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	<title>Romano Prodi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Romano Prodi &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>Prodi non ce la fa. Il candidato del PD affossò PaCS e Legge omofobia</title>
		<link>https://archivio.gay.it/prodi-non-ce-la-fa-il-candidato-del-pd-affosso-pacs-e-legge-omofobia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 16:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il candidato del PD alla presidenza della Repubblica è ricordato dai gay italiani per i pasticci sulle unioni civili e sulla legge contro l'omofobia. A Zapatero disse che le nozze gay erano un errore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodiquirinaleBASE-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Prodi non ce la fa. Il candidato del PD affossò PaCS e Legge omofobia - prodiquirinaleBASE 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodiquirinaleBASE-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodiquirinaleBASE-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Prodi non ce la fa. Il candidato del PD affossò PaCS e Legge omofobia - prodiquirinaleF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodiquirinaleF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Romano Prodi non è stato eletto Presidente della Repubblica. Dopo l&#8217;affossamento del nome di Franco Marini, due votazioni andate a vuoto e infine, l&#8217;ultima, a cui Pdl e Lega non hanno partecipato, l&#8217;ex premier non è riuscito a raggiungere la maggioranza dei voti necessaria per succedere a Giorgio Napolitano. La comunità lgbt italiana ricorda alcuni passi falsi sui temi delle coppie di fatto sia in veste di presidente del Consiglio che in quella di presidente della Commissione europea. </p>
<p><strong>Dico, Pacs e matrimonio gay</strong> &#8211; Durante la campagna elettorale del 2005 entrò prepotentemente nel dibattito il tema della tutela giuridica delle coppie di fatto. Prodi promise di inserire delle misure a riguardo nel programma di governo del centrosinistra senza però specificare le misure concrete. A chi chiedeva di introdurre i patti civili di solidarietà, come in Francia, Prodi rispose che «quando parlo di assistenza e sostegno mi riferisco a interventi concreti&#8230; Quanto agli strumenti, però, aspettiamo: non è detto che importare modelli da altri Paesi, come dalla Francia nel caso del &#8220;Pacs&#8221;, sia la soluzione più adatta». Infatti, il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini e quello alla Famiglia Rosy Bindi presentarono un articolato di legge che avrebbe introdotto un istituto che non esisteva in nessun altro paese: i Dico, &#8220;diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi&#8221;. Varato l&#8217;8 febbraio 2007, il disegno di legge non arriverà mai ad essere votato a causa sia delle contestazioni interne al centrosinistra, in particolare di Rutelli e Mastella, sia del cardinale di Genova Angelo Bagnasco.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro con Zapatero</strong> &#8211; Il 30 ottobre 2004 Romano Prodi, in qualità di presidente della Commissione Ue, partecipò alla cerimonia di ratifica della</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Prodi non ce la fa. Il candidato del PD affossò PaCS e Legge omofobia - prodiquirinaleF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodiquirinaleF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Costituzione europea. In quell&#8217;occasione parlò con l&#8217;allora presidente del Consiglio spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero sui matrimoni gay. Come raccontò lo stesso Prodi «Zapatero mi anticipò la sua intenzione di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, varando al più presto una legge che riconoscesse il matrimonio e l&#8217; adozione tra persone dello stesso sesso. Io? Gli dissi con la massima schiettezza che non ero d&#8217; accordo, che la pensavo diversamente. Fu una discussione lunga, molto stimolante, ma che lasciò entrambi sulle proprie posizioni» .</p>
