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	<title>Emma Bonino &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Emma Bonino &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Radicali ad Arcigay: &#8220;ci battiamo da trent&#8217;anni&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/radicali-ad-arcigay-ci-battiamo-da-trent-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
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					<description><![CDATA[I nove radicali candidati nelle liste del Pd rispondono alla richiesta dell'Arcigay di sottoscrivere un "patto con i candidati sui didirti civili". «Non serve, ci battiamo da trent'anni».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/radicaligayBASE-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Radicali ad Arcigay: &quot;ci battiamo da trent&#039;anni&quot; - radicaligayBASE 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><em>Cari amici dell&#8217;ARCIGAY, come sapete, i Radicali sin dal 1971 sono in prima linea con le loro lotte politiche, parlamentari e nonviolente, anche a livello locale, per l&#8217;affermazione, promozione e difesa dei diritti civili per tutte le persone, indipendentemente dall&#8217;orientamento sessuale e identit&agrave; di genere, quindi lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender ed eterosessuali! In continuit&agrave; con quanto fatto dagli eletti Radicali negli ultimi 30 anni di attivit&agrave; parlamentare &#8211; dalla legge del 1982 sul cambio del sesso alle diverse proposte di legge sulle unioni civili depositate in quest&#8217;ultima Legislatura &#8211; continueremo a batterci con rigore e impegno su questi temi.</p>
<p>In campagna elettorale giungono ai candidati decine di appelli che propongono patti, contratti, impegni, promesse e giuramenti: per seriet&agrave; scegliamo di non firmarne alcuno, tanto pi&ugrave; quando riguardano temi che da sempre caratterizzano il nostro impegno quotidiano, umano, civile e politico.</p>
<p>Emma Bonino, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Marco Perduca, Donatella Poretti, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coppie di fatto? Si può fare</title>
		<link>https://archivio.gay.it/coppie-di-fatto-si-puo-fare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 17:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Binetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel programma del PD che verrà ufficialmente reso noto lunedì non manca lo spazio per unioni gay e legge antiomofobia. Cresce l'ala laica del partito con la confluenza nelle liste dei Radicali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boninobinettiBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Coppie di fatto? Si può fare - boninobinettiBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Definite le alleanze, le liste e i candidati, i due principali partiti in sfida alle prossime elezioni politiche devono solo rendere pubblici i loro programmi, ultimo passo prima della campagna elettorale, quella vera. Quello che non manca sono le anticipazioni, almeno per quanto riguarda il Partito Democratico.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Coppie di fatto? Si può fare - berlusconiF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlusconiF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Mentre Silvio Berlusconi, infatti, ha scelto un profilo basso</strong> e ha evitato fino ad oggi di rivelare troppi dettagli &#8211; ma il portavoce Bonaiuti cita a questo proposito un vecchio proverbio tanzano (addirittura) &quot;Diffidate del leone che dorme&quot; &#8211; Walter Veltroni ha comunicato sommariamente i capisaldi della sua azione di governo: 12 punti per i quali sarebbero gi&agrave; pronte altrettante leggi. <br />
Un programma pi&ugrave; articolato, se di 30 o 60 pagine ancora non &egrave; chiaro, raccoglie anche le altre questioni, comprese quelle etiche, e verr&agrave; reso pubblico il prossimo luned&igrave;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Coppie di fatto? Si può fare - berlusconiF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlusconiF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Dicevamo anticipazioni, e allora vediamo quelle che riguardano da vicino gay e lesbiche</strong>. Vengono confermate in questo senso le aperture che gi&agrave; il Governo Prodi mise nero su bianco nel suo ampio programma, quello famoso di 225 pagine. Anche Veltroni, infatti, intende regolamentare &quot;Diritti e prerogative delle persone stabilmente conviventi a prescindere dall&#8217;orientamento sessuale.&quot; Con questa formula il &quot;Si pu&ograve; fare&quot; viene allargato alle coppie conviventi gay.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;&egrave; di pi&ugrave;. Sembra che nelle pagine del programma verr&agrave; ufficializzato</strong> chiaramente l&#8217;impegno del prossimo governo ad approvare una legge anti-omofobia, approvata in commissione giustizia nel precedente governo ma caduta insieme allo stesso.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Coppie di fatto? Si può fare - berlusconiF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlusconiF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Come prevedibile l&#8217;ala pi&ugrave; clericale del partito, quella rappresentata da Paola Binetti</strong> per intenderci, ha manifestato il suo disappunto. Di traverso alla senatrice non sono andate solo le aperture verso la regolamentazione delle unioni civili ma anche la confluenza nelle liste dei rappresentanti Radicali. Sebbene Veltroni abbia gi&agrave; fatto sapere che il leader Marco Pannella non potr&agrave; essere candidato perch&eacute; fa parte dei vecchi rappresentanti della politica &#8211; come De Mita -, la convergenza fra il laico Partito Radicale e quello Democratico dovrebbe bilanciare le istanze che la senatrice Binetti ha rappresentato nel precedente Governo.</p>
