<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Festival del Cinema &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<atom:link href="https://archivio.gay.it/argomenti/festival-del-cinema/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Dec 2015 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2025/12/cropped-gayit-logo-thumb-32x32.png</url>
	<title>Festival del Cinema &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-golden-globes-2016-carol-in-testa-con-5-nominations</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-golden-globes-2016-carol-in-testa-con-5-nominations</guid>

					<description><![CDATA[Todd Haynes batte Tarantino che si ferma a tre segnalazioni. Molte le candidature lgbt.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Carol home 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Carol manifesto italiano - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-manifesto-italiano.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sorpresa ai <strong>73esimi Golden Globes</strong>, anzi, più d’una. Ci aspettavamo una pioggia di candidature per <strong>The Hateful Eight</strong>, il nuovo lavoro di <strong>Quentin Tarantino</strong>, dopo i toni entusiastici all’anticipata stampa americana: eppure il nuovo western &#8211; pare neanche troppo pulp &#8211; del maestro americano si accontenta di tre segnalazioni (sceneggiatura, attrice non protagonista <strong>Jennifer Jason Leigh</strong> e colonna sonora del nostro <strong>Ennio Morricone</strong>), bucando così clamorosamente miglior film e regia.<br />
Batte tutti la raffinatissima, fulgida estetica Fifty del mirabile <strong>Carol</strong> di <strong>Todd Haynes</strong> che avevamo recensito a Cannes, la cui divina <strong>Cate Blanchett</strong> &#8211; ci aveva spiegato quanto il suo coming out bisex a <strong>Variety</strong> fosse in realtà una manipolazione giornalistica &#8211; si rifà dello smacco per il mancato Prix d’interprétation con una sacrosanta candidatura condivisa con la calibratissima <strong>Rooney Mara</strong>, premiata sì sulla Croisette ma insieme a <strong>Emmanuelle Bercot</strong> per il suo ruolo oltre l’isteria nel brutto e nevrotico melò <strong>Mon Roi</strong> di <strong>Maïwenn</strong>. Le altre candidature sono la crème che proietta direttamente Carol in zona Oscar come sicuro frontrunner: miglior film, regia e colonna sonora di <strong>Carter Burnwell</strong>. Sarà distribuito da <strong>Lucky Red</strong> il 5 gennaio 2016.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Lady Gaga American Horror Story Hotel - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Lady-Gaga-American-Horror-Story-Hotel.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La seconda sorpresa è l’inattesa candidatura di <strong>Lady Gaga</strong> per il suo ruolo flamboyant nel televisivo <strong>American Horror Story: Hotel</strong>, candidato come miglior miniserie tv (vi ricordate che pubblicammo le foto di lei valchiria erotica che cavalcava un bellone a fianco di <strong>Matt Bomer</strong> inedito stalloncino etero?).<br />
Anche le altre nominations rivelano una vistosa tendenza queer: tra i migliori film drammatici spicca il giornalistico <strong>Spotlight</strong> di <strong>Tom McCarthy</strong> sul caso di preti pedofili smascherato da un drappello di giornalisti del <strong>Boston Globe</strong> a cui fu attribuito il premio <strong>Pulitzer</strong>. È stato segnalato anche nella categoria riservata ai registi e alle sceneggiature.<br />
Molti i ruoli lgbt scelti dalla novantina di giornalisti della stampa estera residenti a Hollywood: oltre alle straordinarie attrici di Carol, troviamo <strong>Eddie Redmayne</strong> e <strong>Alicia Wikander</strong> per il biopic <strong>The Danish Girl</strong> di <strong>Tom Hooper</strong> sulla prima trans al mondo operata negli anni ’30, la pittrice danese <strong>Lili Elbe/Einar Wegener</strong>. La Wikander ha una doppia nomination, anche per il suo ruolo di malinconico robot nel mediocre e futurista <strong>Ex Machina</strong>. Nella categoria delle interpreti in un musical/commedia, troviamo la veterana <strong>Lily Tomlin</strong> risoluta lesbica nel road movie <strong>Grandma</strong> di <strong>Paul Weisz</strong>, nominata anche nello spassoso serial tv <strong>Grace And Frankie</strong> in cui è moglie di un omosessuale. Se la vedrà con un altro pezzo da novanta (non anni: solo ottanta!), la sublime <strong>Dame Maggie Smith</strong> barbona invadente nella commedia <strong>The Lady In The Van</strong> di <strong>Nicholas Hytner</strong> sulla strana (e vera) amicizia tra la signora in questione e il commediografo gay <strong>Alan Bennett</strong> che si ritrova il suo pulmino lercio nel vialetto di casa da cui non scollerà per quindici anni.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - The Danish Girl 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Danish-Girl-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra i migliori film stranieri sarà lotta dura tra il geniale e gender <strong>The Brand New Testament</strong> di <strong>Jaco Van Dormael</strong> (in italiano s’intitola <strong>Dio esiste e vive a Bruxelles</strong>) e lo sconvolgente <strong>Saul Fia (Il figlio di Saul)</strong> dell’ungherese <strong>Laszlo Nemes</strong> su Auschwitz visto dall’interno, un Sonderkommando ebreo alla ricerca di una degna sepoltura per un bimbo che crede essere suo figlio. Ma attenzione: il terzo incomodo potrebbe essere il cileno <strong>The Club</strong> del maestro <strong>Pablo Larrain</strong> su una conventicola di preti pedofili che coinvolge persino suore conniventi.<br />
L’Italia, oltre a Morricone, si consola con due nominations a <strong>Youth &#8211; La giovinezza</strong> di <strong>Paolo Sorrentino</strong>: miglior canzone, <strong>Simple Song #3</strong> di <strong>David Lang</strong>, e attrice non protagonista (<strong>Jane Fonda</strong>, dolente e fulminata nella scena più folle dell’anno: la sua crisi isterica in aereo).</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Alan Cumming The Good Wife - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Alan-Cumming-The-Good-Wife.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Più prevedibili le candidature per i prodotti televisivi, Lady Gaga a parte: immancabili ormai da anni <strong>Orange Is The New Black</strong> prodotta da <strong>Netflix</strong>, miglior serial e attrice, la perla nera <strong>Uzo Aduba</strong>, e l’innovativo <strong>Transparent</strong> con tre candidature: ovviamente <strong>Jeffrey Tambor</strong> è pronto ad agguantare il suo secondo Golden Globe nei panni del papà/mamma transgender Maura, ma sono in lizza anche <strong>Judith Light</strong> come miglior attrice non protagonista e l’intera serie come miglior commedia tv . Fra gli attori non protagonisti spicca il bisex dichiarato <strong>Alan Cumming</strong> per l’acclamata <strong>The Good Wife</strong> prodotta dalla CBS.</p>
<p>Il gran bottino di nomination la fa però l’ammiraglia <strong>Twentieth Century Fox</strong> con ben dodici nominations complessive per il cinema e la nuova arrivata <strong>Netflix</strong>, per la tv, con otto.<br />
I 73esimi Golden Globes saranno assegnati il 10 gennaio al <strong>Beverly Hilton Hotel</strong> di Los Angeles. La cerimonia di gala sarà condotta dal comico <strong>Ricky Gervais</strong>.</p>
<p>P.S.: vi segnaliamo nel weekend, da oggi a domenica 13, il <strong>Salento Rainbow Film Festival</strong> che si terrà alle <strong>Manifatture Knos</strong> di <strong>Lecce</strong>. L&#8217;ingresso è gratuito. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker</title>