<p><strong>Il pasticcio sull&#8217;omofobia</strong> &#8211; Il 13 dicembre 2007, dopo mesi di lavoro, i ministri Barbara Pollastrini e Paolo Ferrero riuscirono a far approvare un emendamento al decreto sicurezza che puniva chi discriminava gli omosessuali non solo con gli atti ma anche con le parole. Il testo, però, faceva riferimento erroneamente alla Carta di Amsterdam, una svista che avrebbe consentito all&#8217;onorevole Paola Binetti di sollevare pregiudiziali di incostituzionalità. Pensò l&#8217;allora capo dello Stato Giorgio Napolitano a rispedire alle camere il testo da cui &#8211; questa fu la soluzione &#8211; la norma antiomofobia avrebbe dovuto essere stralciata con l&#8217;obiettivo di approvarla in seguito con una legge a parte. Quella norma contro l&#8217;omofobia non vedrà mai la luce.</p>
<p align="right">di Daniele Nardini</p>
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		<title>Politica: il governo Prodi ottiene la fiducia al Senato</title>
		<link>https://archivio.gay.it/politica-il-governo-prodi-ottiene-la-fiducia-al-senato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 17:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Governo Prodi, rinviato alle camere, ha incassato la fiducia del Senato. L’esecutivo del professore ha ottenuto 162 voti favorevoli e 157 contrari. Sui DICO ora la parola è al Parlamento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-vince.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Politica: il governo Prodi ottiene la fiducia al Senato - prodi vince - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &#8211; <b>Romano Prodi</b> ha superato la prova del Senato e questa sera ha ottenuto la fiducia con 162 voti a favore e 157 contrari. A favore si sono dichiarati tutti i senatori dell&#8217;Unione, i senatori a vita Scalfaro, Levi Montalcini, Ciampi e Colombo insieme ai senatori Marco Follini e Luigi Pallaro, voti determinanti perche’ fosse raggiunta la maggioranza politica oltrechè numerica richiesta dal Presidente della Repubblica. Hanno votato contro i rappresentanti della Casa delle Liberta’ e il senatore a vita Francesco Cossiga. I senatori a vita Andreotti e Pinifarina non hanno preso parte alla votazione. L’intera giornata era trascorsa tra le incertezze riguardanti in particolar modo il controverso nodo dei DICO, sui quali alcuni esponenti chiedevano al presidente del consiglio un chiaro e netto dietro-front. Ma Prodi durante il suo discorso di replica al Senato subito prima delle dichiarazioni di voto proprio sui DICO aveva detto: «Sarò molto chiaro: il governo ha presentato un Ddl in Parlamento e con questo ha esaurito il suo compito».<br />
«Ora la parola è al Parlamento: non rimanga muto, cieco e sordo di fronte ad un’esigenza reale e forte di tanta parte della società italiana.» Questo il primo commento del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, alle parole che il premier Romano Prodi ha dedicato alle coppie di fatto, durante la sua replica al Senato. «Bene ha fatto Prodi a non tacere su un punto su cui esiste un impegno programmatico di legislatura dell’Unione e a chiedere al parlamento di andare avanti e di fare la sua parte. Non si faccia però riferimento al principio di libertà di coscienza. I diritti civili delle persone non sono un tema ‘eticamente sensibile’, come potrebbero essere quelli legati alla vita e alla morte. Sui diritti delle persone la libertà di coscienza del singolo non può essere una clava per il mantenimento di politiche discriminatorie. Chiediamo a tutti i parlamentari – conclude Lo Giudice &#8211; di fare cadere le barricate erette sulla pelle di tante coppie di fatto comprese quelle gay e lesbiche. Anche nel centrodestra si sono levate diverse voci laiche e liberali. Non sacrifichino l’esigenza di una legge moderna e voluta dalla maggioranza degli italiani all’altare di un’appartenenza partitica.» (RT)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Unioni civili: Prodi soddisfatto ma la Binetti già frena&#8230;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/unioni-civili-prodi-soddisfatto-ma-la-binetti-gia-frena</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente del consiglio Prodi soddisfatto del “passo in avanti” verso un dibattito sul tema delle unioni civili, ma la senatrice Binetti già mette le mani avanti precisando che al Senato...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="325" height="245" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Unioni civili: Prodi soddisfatto ma la Binetti già frena... - prodi pap - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap.jpg 325w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Dopo l’ordine del giorno che annuncia che il Governo si impegna a preparare un disegno di legge sul tema delle Unioni Civili il presidente del Consiglio <b>Romano Prodi</b> ha dichiarato soddisfatto che «L&#8217;intesa oggi raggiunta in Senato dalla maggioranza con il Governo rappresenta un fondamentale passo in avanti nell&#8217;applicazione del programma dell&#8217;Unione.» Il premier in una dichiarazione aggiunge che «La maggioranza e il governo hanno così la possibilità di affrontare in modo serio e approfondito una materia cruciale per i diritti delle persone e per i suoi risvolti sociali come quella delle unioni civili.»<br />
