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	<title>Gus Van Sant &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Gus Van Sant &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>Countdown agli Oscar, ce la farà &#8220;Milk&#8221;?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/countdown-agli-oscar-ce-la-fara-milk</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Gus Van Sant]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre giorni alla cerimonia più attesa dai cinefili di tutto il mondo: riuscirà Gus Van Sant col suo eccezionale biopic gay a conquistare il premio più ambito? Speriamo, ma il favorito è The Millionaire]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscarprevisioniBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - oscarprevisioniBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - oscarprevisioniF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscarprevisioniF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sar&agrave; l&rsquo;Oscar dell&rsquo;incertezza, questa 81esima edizione degli Academy Awards in programma domenica 22 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles (da noi, come sempre a notte fonda su Sky). Nella prima edizione dell&rsquo;era Obama, ci sono almeno tre film papabili per i massimi premi, molto diversi tra loro: &ldquo;Il curioso caso di Benjamin Button&rdquo; con un Brad Pitt umano &lsquo;invertito&rsquo; biologicamente, nel senso che nasce vecchio e ringiovanisce progressivamente; il semibollywoodiano &ldquo;The Millionaire&rdquo; che vince una sorta di &lsquo;Chi vuol essere milionario&rsquo; indiano e ripercorre la propria vita a ogni domanda; il gran bel biopic di Gus Van Sant sull&rsquo;attivista gay &ldquo;Milk&rdquo;, che potrebbe bissare i successi di &ldquo;Brokeback Mountain&rdquo; anche perch&eacute; &egrave; stato molto amato dalla critica e, fra tutti, &egrave; il film pi&ugrave; &lsquo;obamiano&rsquo; e progressista. Poche speranze, invece, per gli outsider &ldquo;Frost/Nixon&rdquo; (troppo poco spettacolare) e &ldquo;The Reader&rdquo; (controverso per l&rsquo;argomento: quando si parla di Seconda Guerra Mondiale bisogna andarci poi piedi di piombo per vincere l&rsquo;Oscar&hellip;). Ecco le nostre previsioni delle categorie principali, nella sottile speranza che a trionfare sia per&ograve; il film queer dell&rsquo;anno, il vero cinemanifesto politico glbt di cui andare orgogliosi, il commovente &ldquo;Milk&rdquo; che ha gi&agrave; in tasca la statuetta per la migliore sceneggiatura originale.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - oscarprevisioniF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscarprevisioniF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Miglior film: The Millionaire di Danny Boyle La lotta &egrave; con &ldquo;Il curioso caso di Benjamin Button&rdquo;, non tanto perch&eacute; quest&rsquo;ultimo &egrave; il candidato &lsquo;forte&rsquo; con 13 nominations, ma perch&eacute; &egrave; il film che meglio riassume gli Stati Uniti di oggi ripercorrendo la storia della nazione con un sentimento ottimista alla Forrest Gump che l&rsquo;Academy am&ograve; molto: dalla recessione degli anni &rsquo;30 all&rsquo;uragano Katrina ma &egrave; troppo lungo, imperfetto e gli effetti speciali lo rendono un po&rsquo; artefatto. &lsquo;The Millionaire&rsquo; invece &egrave; pura energia, ritmo, colore e il tocco esotico bollywoodiano potrebbe davvero stregare i giurati.</p>
<p>Miglior regia: Danny Boyle per The Millionaire &Egrave; il suo anno, e ha gi&agrave; trionfato ai Bafta e ai Satellite Awards. Di solito, poi, l&rsquo;accoppiata col miglior film &egrave; quasi un&rsquo;istituzione (ma ci sono eccezioni, vedi il triste caso di &nbsp;&#8216;Brokeback Mountain&#8217;). La regia dell&rsquo;inglese Boyle &egrave; la pi&ugrave; dinamica e innovativa, molto meno paludata dell&rsquo;inaspettato classicismo di un Fincher&nbsp; riflessivo sulla morte con una malinconia di fondo che in tempi di crisi si fugge volentieri: invece &lsquo;The Millionaire&rsquo;, con la sua parabola vincente &lsquo;quizzarola&rsquo; e due giovani protagonisti indiani, &egrave; davvero il film dell&rsquo;anno che inneggia a un futuro multietnico.