		<link>https://archivio.gay.it/torino-film-festival-scuote-nasty-baby-sorpresa-camp-the-dressmaker</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/torino-film-festival-scuote-nasty-baby-sorpresa-camp-the-dressmaker</guid>

					<description><![CDATA[Bravissime le transessuali di Tangerine, ricordate le vittime alla Trans Freedom March.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Nasty Baby 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Nasty Baby 6 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-6.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Primi dieci film al <strong>Torino Film Festival</strong>, di cui tre gay. È stato un cineweekend assai queer, il primo dell’ottima kermesse sabauda che non solo è il secondo festival italiano dopo Venezia, ma rispetto a questo ha ormai più appoggio critico (il direttore del Lido <strong>Alberto Barbera</strong> ha polemizzato con <strong>Emanuela Martini</strong>, a capo del TFF, sostenendo che ci sono troppi film, facendo infuriare i cinefili). </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - The Dressmaker 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il film gay più bello, finora, è lo spiazzante <strong>Nasty Baby</strong>, già vincitore del <strong>Teddy Award</strong> a Berlino, del cileno <strong>Sebastian Silva</strong> &#8211; produce il grande <strong>Pablo Larrain</strong> &#8211; che inizia come il solito, insopportabile lungometraggio queer indie americano con coppietta perfettina e zuccherosa, il videoartista un po’ naif <strong>Freddy</strong> (il regista stesso, dichiaratamente gay) e il rassicurante orsone di colore <strong>Mo</strong> (<strong>Tunde Adebimpe</strong>), fresatore col pollice verde che colma di piante l’alloggio dove i due convivono serenamente. Freddy desidera un figlio e l’amica inseparabile <strong>Polly</strong> (<strong>Kristen Wiig</strong>, palpitante) li aiuterebbe volentieri. C’è però un vicino mattoide e omofobo che li disturba svegliandoli tutte le mattine con un aspirafoglie: l’improvviso twist narrativo che trasforma la commedia piuttosto convenzionale in un cupo noir dai risvolti quasi horror è estremamente interessante, e dimostra quanta violenza repressa si stia accumulando in quest’epoca dominata dal terrore e dalla paranoia, coinvolgendo indistintamente famiglie etero e non, pronte a difendere il loro nido con ogni mezzo, in nome di un egoismo cieco e antisociale. Il Nasty Baby del titolo è non solo il presunto figlio che non vuole arrivare o il titolo del lavoro videoartistico (peraltro inguardabile) di Freddy, quanto lui medesimo, infantile e sostanzialmente malvagio sotto l’apparente candore del suo aspetto.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - The Dressmaker 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-3.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Una bella sorpresa inaspettatamente camp è il grottesco australiano <strong>The Dressmaker</strong> di <strong>Jocelyn Moorhouse</strong>, una sorta di Dogville scatenato in abiti Dior, grande successo al botteghino in patria: la stilista <strong>Tilly Dunnage</strong> (<strong>Kate Winslet</strong>, inarrivabile) torna nel paesotto immerso nel deserto australiano per accudire la madre <strong>Molly</strong> (<strong>Judy Davis</strong>, sublime), abbandonata nella sporcizia, e scoprire perché da piccola era stata accusata di essere un’assassina. Segreti inconfessabili e vendette crudeli sono pronte a turbare la vita apparentemente quieta del manipolo di anime, ma il richiamo dell’haute couture è irresistibile, persino per il poliziotto con l’hobby del travestimento (uno strepitoso <strong>Hugo Weaving</strong>), tanto più che tutti riconoscono il talento nell’alta sartoria di Tilly, oggetto del desiderio del prode e bellissimo <strong>Teddy</strong> (<strong>Liam Hemsworth</strong>, adone di sublime bellezza, indimenticabile nella scena dello strip in cui Tilly gli prende le misure).<br />
Ritmo vorticoso per un film altamente godibile che mescola commedia, dramma e apoteosi camp (i costumi del poliziotto che rimandano a Priscilla: una delle drag era proprio Hugo Weaving). Uscirà per <strong>Eagle Pictures</strong> a febbraio.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Tangerine - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Tangerine.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sabato scorso, nel giorno del <strong>TDOR</strong>, il <strong>Transgender Day of Remembrance</strong> che ricorda tutte le vittime di transfobia nel mondo, è stato presentato il film-miracolo indie <strong>Tangerine</strong> di Sean Baker, girato con un iPhone 5S (ma con sofisticati filtri e un’accattivante fotografia virata in arancione: sembra in pellicola!) per le strade di Tinseltown, come viene chiamata Hollywood in gergo, in soli 18 giorni. Ecco le raminghe preregrinazioni di due trans &#8211; interpretate dalla vere e bravissime transessuali <strong>Kitana Kiki Rodriguez</strong> e <strong>Mya Taylor</strong> &#8211; che cercano una prostituta con cui si sarebbe trattenuto il fidanzato di una delle due mentre costei era in carcere. Urban style nervosissimo e funzionale, qualche sorriso (il tassista che s’infuria perché la battona caricata ha la patata), la desolazione della strada restituita in tutto il suo disagio. Niente male.</p>
<p>Nel frattempo la comunità lgbt americana ha lanciato una petizione per boicottare il film <strong>Zoolander 2</strong> in cui appare una transessuale top model di nome All interpretata da <strong>Benedict Cumberbatch</strong> “<em>chiaramente concepito come un’esagerata e cartoonesca derisione degli individui androgini/trans</em>”, sostiene l’attivista <strong>Sarah Rose</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Zoolander 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Zoolander-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“<em>Sono 271 le trans assassinate nel 2015</em> &#8211; ha ricordato la trans <strong>Sandeh Veet</strong> prima della proiezione di Tangerine -. <em>Abbiamo una vita difficile ma siamo orgogliose di quello che siamo, nonostante le difficoltà quotidiane e d’inserimento nella società</em>”.<br />
Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla marcia seguita da un migliaio di persone da piazza Vittorio a piazza Castello, dove sono state lette brevi e toccanti storie di violenza ai danni di trans.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Trans Freedom March 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Trans-Freedom-March-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“<em>La seconda edizione della <strong>Trans Freedom March</strong></em> &#8211; <em>ci ha dichiarato <strong>Alessandro Battaglia</strong>, coordinatore del <strong>Torino Pride</strong> &#8211; celebra il TDOR, ricorrenza internazionale molto importante per la comunità lgbt mondiale. A Torino sono stati organizzati anche spettacoli teatrali e dibattiti dedicati. L’anno scorso abbiamo fatto un convegno dove venivano discussi due disegni di legge sulla 164, non è accaduto molto ma la Corte di Cassazione si sta esprimendo a favore del contenuto. Prima o poi il Parlamento dovrà prendere atto di questo. Il convegno sul gender di domenica è stato organizzato per fare chiarezza sulla mistificazione in atto da troppo tempo su questo tema. La visibilità trans nei media può aiutare ma il lavoro da fare è moltissimo, bisogna abbattere lo stigma nei confronti delle persone transessuali</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-parte-il-torino-film-festival-premiato-terence-davies</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-parte-il-torino-film-festival-premiato-terence-davies</guid>

