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	<title>Lavoro &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Lavoro &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Raffi, la prima trans assunta dalla Casa Bianca</title>
		<link>https://archivio.gay.it/raffi-la-prima-trans-assunta-dalla-casa-bianca</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Si occuperà di risorse umane: "Il suo impegno in linea con i valori del governo Obama".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/trans_casa_bianca_bs-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Raffi, la prima trans assunta dalla Casa Bianca - trans casa bianca bs 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/trans_casa_bianca_bs-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/trans_casa_bianca_bs-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Raffi, la prima trans assunta dalla Casa Bianca - trans casa bianca - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/trans_casa_bianca.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si chiama Raffi Freedman-Gurspan ed la prima trans assunta alla Casa Bianca. L&#8217;amministrazione Obama si distingue ancora per la sua apertura alla comunità lgbt e le sue politiche di inclusione.<br />
Freedman-Gurspan, stando a quanto riporta il Washington Post, lascerà il suo posto come consulente del &#8220;Centro nazionale per l&#8217;uguaglianza delle persone transessuali&#8221;, presso cui  si occupava della tutela dei diritti di trans migranti, per lavorare all&#8217;ufficio risorse umane della Casa Bianca.</p>
<p>Valerie Jarrett, consulente del presidente Obama, ha dichiarato: &#8220;Il suo impegno per i diritti delle persone transgender negli Usa, in particolare se di colore e in situazioni di povertà, riflette i valori di questa amministrazione&#8221;. Già diverse persone trans avevano lavorato per l&#8217;amministrazione Obama, rappresentando un&#8217;apertura importante, però mai direttamente per la Casa Bianca.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vietate le discriminazioni sessuali sul lavoro nei 50 stati USA</title>
		<link>https://archivio.gay.it/vietata-omofobia-sul-lavoro-nei-50-stati-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Commissione Pari Opportunità: l'orientamento sessuale non potrà essere motivo di disparità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/equal-loyal-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vietate le discriminazioni sessuali sul lavoro nei 50 stati USA - equal loyal 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/equal-loyal-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/equal-loyal-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Vietate le discriminazioni sessuali sul lavoro nei 50 stati USA - work enviroment saf1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/work-enviroment-saf1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p> 16 luglio 2015, la <strong>Commissione Pari Opportunità</strong> americana ha stabilito all&#8217;unanimità che ogni disciminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale è (già) illegale negli States ai sensi del<strong> titolo VII</strong> del <strong>Civil Rights Act</strong> del 1964. L&#8217;innovativa decisione dell&#8217;<strong>EEOC</strong> (Equal Employment Opportunity Commission) conferma infatti come la disciminazione dei lavoratori gay, lesbiche e bisessuali sia illegale nell&#8217;intero territorio statunitense, con un occhio di riguardo per i lavoratori trans, che saranno ugualmente protetti dal titolo VII.</p>
<p>Ma andiamo a spiegare meglio.<br />
Se il titolo VII vieta ogni discriminazione sulla base del sesso, inclusi, come sancito dalla <strong>Corte Suprema</strong> americana, l&#8217;uso di stereotipi irrazionali basati sulle preferenze sessuali, un datore di lavoro non può discriminare un dipendente gay per il suo eventuale essere effemminato o una dipendente lesbica per essere &#8220;butch&#8221;. Quando un datore di lavoro discrimina una sua dipendente perché lesbica, sta necessariamente contestando il fatto che una donna possa provare un&#8217;attrazione romantica per un&#8217;altra donna,<strong> questa discriminazione si basa su postulati ingiustificabili e fortemente stereotipati, ed è avvallata da una frustrazione irrazionale del datore di lavoro per non poter inserire una dipendente nel &#8220;ruolo&#8221; sancito dal genere</strong>. In altre parole, il datore di lavoro ha preso in considerazione l&#8217;orientamento sessuale del dipenente, decidendo in base a ciò di trattarlo diversamente dagli altri lavoratori. Tale discriminazione è ovviamente basata sul sesso, ed è quindi vietata dal titolo VII.<br />