<p align="right">di Daniele Nardini</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Celebrazioni: l’Europa dei pari diritti civili ha 50 anni</title>
		<link>https://archivio.gay.it/celebrazioni-leuropa-dei-pari-diritti-civili-ha-50-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’Europa senza discriminazioni e con pari diritti per tutti. Il Papa continua a rimpiangere l’omissione alle “radici cristiane”. La risposta di Emma Bonino e Daniel Cohn-Bendit]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="188" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/EUlogo50anni.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Celebrazioni: l’Europa dei pari diritti civili ha 50 anni - EUlogo50anni - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>BERLINO  – Grandi celebrazioni nel fine settimana per la ricorrenza della firma dei trattati di Roma che, nel marzo 1957, sancirono la nascita di quella che sarebbe poi diventata l’<b>Unione Europea</b>. I rappresentanti dei 27 capi di Stato per l’occasione hanno firmato una dichiarazione comune nella quale si ricorda di come l&#8217;unificazione europea abbia “permesso di raggiungere pace e benessere” e di come l&#8217;integrazione europea sia derivata dall’insegnamento “tratto da conflitti sanguinosi e da una storia di sofferenze”. Nel testo si ricorda di come l&#8217;UE consenta “di realizzare i nostri ideali comuni: per noi l&#8217;essere umano è al centro. La sua dignità è inviolabile. I suoi diritti inalienabili. Donne e uomini hanno pari diritti. Aspiriamo alla pace e alla libertà, alla democrazia e allo stato di diritto, al rispetto reciproco e all&#8217;assunzione di responsabilità, al benessere e alla sicurezza, alla tolleranza e alla partecipazione, alla giustizia e alla solidarietà. (&#8230;) Anche nella lotta contro i loro oppositori difenderemo il diritto alla libertà e i diritti civili. Razzismo e xenofobia non devono trovare mai più terreno fertile.”<br />
Dal Vaticano <b>Benedetto XVI</b> è voluto intervenire sulla questione e lo ha fatto grazie a un Congresso opportunamente organizzato dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea. Notoriamente i vertici ecclesiastici sono rimasti alquanto delusi del fatto che nei trattati istitutivi europei non sia stato inserito nessun riferimento alle radici cristiane, quindi Ratzinger è tornato sull’argomento dicendo che la Comunità Europea “ha un’identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell’Europa.” Chiedendosi poi: “Non è motivo di sorpresa che l’Europa odierna, mentre ambisce di porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali ed assoluti? Questa singolare forma di &#8220;apostasia&#8221; da se stessa, prima ancora che da Dio, non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?”<br />
Una pronta risposta arriva in una dichiarazione di <b>Emma Bonino</b>, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee&#8230;<br />
<i>continua in seconda pagina</i><br />
^d<br />
Una pronta risposta arriva in una dichiarazione di <a href="https://archivio.gay.it/emma-bonino-sulle-coppie-di-fatto-strada-in-salita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Emma Bonino</b></a>, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee: &#8220;I moniti di Papa Benedetto XVI investono indubbiamente grandi questioni di società, e quindi di grande, specifico, valore morale, che interpellano governanti, forze politiche e cittadini. Ma in che termini? I padri fondatori della Comunità europea erano tutti, o quasi, ‘democristiani di ferro’, nonché cattolici praticanti, da De Gasperi a Schuman a Adenauer&#8221; prosegue la ministro Bonino, &#8220;e sicuramente erano ben consapevoli delle ‘radici cristiane’ della civiltà europea. Ma per loro, nei trattati che oggi celebriamo, fu naturale semmai riferirsi ai frutti di libertà, democrazia, solidarietà, laicità che da quelle radici si sono sviluppati e che sono alla base del progetto di integrazione europea. Cosa erano, apostati?&#8221; si chiede Emma Bonino. &#8220;Ed è forse apostata l&#8217;Unione europea nel suo complesso, o lo sono le sue istituzioni, a partire dal Parlamento europeo, solo perché esprimono le loro posizioni, nell&#8217;esercizio delle proprie prerogative e responsabilità senza consultarsi con la Segreteria di Stato? Il Papa&#8221;, conclude Bonino, &#8220;forse ha come modello la politica italiana, dove troppi politici dimentichi della rigorosa, grande tradizione dei cattolici liberali, sono invece usi chinarsi al bacio del santo piede, ma l&#8217;Europa è, e deve rimanere, una realtà più complessa e articolata.&#8221;<br />