					<description><![CDATA[La 33a edizione sarà molto queer. Gran Premio Torino al regista gay inglese di Sunset Song]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Liam Hemsworth The Dressmaker 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Terence Davies scaled - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Terence-Davies-scaled.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>È il più grande regista inglese gay vivente, eppure <strong>Terence Davies</strong> non è affatto conosciuto in Italia. Autore di un cinema lirico, sussurrato e malinconico di grande fascino, narratore della middle class britannica e della marginalità rurale, in grado di esaltare poeticamente la bellezza della campagna inglese e lo stupore magico dell’adolescenza, è l’ospite più atteso del <strong>33esimo Torino Film Festival</strong>, da oggi al 29 novembre in dodici sale. L’inaugurazione è prevista stasera al Lingotto col dramma sociale <strong>Suffragette</strong> di <strong>Sarah Gavron</strong> con <strong>Carey Mulligan</strong> e <strong>Meryl Streep</strong> nel piccolo ruolo della pioniera delle femministe <strong>Emmeline Pankhurst</strong>. A Davies verrà assegnato il <strong>Gran Premio Torino</strong>, una sorta di riconoscimento alla carriera, e si potrà vedere il suo nuovo lavoro <strong>Sunset Song</strong> tratto dal classico <strong>Canto del tramonto</strong> di <strong>Lewis Grassic Gibbon</strong> su una famiglia patriarcale che vive nella campagna scozzese all’inizio del Novecento. Sarà possibile recuperare anche il capolavoro <strong>Distant voices, still lives</strong> (<strong>Voci lontane, sempre presenti</strong>), vincitore del Pardo d’Oro al Festival di Locarno del 1988 ex aequo con <strong>Farfalle</strong> di <strong>Wolfgang Becker</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Nasty Baby 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si preannuncia un’edizione parecchio queer, e sulla carta abbiamo intercettato una decina di titoli d’interesse lgbt: da non perdere <strong>Nasty Baby</strong> dell’emergente regista cileno gay <strong>Sebastian Silva (La nana),</strong> strana commedia che vira in noir su una coppia omosessuale che cerca di avere un figlio da un’amica ma viene minacciata da un vicino aggressivo. Segnatevi poi la sorpresa del Sundance, <strong>Tangerine</strong> di <strong>Sean Baker</strong>, girato con un iPhone 5S in 18 giorni, su una trans che, all’uscita di galera la vigilia di Natale, in compagnia di un’amica, si mette alla ricerca in giro per Tinseltown (in gergo sarebbe Hollywood) del fidanzato che l’ha tradita. Il commediografo gay <strong>Alan Bennett</strong>, interpretato da <strong>Alex Jennings</strong>, nell’eccentrica commedia <strong>The Lady In The Van</strong> di <strong>Nicholas Hytner</strong> incontra una strampalata vagabonda che si parcheggia col suo furgoncino nel vialetto di casa sua e ci resta più di quindici anni.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Tangerine Sean Baker - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Tangerine-Sean-Baker.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Avevamo apprezzato a Locarno l’intrigante <strong>Te prometo anarquia</strong> di <strong>Julio Hernández Cordon</strong> con due giovani Dracula postmoderni, skaters e amanti, che commerciano sangue sul mercato nero. Vi consigliamo caldamente anche il rarefatto e spiazzante israeliano <strong>Tikkun</strong> di <strong>Avishai Sivan</strong> su un rabbino che perde la fede e scopre il sesso (al festival svizzero vinse il Premio Speciale della Giuria pur meritando il Pardo d’Oro). Tra i vari classici riproposti si possono recuperare <strong>La bella e la besta</strong> di <strong>Jean Cocteau</strong> e <strong>Réné Clément</strong>, il bisex erotico <strong>Crash</strong> di <strong>David Cronenberg</strong> e il cult russo <strong>Saytat Nova</strong> (<strong>Il sapore del melograno</strong>) diretto da <strong>Sergei Parajanov</strong> nella versione restaurata dal laboratorio <strong>L’immagine ritrovata</strong> della <strong>Cineteca di Bologna</strong>, grazie al <strong>World Cinema Project</strong> ideato da <strong>Martin Scorsese</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Irrawaddy Mon Amour - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Irrawaddy-Mon-Amour.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ricca e variegata anche la proposta di documentari queer: nell’italiano <strong>Irrawaddy Mon Amour</strong> di <strong>Valeria Testagrossa</strong>, <strong>Nicola Grignani</strong> e <strong>Andrea Zambelli</strong>, l’amore tra due ragazzi birmani è ostacolato dalla legge che prevede il carcere per gli omosessuali ma loro combatteranno per poter celebrare il loro amore sulle sponde del ‘Fiume Madre’. Ritroviamo poi la solida coppia formata dai portoghesi <strong>Joaquim Pinto</strong> e <strong>Nuno Leonel</strong> di <strong>E adesso? Ricordatemi</strong> nel rimontaggio di un loro lavoro del 1988, <strong>Rabo de Peixe,</strong> sul villaggio di pescatori su un’isola delle Azzorre dove i due registi si trasferirono per viverci. Pare che ci siano risvolti camp, invece, in <strong>Vincenzo Da Crosia</strong> di <strong>Fabio Mollo</strong> su un quattordicenne del paesino calebrese di Crosia che sostiene di aver avuto una visione mistica in cui una statua della Madonna si è messa a lacrimare in una chiesetta abbandonata: qualche giorno dopo l’intera comunità assiste alla medesima apparizione della Vergine.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - The Dressmaker poster - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-poster.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nella sezione più sperimentale, <strong>Onde</strong>, torna il Portogallo col collettivo<strong> Aqui, em Lisboa</strong>: nel segmento firmato da <strong>Marie Losier</strong> ecco altre visioni, quelle oniriche da sartoria di <strong>Fernando Santos</strong> in arte <strong>Deborah Kristal</strong>, celebre drag queen lisbonese. Tormento ed estasi di un giovane gay di Buenos Aires, infine, nell’argentino <strong>Heterophobia</strong> di <strong>Goyo Anchou</strong>, presentato come un ‘saggio lisergico e cinefilo, tra identità sociale e dell’immaginario’ in cui Mariano è dilaniato dal controverso amore e odio per un amico che si professa etero ma abusa di lui.<br />
Persino Madonna vuole vedere <strong>Sexxx</strong> di Davide Ferrario, reinterpretazione cinematografica dell’omonimo spettacolo multigender di video danza sul corpo e le sue pulsioni, rappresentato alla Lavanderia a Vapore di Collegno.</p>
<p>Tra i titoli non queer da non perdere assolutamente il sontuoso <strong>The Assassin</strong> di <strong>Hou Hsiao-Hsien</strong>, miglior regia a Cannes, epopea visionaria della dinastia Tang dal punto di vista di una monaca convertita in spietata assassina (la interpreta una meravigliosa <strong>Shu Qi</strong>). Torna dopo diciassettenne anni la sensibile regista australiana <strong>Jocelyne Moorhous</strong>e – autrice di un dimenticato dramma gay su un omosessuale cieco, <strong>Proof – Istantanee</strong> del 1991 – con l’atteso <strong>The Dressmaker</strong> di <strong>Jocelyn Moorhouse</strong> tratto dall’omonimo romanzo di <strong>Rosalie Ham</strong> con <strong>Kate Winslet</strong> sarta provetta che si ritrova nel deserto australiano per accudire la madre malata ma il bel <strong>Teddy</strong> (<strong>Liam Hemsworth</strong>) scompaginerà le carte – e i vestiti. Cast di stelle (Michelin?) per la commedia della seconda possibilità <strong>Burnt – Il sapore del successo</strong> di <strong>John Wells</strong> con <strong>Bradley Cooper</strong> chef top caduto nel dimenticatoio per il suo narcisismo collerico (ci sono anche <strong>Uma Thurman</strong>, <strong>Sienna Miller</strong> e <strong>Riccardo Scamarcio</strong>). Tra gli italiani, passa oggi per la stampa, e domani per il pubblico, il biografico <strong>Antonia</strong> di <strong>Ferdinando Cito Filomarino</strong> su una delle più brave e dimenticate poetesse italiane, <strong>Antonia Pozzi</strong>, morta suicida a soli ventisei anni. <strong>Pappi Corsicato</strong> presenterà il corto <strong>Pompei Eternal Emotion </strong> sulla visione dei turisti negli scavi immortali sfigurati dall’incuria e dal tempo.<br />