Per il momento la decisione dell&#8217;EEOC si applicherà soltanto ai dipendenti federali, ma dal momento che l&#8217;ente rappresenta anche lavoratori dipendenti privati, aiutando inoltre a mediare nelle questioni di discriminazione tra datori di lavoro e dipendenti senza incorrere in cause legali, è probabile che si stia andando nella direzione di una parità assoluta nel mondo del lavoro, in tutti gli Stati Uniti.</p>
<p align="right">di Davide Bertolino</p>
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		<title>Omosessuali e lavoro: discriminazioni e diritti nell&#8217;era del jobs act</title>
		<link>https://archivio.gay.it/omosessuali-e-lavoro-discriminazioni-e-diritti-nell-era-del-jobs-act</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coming out]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete fatto coming out a lavoro? Questionario di ANDDOS che prepara un convegno sul tema.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Omosessuali e lavoro: discriminazioni e diritti nell&#039;era del jobs act - studio anddos 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Omosessuali e lavoro: discriminazioni e diritti nell&#039;era del jobs act - studio anddos1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Qual è la condizione dei lavoratori lgbt nell&#8217;Italia del Jobs Act? Se lo chiede il convegno indetto da  ANDDOS che si terrà il 26 giugno a Bologna e che partirà dai risultati di un questionario, del tutto anonimo, che punta a rilevare le caratteristiche e problematiche della forza lavoro LGBT in Italia.<br />
Il sondaggio, lanciato in collaborazione con il Circolo Eagle Nest – Red, è rivolto principalmente alle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans maggiorenni che lavorano o hanno lavorato in Italia e rivolge loro domande relative alla loro esperienza lavorativa. Tra l&#8217;altro, si chiede quanto siano visibili sul posto di lavoro, se si siano mai verificati episodi di discriminazione a sfondo omofobico, se essere LGBT è un vantaggio o uno svantaggio nel mercato del lavoro oggi in Italia e se la situazione è cambiata negli ultimi 5 anni.</p>
<p>In Italia, l’indagine scientifica di tipo quantitativo non è particolarmente sviluppata su questi temi.<br />
Nel 2011 e 2012 sono stato pubblicati due studi, che ora questa ricerca mira ad approfondire ed aggiornare: Io Lavoro e minoranze sessuali in Italia: il punto di vista della popolazione generale . </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Omosessuali e lavoro: discriminazioni e diritti nell&#039;era del jobs act - studio anddos2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“Chiediamo di rispondere a tutte le domande e con sincerità, perché non esistono risposte giuste o sbagliate &#8211; spiegano i promotori dello studio -. Le  domande del questionario sono 15, sono tutte chiuse a crocette ed, in media, sono necessari circa 5 minuti per compilarle. Per raccogliere le risposte, è necessario arrivare alla fine del questionario e confermare l’invio. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e di tutte per promuovere il questionario e raccogliere il maggior numero di questionari. Più questionari raccoglieremo, e più diversi tra di loro, migliore sarà la fotografia che avremo del fenomeno&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Omosessuali e lavoro: discriminazioni e diritti nell&#039;era del jobs act - studio anddos3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/studio_anddos3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Come detto, è necessario essere maggiorenni per partecipare all&#8217;indagine e il questionario è on-line è assolutamente anonimo. Le informazioni raccolte saranno utilizzate con la massima riservatezza e soltanto ai fini della ricerca. I risultati verranno presentati in forma aggregata, nel rispetto della normativa sulla privacy (decreto legislativo 196/2003, a Bologna in occasione del convegno La condizione dei lavoratori LGBT nell&#8217;era del jobs act: tutele legali e buone prassi. Inoltre, verranno successivamente pubblicati sui siti web di I questionari si possono compilare qui  fino al 13 giugno 2015. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omofobia sul posto di lavoro: in quanti non rivelano di essere gay?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/omofobia-sul-posto-di-lavoro-in-quanti-non-rivelano-di-essere-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 16:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coming out]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Dati sorprendenti quelli rivelati dalla vicepresidente del parlamento europeo Lunaceck.