Ancor più schietto e senza peli sulla lingua <b>Daniel Cohn-Bendit</b>, copresidente dei Verdi al Parlamento europeo, che non ha affatto gradito le rimostranze papali sull’Unione Europea: «Il camerata Ratzinger ha rivelato la sua vera natura: ora sappiamo che combatte una battaglia contro la modernità» ha detto in un’intervista al quotidiano <i>La Stampa</i>. L’europarlamentare francese nota come «gli uomini politici italiani sono sempre in ginocchio davanti al Vaticano e mescolano continuamente la loro fede con la politica del loro paese» e ritiene che quello che predica Ratzinger non abbia nulla «a che fare con i valori europei, lui difende la sua bottega» e critica anche la Chiesa per i suoi tentativi di rallentare il progresso e la modernità: «Lo abbiamo visto anche con l’intervento sui Pacs, quando il Papa ha detto che nessuna legge umana può sostituirsi alla legge di Dio. Il suo obiettivo è portare i dogmi della religione sopra le leggi della Repubblica.» Cohn-Bendit fa anche un riferimento al tema del confronto con la comunità musulmana sempre più presente sul territorio europeo e crede che la risposta giusta debba venire da un&#8217;Europa laica, perché «Non si può utilizzare un dogma per innalzare le difese contro un altro dogma. La risposta è la tolleranza, l&#8217;integrazione e il Dialogo. La risposta sono i valori laici europei». (<i>Roberto Taddeucci</i>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Emma Bonino: sulle coppie di fatto strada in salita</title>
		<link>https://archivio.gay.it/emma-bonino-sulle-coppie-di-fatto-strada-in-salita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
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					<description><![CDATA[Per il Ministro delle Politiche Comunitarie non bisogna confondere i credenti con i votanti, per questo anche l’Italia dovrebbe uscire da una situazione che non ha pari in Europa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/emma1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Emma Bonino: sulle coppie di fatto strada in salita - emma1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – La strada dell’attuazione del programma di governo sul punto riguardante i diritti delle coppie non sposate risulta particolarmente accidentata a causa dei numerosi veti confessionali e pregiudizi di origine religiosa di esponenti della maggioranza di governo. Tuttavia, pur consapevole delle grandi difficoltà, il Ministro per le Politiche Comunitarie <b>Emma Bonino</b> si dichiara fiduciosa. Nei giorni scorsi il ministro Bonino era Parigi per annunciare per conto del Governo italiano la candidatura di Milano come sede per l’Esposizione Universale del 2015. A margine della conferenza stampa è emerso anche qualche commento riguardante il cammino verso il riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali, in Italia: «La strada è tutta in salita per una peculiarità tutta italiana – ha detto &#8211; ma ho fiducia nei ministri Bindi e Pollastrini.»<br />
Per Bonino a livello europeo «i nostri partner ci guardano come un paese bizzarro. In Francia le coppie di fatto sono state riconosciute da un governo di centro-destra, in Spagna da Aznar. Da noi la presenza e l&#8217;influenza del Vaticano è forte. Questo è un Paese molto polarizzato, la presenza e l&#8217;influenza del Vaticano è evidentemente notevole, ma io mi auguro e ho fiducia in Barbara Pollastrini e Rosy Bindi nel testo che sarà elaborato e presentato a gennaio al Consiglio dei ministri. Poi bisogna vedere se passa al Consiglio dei ministri e poi c&#8217;è la parte parlamentare. Per questo ho detto che la questione è tutta in salita. E lo è per una peculiarità italiana che non ha pari in nessun Paese europeo. Se un paese è laico, la parte religiosa non dovrebbe entrare in discussione: se ci mettiamo in un&#8217;ottica che va a tutelare una parte o l&#8217;altra non va bene. Non confondiamo i credenti con i votanti, oppure perdiamo la trebisonda.» In precedenza su questo tema Bonino aveva detto che il riconoscimento delle coppie conviventi anche omosessuali «è impegno dovuto. Ci sono milioni di cittadini che aspettano.» (RT)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA ROSA DEI DIRITTI CIVILI</title>
		<link>https://archivio.gay.it/la-rosa-dei-diritti-civili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Taddeucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 16:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista a Emma Bonino. Il ruolo della Rosa nel Pugno nell'Unione, la delusione del governo Berlusconi e le battaglie del passato che sono anche quelle del futuro, contro tutte le discriminazioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="324" height="247" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boninobase.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="LA ROSA DEI DIRITTI CIVILI - boninobase - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boninobase.jpg 324w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/boninobase-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &#8211; Siamo oramai in dirittura d&#8217;arrivo per quanto riguarda la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche 2006. Dopo <a href="https://archivio.gay.it/i-diritti-fatto-di-civilta">Fausto Bertinotti </a>è la volta dell&#8217;intervista a <strong>Emma Bonino</strong>, esponente di primo piano di quel partito che stando alle <a href="https://www.gay.it/la-rosa-nel-pugno-distacca-tutti" rel="nofollow noopener" target="_blank">rilevazioni mensili</a> del nostro sito sarebbe il preferito dai lettori di Gay.it, ovvero la neoformazione della Rosa nel Pugno. </p>