I cinefili oltranzisti si sfideranno nell’interminabile cinemaratona horror di sabato sera (da mezzanotte e un quarto alle cinque del mattino) e nelle acclamate <strong>Arabian Nights</strong> del portoghese <strong>Miguel Gomes</strong> (tre film per 382 minuti complessivi).<br />
Parte la cineabbuffata con 205 film, 50 anteprime mondiali, 20 internazionali, 8 europee e 71 italiane. Hasta la Vista, siempre.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-al-via-a-torino-il-nuovo-divine-queer-film-festival</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Disabili LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-al-via-a-torino-il-nuovo-divine-queer-film-festival</guid>

					<description><![CDATA[Da oggi a domenica la prima edizione di una rassegna dedicata a trans, disabili e migranti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Divine Queer Film Festival 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Melody Zack Morrison - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Melody-Zack-Morrison.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Oggi dedichiamo l’intera rubrica <strong>CinemaSTop</strong> a un nuovo festival, lgbt ma non solo, che si affaccia sull’affolata vetrina torinese (il 20 novembre parte il <strong>33° Torino Film Festival</strong> che si preannuncia assai queer con ben dieci titoli a tematica e il <strong>Gran Premio Torino</strong> al regista inglese gay <strong>Terence Davies</strong>: ne parleremo la prossima settimana). Si tratta del <strong>Divine Queer Film Festival</strong> che si presenta come “un festival di cinema indipendente a tematica queer che esplora i temi fluttuanti di genere, diverse abilità e migrazione. Divine è alla sua prima edizione e nasce dal desiderio di infrangere, attraverso il linguaggio cinematografico, stereotipi, pregiudizi, tabù e paure relativamente alle storie di persone transessuali/transgender, disabili e migranti”.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - La Tarantina - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/La-Tarantina.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si svolge nel music club <strong>Blah Blah </strong>della centralissima via Po al numero ventuno, da oggi a domenica: si inaugura alle 18 col cortometraggio statunitense <strong>Melody</strong> di <strong>Zack Morrison</strong> presentato in collaborazione con <strong>Cinedeaf – Roma</strong> sul rapporto tra un fratello e sua sorella non udente. Segue il doc <strong>La Tarantina</strong> di <strong>Fortunato Calvino</strong>, presentato in collaborazione con la <strong>Fondazione GIC – Genere Identità Cultura</strong> di Napoli, video-chiacchierata con l’ultimo femminiello dei Quartieri Spagnoli, <strong>Carmelo Cosma</strong> in arte <strong>‘La Tarantina’</strong> (nacque ad Avetrana, in provincia di Taranto), protagonista di una tumultuosa esistenza dal dopo guerra alla Dolce Vita, tra Napoli e Roma, tra la strada, il carcere e la rutilante mondanità di Via Veneto.<br />
Il regista <strong>Simone Cangelosi</strong> introdurrà alle 21.30 il suo intenso documentario <strong>Una nobile rivoluzione</strong>, ritratto intimo e potente della pioniera del movimento trans italiano,<strong> Marcella Di Folco</strong> (1943-2010). Fu lei a fondare nel 1988 la sezione emiliano-romagnola del <strong>MIT, il Movimento Italiano Transessuale, già Movimento Identità Transessuale</strong> fino al 1999, e diventare una personalità di riferimento per tutto il movimento gay, intrecciando esperienze anche d’attore con <strong>Fellini, Risi e Sordi</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Habana Muda - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Habana-Muda.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Domani alle 17.30 è previsto il doc <strong>Habana Muda</strong> di <strong>Erich Brach</strong> su un bracciante agricolo cubano sordo che s’innamora di un uomo messicano. Sordità e omosessualità tornano in <strong>The Street</strong> di <strong>Julien Bourges</strong> (ore 19.20) dove un ragazzo non udente finisce a fare la vita di strada per la mancata accettazione della sua natura gay da parte del padre. Segue lo sportivo <strong>Queens @ court</strong> di <strong>Shiv Paul</strong> su quattro tennisti lgbt che si ritrovano ad affrontare disprezzo sociale per il loro transgenderismo oppure l’obesità, e il conseguente stress post-traumatico.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - TransXIstanbul - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TransXIstanbul.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Da non perdere alle 21.30 il doc turco <strong>TransXIstanbul</strong> di <strong>Maria Binder</strong> su una donna transessuale che si batte contro la violenza e le discriminazioni nei confronti della comunità intergender mentre si sentono ancora gli echi delle proteste di <strong>Gezi Park</strong> del 2013.<br />
Sempre dall’esotica patria ozpetekiana arriva <strong>Hala</strong> di <strong>Veysel Aksahin</strong> (domenica, ore 16.40) su una trans che torna al paese d’origine dopo aver perso i genitori. Viene presentato in collaborazione col <strong>Pink Life QueerFest</strong> di Ankara.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Gesu e morto per i peccati degli altri - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gesu-e-morto-per-i-peccati-degli-altri.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ci si sposta dall’altra parte del mondo, alle Hawaii, per <strong>Kumu Hina</strong> di <strong>Dean Hamer</strong> (ore 17.20) su un’insegnante di <strong>‘stirpe Mahu’</strong> &#8211; ossia transgender &#8211; che ricostruisce il sistema di valori sociali e culturali delle sue isole, di cui sappiamo in realtà pochissimo, in relazione alle tematiche lgbt.<br />
In chiusura alle 19.00 l’atteso documentario <strong>Gesù è morto per i peccati degli altri</strong> di <strong>Maria Arena</strong> su un gruppo di trans – <strong>Franchina, Marcella, Meri, Santo, Totina, Wonder</strong>, eccetera – che si prostituiscono nel degradato quartiere di San Berillio a Catania. Sarà presente la regista insieme alla leggendaria Franchina.<br />
Organizza l’associazione culturale <strong>Taksim</strong>. Trovate l’intero programma sul sito www.divinequeer.it.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cannes Fashion Festival, non solo cinema in Croisette</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cannes-fashion-festival-non-solo-cinema-in-croisette</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2015 16:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cannes-fashion-festival-non-solo-cinema-in-croisette</guid>