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/comingout_lavoro-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Omofobia sul posto di lavoro: in quanti non rivelano di essere gay? - comingout lavoro 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/comingout_lavoro-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/comingout_lavoro-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Omofobia sul posto di lavoro: in quanti non rivelano di essere gay? - comingout lavoro1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/comingout_lavoro1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>È ancora molto elevato il numero di cittadini europei lgbt che sceglie di tenere nascosto il proprio orientamento sessuale sul posto di lavoro. Secondo la vicepresidente del Parlamento Europeo, Ulrike Lunacek, la percentuale è pari al 72 per cento. L&#8217;eurodeputata ha esposto i dati in un video messaggio inviato alla conferenza <a href="https://archivio.gay.it/omofobia-e-forze-dell-ordine-summit-per-il-decennale-di-polis-aperta">&#8220;Forze di polizia contro omofobia e transfobia&#8221; organizzato da Polis Aperta</a>  e che si è tenuto lo scorso sabato a Torino.<br />
Secondo Lunacek è fondamentale avere leggi contro la discriminazione, ma non è sufficiente. Bisogna infatti che parallelamente ce ne siano altre che facilitino l&#8217;inclusione. &#8220;Le persone Lgbt devono spesso autocensurarsi sul posto di lavoro &#8211; ha sostenuto &#8211; e fra le forze di polizia sono ancora poche le persone che si dichiarano</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Omofobia sul posto di lavoro: in quanti non rivelano di essere gay? - polis aperta convegno1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/polis_aperta_convegno1.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>apertamente. Bisogna lavorare su questo, perché più c&#8217;è accettazione meno ci sarà paura e anche la comunità Lgbt potrà vedere le forze dell&#8217;ordine come alleate quando si tratta di denunciare crimini legati alle discriminazioni&#8221;. </p>
<p>&#8220;Bisogna rompere il guscio dell&#8217;ignoranza e superare gli stereotipi sulla polizia e sulle persone Lgbt &#8211; ha aggiunto la presidente di Polis Aperta, Simonetta Moro &#8211; che fanno sì che spesso la stessa comunità Lgbt non abbia fiducia nelle forze dell&#8217;ordine e non denunci quindi i reati di cui è vittima. Non bisogna più nascondersi &#8211; ha concluso &#8211; per evitare che i pregiudizi continuino&#8221;. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Svolta in contratti lavoro, tutela anche a coppie fatto</title>
		<link>https://archivio.gay.it/svolta-in-contratti-lavoro-tutela-anche-a-coppie-fatto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 17:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo contratto alla Skf. Tutelate le coppie non sposate, anche gay e lesbiche.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Skf-contratto-2015-BS-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Svolta in contratti lavoro, tutela anche a coppie fatto - Skf contratto 2015 BS 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Skf-contratto-2015-BS-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Skf-contratto-2015-BS-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Svolta in contratti lavoro, tutela anche a coppie fatto - Skf stabilimento contratto 2015 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Skf-stabilimento-contratto-2015.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>TORINO, 11 FEB &#8211; Le coppie di fatto vengono tutelate per la prima volta in un contratto di lavoro. È una vera e propria svolta. Chi mette su famiglia senza sposarsi né in Chiesa né civilmente potrà usufruire di un congedo retribuito di una settimana purché presenti un certificato che attesti lo stato di famiglia. E&#8217; uno dei punti innovativi dell&#8217;accordo per il nuovo contratto integrativo aziendale alla Skf Industria, raggiunto, la notte scorsa, con tutti i sindacati metalmeccanici, all&#8217;Unione Industriale di Torino. L&#8217;intesa riguarda circa 3 mila dipendenti &#8211; 2 mila in provincia di Torino, gli altri a Bari, Cassino e Massa Carrara &#8211; di nove stabilimenti italiani del gruppo svedese che produce cuscinetti a sfera per auto e per tutto il settore industriale. Nell&#8217;accordo non si parla esplicitamente di coppie gay, ma poiché lo stato di famiglia può essere rilasciato a coloro che hanno una relazione omosessuale, non c&#8217;è nessuna ragione per credere che possano essere escluse. &#8220;E&#8217; un accordo estremamente innovativo e moderno, che garantisce nuovi diritti&#8221;, commenta il sindacato autonomo Fali, il più rappresentativo in fabbrica. La tutela delle coppie di fatto non è il solo punto innovativo dell&#8217;accordo, sul quale voteranno nei prossimi giorni i lavoratori: è previsto un contributo di 400 euro all&#8217;anno per chi ha figli portatori di handicap, la possibilità di prestiti aziendali per acquistare la casa, l&#8217;auto o per spese mediche, permessi retribuiti per la malattia dei figli fino all&#8217;età di 8 anni, anticipo del Tfr