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - oscarprevisioniF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/oscarprevisioniF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Miglior attore protagonista: Mickey Rourke per The Wrestler Il ring &egrave; tutto loro: il redivivo Rourke, gonfio, pesto e tutto rifatto, contro uno dei migliori attori al mondo, nella sua interpretazione migliore, Sean Penn in &ldquo;Milk&rdquo;. Ma quest&rsquo;ultimo ha gi&agrave; vinto un Oscar per &ldquo;Mystic River&rdquo; e Mickey va &lsquo;consolato&rsquo; per la mancata Coppa Volpi a Venezia andata poi al nostro Silvio Orlando. &Egrave; una bella sfida tra due anime opposte dell&rsquo;America: quella etero del perdente che si riscatta e dopo vizi e stravizi torna in sella &ndash; gli &egrave; pure morto da poco l&rsquo;inseparabile cagnolino Loki, povero! &ndash; contro quella gay militante che sacrifica con la vita il suo ideale di giustizia sociale e libert&agrave;. Speriamo di essere contraddetti e applaudire Penn, luned&igrave; all&rsquo;alba, con la sua seconda statuetta in mano!</p>
<p>Miglior attrice protagonista: Kate Winslet per The Reader Perch&eacute; &egrave; l&rsquo;attrice pi&ugrave; premiata dell&rsquo;anno e sarebbe ora, alla sesta nomination, che vincesse la meritata statuetta. Le uniche vere rivali sono Angelina Jolie, gi&agrave; oscarizzata, e l&rsquo;eccelsa Meryl Streep suora diabolica in &ldquo;Il dubbio&rdquo; che farebbe tris alla soglia dei sessant&rsquo;anni: ma non ce n&rsquo;&egrave; bisogno per dimostrare che &egrave; la migliore attrice al mondo.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - batmanledgerF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/batmanledgerF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Miglior attore non protagonista: Heath Ledger per Il Cavaliere Oscuro &Egrave; sempre la categoria delle sorprese ma quest&rsquo;anno si va sul sicuro: sar&agrave; Oscar postumo per Heath Ledger nel suo ineffabile Joker dalle mille smorfie, anche per sottolineare che un talento cos&igrave; non va dimenticato in fretta, essendo mancato cos&igrave; giovane. E sar&agrave; anche un modo per fargli recapitare, tra le stelle, una scusa ufficiale della distrazione a causa della quale il suo memorabile cowboy gay Ennis Del Mar non vinse la statuetta. Te la merit(av)i, Heath.</p>
<p>Miglior attrice non protagonista: Penelope Cruz per Vicky, Cristina, Barcelona Perch&eacute; all&rsquo;Academy non era sfuggita la sua toccante interpretazione in &ldquo;Volver&rdquo; di Almod&oacute;var e, visto che sar&agrave; la protagonista del prossimo film del maestro spagnolo, &egrave; il modo giusto per dirle che oltre oceano la tengono in ottima considerazione. L&rsquo;unica alternativa sensata sarebbe l&rsquo;attrice di colore Viola Davis per &ldquo;Il dubbio&rdquo; ma la sua interpretazione dura talmente poco che un Oscar sarebbe davvero troppo.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - ildubbioF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ildubbioF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Miglior sceneggiatura originale: Dustin Lance Black per Milk Ecco il modo migliore per risarcire il film di Gus Van Sant che, con otto nominations, probabilmente vincer&agrave; solo questo Oscar per la pi&ugrave; calibrata, matura e attenta sceneggiatura dell&rsquo;anno. Anche per riconoscere che non &egrave; facile raccontare una figura leggendaria per la comunit&agrave; gay senza cadere nella retorica agiografica o nel banale didascalismo.&nbsp;</p>
