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	<title>Pedro Almodovar &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Pedro Almodovar &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Almodóvar: &#8220;Cannes? Un&#8217;occasione per mettersi a dieta&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/almodovar-cannes-un-occasione-per-mettersi-a-dieta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Almodovar]]></category>
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					<description><![CDATA[Il maestro spagnolo torna in concorso sulla Croisette con un horror psicologico estremo, "La piel que habito". In gara anche Malick, Von Trier e Winding Refn. Gus Van Sant apre il Certain Regard.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cannes2011BASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Almodóvar: &quot;Cannes? Un&#039;occasione per mettersi a dieta&quot; - cannes2011BASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Almodóvar: &quot;Cannes? Un&#039;occasione per mettersi a dieta&quot; - cannes2011F2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cannes2011F2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Correva voce che Pedro Almod&oacute;var avesse rifiutato la proposta di Gilles Jacob di presentare il suo nuovo film <strong>La piel que habito</strong> (<em>La pelle che abito</em>) al prossimo festival di Cannes per riservare un&#8217;anteprima, a settembre, al pubblico spagnolo. Invece, a sorpresa, l&#8217;horror psicologico con cui il maestro spagnolo torna in concorso sulla Croisette due anni dopo <em>Gli abbracci spezzati</em>, rientra nella lista dei 19 contendenti alla Palma d&#8217;Oro, che Almod&oacute;var non ha mai vinto, pur avendo conquistato il premio per la miglior regia con <em>Tutto su mia madre</em> nel 1999 e per la sceneggiatura nel 2006 con <em>Volver</em> che si aggiudic&ograve; anche un riconoscimento collettivo al cast. <span style="font-weight: bold;">&Egrave; la prima volta che Almod&oacute;var presenta un film a Cannes prima che sia uscito nel suo Paese</span>.</p>
<p>&quot;Sono molto interessato alla reazione che il pubblico, la stampa e i distributori avranno nei confronti del mio film&quot; ha dichiarato Almod&oacute;var. &quot;Il risultato mi soddisfa pienamente e <span style="font-weight: bold;">mi incuriosisce la reazione che ci sar&agrave; al festival</span>. Per questo ho accettato di partecipare alla competizione ufficiale. E poi Cannes &egrave; sempre uno stimolo per mettersi a dieta&quot;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Almodóvar: &quot;Cannes? Un&#039;occasione per mettersi a dieta&quot; - cannes2011F3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cannes2011F3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tratto dal romanzo di Thierry Jonquet <em>Tarantola</em>, <em>La piel que habito</em> &egrave; un cupo noir incentrato sulle vicende di un chirurgo plastico (Antonio Banderas) ch<span style="font-weight: bold;">e tiene segregata la moglie costringendola a prostituirsi</span> e nel frattempo cova sete di vendetta nei confronti dell&#8217;uomo che ha violentato sua figlia. Nel cast ci sono anche Elena Anaya, Blanca Suarez e Roberto Alamo. Verr&agrave; distribuito in Italia durante l&#8217;autunno.</p>
<p>Tra i titoli in concorso spicca l&#8217;attesissimo <em>The Tree of Life</em> di Terrence Malick con Brad Pitt, il deviante &quot;disaster-psicodrama&quot; di Lars Von Trier <em>Melancholia</em> con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg e Charlotte Rampling e un altro danese, Nicolas Winding Refn, autore della rivelazione <em>Bronson</em>, per la prima volta in competizione con <em>Drive</em>, un action adrenalinico su uno stuntman criminale interpretato da Ryan Gosling.<span style="font-weight: bold;"> I film scandalo</span> saranno l&#8217;esordio dell&#8217;australiana Julia Leigh, <em>Sleeping Beauty</em> (<em>La bella addormentata</em>), discesa agli inferi di una giovane escort di lusso raccontata con stile algido e patinato, e il francese <em>L&#8217;Apollonide &ndash; Souvenirs de la maison close</em> di Bertrand Bonello su un bordello di inizio Novecento. Nel ruolo di una prostituta c&#8217;&egrave; anche la &quot;nostra&quot; Jasmine Trinca.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Almodóvar: &quot;Cannes? Un&#039;occasione per mettersi a dieta&quot; - cannes2011F1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cannes2011F1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>In corsa per la Palma d&#8217;Oro ci saranno due film italiani, <em>Habemus Papam</em> di Nanni Moretti che esce oggi in Italia in 500 copie (cifra record per il regista de <em>Il Caimano</em>), e <em>This Must Be The Place</em> di Paolo Sorrentino con Sean Penn rock-star in declino alla ricerca dell&#8217;ex nazista responsabile della morte del padre. Gi&agrave; cult il look gender alla Robert Smith dei Cure: <span style="font-weight: bold;">capelli lunghi, occhi bistrati e rossetto</span>. </p>
