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	<title>Lino Banfi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<title>Lino Banfi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>TV: stasera un nuovo amore gay nel “Medico in Famiglia”</title>
		<link>https://archivio.gay.it/tv-stasera-un-nuovo-amore-gay-nel-medico-in-famiglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[In onda questa sera su Rai Uno la puntata della fiction “Un medico in famiglia” nella quale sboccia l’amore tra i due medici Max e Oscar e che aveva suscitato lamentele del Vaticano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="400" height="301" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/MedicoInFamiglia_CoppiaGay.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="TV: stasera un nuovo amore gay nel “Medico in Famiglia” - MedicoInFamiglia CoppiaGay - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/MedicoInFamiglia_CoppiaGay.jpg 400w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/MedicoInFamiglia_CoppiaGay-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Nuovo appuntamento questa sera in prima serata su Rai Uno con “<b>Un medico in famiglia</b>”, la popolare serie televisiva giunta alla sua quinta stagione e che vede ancora tra i protagonisti <a href="https://www.gay.it/banfi-in-tv-contro-l-omofobia" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow"><b>Lino Banfi</b></a> e la sua famiglia allargata. La seconda delle due puntate in onda questa sera, intitolata &#8220;Giù la maschera&#8221;, è quella nella quale viene presentato il nuovo amore gay tra Oscar, il medico interpretato da <b>Paolo Sassanelli</b>, e Max, suo collega pediatra interpretato da <b>Alessandro Bertolucci</b>.<br />
L’orientamento sessuale di Oscar (che è gay ma anche padre di una bambina, come capita anche nella realtà) era noto sin dalla prima puntata ma quando in febbraio il settimanale <i>Sorrisi e canzoni TV</i> rivelò che Oscar avrebbe incontrato un nuovo compagno l’<i>Osservatore Romano</i>, il quotidiano della ‘Santa Sede’, pubblicò un astioso <a href="https://archivio.gay.it/tv-il-vaticano-contro-banfi-troppo-attento-ai-gay" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>attacco contro Banfi</b></a> nel quale gli si rimproverava di apparire troppo spesso in “certe discutibili fiction della Rai” nelle quali sono presenti degli amori omosessuali.<br />
In risposta a queste polemiche il direttore di Rai Fiction, <b>Agostino Saccà</b>, ricordò che, appunto, il personaggio di Oscar è presente da tempo nella serie e che nessuno sino ad allora si era mai pubblicamente lamentato, ricordando anche che “La materia è stata trattata con il massimo della cautela, i due medici non convivono e Oscar cresce una figlia sua, esattamente come farebbe un qualsiasi padre single.” Aggiungono poi i realizzatori, riferendosi alle tematiche affrontate in questa quinta stagione: “Non abbiamo distribuito soluzioni ma abbiamo sempre cercato di suscitare il dialogo e abbiamo ricevuto ampia testimonianza che le nostre storie hanno costituito motivo di discussione all’interno dei più svariati nuclei familiari, divenendo un appuntamento importante per la sempre più scarsa comunicazione tra adulti e ragazzi. All’interno delle numerosissime tematiche trattate, si articola anche quella impersonata da un personaggio gay, il dottor Oscar, già presente, senza suscitare traumi nel pubblico, sin dalla prima serie. Non sarà certo la sua presenza a mutare lo stile della narrazione che abbiamo scelto sempre “leggero” anche se venato di forti componenti sentimentali e civili”.<br />
Alessadnro Bertolucci precisa che “Al centro di tutto ci sono i sentimenti. Tra Oscar e Max scatta una scintilla che è fatta di rispetto, affetto, similitudine. È anche l’amore verso il prossimo che li accomuna e li lega.” E allora buona visione a tutti. Bigotti compresi. (<i>Roberto Taddeucci</i>)</p>
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		<title>TV: il Vaticano contro Banfi, troppo attento ai gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/tv-il-vaticano-contro-banfi-troppo-attento-ai-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 17:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Tuoni e fulmini dal cupolone contro Lino Banfi, attaccato dal quotidiano della “Santa Sede” perché attore in una fiction dove figura anche una famiglia omosessuale. L’attore risponde per le rime.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="400" height="326" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="TV: il Vaticano contro Banfi, troppo attento ai gay - banfi F3 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F3.jpg 400w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F3-300x245.