<p>Miglior sceneggiatura non originale: Simon Beaufoy per The Millionaire Per un plot molto ricco e originale, in grado di mescolare sapientemente la tragedia degli slums indiani con il fanatismo molto contemporaneo per i quiz televisivi, attraverso un&rsquo;anima decisamente musicarella che trasforma in eroi del bene due giovani protagonisti interpretati da attori sconosciuti e forse per questo pi&ugrave; amati. Il loro ruolo &egrave; scritto con la consapevolezza che la forza del mondo &egrave; nelle masse della povera gente, e non nell&rsquo;&eacute;lite annoiata dei milionari ormai narcotizzati da un lusso decisamente fuori moda in tempi di crisi economica.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Countdown agli Oscar, ce la farà &quot;Milk&quot;? - milkredBASE - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/milkredBASE.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Altre candidature: La splendida fotografia in acido di Anthony Dod Mantle, pupillo di Lars Von Trier, dovrebbe sbaragliare i concorrenti e garantire a &ldquo;The Millionaire&rdquo; un altro Oscar. Scenografia, costumi, trucco ed effetti speciali dovrebbero essere appannaggio di &ldquo;Il curioso caso di Benjamin Button&rdquo; mentre il film di animazione &lsquo;Wall-E&rsquo; ha buone chances per la colonna sonora, canzone originale, montaggio sonoro e suono. &Egrave; invece un testa a testa tra lo splendido docu-film d&rsquo;animazione israeliano &ldquo;Valzer con Bashir&rdquo; di Ari Folman e l&rsquo;ottima Palma d&rsquo;Oro francese &ldquo;La Classe&rdquo; di Laurent Cantet per quanto riguarda il film straniero: ma essendo il primo stato ingiustamente ignorato sulla Croisette, l&rsquo;Oscar sarebbe una meritatissima ricompensa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Berlinale festeggia 30 anni di &#8220;Panorama&#8221; queer</title>
		<link>https://archivio.gay.it/la-berlinale-festeggia-30-anni-di-panorama-queer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 17:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Gus Van Sant]]></category>
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					<description><![CDATA[La sezione più gay friendly compie trent'anni e omaggia Harvey Milk, Quentin Crisp e Joe Dallesandro. Tra le novità, il thriller lesbico argentino 'El niño pez' e Jude Law travestito in 'Rage'.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09BASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09BASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>A Berlino &egrave; tempo di festeggiamenti. Mentre si inaugura stasera al Berlinale Palast la 59esima edizione del festival diretto dallo splendido sessantenne Dieter Kosslich, la sua sezione pi&ugrave; sperimentale e gay-friendly, <strong>&lsquo;Panorama&rsquo;</strong>, celebra il trentennale dalla nascita. <strong>Nata nel 1980</strong> per volere dell&rsquo;illuminato Manfred Salzgeber col nome di &lsquo;Info-Schau&rsquo; che terr&agrave; fino al 1996, quattro anni dopo la consegna nelle mani del lungimirante Wieland Speck, &lsquo;Panorama&rsquo; ha contribuito non poco a dare forma all&rsquo;immaginario omosessuale, grazie a un rapporto privilegiato con le cinenovit&agrave; glbt internazionali, rappresentando ormai un tradizionale trampolino di lancio d&rsquo;inizio anno per le opere che approdano poi ai vari festival queer nostrani, in primis <strong>Togay e Migay</strong>.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tre sono le figure iconiche, rappresentanti di altrettante diverse concezioni di militanza gay, una politica-innovatrice, la seconda artistica-provocatoria e la terza esibizionistica-mignottesca, che vengono omaggiate per l&rsquo;occasione: Harvey Milk, Quentin Crisp e Joe Dallesandro. <br />
<strong>Gus Van Sant</strong> presenter&agrave; il suo notevole<strong> &lsquo;Milk&rsquo;</strong> in corsa per otto Oscar &#8211; da noi non se la cava malaccio al box office: &egrave; al decimo posto con circa un milione e trecentomila euro d&rsquo;incasso &#8211; mentre la valente documentarista Jenni Olson porter&agrave; a Berlino il suo &lsquo;575 Castro Street&rsquo; sul negozio di fotografia gestito da Harvey Milk e dal compagno Scott Smith che divenne una sorta di micro-centro sociale dove fu organizzata la sua campagna elettorale. Si potr&agrave; anche (ri)vedere l&rsquo;esemplare documentario del 1984 <strong>&lsquo;The Times of Harvey Milk&rsquo;</strong> di Rob Epstein vincitore dell&rsquo;Oscar.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sull&rsquo;eccentrico post-dandy Quentin Crisp verr&agrave; presentato <strong>&lsquo;An Englishman in New York&rsquo;</strong> di Richard Laxton con un somigliantissimo John Hurt, lo storico doc del 1990 &lsquo;Resident Alien&rsquo; diretto da Jonathan Nossiter e l&rsquo;epocale &lsquo;<strong>The Naked Civil Servant&rsquo;</strong> (&lsquo;Il funzionario nudo&rsquo;) di Jack Gold tratto dalla sua celebre autobiografia. Non mancher&agrave; un micromaggio a Joe Dallesandro, presente nella capitale tedesca, a cui Nicole Hauesser ha dedicato l&rsquo;affettuoso ritratto &lsquo;Little Joe&rsquo;.<br />