Il problemi in termini di accordo potrebbero però essere solo rimandati di qualche settimana, soprattutto se le frange dell’integralismo cattolico, i cosiddetti “teodem” continueranno a cercare di volere imporre a tutti quanti la loro visione teocratica del mondo. Infatti a stretto giro di posta arriva anche un precisazione della senatrice della Margherita <a href="https://www.paolabinetti.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow"><b>Paola Binetti</b></a> che già lascia presagire nuove teo-tegole sul già disastrato cammino verso i pari diritti civili per le coppie gay e lesbiche che vivono in Italia. «La dimensione del governo – precisa infatti la Binetti &#8211; è un&#8217;altra cosa rispetto a quella del Senato. Sono due realtà molto diverse. Bene un ordine del giorno, che fornisce un orientamento di massima, ma nel momento in cui l&#8217;esecutivo metterà a punto il provvedimento, dovrà tenere conto che questo dovrà essere approvato dal Senato. Le nostre perplessità e le nostre sensibilità &#8211; ha concluso Binetti &#8211; non si sciolgono con un ordine del giorno.» (RT)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA BEFANA PORTERÀ LE UNIONI CIVILI?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/la-befana-portera-le-unioni-civili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Taddeucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Successioni: le coppie di fatto rimangono al verde. Il governo annuncia con un ordine del giorno che entro il mese di gennaio presenterà un progetto di legge per le coppie di fatto, anche omosessuali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="325" height="245" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/unionibefanaBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="LA BEFANA PORTERÀ LE UNIONI CIVILI? - unionibefanaBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/unionibefanaBASE.jpg 325w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/unionibefanaBASE-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Lo scontro collegato alla Finanziaria sulle possibilità di estendere anche ai partner conviventi alcune agevolazioni fiscali in materia di successione è stato duro e frontale, al punto che le posizioni rigide e oltranziste dell’area cattolica più conservatrice hanno alla fine portato a una paralisi che rischiava di far saltare l’intera manovra.<br />
La norma prevedeva la possibilità di concedere al convivente <em>more uxorio</em> le stesse agevolazioni riconosciute al coniuge e ai figli, ovvero franchigia di un milione di euro e aliquota del 4% sull&#8217;eccedente. La capogruppo dell’Ulivo alla Camera <strong>Anna Finocchiaro</strong> aveva anche proposto che l’eventuale beneficiario dovesse risultare convivente all’anagrafe da 4 anni. Niente da fare. L’opposizione più ferma è venuta da esponenti della Margherita come <strong>Bobba e Binetti</strong>, dell’Udeur come <strong>Barbato e Cusumanno</strong> e anche da esponenti dell’Italia dei Valori come <strong>Formisano e Caforio</strong>. Alla fine a Enrico <strong>Letta</strong> è stato affidato il compito di trovare una mediazione. Il risultato è stato nell’immediato molto negativo, nel senso che sul tema specifico dei lasciti ereditari i privilegi rimarranno solo ed esclusivamente a vantaggio delle coppie sposate, dunque solo eterosessuali.