<p>Il nuovo film di Gus Van Sant, <em>Restless</em>, dramma adolescenziale sull&#8217;amore tra un ragazzo che ha perso i genitori e una malata terminale, interpretati da Harry Hopper e Mia Wasikowska, aprir&agrave; la sezione laterale <em>Un Certain Regard</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Almodovar: &#8220;I miei film più reali della variante cattolica&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/almodovar-i-miei-film-piu-reali-della-variante-cattolica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 16:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[eterosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Almodovar]]></category>
		<category><![CDATA[religione e omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il regista spagnolo consiglia a Benedetto XVI di "farsi un giro fuori dal Vaticano" per scoprire come vivono milioni di famiglie composte da "separati, travestiti, trans e monache malate di Aids".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="156" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/almodovar_ratzingerBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Almodovar: &quot;I miei film più reali della variante cattolica&quot; - almodovar ratzingerBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Almodovar: &quot;I miei film più reali della variante cattolica&quot; - almodovar ratzingerF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/almodovar_ratzingerF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Dalle pagine del quotidiano tedesco<strong> Die Zeit</strong> il regista <strong>Pedro Almodovar</strong> manda consigli a <strong>Papa Ratzinger</strong> per spronarlo a guardarsi intorno e a rendersi finalmente conto di che faccia ha la societ&agrave; contemporanea, del modo in cui vivono milioni di persone e milioni di famiglie in tutto il mondo. Forte delle storie raccontate nei suoi film e del suo essere un attento osservatore delle contemporanee dinamiche familiari e sociali, Almodovar consiglia a <strong>Benedetto XVI</strong> di farsi una passeggiata fuori dal Vaticano.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Almodovar: &quot;I miei film più reali della variante cattolica&quot; - almodovar ratzingerF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/almodovar_ratzingerF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&quot;E&rsquo; totalmente <strong>pazzesco non riconoscere come vivono milioni di persone</strong>&quot;, dichiara il regista al giornalista tedesco che lo intervista. Secondo Almodovar le famiglie rappresentate nei suoi film sono pi&ugrave; reali della <strong>&quot;variante cattolica&quot;</strong>. &quot;Da oltre vent&rsquo;anni faccio film nei quali la famiglia &egrave; un gruppo di persone, al centro del quale c&rsquo;&egrave; un piccolo essere di cui tutti si occupano &#8211; spiega -. Non importa se il gruppo &egrave; formato <strong>da genitori separati, travestiti, transessuali o monache malate di Aids</strong>&quot;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Almodovar: &quot;I miei film più reali della variante cattolica&quot; - almodovar ratzingerF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/almodovar_ratzingerF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&#8217;intervista &egrave; stata realizzata in occasione del viaggio di Almodovar in Germania per presentare il suo nuovo film <strong>&quot;Los abrazos rotos&quot; </strong>(Gli abbracci rotti) con <strong>Penelope Cruz</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI</title>
		<link>https://archivio.gay.it/padre-mostro-che-sei-nei-cleri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2004 16:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Almodovar]]></category>
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					<description><![CDATA[Da oggi è nelle sale italiane "La Mala Educacion", l'ultimo film di Pedro Almodòvar. Tra segni ecclesiastici e travestiti ammiccanti, una poesia sulla genesi del desiderio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion05.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI - mala educacion05 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion05.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion05-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Per mia colpa. Per tua colpa. Per il suo bellissimo corpo (di Gael Garcìa Bernal). Per i nostri cuori e i nostri occhi, arriva finalmente a Papaland &#8211; e in tutte le chiese &#8211; il nuovo intrigante film di Pedro Almodóvar &#8216;<strong>La mala educación</strong>&#8216;, un noir imploso e cerebrale sui percorsi della coscienza più che sulla vendetta antidogmatica. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI - mala educacion01 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion01.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Uno sguardo dissacrante sulla Chiesa</strong><br />La religiosità arrabbiata di Pedrito ha sempre intriso con tocchi dissacranti i suoi film, riempiendo di suore lesbiche ed eroinomani &#8216;<strong>Il fascino discreto del peccato</strong>&#8216;, di crocifissi e immagini sacre la camera da letto sadomaso di &#8216;<strong>Légami</strong>&#8216;, di santini votivi la povera casa di &#8216;<strong>Che cosa ho fatto io per meritare questo?