Grandi aspettative sono riservate all&rsquo;opera seconda della rivelazione di <strong>&lsquo;XXY&rsquo;</strong>, l&rsquo;argentina Lucia Puenzo, che torna a occuparsi di tematiche queer con un curioso thriller lesbico, <strong>&lsquo;El ni&ntilde;o pez&rsquo;</strong> (&lsquo;Il bambino pesce&rsquo;) tratto dal suo libro omonimo, su una coppia di ragazze innamorate, una di Buenos Aires e l&rsquo;altra paraguayana, che diventano ladre e assassine pur di realizzare il loro sogno di andare a vivere insieme oltre confine.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Una delle protagoniste &egrave; la convincente In&eacute;s Efron, la protagonista ermafrodita di &lsquo;XXY&rsquo;.<br />
Tra gli eventi speciali, da segnarsi il toccante dramma <strong>&lsquo;Pedro&rsquo;</strong> di Nick Oceano scritto da Dustin Lance Black, candidato all&rsquo;Oscar per la sceneggiatura di &lsquo;Milk&rsquo;, sul cubano Pedro Zamora, attivista gay morto di Aids a soli 22 anni e divenuto una celebrit&agrave; grazie al reality show trasmesso su MTV <strong>&lsquo;The Real World: San Francisco&rsquo;</strong>. Emozioni gender le garantir&agrave; il greco <strong>&lsquo;Strella&rsquo;</strong> di Koutras H. Panos sull&rsquo;incontro fatale tra una prostituta trans e un inquieto galeotto rilasciato dal carcere dopo quattordici anni di detenzione per omicidio.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il concorso quest&rsquo;anno non sembra offrire grandi suggestioni queer, a parte un inedito Jude Law travestito da donna nel bislacco <strong>&lsquo;Rage&rsquo;</strong> di Sally Potter ambientato nel mondo della moda, &quot;una tragicommedia sugli effetti della mondializzazione nell&rsquo;era informatizzata&quot;. Se qualcuno si ricorda &lsquo;Lezioni di tango&rsquo; della stessa regista, questo &lsquo;Rage&rsquo; &egrave; il film nel film che la Potter non riesce a ultimare e per cui non trova i finanziamenti.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="La Berlinale festeggia 30 anni di &quot;Panorama&quot; queer - berlinale09F6 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/berlinale09F6.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&rsquo;Italia, a parte il documentario <strong>&lsquo;Terra Madre&rsquo;</strong> di Olmi relegato in una sezione culinaria e poca altra robetta, &egrave; praticamente assente ma siamo contenti di segnalare che nella giuria internazionale del Teddy Award, lo storico premio glbt trasversale alle varie sezioni, &egrave; presente <strong>Cosimo Santoro</strong>, il coordinatore della programmazione del festival glbt di Torino. <br />
Apertura glamour, quella di stasera, con la spy-story tedesca su una potentissima banca truffaldina, <strong>&lsquo;The International&rsquo;</strong> dell&rsquo;enfant prodige Tom Tykwer (&lsquo;Lola corre&rsquo;), dal cast altisonante: Clive Owen, Naomi Watts, Armin Mueller-Stahl e persino il nostro <strong>Luca Barbareschi</strong> nei panni di un politicante corrotto che viene ucciso davanti alla Stazione Centrale di Milano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sean Penn intepreta il primo politico gay nel suo nuovo film</title>
		<link>https://archivio.gay.it/sean-penn-intepreta-il-primo-politico-gay-nel-suo-nuovo-film</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 17:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Gus Van Sant]]></category>