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LA BEFANA PORTERÀ LE UNIONI CIVILI? - unionibefanaF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/unionibefanaF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questo ennesimo contrasto ha comunque riportato in primo piano il nodo irrisolto del programma di governo dell’Unione e degli impegni preso verso gli elettori in merito alla necessità anche per questo paese di una legge sulle unioni di fatto. Oggi pomeriggio, a seguito di un accordo raggiunto tra il Governo e i capigruppo della maggioranza, è stato annunciato che entro la fine di gennaio l’esecutivo presenterà un progetto di legge in materia. «<em>Il Senato della Repubblica &#8211; recita la bozza di ordine del giorno &#8211; considerato l&#8217;ampio dibattito politico che, da anni, impegna il Parlamento e l&#8217;opinione pubblica sulla disciplina delle unioni di fatto e sui diritti e doveri che ne derivano, impegna il governo a presentare, entro il 31 marzo 2007, un disegno di legge sulle unioni di fatto</em>». Tale PdL dovrà risultare «<em>coerente con le numerose decisioni adottate dalla Corte Costituzionale in materia di non discriminazione di trattamento del convivente, nonché con gli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana, 21 della Carta dei Diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, I-2 del Trattato che adotta una Costituzione per l&#8217;Europa</em>». Il governo è impegnato, secondo il testo che verrà presentato in commissione Bilancio del Senato, anche al riconoscimento di «<em>diritti, anche in materia fiscale, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte di unioni di fatto e non consideri dirimente, al fine di definire natura e qualità dell&#8217;unione di fatto, né il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale</em>». C’è da augurarsi che, sulla base di questi presupposti, ci potrà essere una legge che non discrimini più i cittadini italiani (e le loro famiglie) sulla base del loro orientamento sessuale.<br />
Le reazioni<strong>Franco Grillini</strong>, deputato dell’Ulivo e presidente onorario di Arcigay, è stata «confermata l&#8217;apartheid delle coppie di fatto&#8230;<br />
<em>Continua in seconda pagina</em>^d<br />
Le reazioni<strong>Franco Grillini</strong>, deputato dell’Ulivo e presidente onorario di Arcigay, è stata «confermata l&#8217;apartheid delle coppie di fatto. Al Senato hanno vinto i clericali. Il risultato del dibattito sull&#8217;emendamento alle norme successorie che estendeva ai conviventi le facilitazioni fiscali previste per i coniugi è stato pessimo. L&#8217;ordine del giorno che impegna il Governo a presentare entro gennaio un progetto di legge sulle unioni civili rischia di essere il classico scambio tra l&#8217;uovo oggi e la gallina domani. Dato che non siamo &#8220;polli&#8221;, è evidente che al Senato ha vinto a tutto tondo l&#8217;ala estremista e clericale del centrosinistra che continua a ricattare la coalizione su qualsiasi tema che riguardi le questioni eticamente sensibili. Non osiamo pensare cosa potrà essere un ddl del Governo costretto a passare sotto le forche caudine degli implacabili &#8220;teodem&#8221;. L&#8217;equiparazione ai fini successori dei coniugi ai conviventi era una misura di umanità. Se nemmeno di fronte al dolore, nemmeno di fronte alla morte e nemmeno di fronte alla sofferenza della perdita di una persona cara i &#8220;teodem&#8221; arretrano da brutali e crudeli posizioni di principio quale può essere il destino di una legge sulle unioni civili che viene svuotata di contenuto prima ancora di essere elaborata? Pacs e unioni civili sono state calendarizzate in Commissione giustizia alla Camera. Nei prossimi giorni chiederò che sia nominato il relatore, che si riprenda l&#8217;indagine conoscitiva e che si arrivi rapidamente ad un testo base. In quella sede si vedrà con chiarezza chi è a favore dei diritti delle coppie di fatto e chi invece è qui per mantenere anacronistiche e crudeli disparità e discriminazioni.»</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LA BEFANA PORTERÀ LE UNIONI CIVILI? - unionibefanaF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/unionibefanaF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il ministro per le Politiche giovanili e attività sportive, <strong>Giovanna Melandri</strong>, esprime la sua soddisfazione per l&#8217;approvazione dell&#8217;ordine del giorno del Senato che impegna il governo a predisporre un disegno di legge sulle unioni civili. «Nell&#8217;ambito della Finanziaria» per Melandri «non si poteva andare oltre, ma il dibattito di questi giorni è l&#8217;ennesima riprova della necessità di una legge che finalmente riconosca diritti e doveri per le unioni di fatto. Mai più una legge finanziaria &#8211; prosegue il ministro &#8211; in cui non vengano riconosciuti diritti, anche in materia fiscale, prerogative e facoltà alle persone che scelgono forme di unione nelle quali non sono determinanti ne&#8217; il genere dei conviventi ne&#8217; il loro orientamento sessuale. Da oggi, governo e maggioranza sono impegnati a rispettare non solo il programma di tutta la coalizione, ma anche questo importante atto parlamentare. Ha ragione la capogruppo dell&#8217;Ulivo Anna Finocchiaro &#8211; conclude Melandri -, nel considerare un grande successo l&#8217;intesa rilanciata con questo ordine del giorno.»<br />