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Polemiche preventive contro la fiction di Rai Uno “Un medico in famiglia”, che riporta sui teleschermi il popolarissimo nonno Libero che ha il volto di <b>Lino Banfi</b> (nella foto). Nella quinta stagione, la cui trasmissione è prevista per il mese prossimo, il personaggio di Oscar (il medico dell’Asl interpretato da Paolo Sassanelli) rende pubblica la sua relazione sentimentale col suo partner Max (il pediatra interpretato da Alessandro Bertolucci). Oscar è il padre di Agnese, nata da una breve storia con un’amica, e quindi Max diventa per la piccola come una seconda figura paterna. Questa famiglia potrà anche essere una famiglia nella quale ci si vuole bene, ci si rispetta e ci si ama di più che in tante famiglie “regolari” dove non mancano botte e violenze, ma la composizione stessa del nucleo suscita le ire dell’Osservatore Romano, che venerdì ha pubblicato un articolo firmato da Mario Gabriele Giordano nel quale si parla di “certe discutibili fiction della Rai” e si attacca Lino Banfi, che sarebbe al centro di un qualche ‘piano’ che sarebbe in atto da parte della televisione pubblica (notare, pubblica, pagata anche coi soldi del canone di gay e lesbiche): “Riciclare un comico nel ruolo di nonno saggio e bonario, imporlo come l&#8217;eroe rassicurante di una perfetta famiglia italiana per poi fargli piazzare un messaggio ben preciso in un momento particolarmente favorevole.”<br />
Il momento particolarmente favorevole sarebbe quello attuale, nel quale si parla di riconoscere alcuni diritti anche alle coppie composte da persone dello stesso sesso. Raccontare storie reali nelle quali figurino personaggi omosessuali (uno dei quali anche padre biologico di una bambina) che hanno relazioni stabili e felici? Orrore, questo in Rai (“entità anche culturale”) non s’ha da fare! Scrive infatti l’Osservatore Romano che &#8220;occorre denunciare un deprecabile fenomeno. Nel riflettere passivamente tendenze anche deviate della condotta individuale e sociale, molto spesso i programmi televisivi non fanno altro che omologarle e farle quindi percepire come giuste, assecondando in tal modo la moderna propensione a considerare normale ciò che normale non è. È in rapporto a questa disposizione di sostanziale irresponsabilità che va giudicata la programmazione delle fiction imperniate sulla vita di coppie omosessuali perché, tra l&#8217;altro, esse presentano come risolto un problema drammaticamente aperto.” Il problema, in Italia, è “drammaticamente aperto” proprio perché esistono ancora oggi, nel 2007, persone che hanno l’arroganza di parlare di “tendenze deviate” e “anormalità” riferendosi a realtà di unioni affettive e familiari che sono già ampiamente riconosciute e accettate nelle maggiori democrazie del mondo.<br />
<i>in seconda pagina la replica di Banfi</i><br />
^d<br />
Lino Banfi (già nei mesi scorsi pesantemente <a href="https://archivio.gay.it/cattolici-e-tv-oscurate-quel-banfi-filo-gay" target="_blank" rel="noopener"><b>attaccato</b></a> dagli integralisti cattolici per la fiction “Il padre delle spose”) risponde parlando di polemiche eccessive: «Ora perché c&#8217;è questo disegno di legge del governo sulle coppie di fatto – dice Banfi &#8211; tutto sembra sproporzionato, ma prima di criticare il “Medico in famiglia” lo guardassero e si documentassero. Nella nuova serie che deve ancora andare in onda c&#8217;è un medico che ha tendenze omosessuali ma c&#8217;è sempre stato anche nelle altre serie e non ha mai fatto ostentazione delle sue tendenze. E non va a convivere con nessun uomo. Evidentemente &#8211; dice l&#8217;attore all&#8217;Adnkronos &#8211; sono così carismatico che tutte le responsabilità vengono fatte ricadere su di me. Il tutto mi sembra eccessivo. Penso che presto farò una fiction in cui faccio l&#8217;assassino: voglio vedere se tutti si mettono ad uccidere&#8230; Eppure – aggiunge, da buon cattolico &#8211; tutti sanno che sono sposato da 45 anni.» E conclude: «Ho fatto anche una serie televisiva in cui facevo un frate che aveva avuto un figlio. Non era forse peggio? Ma nessuno ha detto nulla. Mi pare una polemica eccessiva.»<br />
Nell’elzeviro dell’Osservatore Romano, critico su una fiction ancora neanche andata in onda, si faceva ironicamente riferimento a una certa lungimiranza da parte di Viale Mazzini di aver “captato un trascinante consenso tra la folla dei meno provveduti”. Forse il consenso su certi argomenti non è quello dei meno provveduti, bensì quello dei meno prevenuti.  (<i>Roberto Taddeucci</i>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>TV: per Banfi le polpette del giornale del Vaticano</title>
