />
Per poter essere ammesso al concorso si doveva vincere una gara di qualificazione. Le maggiori citt&agrave; del Messico hanno organizzato concorsi di bellezza il cui vincitore avrebbe vinto il viaggio tutto compreso a Guadalajara dove si sarebbe tenuta l&#8217;11 Novembre 2007 la finalissima.</p>
<p>Ho incontrato per la prima volta i concorrenti durante le prove che si sono tenute prima della serata finale. Non posso nascondere di aver provato un senso di invidia per questi ragazzi giovani, entusiasti e belli che si trovavano, per la prima volta nella loro vita, immersi in un&#8217;avventura che porta con se un enorme bagaglio di sogni e speranze. Vederli cantare tutti assieme sull&#8217;autobus del concorso, scherzare nelle camere di albergo e prepararsi a</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mrgayMexF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>contendersi fino alla fine il titolo di Mr. Gay Messico 2007, mi ha fatto desiderare di lasciare il mio ruolo di giurato e di unirmi a loro.<br />
Il concorso si &egrave; tenuto nella discoteca &ldquo;Monicas&rdquo; attrezzata con un grande palcoscenico in grado di contenere comodamente tutti i 18 finalisti.&nbsp;</p>
<p>Con mio rammarico non ci sono state prove di abilit&agrave;, e anche le risposte alle mie domande sono state un po&#8217; deludenti. Era chiaro che i contendenti erano pi&ugrave; interessati a fare una buona impressione che ad essere onesti. <br />
La mia domanda preferita era se avrebbero fatto sesso con uno dei membri della giuria per ottenere il sospirato titolo, la risposta, troppo ovvia, era quasi sempre: &ldquo;dipende se il giurato sei tu o Adam Champ&rdquo;, anche Adam era nella giuria con me.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mrgayMexF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>
Il vincitore come da copione non &egrave; stato il mio preferito, ma questo &egrave; di rito nei concorsi di bellezza. Anche se a dire il vero questa volta non era neanche nella mia lista dei Top 10 (su 18 ragazzi).</p>
<p>Il suo nome &egrave; Pico Velazco, ha 33 anni, vive a Colima e di lavoro fa l&#8217;architetto. &Egrave; totalmente dichiarato e ha avuto per questo concorso l&#8217;appoggio della famiglia e degli amici. Si definisce un dominante, ma anche un ragazzo fedele e con una grande autostima. Gli piacerebbe fare pornografia un giorno, ma non in questo momento della sua vita. Assieme al titolo ha vinto un viaggio all inclusive per West Hollywood per poter partecipare a Mr. Gay International e un premio in denaro di 5.000 dollari.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Eletto Mister Gay Messico: ecco chi è - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mrgayMexF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>
Il secondo classificato &egrave; Fabrizio Aguilar, un ragazzo di 30 anni che vive a Guadalajara e che lavora come impresario.<br />
Infine, la medaglia di bronzo &egrave; andata a Daniel Ramos, 23 anni di Chihuahua che fa il dietologo.<br />
Naturalmente, a Pico Velazco va il mio &ldquo;in culo alla balena&rdquo; di tutto cuore per l&#8217;avventura di Los Angeles.</p>
<p>Per contattare l&#8217;autore dell&#8217;articolo scrivere a Carlo@CarloMasi.com.<br />
Per ulteriori informazioni consultare www.COLTstudiogroup.com.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">di Carlo Masi</p>
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