					<description><![CDATA[Dal 20 al 22 maggio sfilate ed eventi a pochi metri dal celeberrimo red carpet]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/fashionfest-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cannes Fashion Festival, non solo cinema in Croisette - fashionfest 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/fashionfest-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/fashionfest-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Cannes Fashion Festival, non solo cinema in Croisette - 54ac0acfde582 elle 00 cannes elh - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/54ac0acfde582_-_elle-00-cannes-elh.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nonostante al <strong>Festival di Cannes</strong> non manchino certo modelle e passerelle, sta per sbarcare in Croisette la prima (ed in versione ridotta) fashion week completamente indipendente dal Festival.<br />
Dal 20 al 22 Maggio infatti, lo chicchissimmo <strong>hotel Majestic Le Barrière</strong>, ospiterà nei suoi saloni il<strong> Cannes Fashion Festival</strong>: workshop, VIPs, sfilate e veri parties stile Gatsby!</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Cannes Fashion Festival, non solo cinema in Croisette - 15102 l - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/15102-l.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nonostante questi due eventi non abbiano (in via ufficiosa) nulla a che fare l&#8217;uno con l&#8217;altro, appare chiaro come gli organizzatori della manifestazione fashion stiano cercando di attingere al ricco <strong>bacino glamour del Festival</strong>; Cannes è da sempre cinema, ma anche feste sopra le righe, modelle di Victoria&#8217;s Secret che sfilano quotidianamente sul red carpet e i 4 cambi d&#8217;abito di Paris Hilton.<br />
19 Designer, un awards show, un cocktail party per stampa e stilisti e, per non farci mancare quell&#8217;evento charity che piace tanto, una cena di gala in supporto della <em>Royal House Of Mandela</em>; saranno 72 ore intense.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Cannes Fashion Festival, non solo cinema in Croisette - awardsmediumfinal - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/awardsmediumfinal.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Mi raccomando: scarpe comode! Il <strong>Cannes Fashion Festival</strong> inizia domani! La manifestazione saprà reggere il confronto con un mostro sacro come il Festival du Cinema?! Ve lo faremo sapere noi, dal momento che gay.it sarà in trasferta in <em>cote d&#8217;azur</em> (è uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo!) per seguire dal vivo l&#8217;evento,<em> à bientôt</em>!</p>
<p align="right">di Davide Bertolino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coming out? Cate Blanchett smentisce le voci sulla sua omosessualità</title>
		<link>https://archivio.gay.it/coming-out-cate-blanchett-smentisce-le-voci-sulla-sua-omosessualita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 16:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coming out]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/coming-out-cate-blanchett-smentisce-le-voci-sulla-sua-omosessualita</guid>

					<description><![CDATA[Dopo le dichiarazioni degli scorsi giorni, Cate Blanchett torna sull'argomento e smentisce]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cate-blanchett-cannes-BS-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Coming out? Cate Blanchett smentisce le voci sulla sua omosessualità - cate blanchett cannes BS 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cate-blanchett-cannes-BS-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cate-blanchett-cannes-BS-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>&#8220;Non sono omosessuale e nel 2015 questo non dovrebbe essere argomento di conversazione&#8221; con queste parole Cate Blanchett ha messo la parola fine al caso del suo &#8220;coming out&#8221;, ora smentito, nato a seguito di alcune <a href="https://www.gay.it/cate-blanchett-coming-out-in-passato-ho-avuto-relazioni-con-donne" target="_blank" rel="noopener nofollow">dichiarazioni dell&#8217;attrice al giornale Variety</a>.<br />
&#8220;Sono stata fraintesa. &#8211; ha spiegato durante la conferenza stampa del film al nostro inviato Roberto Schinardi &#8211; Mi è stato chiesto se avevo avuto relazioni con donne. Ho risposto sì, ma non mi riferivo a relazioni sessuali&#8221;.<br />
Ha poi aggiunto: “Credo che siano molte persone, come Carol, che non sentono il bisogno di urlare al mondo le cose”.</p>
<p><strong>Cate Blanchett a Cannes</strong><br />
Blanchett si trova a Cannes per presentare il film Carol, tratto dall&#8217;omonimo romanzo della giallista Patricia Highsmith. Nella pellicola l&#8217;attrice interpreta la protagonista Carol, donna infelicemente sposata di cui s’innamora l’impiegata di un negozio, Therese (Rooney Mara). </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!”</title>
		<link>https://archivio.gay.it/graham-moore-oscar-per-the-imitation-game-siate-strani-siate-diversi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 17:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/graham-moore-oscar-per-the-imitation-game-siate-strani-siate-diversi</guid>

					<description><![CDATA["Turing non è mai salito su un palco: un'ingiustizia". E poi: "Stay weird, stay different"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - oscar 2015 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - oscar 2015 premio - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015_premio.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Moore. Un cognome, due nomi: Julianne e Graham. Nessuna parentela. Entrambi hanno vinto un Oscar in due dei momenti più intensi dell’87esima cerimonia di consegna degli Academy Awards bagnata dalla pioggia, ieri sera, al Dolby Theatre di Los Angeles. Sono le 5.33 ora italiana quando la matronale Oprah Winfrey annuncia il vincitore della statuetta per la migliore sceneggiatura non originale: è lo scrittore 33enne Graham Moore (fino a ieri sera più noto come figlio di Susan Sher, capo consulente di Michelle Obama) per l’adattamento dell’intenso biopic <strong>“The Imitation Game”</strong> di Morten Tyldum sul geniale matematico gay Alan Turing. Sul palco si materializza un ragazzino minuto, all’apparenza timido e fragile, che potrebbe averne dieci di meno. “Grazie Oprah, grazie alla famiglia di ‘The Imitation Game’ &#8211; ha esordito entusiasta Moore -. Alan Turing non è mai riuscito ad arrivare su un palco come questo e osservare queste bellissime facce davanti a sé. È una cosa ingiusta. Quando avevo sedici anni ho cercato di uccidermi perché mi sentivo strano, diverso, come se non appartenessi al luogo dove mi trovavo. Invece adesso sono qui. <strong>Vorrei che questo momento fosse per tutte quelle persone che si sentono strane. Continuate a essere diversi</strong>. Quando sarà il vostro turno di salire su questo palco, diffondete il messaggio. Grazie a tutti”. E il suo &#8220;Stay weird, stay different&#8221;, più mantra gay in stile ‘pelle di rinoceronte’ alla Tim Cook che slogan testamentario alla Steve Jobs, diventa subito virale. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - neil patrick harris oscar nudo - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/neil_patrick_harris_oscar_nudo.