		<link>https://archivio.gay.it/tv-per-banfi-le-polpette-del-giornale-del-vaticano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una sceneggiata, una polpetta prevedibile e ovvia. All’Osservatore Romano il grande successo della fiction tv pro-gay con Lino Banfi proprio non l’hanno gradito...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="400" height="328" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="TV: per Banfi le polpette del giornale del Vaticano - banfi F1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F1.jpg 400w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F1-300x246.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &#8211; Non arriva certo come una sorpresa la stroncatura dell’<b>Osservatore Romano</b>, il giornale della Santa Sede, al film Tv “<b>Il padre delle spose</b>” trasmesso lunedì sera in prima serata su Rai Uno. Gli appelli sul web dei siti cattolici e le dichiarazioni di alcuni rappresentanti del clero non hanno impedito la messa in onda della fiction, che si è rivelata un grande successo di pubblico. Da Franco Patruno, il critico del quotidiano del Vaticano, è arrivata una prevedibile stroncatura senza appello, che lascia un po’ da parte il proverbiale bon-ton della testata, attaccando su tutta la linea: “Una polpetta tra sceneggiata di terzo livello e trionfo finale che si presume popolare”, “Pochezza, prevedibilità e ovvietà della storia”. Di stampo smaccatamente ideologico altre lamentele, come quella che vuole che &#8220;l&#8217;evidente esaltazione finale della situazione matrimoniale tra le due donne, diventa non una semplice esposizione della verità (come aveva sostenuto il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà) ma una magnificazione della situazione di fatto&#8221;. Probabilmente al critico del quotidiano del Vaticano non è piaciuto l’approccio volutamente popolare, solare e positivo adottato dai realizzatori. La critica si muove anche sul piano personale, tirando in ballo “la sensibilità di Banfi, il quale, in diverse occasioni, ha testimoniato il suo cristianesimo e la particolare devozione a Padre Pio.” <b>Lino Banfi</b> dal canto suo, comprensibilmente, non ha affatto gradito tutti questi attacchi e risponde (sul Corriere della Sera): &#8220;non tradisco i miei ideali. Penso solo sia giusto consentire a due persone di vivere sotto lo stesso tetto, con dei diritti.&#8221;<br />
Il capogruppo Udc alla Camera, <b>Luca Volonte&#8217;</b>, a proposito della messa in onda del film parla di “totalitarismo anti familiare pagato dai contribuenti italiani” e si lamenta che “lo spazio riservato alle devianze, ai tradimenti familiari e alle tendenze omosessuali rappresentano la totalità del palinsesto televisivo: compresi i programmi di intrattenimento e i talk show.” <b>Giovanni Minerba</b>, direttore del Torino GLBTQ Film Festival, invece ha gradito un film che &#8220;ha dato un messaggio che dovrebbe essere preso ad esempio da molti politici italiani: cosa vuol dire l’assenza in Italia di leggi adeguate, contro le discriminazioni e per la necessità di diritti per tutti. Con chiarezza, estrema sensibilità e ironia ha raccontato cosa vuol dire il pregiudizio e quindi liberarsene. Il tutto “condito” dalla “presenza attiva” della bellezza e dell’umanità della terra di Puglia governata da Nichi Vendola. Ancora grazie a Lino Banfi e alla Rai.&#8221; <b>Vladimir Luxuria</b>, deputata Prc-Se dice che la fiction &#8220;andata in onda sulla Rai rappresenta un esempio magistrale di servizio pubblico utile alla comprensione di tematiche difficili da affrontare quali quella delle unioni civili e del diritto di poter essere lesbiche e madri.&#8221; Per Luxuria la vicenda &#8220;che ha visto protagonista Lino Banfi lancia un sasso nello stagno dell&#8217;ignoranza. Sono contenta che il mio abbonamento Rai, in parte, abbia contribuito a realizzare un prodotto artisticamente valido e socialmente utile.&#8221; Criticissimo col quotidiano del Vaticano <b>Sergio Lo Giudice</b>, presidente nazionale di Arcigay: ”L&#8217;Osservatore Romano non si accorge, o forse sì, di fomentare pregiudizio e ostilità contro lesbiche e gay. Altro che carità pastorale: siamo alla richiesta di confinare nel campo dell&#8217;anormalità milioni di uomini e donne. Piuttosto che inveire contro un&#8217;immagine reale e serena dell&#8217;amore omosessuale, perché le gerarchie cattoliche non si preoccupano di quelle donne lesbiche oggetto di violenza, come Doriana e Marcella, una giovane coppia della provincia di Brescia, simile a quella del film di Banfi, bersaglio da settimane di volgari e violente intimidazioni. Non ha niente da dire su questo l&#8217;Osservatore Romano?»   (Roberto Taddeucci)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TV: lesbo fiction con Lino Banfi la più vista di lunedì</title>