<p><strong>Partiamo dal classico e ormai rituale punto di partenza: perché una persona gay, lesbica o transessuale dovrebbe votare per il vostro partito?</strong><br />
Innanzitutto credo che le persone, che abbiano o meno un sessualità diversa da altri, votino anche in merito alla proposta politica complessiva. Poi certamente anche per problemi più specifici che possono interessare. In questo caso il voto alla Rosa nel Pugno è una garanzia che perlomeno la difesa dei diritti di chi ha sessualità diverse fa parte delle lotte che facciamo almeno da trent&#8217;anni, certo non siamo gli ultimi arrivati. C&#8217;è una consistenza e una credibilità che viene davvero da molto lontano.<br />
<strong>La Rosa nel Pugno è un nuovo soggetto politico composto da liberali e socialisti. C&#8217;è stato un tempo nel quale le due cose potevano dirsi in contraddizione. Com&#8217;è nato questo accordo?</strong><br />
L&#8217;accordo è maturato lavorando per molto tempo insieme a varie iniziative, in particolare in questo ultimo anno, dopo l&#8217;approvazione della legge 40 e poi il referendum, la raccolta firme, l&#8217;interferenza così pesante della gerarchia ecclesiastica e la debole reazione complessiva della classe politica ci hanno spinto sempre di più a considerare la necessità di unire le forze, non solo per creare un cartello elettorale ma per la formazione di una vera e propria forza politica che mettesse al centro l&#8217;individuo e i suoi diritti nella migliore delle tradizione liberal-socialiste. I richiami nostri a Blair, Fortuna e Zapatero sono indicazioni chiare di quello che vorremmo essere. È vero che in Italia essere liberal-socialisti è ancora una cosa a metà tra il peccato e il reato, e riteniamo che l&#8217;Unione debba si vincere ma debba anche avere la forza e il coraggio di una grandissima riforma e rinnovamento, perché non è pensabile che siano all&#8217;altezza della situazione solo forze che sono post-comuniste o post-democristiane, senza un&#8217;iniezione culturale fortissima di forze laiche e liberal-socialiste.<br />
<strong>Il Programma dell&#8217;Unione. Lo ritenete punto d&#8217;arrivo o punto di partenza per la questione riguardante i diritti delle persone che fanno parte di coppie di fatto?</strong><br />
Com&#8217;è noto io, dopo sei ore di tentativi di negoziato, ho semplicemente pensato che fosse assolutamente necessario un dato di chiarezza. Ne so un po&#8217; di negoziati internazionali e so che spesso si cercano delle soluzioni di compromesso lessicale per coprire delle divergenze di fondo. Nello specifico da una parte, soprattutto Rutelli, e ahimè gli altri che si sono un po&#8217; accodati, la dicitura dell&#8217;Unione riconosce i diritti individuali delle persone che fanno parte di unioni di fatto. Quello che invece noi crediamo sia necessario per evitare discriminazioni è che vengano riconosciute in forma pubblicistica i nuclei affettivi, sia che composti da persone di sesso diverso o dello stesso sesso. Devono quindi venir riconosciuti i diritti delle coppie in quanto tali e occorre che tale riconoscimento sia pubblicistico, ovvero non impugnabile da terzi; penso ad esempio all&#8217;eredità, alla pensione di reversibilità, alla continuazione del contratto d&#8217;affitto, al diritto di visita in ospedale, eccetera. I nuclei affettivi comunque organizzati, che sia la famiglia tradizionale, che sia quella allargata, che sia la convivenza, non possono avere diritti discriminati in base a valutazioni che sono sostanzialmente di merito. È come se lo Stato, o il governo in questo caso o il Parlamento, dicesse, poiché è meglio la famiglia &#8220;tradizionale&#8221; diamo alla famiglia &#8220;tradizionale&#8221; più diritti rispetto a un nucleo affettivo di altro tipo. Secondo me questa mediazione era inaccettabile dal punto di vista della chiarezza. Certo che se quella sera Fassino, Diliberto, Bertinotti e Pecoraro Scanio si fossero alzati e fossero venuti via con me isolando Rutelli penso che avrebbero dato più forza anche a Prodi per far chiarezza su un tema a mio avviso così semplice. Noi continueremo in questa battaglia. È chiaro che conteranno i rapporti di forza, per cui speriamo che le elezioni vadano bene per la Rosa nel Pugno perché a quel punto avremmo molta più forza contrattuale per arrivare ad una soluzione netta e chiara.<br />
<strong>C&#8217;è chi dice che aver voluto abbandonare il tavolo delle trattative per poi firmarlo qualche giorno dopo è stata solo una mossa un po&#8217; propagandistica volta ad ottenere visibilità.</strong><br />
È una falsità. Prima di essere accolti nell&#8217;Unione abbiamo fatto cinque mesi di anticamera e siamo arrivati a discutere del programma che gli altri avevano elaborato solo nelle ultime due riunioni. Per vincolo di legge comunque qualche cosa va firmato e lo stesso Prodi in una dichiarazione ha pubblicamente preso atto che sui Pacs, sulla scuola pubblica, sulla proposta del reddito minimo garantito e sulla questione del superamento degli ordini professionali la Rosa nel Pugno ha espresso riserve profonde. Credo sia un dato di chiarezza anche nei confronti degli elettori.<br />