<strong>Alfonso Pecoraro Scanio</strong>, ministro dell&#8217;Ambiente, ricorda che il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto era già parte del programma dell&#8217;Unione per cui una legge sarebbe «un atto di civiltà», dice il leader dei Verdi, ribadendo che «ci sono milioni di persone che attendono una legge che riconosca i diritti delle coppie di fatto ed è ora che il Parlamento ne discuta senza pregiudizi.»  Anche il capogruppo alla Camera del Pdci, <strong>Pino Sgobio</strong>, si richiama al programma di governo: «Basterebbe leggerlo – dice &#8211; e applicarlo per evitare polemiche inutili e dannose.» Gli esponenti della Lega Nord la buttano sul tragico. Per la responsabile giustizia della Lega Nord <strong>Carolina Lussana</strong> i partiti al governo vogliono addirittura «scardinare la famiglia come cellula della società.» Per il vicepresidente della Lega <strong>Roberto Calderoli</strong> «è incredibile e paradossale che per poter essere tutelati e coccolati da questo governo e da questa finanziaria ci si debba dichiarare delinquenti, drogati o culattoni e quindi diversi. Perché questa maggioranza e questo governo coccolano i diversi e perseguitano i normali?» Sempre dallo stesso partito il presidente dei senatori della Lega Nord, <strong>Roberto Castelli</strong> afferma che «con queste aperture a omosessuali e immigrati vogliono demolire anche le strutture sociali più profonde del paese.»<br />
Il presidente nazionale di Arcigay, <strong>Sergio Lo Giudice</strong>, commenta: «Siamo i primi a chiedere una legge organica sulle unioni civili, ma perché non era possibile sanare subito in finanziaria un’odiosa discriminazione economica? Non era forse questo un caso esemplare di tutela di quei diritti degli individui che persino un’integralista clericale come la senatrice Binetti dice di volere riconoscere? Non si scherzi con le vite concrete delle persone. Non si speri di stemperare con il passare del tempo un bisogno morale e sociale che è ormai una pentola in ebollizione. In questo scenario desolante – conclude Lo Giudice – vediamo solo una novità positiva: finalmente l’Unione è d’accordo di chiedere che vi sia, entro il 31 gennaio, una proposta di legge d’iniziativa del governo: confidiamo che la ministra per le Pari opportunità Barbara Pollastrini, a cui d’intesa con la ministra per la Famiglia Rosy Bindi è stato delegato questo compito, saprà avanzare una proposta adeguata a rispondere alla richiesta pressante che si leva dal paese reale”.<br />
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE</title>
		<link>https://archivio.gay.it/corteo-anti-prodi-e-anti-pride</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Taddeucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2006 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
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					<description><![CDATA[La manifestazione del centro-destra di sabato ha avuto anche un lato oscuro e inquietante, dal quale i leader dei partiti in piazza dovrebbero prendere le distanze.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="332" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraBASE.jpg 332w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraBASE-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Da un certo punto di vista è stata una sorta di Gay Pride alla rovescia la manifestazione contro la politica fiscale del governo di Romano Prodi che si è tenuta sabato 2 dicembre. Organizzata dal centro-destra, abbondantemente pubblicizzata e “pompata” dalle reti Mediaset, ha attratto nella capitale una straripante folla di sostenitori dei partiti di Berlusconi, Fini e Bossi. Come noto il centro di Casini era altrove.<br />