		<link>https://archivio.gay.it/tv-lesbo-fiction-con-lino-banfi-la-piu-vista-di-lunedi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo i tentativi di crociate censorie da parte di alcuni siti ed esponenti cattolici il film tv “Il padre delle spose” è stato il programma più visto di lunedì. Ma le polemiche continuano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="399" height="323" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F5.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="TV: lesbo fiction con Lino Banfi la più vista di lunedì - banfi F5 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F5.jpg 399w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F5-300x243.jpg 300w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>
ROMA – Oltre sette milioni di spettatori hanno seguito ieri sera su Rai Uno il film tv a tematica lesbo-familiare <b>Il padre delle spose</b>, che è stato il programma più seguito della prima serata. Un risultato molto buono, considerando anche la contro offerta delle altre reti, anche un po’ al di sopra dell’audience che nel gennaio 2005 seguì “Mio figlio” con Lando Buzzanca.<br />
Alla vigilia della messa in onda si erano mobilitati siti dell’area cattolica più fondamentalista, a cominciare dal portale FattiSentire.net che aveva lanciato un’aggressiva campagna di protesta che aveva per scopo «la rimozione» del film tv, definito «una delle più squallide forme di propaganda a favore dei &#8220;matrimoni&#8221; omosessuali». In un trionfo di bigottismo omofobo degno dell’oscurantismo talebano a FattiSentire continuavano dicendo che «Oltre a non far vedere questo film a chi potrebbe averne idee confuse, occorrerà prenderci le nostre responsabilità anche verso tutti gli altri che lo vedranno in prima serata, soprattutto bambini o giovani attratti dalla figura di &#8220;NONNO&#8221; Lino Banfi.» Contro la messa in onda del film si erano pronunciati anche il cardinale <b>Ersilio Tonini</b>, sempre in prima fila quando c’è la necessità di tragicizzare il più possibile la vita e le relazioni degli omosessuali, che aveva detto che «prima di trasmettere certe fiction bisognerebbe pensarci due volte», in quanto «l&#8217;omosessualità e il matrimonio tra due donne è un dramma grave per una famiglia, è una cosa riprovevole e, a mio parere, costituisce un problema.» Per il porporato di Ravenna si tratta «di un&#8217;opera diseducativa forte, specialmente per i giovani che vengono su seguendo ciò che gli propone la società. E comunque l&#8217;opinione pubblica condanna decisamente queste situazioni. Non è affatto un&#8217;operazione salubre.» A nostro avviso invece proprio per i giovani e le loro famiglie questi racconti possono aiutare ad aprire un dialogo tra figli e genitori si questi aspetti della vita, visti un tempo come cose torbide che non andavano ne vissute ne discusse e che invece sono ormai sempre più tranquillamente presenti nel tessuto sociale anche di centri medio-piccoli.<br />
<b>Agostino Saccà</b>, direttore di Rai Fiction, replica dicendo che «La Rai è una grande azienda laica&#8230;<br />
<i>continua in seconda pagina</i><br />
^d<br />
<b>Agostino Saccà</b>, direttore di Rai Fiction, replica dicendo che «La Rai è una grande azienda laica, non può avere paura di raccontare la verità e di provare a rispondere alle domande che il Paese si pone. Dei Pacs, dell&#8217;unione tra omosessuali, si discute nelle famiglie, non ci si può girare dall&#8217;altra parte». In favore della regolare messa in onda del film è intervenuta <b>Barbara Pollastrini</b>, Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, mentre la senatrice della Margherita/DL <b>Paola Binetti</b> ha invece ritenuto «altamente inopportuna una trasmissione che tocca un problema su cui ancora non si è discusso adeguatamente ma che tutti sappiamo essere un tema incandescente nell&#8217;opinione pubblica, e che comunque non fa parte del programma di governo.» Se dell’argomento non si è ancora discusso in modo adeguato allora è ora di cominciare a farlo, e ogni contributo al dibattito deve necessariamente essere benvenuto. Quanto al risvolto politico bisogna tenere in mente che il progetto è stato proposto e approvato ben prima che il programma di questo governo fosse neanche scritto (Lino Banfi già ne parlava nel febbraio 2005). La senatrice dell’Opus Dei ha inoltre dichiarato che trasmettere questo film era «una decisione inopportuna anche perché il tema è affidato ad un personaggio gradevole e simpatico, che può effettivamente essere considerato nonno degli italiani e con cui molti padri e nonni potranno facilmente identificarsi.» Cosa vuol dire? Che quando si parla di storie che coinvolgono personaggi gay o lesbiche nel cast devono invece esserci attori sgradevoli, antipatici e coi quali sia preferibile non identificarsi?<br />