</strong>&#8216;, di rosari sgranati il taxi di &#8216;<strong>Donne sull&#8217;orlo di una crisi di nervi</strong>&#8216; ma offrendo ai più umili la carezza della consolazione di una parrocchia di provincia (le vecchie manchege de &#8216;<strong>Il fiore del mio segreto</strong>&#8216; e, alla fine di questo film, le due galiziane abbandonate). </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI - mala educacion04 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion04.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ma la fiamma del peccato di questo torbido thriller dalla virulenza langhiana è una stella latina, il piccolo e lanciatissimo Bernàl nei panni del colorato travestito Zahara, boccoli biondi e profilo tagliente, ex seminarista molestato da padre Manolo che ricatterà il prete ma un triplo scambio di persona (spunta a sorpresa il fantomatico fratello Juan) ribalterà la situazione.<br />
<strong>Quanta autobiografia&#8230;</strong><br />Il tutto come un lungo flashback dell&#8217;incontro nello studio di un regista dove un ragazzo si presenta con la sceneggiatura del corto &#8216;La visita&#8217; e ritrova il suo amato compagno di scuola. La casa di produzione del film ricorda molto &#8216;El Deseo&#8217;, la vera &#8216;factory&#8217; di Pedro, più piani ultramoderni a due passi dalla Plaza de Toros di Madrid con porte automatiche in acciaio e ambienti coloratissimi.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI - mala educacion03 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion03.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un anno fa siamo andati a cercarvi Pedro e inizialmente siamo finiti nell&#8217;ex-El Deseo, un normale appartamento in un palazzo popolare del quartiere dove la portinaia ci informa che il carrozzone si è trasferito a tre isolati: sarà anche questo il potere di due Oscar? Nella nuova moderna casa di Almodóvar (lui non c&#8217;era, stava girando in Galizia) i collaboratori sono quasi tutti giovani, mangiano tutti insieme in una stanza con muri di vetro dove si sviluppano le idee, appendono ai muri manifesti, disegni fatti da loro, disseminano appunti in ogni angolo. Mentre siamo lì squilla il telefono: è Abel Ferrara che cerca Pedro. Forse questo spirito comunitario dall&#8217;atmosfera giocosa e divertita è anche un piccolo segreto del successo dei film di Almodóvar.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="PADRE MOSTRO CHE SEI NEI CLERI - mala educacion02 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/mala-educacion02.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>&#8220;Non è un film contro la Chiesa&#8221;</strong><br />&#8216;La mala educación&#8217; turberà probabilmente gli animi inquieti dei nostri prelati ma non è contro la Chiesa: sembra che a Pedro non interessi più di tanto rivelare i mali occulti in Vaticano e dintorni ma, attraverso una sceneggiatura comunque troppo complicata, raccontare la genesi del desiderio e i tormenti della creazione artistica (&#8220;ogni spunto non autobiografico è un plagio&#8221; sostiene Pedro) e più che esplicitarla con immagini vivide lascia intuire allo spettatore le prospettive amorose dei personaggi. Memorabile la mise di Zahara fasciata Gaultier con pube di pelliccia che lancia un garofano all&#8217;amato Angel mentre canta &#8216;Qui sas&#8217; e i bambini estasiati al cinema davanti al loro idolo Sara Montiel.<br />
Cosa manca? L&#8217;emozione della meraviglia, la frenesia della vera passione (c&#8217;è solo quella per il testo scritto) e le donne. Dieci Ave Maria, Pedro, per non aver messo alcuna donna oltre alle vecchiette. Pentiti amaramente. Amen.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CHE TRISTE QUELL&#8217;OSCAR</title>
		<link>https://archivio.gay.it/che-triste-quell-oscar</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2003 17:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Almodovar]]></category>
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					<description><![CDATA[Un'edizione degli Academy Awards minimalista e un po' imbarazzata. Miglior film 'Chicago', miglior attrice la Kidman per 'The Hours'. Noi ci ricorderemo il trionfo di 'Parla con lei'. Grazie Pedro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/almodovar-oscar.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - almodovar oscar - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>«Oh, mio Dio. So che anche respirare costa parecchio, ma devo respirare. Ringrazio i membri dell&#8217;Academy per la loro generosità. Dedico questo Oscar ai miei collaboratori e a coloro che stanno alzando la loro voce per la pace, per il rispetto dei diritti umani, per la legalità internazionale, tutte qualità necessarie per vivere. Questo Oscar va a loro e a voi».</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - almodovar oscar2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/almodovar-oscar2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Visibilmente emozionato, con capello in bianco e nero e un po&#8217; imbolsito, <strong>Pedro Almodòvar</strong> ha vinto l&#8217;Oscar per la migliore sceneggiatura originale di &#8216;<a href="https://www.gay.it/gay-nel-cinema-2-almodovar" rel="nofollow noopener" target="_blank">Parla con lei</a>&#8216;, forse il suo copione più profondo e complesso. E i primi a baciare al momento del verdetto sono stati la sua attrice <strong>Leonor Watling</strong> e il bellissimo attore <strong>Gael Garcìa Bernal</strong> di &#8216;<a href="https://www.gay.it/venezia-sesso-gay-droga-e-adolescenza" rel="nofollow noopener" target="_blank">Y tu mama también</a>&#8216;.<br />