Le finalità dell’evento erano principalmente quelle di protestare contro la tanto discussa manovra Finanziaria che il governo sta approntando in queste settimane, presentata come troppo “dura”. Dal centro-sinistra fanno notare che l’entità della manovra stessa è dovuta all’impegno di dover rientrare entro il 2007 nei parametri imposti dal trattato di Maastricht, impegno preso dal precedente governo. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nonostante il tema centrale della manifestazione fosse di critica al progetto economico e fiscale del governo, in essa sono inevitabilmente emerse anche altre tematiche che, evidentemente, agitano l’immaginario dell’elettorato di centro destra. In particolare striscioni, cartelli e slogan contro la minoranza gay, lesbica e trans ha messo in mostra una mentalità retrograda, tendente all’omologazione della <strong>famiglia-modello-mulino-bianco</strong> al di fuori della quale tutto l’esistente merita solo disprezzo, scherno e offese. Nell’area del corteo nella quale sfilavano i militanti della destra (Fiamma Tricolore, Azione Giovani) faceva bella mostra di se un’immagine nella quale il volto di Prodi faceva da water e i nomi dei parlamentari apertamente GLBT (il gay <strong>Grillini</strong>, la lesbica <strong>De Simone</strong>, la trans <strong>Luxuria</strong>) ci finivano dentro. Roba di classe, insomma. I “forzisti” di Bari hanno invece coniato addirittura una rima: <strong>No Prodi, no frodi, no froci</strong>. Se una certa dose di dissacrazione e presa in giro dei governanti è inevitabile, diverse voci si sono levate per far notare che, in alcuni casi, sabato è stato oltrepassato il limite del rispetto.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra i più colpiti Vladimir Luxuria. La democratica elezione della prima transgender eletta in Europa evidentemente è rimasta di traverso&#8230;<br />
<em>Continua in seconda pagina</em>^d</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra i più colpiti Vladimir Luxuria. La democratica elezione della prima transgender eletta in Europa evidentemente è rimasta di traverso in certi ambiti e nei suoi riguardi si è scesi a livelli di degrado particolarmente infami (<strong>Prodi boia, Luxuria è la tua troia</strong>). I militanti di Azione giovani dell&#8217;università Romatre si sono spremuti il cervello e hanno proclamato un <strong>Luxuria pisciati addosso</strong> che si commenta da solo. Comprensibilmente Luxuria/Guadagno non ha gradito: «Gli insulti verso le trans devono essere puniti. – ha commentato &#8211; Il nuovo disegno di legge del ministero dei diritti e delle pari opportunità prevede l&#8217;estensione della legge Mancino anche per i reati contro l&#8217;orientamento sessuale e identità di genere». Se la cosiddetta legge Mancino del 1993 che punisce le discriminazioni e gli atti di odio o violenza giustificati da motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose, verrà estesa anche all’orientamento sessuale «Faranno bene a pensarci due volte – dice Luxuria &#8211; coloro che nel futuro intenderanno usare lo strumento dell&#8217;insulto volgare e poco originale come slogan in qualsiasi manifestazioni».<br />
Per <strong>Imma Battaglia</strong>, presidente del <em>Dì Gay Project</em>, la manifestazione di sabato è stata «un carrozzone di insulti e slogan omofobi e transfobici. Al di là della libertà di manifestare in piazza in un periodo di crisi economica e del ruolo dell&#8217;opposizione di protestare contro la finanziaria, una manifestazione carica di odio contro le persone omosessuali e transgender come quella di Piazza San Giovanni non si vedeva da tempo. Manifestazioni che dovrebbero fondarsi su principi di rispetto e confronto che sono le basi di una sana dialettica democratica, al contrario di una manifestazione strumentalizzata e caduta nella demagogia, caricata di forti dosi di odio e intolleranza. Insulti ancor più gravi che vengono non da singole persone ma da frange organizzate dei partiti del centro-destra, con toni di violenza verbale che in altri paesi europei sarebbero immediatamente stigmatizzati dagli stessi leader di partito.» Per Battaglia la parola Libertà «ripetuta all&#8217;infinito dai leader del centro-destra e che dovrebbe significare in primis rispetto e fratellanza, lungo il corteo si è invece trasformata in libertà di offendere e denigrare milioni di cittadini/e, con la beffa che in Italia questi gesti rimangono impunti, perché la violenza omofoba è ormai entrata nella quotidianità del linguaggio politico, creando e legittimando così un clima di intolleranza che non si respirava da anni.»