senza giustificazioni. Anche dal punto di vista salariale l&#8217;intesa prevede un incremento salariale significativo, legato a indici di produttività, redditività e qualità: fra 350 e 400 euro all&#8217;anno in più se tutti gli obiettivi saranno raggiunti, oltre a quanto già previsto dal vecchio Premio di Risultato. &#8220;E&#8217; un eccellente accordo, raggiunto unitariamente&#8221;, sottolinea il segretario generale della Fim torinese, Claudio Chiarle. &#8220;Siamo riusciti a ricondurre le relazioni sindacali in un alveo di concertazione &#8211; osserva Dario Basso, segretario torinese del Uil e coordinatore nazionale Skf &#8211; che ci ha permesso di elevare in maniera tangibile il grado di tutela dei lavoratori. Questa strategia funziona, basta rotture&#8221;. Soddisfatta anche la Fiom, che tre anni fa non aveva firmato l&#8217;accordo Skf che introduceva la variabilità, a livello aziendale, degli aumenti del contratto nazionale: &#8220;E&#8217; un&#8217;intesa importante, ricuce lo strappo e dimostra che è possibile fare accordi che prevedano miglioramenti per i lavoratori senza ridurre i diritti, e che lo si può fare unitariamente&#8221;, spiegano Federico Bellono e Edi Lazzi. (ANSA).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Congedo matrimoniale anche per le coppie gay: succede in Italia</title>
		<link>https://archivio.gay.it/congedo-matrimoniale-anche-per-le-coppie-gay-succede-in-italia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 17:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Un'altra azienda italiana concede i diritti delle coppie etero anche a quelle gay.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/licenza_matrimoniale_rosignano-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Congedo matrimoniale anche per le coppie gay: succede in Italia - licenza matrimoniale rosignano 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/licenza_matrimoniale_rosignano-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/licenza_matrimoniale_rosignano-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Congedo matrimoniale anche per le coppie gay: succede in Italia - licenza matrimoniale rosignano1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/licenza_matrimoniale_rosignano1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un&#8217;altra azienda concede la licenza matrimoniale ai propri dipendenti gay che si sposano all&#8217;estero. Succede a Rosignano, in provincia di Livorno, e l&#8217;azienda in questone è l&#8217;Ineos Manufactoring Spa (filiale livornese di un&#8217;impresa chimica inglese) che sulla questione ha raggiunto un accordo con la rappresentanza sindacale interna. Come riporta il quotidiano Il Tirreno, il provvedimento rientra nell&#8217;accordo integrativo 2014-2016 dedicato alle pari opportunità.<br />
Il coordinatore della rappresentanza sindacale, Stefano Santini, ha spiegato al Tirreno di avere avuto l&#8217;idea di proporre la licenza matrimoniale per le coppie omosessuali dopo aver letto la storia dell&#8217;ennesimo suicidio di un adolescente gay, a Roma. &#8220;Mi sono detto: perché non fare qualcosa di concreto?&#8221; ha raccontato.<br />
L&#8217;accordo siglato tra Ineos e i sindacati prevede da parte dell&#8217;azienda l&#8217;adozione di politiche antidiscriminatorie sia per quanto riguarda l&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere che in merito alle differenze etniche. E l&#8217;intesa va oltre la sola licenza matrimoniale prevedendo anche il permesso retribuito per il primo giorno di scuola dell&#8217;obbligo dei figli dei dipendenti ed il permesso retribuito per l&#8217;inserimento dei figli all&#8217;asilo.  </p>
<p><strong>I precedenti</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Congedo matrimoniale anche per le coppie gay: succede in Italia - licenza matrimoniale rosignano2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/licenza_matrimoniale_rosignano2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Come accennato, Ineos non è la prima azienda che opera in Italia ad adottare queste politiche. A parte Ikea, che dell&#8217;antidiscriminazione ha fatto una politica interna e una strategia comunicativa ormai da tempo, a dare il via a questo nuovo trend era stata, a dire il vero, una onlus torinese, che aveva accolto l&#8217;istanza di <a href="https://archivio.gay.it/nozze-gay-a-torino-debora-avra-la-licenza-matrimoniale">Antonella D&#8217;Annibale e Debora Galbiati Ventrella</a> , la prima coppia simbolicamente sposata dall&#8217;allora sindaco Sergio Chiamparino. Era il 2010. Abbiamo dovuto aspettare due anni per raccontare un altro caso di best practice, come si dice in questi casi. E nel 2012 <a href="https://www.gay.it/societa-idrica-da-congedo-matrimoniale-a-dipendente-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">la toscana