Per il resto verdetto prevedibile con qualche sorpresa piacevole e meno piacevole.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - oscar2003 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/oscar2003.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E&#8217; stata l&#8217;edizione della guerra, la più in sordina degli ultimi anni (niente tappeto rosso, minimo glamour, spazio comico del presentatore <strong>Steve Martin</strong> abbastanza limitato)  e sei Oscar &#8216;scacciapensieri&#8217; tra cui miglior film e attrice non protagonista (<strong>Catherine Zeta Jones</strong>) sono andati al curioso musical Chicago di Rob Marshall, uno dei meno grandiosi della storia di Hollywood, il cui produttore ha ovviamente ringraziato l&#8217;inarrivabile Bob Fosse.<br />
Tre cinefili e pacifisti Oscar a &#8216;<strong>Il pianista</strong>&#8216; di Polanski che non può entrare in America per una presunta violenza a una tredicenne avvenuta forse decine di anni fa: miglior regia, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore <strong>Adrien Brody</strong>, quasi scioccato dalla statuetta.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - The Hours Nicole Kidman - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/The-Hours-Nicole-Kidman.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Miglior attrice l&#8217;annunciatissima <strong>Nicole Kidman</strong>, l&#8217;unica vera star planetaria, che ha già pronti il rivoluzionario &#8216;<strong>Dogville</strong>&#8216; di <strong>Lars Von Trier</strong> e &#8216;<strong>Cold Mountain</strong>&#8216; di <strong>Anthony Minghella</strong>, un dilatato <em>Via col Vento</em> di nuovo millennio. Miglior attore non protagonista <strong>Chris Cooper</strong> per &#8216;<a href="https://archivio.gay.it/follia-da-adattamento">Il ladro di orchidee</a>&#8216;: era l&#8217;omosessuale represso che uccideva <strong>Kevin Spacey</strong> in &#8216;American Beauty&#8217;.<br />
La &#8216;mafia gay&#8217;, come l&#8217;ha chiamata Steve Martin (la comunità omosessuale si arrabbiò moltissimo per questa definizione) contrapponendo l&#8217;etero <strong>Harrison Ford</strong> al &#8216;gay&#8217; <strong>Jack Nicholson</strong> che ha fatto l&#8217;effemminato per cinque secondi (nel triste &#8216;<strong>A proposito di Schmidt</strong>&#8216; mostra il culone nudo e sfatto), non ha però vinto nulla oltre ad Almodòvar:</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - farfromheaven05 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/farfromheaven05.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>restano a secco il bel melodramma in technicolor Anni &#8217;50 &#8216;Lontano dal Paradiso&#8217; di Todd Haynes e il letterario &#8216;The Hours&#8217; di <strong>Stephen Daldry</strong>. Anche la commedia omosessuale olandese &#8216;<strong>Zus &#038; Zo</strong>&#8216; è stata battuta dallo sconosciuto tedesco &#8216;<strong>Nowhere in Africa</strong>&#8216;. Il più pacifista è stato il premio Oscar per l&#8217;esemplare &#8216;<strong>Bowling for Columbine</strong>&#8216; del documentarista <strong>Michael Moore</strong> che ha definito Bush &#8216;un presidente finto&#8217; (11 arrestati fuori dal Kodak Theatre per sommossa). </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CHE TRISTE QUELL&#039;OSCAR - 8 Mile Eminem 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/8-Mile-Eminem-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Eminem</strong>, che non si è presentato alla cerimonia degli Academy Awards, ha vinto l&#8217;Oscar per la miglior canzone &#8216;Lose Yourself&#8217; di <a href="https://www.gay.it/8-mile-eminem-pro-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">8 Mile</a>. Anche <strong>Martin Scorsese</strong> è rimasto a bocca asciutta e sicuramente ha influito negativamente la campagna pubblicitaria aggressiva di Harvey Weinstein della Miramax e un articolo di Robert Wise pro &#8216;<strong>Gangs of New York</strong>&#8216; preso di mira dai giornalisti americani. Due premi tecnici per <a href="https://archivio.gay.it/frida-senza-schemi">Frida</a>: miglior trucco e colonna sonora. Di italiano neanche una piccola ombra e la trasmissione italiana di commento su La 7 presentata dal pur bravo Enrico Magrelli è stata eccelsa per sciatteria e inutilità: si parlava solo di vestiti e sartoria e tra le scenografie c&#8217;era scritto addirittura &#8216;Accademy&#8217; con due &#8216;C&#8217;. </p>
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