</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><em>Articolo Tre Associazione Omosessuale ONLUS</em> di Palermo e il <em>Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli</em> di Roma, in un comunicato congiunto, fanno notare che «Anche durante una manifestazione di protesta contro la politica economica dell’attuale Governo, le destre italiane non perdono occasione per palesare la loro radicata e congenita cultura fascista, omofoba, razzista ed intollerante. Ancora una volta milioni di cittadini vengono offesi pubblicamente ed utilizzati per screditare l’avversario politico. Ancora una volta questa destra vergognosa incita alla violenza, agli stupri, alle aggressioni, all’eliminazione fisica di gay, lesbiche e transessuali, usando immagini ed espressioni che in nessun altro paese civile sarebbero consentite ed accettate. I fatti di Brescia, di Bari ed i tanti altri che con sempre maggiore frequenza leggiamo sulle pagine di cronaca, sono il prodotto di questo pensiero violento, intollerante, razzista ed omofobo. Contro le invasioni barbariche sostenute dalle destre italiane, il Governo Prodi ed il centro-sinistra hanno il dovere di contrapporre una cultura della civiltà fondata sul rispetto della dignità umana, sull’uguaglianza dei diritti e sulla lotta contro ogni forma di intolleranza e discriminazione, attraverso l’uso di un linguaggio altrettanto chiaro e diametralmente opposto a quello parlato dalle destre ed attraverso scelte politiche forti e radicali in grado di &#8220;educare&#8221; e cambiare il costume e la mentalità di un popolo che vuole definirsi civile ed europeo, affinché non accada più che odio e disprezzo verso milioni di cittadini possano essere lo slogan di una parte politica. Questo dobbiamo pretendere da parte di chi abbiamo votato e mandato al governo del nostro Paese».</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="CORTEO ANTI PRODI E ANTI PRIDE - manifdestraF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/manifdestraF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il segretario nazionale di <em>Arcigay</em> <strong>Aurelio Mancuso</strong> sostiene che Berlusconi, Fini e Bossi, al di la delle posizioni politiche che esprimono, dovrebbero perlomeno «dissociarsi dalle gravi offese arrecate dai loro militanti nei confronti delle persone omosessuali. Durante il corteo del centro destra si sono visti diversi cartelli insultanti tra cui uno con scritto “Camera con cesso” con raffigurante un Prodi a forma di water e con i nomi di Franco Grillini, Titti De Simone e Vladimir Luxuria risucchiati. Sono sfilati giovani del centro destra travestiti da spose, per dimostrare contro i matrimoni gay. Nei vari spezzoni dei cortei, diversi erano i cartelli contro gli omosessuali, i PaCS, e così via». Per Mancuso è stato «uno spettacolo indecoroso, offensivo, tendente come al solito a discriminare ed offendere la dignità dei gay, delle lesbiche, dei transgender. Altro che partito delle libertà! – conclude &#8211; Mentre Berlusconi urlava alla piazza la difesa della famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una donna (peccato che lui di famiglia ne ha avuta più di una), diversi militanti del Polo davano sfogo ai più bassi istinti omofobici e transfobici.»<br />
Per <strong>Franco Grillini</strong>, deputato Ds, «La destra italiana è la peggiore d’Europa e il suo ipocrita familismo rappresenta un caso unico perfino nel panorama continentale. Ne sono un esempio i cartelli e gli slogan volgari che hanno preso di mira alcune personalità del mondo omosessuale e i discorsi sulla “famiglia naturale” intesa come politica discriminatoria e illiberale verso tutte le altre famiglie. Omofobia, razzismo e la solita subcultura macista e maschilista tipica della destra italiana. Non a caso sul palco abbiamo visto la nipote del dittatore e i gruppuscoli dell&#8217;estrema destra. Ma truffaldino è soprattutto l’uso ossessivo della parola “libertà” pronunciata mille volte a significare esattamente il suo contrario come si è visto nella scorsa legislatura dove sono state bocciate dalla destra tutte le leggi sui diritti individuali di libertà. La legge 40 contro la libertà della ricerca e delle donne, il divorzio breve bocciato dalla destra, la galera per i tossicodipendenti, il PaCS che non è arrivato nemmeno al voto in Commissione, solo per fare alcuni esempi. Il clericalismo becero e il familismo amorale della destra italiana significa una cosa sola: che l’unica vera libertà per cui si batte la destra è quella di non pagare le tasse, di non rispettare le regole, di garantire ai potenti l’impunità».<br />
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.</p>
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		<title>Politica: Prodi e Diliberto sulle coppie di fatto</title>