<strong>Secondo alcuni esponenti politici il Codice Civile è più che sufficiente per tutelare coloro che vivono in unioni fatto. Cosa ne pensa?</strong><br />
In quella famosa riunione, più autorevolmente di me, Bersani, che è stato amministratore in Emilia Romagna, ha fatto notare varie volte che non è affatto così. Ad esempio nell&#8217;assegnare le case a lui stesso è capitato di trovarsi in difficoltà perché se non viene riconosciuta l&#8217;unione di fatto in quanto tale è evidente che l&#8217;assegnazione viene fatta in un ordine diverso. C&#8217;è quindi la necessità di un riconoscimento pubblicistico delle unioni.<br />
<strong>Secondo qualcuno chi vuole riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso mira a sfasciare la famiglia tradizionale italiana. Cosa risponde?</strong><br />
Nella realtà esistono già varie forme di nuclei affettivi e non riconoscere i diritti di queste persone adulte che vivono nel nostro paese è sostanzialmente un segno clericale, perché è un modo di dire che la famiglia &#8220;tradizionale&#8221; è migliore dunque deve godere di più diritti. Questa è una discriminazione di valore nei confronti di certi cittadini che invece a mio avviso dovrebbero essere tutti quanti di serie A. Poi ognuno organizza il proprio volersi bene come vuole e molto spesso anche come può, ma questo non deve comportare un giudizio di merito o di valore da parte del Parlamento o del Governo o di chi che sia.<br />
<strong>Solitamente chi si oppone al riconoscimento delle altre unioni fa riferimento all&#8217;articolo 29 della Costituzione Italiana. Cosa ne pensa? </strong><br />
Mi sembra che l&#8217;articolo 29 venga tirato per i capelli, dal momento che nessuno sta facendo una campagna per distruggere la famiglia &#8220;tradizionale&#8221;, questa è un&#8217;assoluta caricatura, per non dire una menzogna. Si cerca semplicemente di dire che altri nuclei affettivi dovrebbero godere degli stessi diritti.<br />
<strong>Forza Italia è nata come formazione liberale</strong><br />
<em>Continua in seconda pagina</em>^d<br />
<strong>Forza Italia è nata come formazione liberale tant&#8217;è che in varie forme c&#8217;è stata &#8220;vicinanza&#8221; coi Radicali. Come mai oggi vi siete allontanati, che cos&#8217;è che non vi convince più del movimento creato da Silvio Berlusconi?</strong><br />
Noi Radicali siamo una forza politica che, da sempre, ha cercato di influire su chiunque fosse al governo perché introducesse elementi di libertà personali, leggi più aperte, non proibizioniste e non discriminatorie. Questo abbiamo fatto anche con questa maggioranza ma, di fatto, la sordità è stata totale. Al di la delle promesse e del famoso contratto con gli italiani del 2001 l&#8217;analisi e la valutazione che diamo nel 2006 è che nessuna di quelle proposte da partito liberale è stata realizzata, avendo peraltro una maggioranza blindata di 100 deputati e 50 senatori. È vero invece che delle leggi molto impopolari ma di grande interesse per il Presidente Berlusconi sono state fatte comunque. Nulla invece abbiamo visto in termini di privatizzazioni e quindi di libertà economiche, tant&#8217;è che è stato privatizzato soltanto l&#8217;Ente Tabacchi. Sulle liberalizzazioni (ordini professionali, gas, luce&#8230;) non si è visto nulla, così come sulle brandi riforme liberali (giustizia, amnistia, separazione delle carriere&#8230;). Sulle libertà personali come abbiamo già detto è meglio stendere un pietoso velo. Di fatto viene consegnato un paese con un enorme debito, bloccato in termini di libertà personali e di avanzamento economico. Il bilancio degli ultimi cinque anni di governo è fallimentare anche dal punto di vista culturale e istituzionale. Non si può andare avanti con un governo in cui un giorno c&#8217;è la gaffe di Calderoli, poi quelle di Giovanardi, poi quelle di Berlusconi, poi ci sta il ministro che spia&#8230;insomma credo che dobbiamo proprio girare pagina. Certo bisogna anche avere il coraggio di aprire un grande dibattito anche sinistra, che è un contenitore che si presta a questo grande dibattito di riforma e rinnovamento.<br />
<strong>Come siamo messi a livello europeo nella protezione dei diritti umani e nella difesa delle discriminazioni?</strong><br />
Nel Parlamento Europeo siamo guardati con grande sorpresa e perfino con incredulità. Recentemente ero a un dibattito con un senatrice belga, democristiana, che ha votato a favore dei Pacs, e che diceva di essere cattolica ma che a lei non verrebbe mai in mente l&#8217;idea di sentire il parere di un vescovo di esprimersi da legislatore. L&#8217;Italia è un caso, anche da questo punto di vista.<br />
<strong>Il Papa ieri ha rivendicato il diritto della Chiesa Cattolica d&#8217;intervenire nel dibattito pubblico. Siamo nel terreno dei rapporti tra Chiesa e Stato. Ha un commento?</strong><br />