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					<description><![CDATA[Harvey Milk fu il primo uomo politico statunitense a dichiararsi gay e a lottare per i diritti delle persone LGBT. Fu ucciso da un omofobo nel '78. Penn lo interpreta con la regia di Gus Van Sant.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/seanpennBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sean Penn intepreta il primo politico gay nel suo nuovo film - seanpennBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Look decisamente trasandato (come a lui piace molto),capelli lunghi e spettinato, Sean Penn, dopo avere diretto &#8216;Into the wild&#8217;, interpreter&agrave; il ruolo di Harvey Milk, un politico americano che negli anni &#8217;70 lott&ograve; a favore del movimento di liberazione omosessuale e che fu il primo consigliere comunale dichiaratamente gay ad essere eletto.</p>
<p>Harvey Milk fu ucciso nel 1978, un anno dopo la sua elezione, da un suo collega omofobo, Dan White, il cui ruolo nel film &egrave; interpretato da Matt Damon.</p>
<p>Nel cast Sean Penn ritrover&agrave; anche Emile Hirsch (protagonista di &#8216;Into the Wild&#8217;) Josh Brolin e James Franco. Anche il regista &egrave; stato scelto: sar&agrave;, non a caso, Gus van Sant. <br />
Dopo 15 anni di tentativi di lanciare questo progetto, le riprese sono adesso iniziate e tutto lascia sperare che il film arriver&agrave; nelle sale americane entro la fine dell&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gus Van Sant: &#8220;Mi sono connesso per cercare i miei skaters&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gus-van-sant-mi-sono-connesso-per-cercare-i-miei-skaters</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 17:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Gus Van Sant]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/gus-van-sant-mi-sono-connesso-per-cercare-i-miei-skaters</guid>

					<description><![CDATA[Il grande regista gay di Portland si confessa rivelando i segreti dell’eccellente ‘Paranoid Park’ premiato a Cannes. E che rispetta nella sostanza l'omonimo coinvolgente romanzo di Blake Nelson.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/vansantBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gus Van Sant: &quot;Mi sono connesso per cercare i miei skaters&quot; - vansantBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Gus Van Sant: &quot;Mi sono connesso per cercare i miei skaters&quot; - paranoidparkF5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/paranoidparkF5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>C&rsquo;&egrave; una scena curiosa in &lsquo;Paranoid Park&rsquo;. Il protagonista Alex e l&rsquo;amico Jared sono in macchina, il secondo prende in giro il primo perch&eacute; ritiene che il suo skateboard sia &lsquo;da froci&rsquo;. A un certo punto Jared guarda in macchina per un po&rsquo;, l&rsquo;inquadratura &egrave; fissa: Alex e il pubblico sono l&igrave; ad osservarlo. Il suo sguardo &egrave; complice, divertito, naturale. Pura sensualit&agrave;.&nbsp;<br />
Rispetto all&rsquo;omonimo romanzo di Blake Nelson (nato a Portland come Gus ma abitante a Brooklyn, autore di sette romanzi, ma &lsquo;Paranoid Park&rsquo; &#8211; Rizzoli &#8211; &egrave; il suo primo tradotto in Italia) vi sono alcune differenze, anche se viene rispettato nella sostanza: il romanzo &egrave; costruito come un lungo diario che nel film &egrave; rappresentato dalla voce off di Alex; Nelson ci svela come evolve il giallo nonch&eacute; la storia tra Alex e Macy; sono approfonditi i rapporti tra i ragazzi (Christian, Elizabeth, Dustin, ecc.) e si parla anche di piattole; c&rsquo;&egrave; un personaggio in pi&ugrave;, la zia Sally, praticamente un cameo.&nbsp;</p>
<p>Antoine Thirion dei &lsquo;Cahiers du cin&eacute;ma&rsquo;, che ringraziamo, ha contattato Gus Van Sant via mail. Vi proponiamo l&rsquo;intervista concessagli:</p>
<p><strong>Da che cosa nasce la decisione di adattare il romanzo di Blake Nelson?</strong><br />
Innanzitutto la storia di svolgeva a Portland, una citt&agrave; che ho sempre amato molto. E poi si trattava di un giovane skater ma anche di una situazione difficile e particolarmente soffocante, caratteristiche per me molto interessanti.</p>
<p><strong>Ha apportato delle modifiche alla sua costruzione?</strong><br />