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Segue una commossa standing ovation e la sua omonima, Julianne, ha il viso rigato dalle lacrime (ma è in buona compagnia: piange anche Keith Urban, marito di Nicole Kidman, insieme ad altre star). Delle otto nominations iniziali, “The Imitation Game” dovrà accontentarsi proprio di questo Oscar. Venti minuti dopo è la volta dell’omonima Moore, Julianne, che stringerà la prestigiosa statuetta per l’indimenticabile ruolo della professoressa di linguistica malata precoce di Alzheimer nel toccante<strong> “Still Alice”</strong> della coppia gay Richard Glatzer e Wash Westmoreland (del primo ricorda la discesa nell’incubo di un’altra malattia terribile, la SLA, che non gli ha però impedito di dirigere il film con le forze rimaste). Non c’è storia per gli attori protagonisti, categoria in cui trionfa Eddie Redmayne dopo aver vinto tutto il conquistabile, dai Bafta ai Golden Globes, per l’onesto biopic <strong>“La teoria del tutto” </strong>sulla vita dell’astrofisico Stephen Hawking. I veri sconfitti della serata risultano in definitiva la dolente odissea del soldato di <strong>“American Sniper”</strong> diretto da Clint Eastwood &#8211; solo un Oscar per il montaggio sonoro &#8211; e il coraggioso esperimento <strong>“Boyhood”</strong> di Richard Linklater sull’evoluzione in tempo reale di una famiglia americana, durato dodici anni, che si deve accontentare della <strong>migliore attrice non protagonista Patricia Arquette.</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - oscar 2015 gaga - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015_gaga.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il resto della passabile cerimonia &#8211; ma la ridondante scenografia era un po’ troppo natalizia &#8211; ha veleggiato su toni più leggeri, grazie anche alla conduzione pimpante e disinvolta del fanciullesco presentatore<strong> Neil Patrick Harris che sul red carpet è apparso sorridente a fianco del marito David Burtka</strong>. In uno spassoso sketch, forse il migliore della serata, è persino <strong><a href="https://www.gay.it/e-neil-patrick-harris-finisce-nudo-sul-palco-degli-oscar-video" rel="nofollow noopener" target="_blank">>piombato sul palco indossando solo un paio di mutande bianche</a> </strong> citando l’analoga scena del virtuosistico <strong>“Birdman” del messicano Alejandro González Iñarritu</strong> che, come da previsioni, vince come miglior film e regia, aggiudicandosi anche sceneggiatura originale e fotografia (Sean Penn ironizza un po’ pesantemente: “Chi ha dato a questo ‘figlio di…’ la green card?).<br />
Ma il momento più queer è stata la magnetica <strong>esibizione di Lady Gaga</strong> che, per festeggiare i 50 anni di <strong>“Tutti insieme appassionatamente”</strong>, ha stregato il pubblico in mezzo a un bosco di betulle e violini con un medley di brani dell’intramontabile cult per poi introdurre emozionata la sua ‘incomparabile’ protagonista, una Julie Andrews in ottima forma. Su Internet ecco i maligni che si scatenano per <strong>quel paio di guanti rossi in plastica ‘da sciacquatazze’ </strong>esibiti da Lady Gaga sul red carpet.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - oscar 2015 patricia Arquette - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015_patricia_Arquette.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Gli Oscar più belli? Il terzetto al vitalissimo<strong> “Whiplash” di Damien Chazelle</strong>, uno dei film con più personalità degli ultimi anni, sulla travolgente battaglia fino all’ultima nota &#8211; e all’ultimo sangue, letteralmente &#8211; fra un ambizioso allievo batterista al conservatorio e il suo esigente insegnante aguzzino, che si aggiudica il migliore attore non protagonista (l’eccellente J. K. Simmons), il montaggio e il sonoro. Noi ci possiamo consolare col quarto <strong>Oscar alla costumista Milena Canonero per &#8220;Grand Budapest Hotel&#8221; </strong>(che pareggia i conti con &#8220;Birdman&#8221; ma sul versante tecnico: anche scenografia, colonna sonora e trucco/parrucco). Lei è talmente top che può permettersi un banalissimo spolverino nero e copricollo con bocca bianca disegnata per sembrare la più elegante di tutti. Ma a risplendere sul tappeto rosso è stato soprattutto il fulgore black di <strong>Lupita Nyong’o ricoperta da un preziosissimo (e, pare, pesantissimo) Calvin Klein</strong> con qualcosa come seimila perle cucite a mano. Peccato infine non avere ricordato Francesco Rosi nel memoir dedicato ai cineartisti scomparsi, tra cui, per fortuna, <strong>è stata inclusa la divina Virna Lisi.</strong> </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Graham Moore, Oscar per The Imitation Game: “Siate strani, diversi!” - oscar 2015 costumi - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscar_2015_costumi.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il miglior film straniero è il rigoroso e profondo<strong> dramma polacco “Ida” di Pawel Pawlikowski</strong> che batte avversari del calibro del possente “Leviathan” e del franco-mauritano “Timbuktu”, trionfatore ai recenti premi César con ben sette premi. Resta completamente a secco <strong>il meditato dramma “Foxcatcher” </strong>di Bennett Miller in cui c’è un sottotesto gay non approfondito fra il bravo protagonista, Steve Carell, nel ruolo del miliardario John DuPont, allenatore di lotta libera senza donna né amici, forse invaghito del suo allievo prediletto Mark Schultz (Channing Tatum).<br />
Alle 6.08 italiane si conclude la cerimonia. Non ci siamo annoiati &#8211; ma la notte degli Oscar resta sempre una prova fisica &#8211; con qualche momento memorabile e premi piuttosto prevedibili in un’annata in cui i titoli, onestamente, non erano particolarmente forti (Birdman spicca per la potenza del suo stile travolgente, e va bene così). Ma come direbbe il crudele prof dell’emozionante e rivelatorio “Whiplash”, visto che sono le nove del mattino e vi salutiamo per andare a dormire: <strong>“That’s not quite my tempo!”.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/l-omaggio-a-marcellona-e-a-lucio-dalla-al-32-torino-film-festival</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 17:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/l-omaggio-a-marcellona-e-a-lucio-dalla-al-32-torino-film-festival</guid>

					<description><![CDATA[Al TFF (21-29 novembre) i doc di Cangelosi e Sesti. Ferzan Ozpetek presidente della giuria]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/marcella_difolco-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - marcella difolco 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/marcella_difolco-1.png 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/marcella_difolco-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - marcellona tff - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/marcellona_tff.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Forse non tutti sanno che Marcella Di Folco, non più con noi da quattro anni, storica attivista lgbt, Presidente del Movimento Identità Transessuale e consigliere del Comune di Bologna, “mamma di tutte le trans” come la definì Anna Paola Concia, ebbe una fulgida carriera cinematografica da caratterista tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta oltre ad avere lavorato per anni nel leggendario Piper Club. Fu scoperta per caso da Fellini che la volle nel Satyricon, in Roma e Amarcord, dove interpretò nientemeno che il principe Umberto di Savoia. Ma lavorò, tra gli altri, anche per Rossellini, Risi, Petri, Sordi. Ne ricostruisce vita, opere e missioni (artistiche nonché politiche) il documentario “Una nobile rivoluzione” di Simone Cangelosi che sarà presentato sabato 22 al 32° Torino Film Festival (21 – 29 novembre). È coprodotto da Kiné insieme a Pierrot &#038; La Rosa con la collaborazione della Cineteca di Bologna che lo distribuirà nelle sale.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - dalla tff - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/dalla_tff.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si preannuncia un’edizione rigorosa e cinefila, senza madrine né tappeti rossi, per la neodirettrice Emanuela Martini che promette “meno cinema orientale, molti film di genere e storie di coming of age” in un festival che conserva la sua anima di ex Cinema Giovani rivolta alla scoperta di nuovi autori &#8211; in concorso solo opere prime, seconde o terze &#8211; pur rinunciando a due preziose sale (perde le tre del Lux per recuperare quella del Cinema Classico ex Empire) e a 200.000 euro del budget dell’anno scorso, già risicato, di 2,4 milioni. Il Gran Premio Torino andrà a quel ‘british excentric’ di Julien Temple, in perenne oscillazione tra finzione e documentario, maestro del video musicale e un debole non celato per il punk (si potrà rivedere il cult del 2000 “The Filth and the Fury” dedicato ai Sex Pistols).<br />