Publiacqua</a>  accoglie la richiesta di un dipendente gay concedendo i fatidici 15 giorni di licenza. Ad agosto del 2013 <a href="https://archivio.gay.it/sposa-la-fidanzata-in-germania-l-azienda-le-da-congedo-matrimoniale">il call center Call&#038;Call di Pistoia</a>  segue l&#8217;esempio e dice sì all&#8217;istanza di una dipendente lesbica decidendo, poi, di adottare il provvedimento per tutti coloro che l&#8217;avessero richiesto. Poche settimane dopo era stato <a href="https://www.gay.it/telecom-italia-concede-permesso-matrimoniale-alla-dipendente-lesbica" rel="nofollow noopener" target="_blank">il turno di Telecom</a> , ancora una volta su richiesta di una dipendente. Più complessa, invece, la battaglia legale intrapresa da Michele, dipendente della filiale di Mestre della banca Intesa SanPaolo che <a href="https://www.gay.it/si-sposano-in-portogallo-intesa-sanpaolo-nega-la-licenza-matrimoniale" rel="nofollow noopener" target="_blank">aveva negato la licenza matrimoniale</a>  chiesta dal&#8217;uomo dopo il matrimonio portoghese con il compagno. Michele, col sostegno del sindacato, ha fatto ricorso in tribunale e Sanpaolo ha poi <a href="https://www.gay.it/sanpaolo-cambia-idea-si-ai-congedi-matrimoniali-per-dipendenti-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">siglato un accordo</a>  concedendo la licenza. Ad agosto scorso, infine, anche <a href="https://www.gay.it/coop-autorizza-congedo-federica-e-veronica-si-sposano-a-new-york" rel="nofollow noopener" target="_blank">Coop Adriatica</a>  ha autorizzato una sua dipendente lesbica a usufruire dei 15 giorni di ferie retribuite previste per chi si sposa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Obama firma l&#8217;ordinanza: &#8220;Basta discriminazioni sul posto di lavoro&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/obama-firma-l-ordinanza-basta-discriminazioni-gay-sul-posto-di-lavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Le aziende che lavorano con lo stato non potranno discriminare le persone lgbt.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/obama_lavoro-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Obama firma l&#039;ordinanza: &quot;Basta discriminazioni sul posto di lavoro&quot; - obama lavoro 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/obama_lavoro-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/obama_lavoro-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Obama firma l&#039;ordinanza: &quot;Basta discriminazioni sul posto di lavoro&quot; - Barack OBAMA HD - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Barack-OBAMA-HD.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un provvedimento che la comunità lgbt statunitense aspettava da tempo e che conferma l&#8217;impegno dell&#8217;amministrazione Obama in favore dell&#8217;uguaglianza e contro le discriminazioni. Il presidente degli Usa, infatti, ha firmato l&#8217;ordine esecutivo che vieta alle aziende che lavorano con il governo, anche quelle di ispirazione religiosa, di discriminare i gay sul luogo di lavoro. &#8220;L’uguaglianza sul posto di lavoro non è solo la cosa giusta da fare &#8211; ha dichiarato Obama -, è anche buona dal punto di vista economico perché l&#8217;uguaglianza serve anche ad attirare e mantenere talenti&#8221;.<br />
Ad essere coinvolte dall&#8217;ordine esecutivo sono 24.000 aziende e 28 milioni di lavoratori che adesso potranno vivere senza sotterfugi anche sul luogo di lavoro senza temere di restare disoccupati per il solo fatto di essere gay, lesbiche, bisessuali o transgender. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Obama firma l&#039;ordinanza: &quot;Basta discriminazioni sul posto di lavoro&quot; - obama1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/obama1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il presidente ha poi rivolto un appello al congresso  perché approvi prima possibile una legge ferma alla Camera che amplierebbe la non discriminazione ad uno spettro più ampio di lavoratori.<br />
Ma non è tutto.<br />
Il governo federale, oggi, ha deciso di riconoscere come validi 1300 matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati nello stato dello Utha prima che la Corte Suprema ponesse un veto lo scorso dicembre. Le coppie sposatesi prima del 31 dicembre, insomma, saranno riconosciute come tutte le coppie sposate. </p>