Gli argomenti della senatrice Binetti lasciano perplessi non solo noi, ma anche il suo collega di partito, il deputato <b>Roberto Giachetti</b>, che è anche il coordinatore romano della Margherita e che sul suo blog scrive: «Alla senatrice Binetti non bastava farsi portavoce di una presunta corrente maggioritaria all&#8217;interno della Margherita, ma nel caso specifico si incarna in alfiere dello sdegno di milioni di italiani il cui comune sentire si scontrerebbe con i temi affrontati in una fiction televisiva. Cio’ che colpisce è la sottolineatura sul fatto che l&#8217;argomento non fa parte del programma di governo, come se la cultura televisiva dovesse modellarsi sui dettami di un programma politico. E nemmeno il buon Lino Banfi sfugge all&#8217;anatema della senatrice, reo di aver prestato la sua immagine rassicurante e bonaria in una fiction incentrata su un tema sul quale l&#8217;opinione pubblica, evidentemente, non è in grado di dare un giudizio se prima non se ne discute abbastanza.»  (Roberto Taddeucci)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cattolici e TV: oscurate quel Banfi filo gay!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cattolici-e-tv-oscurate-quel-banfi-filo-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre la Rai si appresta a trasmettere in prima serata il film tv “Il padre delle spose” alcune voci del mondo cattolico sul web chiedono che il programma venga quantomeno sposato in seconda serata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="450" height="342" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cattolici e TV: oscurate quel Banfi filo gay! - banfi F2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F2.jpg 450w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/banfi_F2-300x228.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Nel film tv <a href="https://www.gay.it/tv-con-banfi-su-raiuno-uno-sguardo-ai-matrimoni-gay" target="_blank" rel="noopener nofollow"><b>Il padre delle spose</b></a>, in programma su Rai Uno questa sera alle ore 21, <a href="https://www.gay.it/banfi-in-tv-contro-l-omofobia" target="_blank" rel="noopener nofollow"><b>Lino Banfi</b></a> interpreta il ruolo di un padre di famiglia che scopre l’omosessualità della figlia, sposatasi in Spagna con un’altra donna. La trama ha fatto scattare la voglia oscurantista di alcuni siti internet. Su <b>Civiltà Cattolica</b> un articolo a firma Nerella Bugio prima bacchetta il popolare pugliese anche per i suoi trascorsi televisivi nei panni del nonno Libero di “Un medico in famiglia” dove l’attore «ci ha lentamente abituati con la sua aria sorniona, alle famiglie &#8220;aperte e allegre&#8221;, dove regna l&#8217;allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi (che) si sposa la consuocera borghese per redimerla.» Ora la signora Bugio si mostra allarmata e invita a tempestare la Rai di email che invochino perlomeno lo spostamento in seconda serata della nuova Banfi-fiction dove, si allarma l’autrice, «dopo il rifiuto iniziale del padre tradizionalista, gli autori garantiscono il lieto fine, ci mancherebbe altro, del resto sempre di un matrimonio si tratta, o no? No. Due donne sono una coppia che vive insieme, non basta che una legge dica che anche se dello stesso sesso possono dirsi &#8220;sposate&#8221;, il matrimonio è un&#8217;altra cosa&#8230;»<br />
Insomma le famiglie composte da persone dello stesso sesso visibili in tv? Giammai! Bugio, evidentemente non del tutto a secco di un minimo di spirito critico, prevede nei suoi confronti «accuse di razzismo e di grettezza mentale», ma non se ne preoccupa. «Una cosa – scrive &#8211; è accogliere la figlia lesbica e un&#8217;altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa. Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l&#8217;idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale. Non sospenderanno certo la fiction per le nostre proteste, ma far sentire la nostra voce, chiedere lo spostamento in seconda serata e magari disdire il canone RAI potrebbe essere utile.»<br />