Nessuno nega alla Chiesa il diritto d&#8217;intervenire nel dibattito pubblico. Rimane il fatto che siamo a una settimana dalle elezioni e che ci si rivolge agli italiani e non agli abitanti del Brasile o ai cattolici perseguitati del Vietnam. Benedetto XVI ieri è intervenuto alla riunione di un partito, ancorché europeo, e questo immagino ponga i cattolici credenti e magari schierati con l&#8217;Unione in grandissima sofferenza. Mi sembra una presa di schieramento molto forte. Io rimango convinta che ci sia la necessità si superare il Concordato e che la Chiesa come in tutti gli altri paesi abbia certamente il diritto d&#8217;intervenire ma senza tutti i privilegi, prebende e i 4mila miliardi di lire che tutti gli anni gli italiani in base ai bilanci dello Stato pagano alle strutture ecclesiastiche. Bisogna far chiarezza. Noi non siamo ne anticattolici ne antireligiosi, il problema vero è quello chi capire che la religione è un dettato di comportamento individuale e non può diventare la morale imposta per legge a tutti quanti i cittadini italiani, credenti e non.<br />
Visita il sito internet della Rosa nel Pugno<br />
Visita il Il sito internet di Emma Bonino  </p>
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		<title>Il radicale pro-gay Cappato europeo dell’anno</title>
		<link>https://archivio.gay.it/il-radicale-pro-gay-cappato-europeo-dellanno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2002 17:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
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					<description><![CDATA[Premio &#34;European of the Year&#34;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/cappato3_p-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Il radicale pro-gay Cappato europeo dell’anno - cappato3 p 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Marco Cappato, eurodeputato Radicale della Lista Bonino, é stato selezionato da una giuria internazionale e dal giornale European Voice per il premio &quot;European of the Year&quot; per l&#8217;anno 2002. </p>
<p>Candidato per il suo impegno in difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini europei in materia di privacy, Marco Cappato é conosciuto anche per la sua militanza antiproibizionista, in particolare sulle droghe e sul sesso. Per droga é stato appena condannato in Gran Bretagna, a seguito di una disobbedienza civile sulla cannabis attuata assieme al collega liberale inglese Chris Davies per chiedere la riforma delle leggi e delle politiche sugli stupefacenti. In tema di diritti GLBT il deputato radicale ha raccolto le firme di 140 deputati europei su un appello al Presidente Egiziano Mubarak sul caso &quot;Queen Boat&quot;, per chiedere la liberazione dei cittadini egiziani omosessuali imprigionati. E&#8217; ora invece impegnato al Parlamento europeo per affermare la libera circolazione delle coppie gay in Europa ed al mutuo riconoscimento tra gli Stati membri dei coniugi omosessuali con la presentazione di emendamenti ed un appello (appoggiato anche da ILGA-Europe) che si puo&#8217; firmare on-line sul sito https://servizi.radicalparty.org/gay_europa/index_it.php . </p>
<p>Chi desiderasse, può votare Cappato entro il 15 novembre sul sito https://www.ev50.com/poll , selezionandolo nelle categorie &quot;deputato europeo dell&#8217;anno&quot; .</p>
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		<title>GAY.IT INTERVISTA EMMA BONINO</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gayit-intervista-emma-bonino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2001 16:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
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					<description><![CDATA[Gay.it intervista Emma Bonino sulle questioni relative alla comunità omosessuale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="149" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/emma3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="GAY.IT INTERVISTA EMMA BONINO - emma3 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Nella passata legislatura, come ben saprai, sono stati presentati importanti disegni di legge finalizzati a combattere le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali. Le vicende parlamentari e gli attacchi di esponenti del centrodestra (in primis l&#8217;on. Giovanardi). Sei disposta a firmare e sostenere una legge contro le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali?</strong></p>
<p>Sì. Ricordo in particolare la freddezza con la quale le proposte della Ministra per le Pari Opportunità Balbo vennero accolte sia nel governo che dalla classe politica, nel Polo ma anche nell&#8217;Ulivo. Credo che non siano stati tanto gli attacchi del centrodestra a bloccare l&#8217;iter di una legge come quella anti-disciminazioni, quanto la scarsa volontà da parte della sinistra di portare a termine il provvedimento. Ricordiamoci che nell&#8217;Ulivo c&#8217;è una fetta di democristiani, e che io mi batto a Milano contro qualcuno che è candidato dell&#8217;Ulivo ma che è stato eletto nella scorsa legislatura con Forza Italia ed è passato in seguito all&#8217;Udeur, quindi all&#8217;Ulivo. E&#8217; questa l&#8217;anima dell&#8217;Ulivo? Sulle discriminazioni, per fortuna c&#8217;è una direttiva europea in materia che prima o poi dovrà essere trasposta, e quindi anche l&#8217;Italia dovrà recepirla uscendo dall&#8217;immobilismo del Polo/Ulivo in materia di diritti individuali. Ma quando noi radicali affermiamo che oggi, ora, subito, bisogna dibattere di temi fondamentali per i cittadini come l&#8217;eutanasia, la libertà di ricerca scientifica, i nuovi diritti civili, lo facciamo perché sappiamo che questi temi saranno di estrema attualità nel corso della prossima legislatura.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="GAY.IT INTERVISTA EMMA BONINO - emma4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/emma4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Siamo convinti che la nostra presenza in Parlamento potrebbe pesare su tali scelte in modo decisivo, e non siamo disposti a lasciare che la regolamentazione di questi temi sia lasciata ai Casini-Polo o al Mastella-Ulivo di turno.  </p>