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		<title>Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gay-it-cerca-nuovi-collaboratori-ecco-come-candidarsi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria Gay]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo medium lgbt d'Italia cerca nuovi collaboratori appassionati di web, di social media, di curiosità. Se pensate di essere le persone giuste, ecco cosa fare per cogliere l'occasione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi - collaboratori gayit 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi - collaboratori2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Se il web è la vostra seconda casa, se avete il fiuto per le notizie gustose, i social network sono pane quotidiano e avete sempre desiderato collaborare con una testata lgbt, questa è la vostra occasione. Gay.it cerca nuovi collaboratori che amino il gossip, le bellezze maschili, le curiosità dal mondo, i viaggi, ma anche gli argomenti di maggiore interesse per i giovani e le donne. Argomenti da trattare con uno stile fresco e accattivante, per arricchire il sito della prima testata lgbt italiana di contenuti originali e interessanti.</p>
<p>Ma non è tutto qui: Gay.it cerca anche professionisti che sappiano dare consigli ai suoi lettori su questioni legali, sessuologia, psicologia e salute di interesse della comunità lgbt.<br />
Pensate di essere i candidati ideali? Mandate il vostro curriculum a <strong>jobs@gay.it</strong> allegando un articolo su un argomento a vostra scelta non più lungo di 2000 caratteri, spazi inclusi. Le email senza curriculum o senza articolo non saranno prese in considerazione. Che aspettate? Gay.it sta cercando proprio voi!</p>
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		<title>Arizona: lecito rifiutare impiegati e clienti gay per motivi religiosi</title>
		<link>https://archivio.gay.it/arizona-lecito-rifiutare-impiegati-e-clienti-gay-per-motivi-religiosi-omofobia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[religione e omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Manca solo la firma del governatore perché il testo diventi legge. Contro l'incredibile norma si sono schierate anche aziende come Apple e Delta Air Lines che chiedono al governatore di non firmare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Arizona: lecito rifiutare impiegati e clienti gay per motivi religiosi - arizona legge 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Arizona: lecito rifiutare impiegati e clienti gay per motivi religiosi - arizona legge1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E&#8217; bufera in Arizona per la legge approvata di recente (ma non ancora firmata dal governatore) che permette ai datori di lavoro di rifiutare dipendenti gay. Il testo, noto con il nome di SB 1062, estende i concetti di persona e libertà religiosa, stabilendo il principio per cui chiunque ha il diritto di esercitare la professione nel rispetto delle proprie convinzioni religiose. Nella norma si intende con &#8220;persona&#8221; &#8220;qualsiasi individuo, associazione, impresa, società, chiesa o altre attività commerciali&#8221;, ma la legge è in contrasto con una norma federale che stabilisce dei limiti all&#8217;applicazione dei principi religiosi quando questo implichi una discriminazione nei confronti di altri persone. Come nel caso delle persone lgbt, appunto. Non solo questa nuova legge ha effetti sui rapporti tra datori di lavoro e dipendenti, ma anche tra negozianti e clienti: il titolare di un esercizio commerciale, infatti, può rifiutarsi di accettare un cliente gay perché questi violerebbe i suoi principi religiosi. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Arizona: lecito rifiutare impiegati e clienti gay per motivi religiosi - arizona legge2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Per non parlare delle conseguenze catastrofiche in campo sanitario dove medici, infermieri e operatori potrebbero usare questa norma a scapito di pazienti lgbt.<br />
Contro la SB 1062 si sono schierate, naturalmente, le associazioni che si occupano di diritti, ma anche la Camera di Commercio dell&#8217;Arizona il cui presidente, con una nota, ha dichiarato: &#8220;in quanto leader della comunità di commercianti non possiamo sostenere misure che potrebbero esporre le nostre attività a delle cause legali, e non vogliamo mandare il messaggio che il nostro stato non è un posto accogliente per i suoi visitatori e i talenti che possono costituire la chiave di volta della nostra crescita economica&#8221;.<br />
In opposizione alla legge si sono espresse anche note aziende di livello internazionale. Tra queste Apple che in Arizona sta per aprire uno dei suoi stabilimenti per la produzione interna di hardware.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Arizona: lecito rifiutare impiegati e clienti gay per motivi religiosi - arizona legge3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/arizona_legge3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Con una telefonata fatta al governatore dell&#8217;Arizona Jan Brewer, l&#8217;azienda di Cupertino ha chiesto la norma venga fermata. Non solo Apple ha adottato politiche egualitarie per i suoi dipendenti, ma una legge del genere potrebbe avere effetti nefasti sui suoi affari.<br />