Dal punto di vista queer ci sembra interessante soprattutto dal punto di vista dei documentari: oltre al lavoro di Cangelosi, spicca “Senza Lucio” di Mario Sesti che, secondo Emanuela Martini, “racconta Dalla in maniera non scontata” attraverso le testimonianze del fidanzato Marco Alemanno e di amici e colleghi tra cui Piera Degli Esposti, Renzo Arbore, Charles Aznavour, John Turturro e Isabella Rossellini. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - tff 2014 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tff_2014_1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“Tutto il film nasce dal desiderio di condividere il ricordo di chi ha conosciuto Lucio Dalla – ha spiegato Mario Sesti –. Come dice Marco Alemanno nel film: ‘Sono stato la persona che Lucio ha voluto vicino a sé per tanti anni, non voglio tenere questa esperienza così fortunata chiusa in un cassetto’, ma la verità è che, quando è morto, anche tutti noi ci siamo sentiti come se avessimo perso qualcuno che ci era da sempre molto vicino”. Nella sezione più sperimentale, ‘Onde’, si potrà vedere “This is the way” di Giacomo Abbruzzese sulla diciottenne olandese Joy che racconta la sua vita attraverso uno smartphone: nata grazie all’inseminazione artificiale, ha due madri lesbiche, due padri gay, un fidanzato e una fidanzata.<br />
Passando ai film di finzione, viene annunciato come una bizzarria surreal-kitsch lo spagnolo “Stella cadente” di Luis Miñarro sull’incoronazione a Re di Spagna del venticinquenne Amedeo di Savoia il cui assistente gay è interpretato da Lorenzo Balducci (si parla di una scena trash-cult in cui si masturba con un melone). </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - tff 2014 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tff_2014_2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Le ragazze non si perdano invece in concorso l’inglese “The Duke of Burgundy” di Peter Strickland, mélo erotico dalle parti di Emmanuelle ma esclusivamente saffico (nel film non appare nemmeno un uomo) in cui Cynthia, una ricchissima collezionista di lepidotteri &#8211; il titolo si riferisce a una specie rara di farfalle &#8211; intraprende nella sua fastosa magione immersa nel verde una morbosa relazione sadomaso con giovani cameriere tra cui la sottomessa Evelyn. Anche qui un’insolita scena di sesso &#8211; in questo caso pissing orale &#8211; rischia di rimanere impressa e turbare il pubblico. La critica britannica l’ha accolto molto bene: sia Il Telegraph che il Guardian gli danno quattro stellette su cinque. Tra i classici da non perdere il dimenticato “Baal” diretto da Volker Schöndorff per la televisione tedesca e tratto dall’omonima pièce di Bertold Brecht, in cui Rainer Werner Fassbinder interpreta un poeta eremita dalle tendenze autolesioniste, travolto da un amour fou devastante (nel cast ci sono anche Margarethe Von Trotta e Hannah Schygulla). La vedova del commediografo ne ostacolò la visione per più di quarant’anni e solo di recente è stato restaurato e recuperato dall’oblio. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="L&#039;omaggio a Marcellona e a Lucio Dalla al 32° Torino Film Festival - tff 2014 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tff_2014_3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra i titoli ‘straight’ da non perdere, segnatevi il buon western classico “The Homesman” di Tommy Lee Jones che avevamo visto a Cannes, la nuova commedia sentimentale di Woody Allen “Magic in the Moonlight” (anche se è un Allen minore, grazioso ma un po’ fiacco) con Colin Firth nei panni di un mago che cerca di smascherare una giovane medium interpretata da Emma Stone ma se ne innamora, nonché l’atteso “La teoria del tutto” di James Marsh con Eddie Redmayne già in zona Oscar per la sua interpretazione del fisico Stephen Hawking colpito da una malattia degenerativa.<br />
Si inaugura venerdì 21 novembre all’Auditorium Giovanni Agnelli con la commedia francese “Gemma Bovery” di Anne Fontaine con Fabrice Luchini e Gemma Arterton su un panettiere che s’invaghisce della nuova vicina di casa e si chiude con l’on the road “Wild” di Jean-Marc Vallée (“C.R.A.Z.Y.”, “Dallas Buyers Club”) con Reese Witherspoon in camminata solitaria sul Pacific Crest Traile dal confine con il Messico a quello canadese.<br />
Ferzan Ozpetek presiederà la giuria del concorso lungometraggi, affiancato dal cineprogrammatore inglese Geoff Andrew, l’attrice Carolina Crescentini e i registi Debra Granik e György Pálfi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese</title>
		<link>https://archivio.gay.it/some-prefer-cake-biopic-al-femminile-al-festival-bolognese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/some-prefer-cake-biopic-al-femminile-al-festival-bolognese</guid>

					<description><![CDATA[Dal 17 al 21 settembre l’ottava edizione dedicata alla scrittrice statunitense Audre Lorde]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese - some prefer cake 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese - some prefer cake1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake1.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Fa ormai tendenza la riscoperta di figure storiche lgbt la cui vita &#8211; o un frammento anche ridotto di essa &#8211; viene ricostruita attraverso il cosiddetto ‘biopic’, di finzione o documentario, sottogenere sempre meno televisivo e più cinema d’autore, rivolto al grande pubblico e non solo a un’audience specificamente queer: ieri al Festival di Toronto ha vinto il premio del pubblico &#8220;The Imitation Game&#8221; di Morten Tyldum sul matematico gay Alan Turing con l’interpretazione pare straordinaria di Benedict Cumberbatch (di solito questo riconoscimento a Toronto è un viatico per l’Oscar). E a breve, il 25 settembre, arriverà in sala il discusso &#8220;Pasolini&#8221; di Ferrara mentre sono iniziate qualche settimana fa le riprese di &#8220;Michael&#8221; con James Franco che incarnerà l’ex attivista gay Michael Glatze.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese - some prefer cake2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake2.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Anche l’ottava edizione del festival internazionale di cinema lesbico &#8220;Some Prefer Cake&#8221;, in programma dal 17 al 21 settembre al Nuovo Cinema Nosadella di Bologna, presta grande attenzione a personalità femminili realmente esistite che hanno fornito contributi rilevanti alla cultura e all’immaginario lesbico: tra i 46 film presentati (di cui ben 23 prime nazionali) sono molti i biopic, soprattutto documentari, da non perdere. “Violette Leduc, la chasse à l’amour” di Esther Hoffenberg che sarà presente a Bologna, illumina l’autrice di due cult lesbici transalpini degli anni ’60, “La bastarda” e “Teresa e Isabelle”, amica di Simone De Beauvoir che ne scoprì il talento letterario e prima autrice a raccontare in maniera innovativa la sessualità femminile attraverso l’autofiction (dovrebbe uscire prossimamente nelle sale italiane anche il lungometraggio di finzione “Violette” di Martin Provost con Emmanuelle Devos, presentato all’ultimo Festival Mix di Milano). </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese - some prefer cake3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake3.