<p><strong>Sei disposta ad appoggiare in Italia una legge che dia riconoscimento giuridicamente alle coppie dello stesso sesso risolvendo alcune situazioni di disagio e sofferenza a cui vanno incontro oggi le coppie omosessuali (ad esempio l&#8217;impossibilità di assistere il partner malato in ospedale, la mancanza di reversibilità del contratto di affitto intestato al partner in caso di morte dello stesso, e così via)? In caso affermativo, saresti più propensa all&#8217;istituzione di un istituto nuovo, riservato alle persone omosessuali, sullo stile delle &quot;partenership registrate&quot; dei paesi scandinavi, oppure alla via olandese, all&#8217;estensione cioè del matrimonio anche a persone dello stesso sesso?</strong></p>
<p>&quot;Riservato&quot; è una parola che non mi piace. Credo che i gay non abbiano bisogno di una &quot; riserva &quot; o di un diritto di famiglia &quot; riservato &quot; a loro. Credo invece che sia venuto il momento di procedere, come con il divorzio, ad una radicale riforma del diritto di famiglia, attraverso il riconoscimento del principio della libera contrattazione tra gli individui (dello stesso sesso o no) e dell&#8217;accesso, indipendentemente dal sesso ai diversi istituti giuridici, matrimonio compreso. L&#8217;abbiamo scritto nel nostro programma elettorale ; sarei curiosa di leggere cosa dicono in materia i programmi di Rutelli e di Berlusconi, di Di Pietro e di D&#8217;Antoni…</p>
<p><strong>Ti impegni a sostenere il diritto alla salute ed al benessere delle persone omosessuali fornendo i mezzi e le informazioni adeguate per un serio intervento di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.</strong></p>
<p>Credo che il diritto alla salute ed al benessere sia di tutti, e quindi anche delle persone omosessuali. Le malattie sessualmente trasmissibili e le relative informazioni, la prevenzione, sono fondamentali e riguardano tutti i cittadini. Lei parla di informazione. Noi radicali siamo sempre stati convinti che questa sia uno dei mezzi principali per permettere ai cittadini di vivere liberamente e responsabilmente. Penso sia al sistema radiotelevisivo, alla scuola, e cosi&#8217; via. Anche in questi luoghi vi deve essere informazione su sessualità, droga, nascita e morte, e sui rischi correlati, che si corrono nella vita di tutti i giorni. Ma le dico sinceramente che parlando di malattie come l&#8217;AIDS, penso soprattutto all&#8217;Africa, dove il fenomeno è endemico e drammatico, all&#8217;ennesima potenza. Credo che sia diventato un problema internazionale, uno sterminio sul quale l&#8217;Italia e l&#8217;Europa debbono agire al più presto.</p>
<p><strong>Ti impegni ad intervenire con azioni affermative in ambito sociale, per porre fine alle discriminazioni sul lavoro, ai suicidi fra gli adolescenti, alla violenza antigay, al pregiudizio diffuso?</strong></p>
<p>No. Non mi impegno affatto a promuovere le azioni positive o affermative che dir si voglia. Perché credo che sia un errore. Inoltre non pongono fine, come dice lei, a discriminazioni, suicidi, violenze. Azione positiva significa riservare determinati posti o posizioni, di solito di lavoro, a determinate persone definite in termini di gruppo sociale . Io ragiono in termini di individuo. Se quella determinata persona ha le caratteristiche, le conoscenze, il merito per ricoprire un determinato incarico, lo deve poter fare non perché è donna o gay o del nord o del sud o cittadino di quel determinato paese. Penso al Partito Radicale : non vi sono mai state regole sull&#8217;attribuzione di posti, ma questo non ha impedito a me, ad Adelaide Aglietta, ad Adele Faccio, e a tante altre di ricoprire incarichi importanti. Per combattere suicidi e violenze servono soprattutto da una parte informazione ed educazione, sostegno, aiuto e prevenzione, mentre per combattere le violenze servono maggiore vigilanza e coraggio nell&#8217;applicazione delle leggi esistenti.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="GAY.IT INTERVISTA EMMA BONINO - emma1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/emma1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Ti impegni a garantire la dignità e la visibilità culturale della cittadinanza omosessuale in quanto parte importante della memoria storica del paese (ricordiamo la recente polemica suscitata da esponenti leghisti della giunta della Lombardia nella loro scelta di revocare il finanziamento regionale al Festival Internazionale del Cinema Gay Lesbico, finanziamento poi riconfermato dalla giunta lombarda anche grazie all&#8217;intervento radicale in consiglio regionale)?</strong></p>