Anche la compagnia aerea Delta Air Lines ha rivolto un appello al governatore: &#8220;Delta Air Lines &#8211; si legge in una nota &#8211; è orgogliosa della diversità dei suoi clienti e dei suoi dipendenti ed è profondamente preoccupata per le misure proposte in alcuni stati tra cui l&#8217;Arizona e la Georgia&#8221;. Il testo, infatti, non solo viola la policy di &#8220;rispetto reciproco e dignità&#8221; dell&#8217;azienda, ma potrebbe tradursi in una catastrofica perdita di posti di lavoro, secondo la compagnia area. In tutto, sono più di 80 le aziende che chiedono a Brewer di non firmare la legge, tra cui Marriott e American AirLines.</p>
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		<item>
		<title>Un&#8217;altra azienda riconosce il congedo matrimoniale ai dipendenti gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/un-altra-azienda-riconosce-il-congedo-matrimoniale-ai-dipendenti-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 17:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un'azienda sanitaria, la Servizi Italia, riconosce il congedo matrimoniale gay. "Il privato è più avanti del pubblico", dice Lo Giudice (PD), a cui il Ministero dell'Istruzione negò la richiesta.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/servizi-italia-parma-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Un&#039;altra azienda riconosce il congedo matrimoniale ai dipendenti gay - servizi italia parma 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/servizi-italia-parma-1-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/servizi-italia-parma-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Un&#8217;altra azienda privata concede il congedo matrimoniale alle coppie gay. Questa volta si tratta della parmense Servizi Italia, del gruppo Lavanderie Italia, che ha siglato un accordo con i sindacati di categoria per riconoscere il benefit anche alle coppie non eterosessuali. L&#8217;intesa è stata siglata lo scorso 14 novembre tra le rsu, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e la società leader sul territorio nazionale nel settore dei servizi integrati rivolti alla sanità con sede a Castellina di Soragna, in provincia di Parma. <a href="https://www.gay.it/coop-del-nordest-pari-diritti-lavoratori-coppie-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">Qualche settimana fa lo stesso accordo venne siglato con la Coop Adriatic</a> a.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Un&#039;altra azienda riconosce il congedo matrimoniale ai dipendenti gay - servizi italia parma 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/servizi-italia-parma-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&#8220;Nel contesto del mondo dell&#8217;industria, spesso reticente a questo tipo di percorsi &#8211; si legge sul sito web della Cgil Parma &#8211; l&#8217;azienda Servizi Italia e le organizzazioni sindacali territoriali hanno firmato uno dei primi accordi a livello nazionale su questo tema&#8221;. &#8220;In un Paese dove il tasso di omofobia è tra i più alti d&#8217;Europa &#8211; osserva il sindacato &#8211; intese di questo genere sono da evidenziare e far proliferare in modo che anche la classe politica possa dare segnali diversi da quelli fino ad oggi proposti&#8221;. Ora l&#8217;interesse dell&#8217;azienda è &#8220;allargare tale possibilita&#8217; &#8211; comunica la Cgil &#8211; a tutti gli altri stabilimenti del territorio nazionale, che occupano circa 1500 dipendenti&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questo campo il settore privato si mostra più avanti del pubblico&#8221;, dice il senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice. &#8220;Due anni fa &#8211; ricorda &#8211; il mio datore di lavoro, il Ministero dell&#8217;Istruzione, ha rifiutato di riconoscermi la stessa opportunità a seguito del mio matrimonio in Norvegia con il mio compagno Michele&#8221;. &#8220;La politica, ancora una volta, é rimasta indietro. Dopo avere delegato agli uffici giudiziari, dai tribunali alla Corte costituzionale, la riflessione e la decisione sui diritti delle persone , oggi arranca dietro una società civile ed un mondo economico che trova da sé le soluzioni più efficaci e in linea con le esigenze dei lavoratori e delle imprese. Adesso il Parlamento discuta e approvi presto la mia proposta di legge che estende il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, in discussione in queste settimane in Commissione Giustizia del Senato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Intanto &#8211; conclude l&#8217;ex presidente di Arcigay &#8211; ci consoliamo pensando che, dopo la decisione di Lavanderie Italia, in assenza di una regolazione pubblica, i panni sporchi si lavano sì in famiglia, ma in ogni tipo di famiglia&#8221;.</p>
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