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La prima donna a vincere il premio Pulitzer col celebre romanzo “Il colore viola”, la settantenne Alice Malsenior Walker, è la protagonista di &#8220;Beauty in Truth&#8221; di Pratibha Parmar mentre le coreografie acrobatiche di Elizabeth Streb sono al centro di “Born to fly: Elisabeth Streb vs. Gravity”. Si potrà poi scoprire l’universo artistico della pittrice e attivista lesbica sino-americana Bernice Bing (1936-1998) in “The Worlds of Bernice Bing” di Madeleine Lim e lasciarsi conquistare dalla storia d’amore fra la poetessa americana Elizabeth Bishop e l’architetta brasiliana Lota de Macedo Soares nel lungometraggio di finzione “Reaching for the Moon” di Bruno Barreto (“Donna flor e i suoi due mariti”) con Miranda Otto e Gloria Pires. Un altro personaggio ‘bigger than life’ è l’ottantaseienne Thérèse Clerc, fondatrice di ‘The Baba Yaga House’, innovativo progetto di co-housing per donne con più di 65 anni a Montreuil, nella periferia parigina. Ne racconta la storia Adele Tulli in “Rebel Menopause” che presenterà il suo doc giovedì 18 alle 18.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Some Prefer Cake: biopic al femminile al festival bolognese - some prefer cake4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/some_prefer_cake4.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra gli altri titoli da segnarsi, la dark comedy “Broken Gardenias” di Kai Alexander su un’orfana che ruba una macchina per cercare il padre a Los Angeles e la commedia “The Foxy Martins” di Madeleine Olnek sulla “stravagante avventura urbana” della lesbica butch Margaret e dell’etero Jo.<br />
L’edizione di quest’anno è dedicata alla scrittrice e attivista statunitense Audre Lorde di cui verrà presentata la biomitografia “Zami. Così riscrivo il mio nome” e i saggi politici raccolti nel volume “Sorella Outsider”, per la prima volta tradotti in italiano. Sul manifesto spicca il volto di Ruby Rose, modella, attrice e vj per MTV Australia, protagonista di un precoce coming out: si dichiarò lesbica all’età di 12 anni.<br />
“Some Prefer Cake” è organizzato da Fuoricampo Lesbian Group con la direzione artistica di Luki Massa.<br />
L’hashtag ufficiale del festival è #spc2014.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Pasolini&#8221; in sfida al Queer Lion, tra prostituzione e travestitismo</title>
		<link>https://archivio.gay.it/pasolini-in-sfida-al-queer-lion-tra-prostituzione-e-travestitismo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2014 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/pasolini-in-sfida-al-queer-lion-tra-prostituzione-e-travestitismo</guid>

					<description><![CDATA[Abel Ferrara e Larry Clark in corsa per il leone gay al Lido. Zan presiede la giuria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Pasolini&quot; in sfida al Queer Lion, tra prostituzione e travestitismo - queerlion 2014 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Sono sette i titoli che alla prossima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (27 agosto &#8211; 6 settembre) si contenderanno il Queer Lion, tradizionale premio lgbt giunto all&#8217;ottava edizione e organizzato dall&#8217;Associazione Cinemarte. Si riscontrano già due tendenze, travestitismo e prostituzione, per un&#8217;edizione improntata alla ricerca espressiva in cui i titoli non accomodanti e in odor di scandalo saranno parecchi: il più atteso è indubbiamente &#8220;Pasolini&#8221; di Abel Ferrara, inserito nel concorso ufficiale che decreterà il Leone d&#8217;Oro. Si tratta di una ricognizione d&#8217;autore degli ultimi giorni del Maestro, a cui dà il volto lo scavato Willem Dafoe, filtrati dalla visionarietà torturata del regista statunitense. Alle Giornate degli Autori spiccano i giovani skater autodistruttivi parigini che si prostituiscono in &#8220;The Smell Of Us&#8221; diretto da Larry Clark, outsider mai banale specializzato in adolescenti borderline. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Pasolini&quot; in sfida al Queer Lion, tra prostituzione e travestitismo - queerlion 2014 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014_2.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nel cast ritroviamo con piacere Michael Pitt (&#8220;The Dreamers&#8221;, &#8220;Last Days&#8221;) che avevamo un po&#8217; perso di vista al cinema, essendosi dedicato ultimamente soprattutto a prodotti televisivi quali &#8220;Boardwalk Empire&#8221; e &#8220;Hannibal&#8221;. Sempre nella stessa sezione troviamo &#8220;Les nuits d&#8217;été&#8221; di Mario Fanfani (un notaio sposato, tutti i weekend, si rifugia nella sua casa in mezzo a una foresta sui Vosgi dove si traveste da donna), l&#8217;inglese &#8220;The Goob&#8221; di Guy Myhill, l&#8217;israeliano &#8220;The Farewell Party&#8221; di Sharon Maymon e Tal Granit, sul tema dell&#8217;eutanasia, nonché il francese &#8220;Métamorphoses&#8221; di Christophe Honoré ritenuto d&#8217;interesse queer per la presenza di due personaggi, Narciso e un ermafrodito. Alla Settimana della Critica ancora meretricio ma en travesti nell&#8217;opera prima vietnamita &#8220;Flapping in the Middle of Nowhere&#8221; di Nguyen Hoang Diep dove il miglior amico della protagonista è un travestito che si prostituisce insieme a lei.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Pasolini&quot; in sfida al Queer Lion, tra prostituzione e travestitismo - queerlion 2014 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014_3.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un Queer Lion d&#8217;Onore verrà assegnato a un film cardine della cinematografia lgbt, &#8220;Una giornata particolare&#8221; di Ettore Scola, in occasione della presentazione della versione restaurata. Presidente di giuria è il padovano Alessandro Zan, deputato di Libertà e Diritti, membro della Commissione Ambiente della Camera e attivista per i diritti lgbt. Lo affiancano Daniel N. Casagrande, ideatore del Queer Lion, e Marco Busato, delegato generale di CinemArte.<br />
Tra gli appuntamenti in programma, la presentazione del portale Video On Demand di &#8220;The Open Reel&#8221;, distributore internazionale molto attento alla realtà lgbt, seguita dalla degustazione di due vini indubbiamente insoliti, il &#8216;Vinocchio&#8217; e l&#8221;Uvagina&#8217;, che &#8220;vogliono dare voce alle battaglie dei gay e delle lesbiche per il completo diritto di cittadinanza nel nostro Paese&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Pasolini&quot; in sfida al Queer Lion, tra prostituzione e travestitismo - queerlion 2014 4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/queerlion_2014_4.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il Queer Lion è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento per le Pari Opportunità UNAR, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, la Regione del Veneto, la Provincia di Venezia, la Città di Venezia e dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. L&#8217;immagine del manifesto di quest&#8217;anno è ideata da Francesco Gangemi e rappresenta un personale omaggio per i 75 anni del cultissimo &#8220;Il mago di Oz&#8221; di Victor Fleming.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