Ho giocato molto con la struttura della storia. Ci sono poche cose del libro che non sono nel film, ma strutturalmente tutto &egrave; stato molto manipolato.</p>
<p><strong>Perch&eacute; ha scelto di reclutare gli attori tramite MySpace?</strong><br />
Credo che dovrebbero farlo tutte le agenzie di casting che vogliono trovare dei liceali, soprattutto adesso che MySpace ha una diffusione cos&igrave; alta. Anche noi ci siamo connessi, cercando poi semplicemente di convincere degli appassionati di skateboard a recitare nel film.</p>
<p><strong>Perch&eacute; ha scelto di girare sia in Super 8 che in 35 mm?</strong>Perch&eacute; il supporto dei film su skate &egrave; il Super 8 e siccome nel film vengono utilizzate queste immagini, abbiamo deciso di girare qualche sequenza supplementare sullo stakeboard in Super 8. decisamente pi&ugrave; difficile tenere una macchina da presa pi&ugrave; grande tenendosi in equilibrio su un supporto fisso. Il 35 mm, inoltre, &egrave;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Gus Van Sant: &quot;Mi sono connesso per cercare i miei skaters&quot; - vansantF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/vansantF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>troppo costoso perch&eacute; possa essere utilizzato normalmente da coloro che realizzano filmati sugli skateboard. In ogni caso, tutto il resto del film &egrave; girato in 35 mm, che rimane a mio avviso il supporto migliore.</p>
<p><strong>Nei suoi ultimi tre film &ndash; Gerry, Elephant e Last Days &ndash; c&rsquo;erano molte inquadrature in un certo senso &lsquo;stabili&rsquo;. La scelta di affidare la fotografia a Chris Doyle (e a Rain Kathy Li, n.d.r.) &egrave; sorprendente&#8230; </strong>E&rsquo; vero, Chris &egrave; conosciuto per la sua fotografia molto libera, certo non per quello che potremmo definire &lsquo;inquadrature stabili&rsquo;. Credo per&ograve; che questo venga soprattutto dal periodo Wong Kar-Wai (&lsquo;Happy Together&rsquo;, n.d.r.) degli anni &rsquo;90. Quando ha lavorato per la prima volta con Wong Kar-Wai le inquadrature erano stabili, lo sono diventate meno nel momento in cui i film sono diventati meno conservatori. Ho tentato di spingere Chris verso un territorio instabile, una sorta di territorio &lsquo;grandangolare&rsquo;, soprattutto pensando agli ultimi film di Wong Kar-Wai che avevo visto, in particolare &lsquo;Angeli perduti&rsquo;. Ma Chris era sospettoso, mi diceva &laquo;beh, non vogliamo ripeterci&raquo;&#8230;. E cos&igrave; abbiamo creato qualcosa di nuovo, a volte instabile, nell&rsquo;uso del treppiede o della macchina da presa a mano. Ci sono molti stili diversi nel film e molti movimenti al rallentatore, cosa che ho fortemente voluto, sempre ispirato dagli ultimi film di Wong Kar-Wai. In ogni caso Chris ha lavorato anche in &lsquo;Lady in the Water&rsquo; (di M. Night Shyamalan, n.d.r.) in cui le inquadrature erano molto stabili. Il mondo degli skater, per&ograve;, non &egrave; fatto per le inquadrature stabili, &egrave; un mondo sulle ruote, in movimento.</p>
<p><strong>Nel film c&rsquo;&egrave; un lavoro importante sul suono. Ho sentito dire che alcune sequenze, soprattutto in super 8, erano pi&ugrave; lunghe in origine. Il lavoro di post produzione &egrave; stato particolarmente lungo e intenso?</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Gus Van Sant: &quot;Mi sono connesso per cercare i miei skaters&quot; - vansantF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/vansantF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p></strong><br />
No, credo che le sequenze in super 8 siano praticamente le stesse. Forse all&rsquo;inizio ce n&rsquo;era qualcuna in pi&ugrave;. Il suono, per quanto dettagliato possa sembrare, &egrave; fatto soprattutto di paesaggi sonori, &egrave; opera di compositori. Il lavoro che abbiamo fatto nella manipolazione del suono &egrave; piuttosto semplice, ma i paesaggi sonori, soprattutto quelli di Ethan Rose, sono molto complessi. &Egrave; come se mettessimo dei dischi per tutta la durata del film, ma dischi di musica poco tradizionali. La post produzione &egrave; durata tra le due e le tre settimane.</p>
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