<p>Sullo specifico del Festival lombardo, so che è una manifestazione importante. Volere negare a questa manifestazione un finanziamento, in un paese dove si finanzia di tutto e di più, dal carrozzone RAI alle imprese decotte, sarebbe stata una discriminazione dettata da volontà politiche. Detto questo, penso che la dignità non sia minacciata da un rifiuto di finanziamento regionale, e che la visibilità la si possa conquistare anche in altri modi. Ricordo il balletto di Rutelli sulla sponsorizzazione del Gay Pride nell&#8217;anno del Giubileo, terminato con una risposta negativa. Ma ve lo ricordate ? Penso che questo episodio abbia aperto gli occhi al movimento gay sul cinismo e sulle acrobazie che alcuni sono capaci di fare in politica. </p>
<p><strong>Da sempre sei impegnata per il rispetto dei diritti umani nel mondo (abolizione della pena di morte, depenalizzazione del reato di omosessualità presente nella legislazione di decine di paesi) sei disposta a batterti per il riconoscimento dello status di rifugiati politici a quegli omosessuali stranieri che giungano in Italia da paesi in cui l&#8217;omosessualità sia considerata un reato?</strong></p>
<p>Sì, a tal riguardo vorrei ricordare che il primo atto che i sette deputati europei della lista Bonino hanno depositato al Parlamento europeo è stata una proposta di risoluzione che toccava anche questo punto, che è stata allegata al rapporto sui diritti umani dell&#8217;anno scorso. In Italia non hanno saputo varare in questa legislatura una legge sull&#8217;asilo politico,  cosa che è stata anche criticata a livello internazionale. La presenza in Parlamento dei Radicali potrebbe cambiare le cose.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="GAY.IT INTERVISTA EMMA BONINO - emma2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/emma2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Sei favorevole alla possibilità di accedere alla fecondazione medicalmente assistita anche da parte dei single o da parte di coppie lesbiche? E sei favorevole a rendere possibile l&#8217;adozione di minori anche da parte dei single?</strong></p>
<p>Su fecondazione assistita e adozioni, sono favorevole a tutte le ipotesi che mi ha presentato. Sull&#8217;adozione l&#8217;Italia è rimasto uno dei pochi paesi in Europa che proibisce l&#8217;adozione da parte dei singles, e anche il PE &#8211; grazie ad un emendamento radicale &#8211; ci ha invitati a modificare la legge. Nulla è successo. L&#8217;iter della legge poi abortita sulla fecondazione assistita è stato uno spettacolo veramnete penoso : volevano regolamentare proibendo, legalizzando così solamente il turismo riproduttivo. Vedete, in quell&#8217;occasione i partiti si sono spaccati ed hanno prevalso schieramenti trasversali, in particolare quello più conservatore. Credo che la maggior parte delle epurazioni che destra e sinistra hanno compiuto nella stesura delle liste elettorali siano da leggere con questa cartina di tornasole : Forza Italia ha decimato l&#8217;area liberal, e la stessa cosa ha fatto la sinistra (penso all&#8217;esclusione della Salvato). Memori di tutto questo, hanno imbavagliato coloro che portavano alla ribalta le questioni più esplosive per i partiti e le loro coalizioni, ma soprattutto più importanti per la vita e la morte dei cittadini : hanno imbavagliato noi radicali, Luca Coscioni. </p>
<p><strong>Il centrosinistra in questa legislatura non si è dimostrato molto efficace nel sostenere le persone omosessuali. Nel centrodestra, d&#8217;altro canto, vi sono elementi che alle persone omosessuali sembrano aver dichiarato guerra aperta. Nei cosiddetti &quot;collegi a rischio&quot;, dove pochi voti possono decidere il risultato, perché un omosessuale dovrebbe votare la Lista Emma Bonino rischiando di favorire il candidato del centrodestra?</strong></p>
<p>Io spero che gli elettori decidano, in tutta Italia, di utilizzare la scheda proporzionale, come già  in molti hanno fatto in passato, votando radicale e acquisendo cosi&#8217; una sorta di garanzia di libertà, una assicurazione sulla vita, e per una vita più libera e responsabile. Perché votare radicale ? Perché il Partito Radicale ha appoggiato il primo movimento gay in Italia, il FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) fin dagli anni &#8217;70 e ha fatto eleggere al Parlamento italiano il leader del movimento, Angelo Pezzana. Perché il Partito Radicale ha fatto approvare la legge sui transessuali. Perché il Partito Radicale ha lottato per i diritti civili conducendo le battaglie su aborto e divorzio, proponendo una politica alternativa sulle droghe, promuovendo i diritti umani nel mondo. Perché i radicali si battono per la libertà anche economica, per riportare l&#8217;Italia ai livelli europei. Perché i Radicali si battono oggi per i nuovi diritti civili, per la legalizzazione dell&#8217;eutanasia contro la attuale &quot; eutanasia all&#8217;italiana &quot;, per la promozione della ricerca scientifica per scongiurare il massacro genetico dei sofferenti che stanno in tutte le nostre famiglie, per permettere l&#8217;aborto con la pillola RU 486 legale in tutta Europa ma non da noi, per uno Stato laico e non &quot; vaticanizzato &quot; come è oggi. Perché la presenza di una pattuglia di deputati radicali in Parlamento potrebbe fare &#8211; come in passato &#8211; la differenza per la vita (o la morte) di tutti e di ciascuno.</p>
<p align="right">di Riccardo Gottardi</p>
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