<b>Carlo Giovanardi</b>, deputato dell&#8217;Udc, esprime un duro giudizio sul film pur ammettendo di non averlo ancora visto per il semplice motivo che «se passa l&#8217;idea che il matrimonio omosessuale, che è una parodia di matrimonio, rappresenta la normalità di una situazione da mostrare ai giovani, allora passa un&#8217;idea devastante che mette a rischio il futuro della nostra società.» Dopo il risibile spauracchio dell’estinzione della razza umana per colpa delle coppie di sposi gay e lesbiche Giovanardi prosegue affermando che «si tratta di una propaganda fuorviante, messa in onda in prima serata su Rai 1» e che far sembrare normale «un matrimonio di questo tipo è una cosa censurabile» che, a suo giudizio, contrasta con la Costituzione.<br />
Da parte nostra non possiamo non constatare che quando un programma affronta una tematica come questa e cerca di ricavarne un messaggio di crescita, di accettazione di tolleranza, da certi ambienti si chieda subito che debba essere visto il meno possibile, relegato in seconda serata. Meglio, pare di capire, se non fosse visto affatto, come se fosse una cosa pericolosa. Si tratta di un’evidente caso di invocazione di censura nei confronti di tutte quelle storie che parlano di una realtà che riguarda circa il 5% delle famiglie italiane, quelle nelle quali uno dei componenti è omosessuale. Pretendere che queste famiglie non esistano, o che rimangano relegate nell’ombra, visibili il meno possibile, non ci sembra una grande dimostrazione di civiltà. Soprattutto rifacendoci ai principi fondamentali di libertà, rispetto e uguaglianza sui quali si basa la nostra Costituzione. (Roberto Taddeucci)</p>
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		<title>BANFI: DA DESTRA, DIFENDO I GAY</title>
		<link>https://archivio.gay.it/banfi-da-destra-difendo-i-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2005 17:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Non si ferma il caso "Mio figlio". Sul "Secolo d'Italia" Buzzanca fiero di essere di destra ma contro le discriminazioni. E Nonno Libero: "Anch'io ho scritto una serie sul tema".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/lino-banfi01.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="BANFI: DA DESTRA, DIFENDO I GAY - lino banfi01 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &#8211; Sembra che tra gli effetti collaterale della miniseria Mio Figlio in cui <strong>Lando Buzzanca</strong> era un commissario padre di un poliziotto gay, ci sia anche una sorta di risveglio civile della destra.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="BANFI: DA DESTRA, DIFENDO I GAY - 0071 Buzzanca Scifoni - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/0071-Buzzanca-Scifoni.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il protagonista della serie, che non ha mai fatto mistero delle sue convinzioni politiche, ha dichiarato in un&#8217;intervista al &#8220;Secolo d&#8217;Italia&#8221; che «proprio perche&#8217; sono di destra non sono un bacchettone e combatto tutte le forme di discriminazione».<br />
Oggi gli fa eco <strong>Lino Banfi</strong>, che dalle colonne del Corriere della Sera afferma: «Un padre vero dovrebbe fare di tutto per far felice un figlio. E non è giusto considerare certi aspetti della realtà in modo ristretto. Vorrei vedere come si comporterebbe chiunque, indipendentemente dal credo politico, scoprendo l&#8217;omosessualità di un figlio».<br />
Facendo riferimento alle critiche che &#8216;Il Secolo d&#8217;Italia&#8217; ha rivolto a Lando Buzzanca, per il fatto di essere di destra e di aver parlato di omosessualità, Banfi si chiede: «Perchè prendersela con un bravo artista per una stupidata del genere? Ci sono molti intellettuali di centrodestra. C&#8217;è per esempio Albertazzi. E poi tanti scrittori e giornalisti. Forse li hanno curati poco. Peccato, perchè non ho mai negato le mie simpatie per il centrodestra».</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="BANFI: DA DESTRA, DIFENDO I GAY - difetto famiglia01 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/difetto_famiglia01.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Banfi parla anche della commedia girata per raiuno insieme a <strong>Nino Manfredi</strong> Difetto di famiglia, in cui interpretava il fratello di un gay anziano: «I dirigenti Rai avevano qualche paura, l&#8217;argomento era tosto, ma lo affrontammo con grazia. E&#8217; lì il punto. Anche nel bel film di Lando c&#8217;è il padre che dice al figlio, &#8216;adesso ti metti a fare la zoccola con un camionista&#8217;. Nelle mani di un attore meno esperto di lui sarebbe diventato tutto vaccareccio, fetente. Invece Lando ha avuto misura».<br />
Lino Banfi chiarisce anche i suoi rapporti con il centrosinistra: «A dire la verità, ho sempre lavorato bene anche quando c&#8217;erano governi dell&#8217;Ulivo e sono adorato dal pubblico di sinistra. Per me il massimo sarebbe un governo Fini-Veltroni: due persone con tante affinità in comune. So che l&#8217;accoppiata fa ridere, ma Walter è l&#8217;unico candidato premier del centrosinistra per il quale potrei tradire il centrodestra».</p>
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<p>Sulla tematica omosessuale l&#8217;attore dichiara nell&#8217;intervista al &#8216;Corsera&#8217; che «<strong>ho scritto una sceneggiatura</strong> con mio genero Fabio, &#8216;Piccoli padri&#8217;. Racconta di un industriale del sud che ha una figlia ormai quarantenne, da anni trapiantata in Francia. Dopo il funerale della oglie scopre che la donna vive da anni con una ragazza. Soffre, fatica, poi accetta. E quando sua figlia scoprirà di dover morire di leucemia, diventerà quasi il padre della &#8216;fidanzatà e la porterà in Italia. Lo vorrei interpretare con mia figlia Rosanna. Il tema è scottante, attualissimo. E aggiungo, normalissimo. &#8216;Piccoli padrì sono proprio quelli che non sanno e non vogliono capire».<br />
Sulla polemica scatenata dal &#8216;Secolo&#8217; interviene anche l&#8217;on. <strong>Pippo Gianni</strong> (Udc)  segretario della Commissione vigilanza della Rai, e lo fa citando la famosa massima di Voltaire &#8220;Non condivido la tua idea ma darei la vita perchè tu la possa esprimere&#8221;. «Prendo in prestito Voltaire &#8211; dice il deputato centrista &#8211; perchè è esattamente la sintesi di quello che penso di tutta questa storia che sta rasentando il ridicolo. Voltaire sintetizza il mio pensiero al di là della questione omosessuale. A proposito degli omosessuali, al contrario di quello che pensa qualcuno, questi non sono tutelati dalla legge 484 e non devono esserlo in quanto persone assolutamente normali. Piuttosto ciascuno deve essere libero di vivere la propria sessualità in modo sereno e a seconda di una coerente scelta di vita. Dovremmo, semmai, liberarci dal pregiudizio ed questa la difficoltà sia a destra che a sinistra.  Rispetto alla fiction vorrei dire che Buzzanca ha dato davvero una straordinaria prova d&#8217;attore. E di questi tempi&#8230;».</p>
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		<title>COM&#8217;È DIFFICILE FARE IL GAY</title>
		<link>https://archivio.gay.it/com-e-difficile-fare-il-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2002 16:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Così Nino Manfredi che in &#34;Un difetto di famiglia&#34;, su Raiuno domenica, interpreta un anziano omosessuale che cerca di ricostruire il rapporto con l'intollerante fratello, interpretato da Lino Banfi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="149" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/difetto_famiglia01-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="COM&#039;È DIFFICILE FARE IL GAY - difetto famiglia01 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>«L&#8217;omosessuale è sempre utilizzato per far scattare qualche facile risata. Non è difficile farne delle macchiette, delle caricature. Molto più difficile rappresentarne l&#8217;umanità». Parola di <strong>Nino Manfredi</strong>, che per la seconda volta nella sua lunga e fortunata carriera, arriva a interpretare un personaggio dichiaratamente gay. Si chiama Francesco, è un anziano professore di liceo, costretto dalle &quot;malelingue&quot;, dopo lo spontaneo &quot;coming out&quot;, a scappare in giovane età dal paesino in cui viveva con la madre e il fratello Nicola, &quot;razzista, assolutista, fermamente deciso a non concedere libertà neppure ai propri figli&quot;, secondo la descrizione che ne dà il suo eccezionale interprete, <strong>Lino Banfi</strong>. Alla morte della madre i due sono costretti, dopo quaranta anni di separazione, ad incontrarsi di nuovo. Sarà l&#8217;occasione di ripensare al loro rapporto, di iniziare, insieme, un percorso fatto di comprensione e perdono.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="COM&#039;È DIFFICILE FARE IL GAY - difetto famiglia02 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/difetto_famiglia02.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Manfredi gay e Banfi intollerante: l&#8217;inedita coppia è protagonista di &quot;<strong>Un difetto di famiglia</strong>&quot; che Raiuno propone domenica 26 maggio alle 20.50. Diretto da Alberto Simone, che firma la sceneggiatura con Silvia Napolitano e ha scritto un soggetto adatto ai due attori, il film con musiche di <strong>Ennio Morricone</strong>, affronta il tema dell&#8217;amore fraterno, dell&#8217;omosessualità e della tolleranza con i toni della commedia. Nessun imbarazzo, da parte della Rai, a mettere in &#8216;prime time&#8217; su Raiuno una storia incentrata sull&#8217;omosessualità di uno dei protagonisti. «Siamo sempre partiti dal presupposto che la nostra è una società basata sulla tolleranza, senza discriminazioni &#8211; ha detto <strong>Stefano Munafò</strong>, direttore di Rai Fiction &#8211; Già nella prima serie di &#8216;Commesse&#8217; abbiamo raccontato il problema dell&#8217;omosessualità. Questa è una fiction con varie letture e un messaggio cristiano: due fratelli che alla fine della vita si accettano così come sono». </p>
<p>Coprodotto da Italian International Film e Towers of London in collaborazione con Rai Fiction, è costato 4 miliardi e 200 milioni (3 miliardi Rai). Tra gli altri interpreti: Imma Piro, Eleonora D&#8217;Urso, Gianni Garko, Carlo Cascone e Luciana Turina. Le riprese, iniziate il 27 agosto 2001, si sono svolte in numerose città della provincia italiana da Nord a Sud: Ostilia (Mantova), Pesaro, Mercatale, Sasso Corvaro, Ostuni, Brindisi, per tornare a Nord sul Lago d&#8217;Orta e a Pallanza sul Lago Maggiore e terminare poi a Roma il 12 ottobre. </p>
<p>«Ci sono tredici nazioni nel mondo dove l&#8217;omosessualità è condannata con la pena di morte e altri 36 nei quali è un reato grave &#8211; precisa il regista e autore <strong>Alberto Simone</strong> &#8211; Per fortuna Francesco (Nino Manfredi) il mio protagonista, è nato in Italia ed è cresciuto in un paesino del sud. Così la sua diversità gli è costata &quot;solo&quot; la perdita del lavoro e l&#8217;intolleranza di un fratello (Lino Banfi) provinciale e benpensante». </p>
<p>«Tuttavia sarebbe riduttivo pensare a &quot;Un difetto di famiglia&quot; come a un film sul tema dell&#8217;omosessualità &#8211; afferma ancora Simone &#8211; Il tema profondo è l&#8217;incapacità dei due protagonisti di riconoscere nell&#8217;altro una parte di se stessi, e, nel rifiutare la comune appartenenza famigliare, arrivando all&#8217;intolleranza e all&#8217;odio. Un tema quanto mai attuale quindi, in tempi di conflitti politici e sociali, particolarmente esasperati, tra parti contrapposte, che forse dal percorso di Nicola e Francesco, potrebbero trarre qualche utile indicazione». </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="COM&#039;È DIFFICILE FARE IL GAY - manfredi nino - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/manfredi_nino.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Nino Manfredi</strong> nella sua lunga e prestigiosa carriera aveva già interpretato il personaggio di un omosessuale una sola volta, in &quot;Vedo Nudo&quot;, un film a episodi diretto da Dino Risi. «E&#8217; andata bene &#8211; racconta l&#8217;attore &#8211; ma da allora ho capito quanto è difficile e ho sempre rifiutato. Perché l&#8217;omosessuale è sempre utilizzato per far scattare qualche facile risata. Non è difficile farne delle macchiette, delle caricature. Molto più difficile rappresentarne l&#8217;umanità».</p>
<p>Manfredi descrive il suo personaggio come «uno dei tanti omosessuali &#8211; e sono la stragrande maggioranza &#8211; che fanno una vita normale, quasi anonima, che sono monogami, non effemminati, non esibizionisti, e non desiderano provocare e dare scandalo. E&#8217; un uomo di cultura, che ha classe e raffinatezza, che ha pagato di persona la sua coerenza e il coraggio di dichiararsi omosessuale in un paesino del sud, negli anni sessanta, esattamente l&#8217;opposto di suo fratello Nicola, che è provinciale e conformista, talmente bisognoso dell&#8217;accettazione degli altri da rinnegare per quarant&#8217;anni di avere un fratello come me».</p>
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<p>A proposito del personaggio di Nicola, <strong>Lino Banfi</strong> lo descrive «come un personaggio del Sud che forse ancora esiste, ma che auspicabilmente è in via di estinzione: razzista, assolutista, fermamente deciso a non concedere libertà neppure ai propri figli. Ma è un personaggio bello perché cambia: alla fine diventa non soltanto permissivo, ma quasi olandese&#8230; E diventa, soprattutto, buonissimo: tutta la bontà che non ha elargito in una vita viene fuori alla fine della storia&#8230;».</p>
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