		<link>https://archivio.gay.it/politica-prodi-e-diliberto-sulle-coppie-di-fatto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 16:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulle coppie di fatto Prodi dice che ci si atterrà al Programma dell’Unione e Diliberto sottolinea l’invadenza mai vista da decenni della gerarchia ecclesiastica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="244" height="187" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ProdiDiliberto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Politica: Prodi e Diliberto sulle coppie di fatto - ProdiDiliberto - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è intervenuto alla Festa nazionale della Rinascita della Sinistra organizzata dal Partito dei Comunisti Italiani in corso fino al 17 settembre al parco Schuster a Roma e ha risposto al segretario del partito Oliviero Diliberto che chiede in tutti i campi la massima discontinuità rispetto al governo Berlusconi. Sul tema del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto per Prodi esiste «un compromesso serio, concreto e realistico nel programma. Il punto di riferimento, a quello ci atterremo. Oliviero sa benissimo come è stato faticoso, ma l&#8217;abbiamo raggiunto con l&#8217;accordo di tutti.»<br />
Nel programma c’è scritto che “L’Unione proporrà il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di una unione di fatto non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale.”<br />
Dal canto suo Diliberto ha ribadito di volersi battere per l&#8217;approvazione di una legge che regolamenti questa materia e ha inoltre criticato le interferenze nella vita politica italiana del Vaticano, sottolineando «l&#8217;invadenza mai vista in decenni della gerarchia ecclesiastica. Non facevano così nemmeno quando c&#8217;era la Dc, è intollerabile.»  Per il segretario dei Comunisti Italiani i vertici della Chiesa «hanno il diritto di parlare, ma io ho il diritto di contrastarli.»  (RT)</p>
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		<title>Un governo con più donne gay-friendly</title>
		<link>https://archivio.gay.it/un-governo-con-piu-donne-gay-friendly</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 16:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonino, Pollastrini e Rosy Bindi, che dice che «con politiche forti per la famiglia potremo anche regolare civilmente i rapporti di chi sceglie altre forme di convivenza.»]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="320" height="240" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/parlamento-4.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Un governo con più donne gay-friendly - parlamento 4 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/parlamento-4.jpg 320w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/parlamento-4-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA – Visto come vanno le cose in molti altri paesi europei nell’ambito dei diritti civili e del principio di non discriminazione molti italiani sperano caldamente che quello appena formato da Romano Prodi sarà un governo di respiro europeo. Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, si è detto contento che Prodi «abbia affidato la delega alle Pari opportunità a Barbara Pollastrini, da sempre amica del movimento lgbt (lesbico, gay, bisessuale e transgender) e attenta alle nostre istanze di uguaglianza giuridica. Ci auguriamo che, sulla scia dei suoi predecessori Laura Balbo e Katia Belillo, la ministra Pollastrini ricostituisca la commissione ministeriale per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali per dare un impulso positivo all’azione del governo su questi temi. Salutiamo con favore l’aumento del numero di donne al governo» prosegue Lo Giudice, «Fra queste, vogliamo rivolgere un particolare appello alla ministra per la Famiglia Rosy Bindi: il suo sia un ministero per le Famiglie, declinate al plurale, che muova dalla consapevolezza di un pluralismo delle forme familiari e della conseguente necessità di una pluralità di istituti giuridici, dal varo di una legge sui Pacs che tuteli le coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali fino ad una piena attuazione della parità dei diritti fra le coppie dello stesso sesso e quelle di sesso diverso più volte sollecitata dal parlamento europeo.»<br />
Barbara Pollastrini, nuovo ministro per le Pari opportunità, è «convinta che sul tema delle unioni civili si debba andare avanti con determinazione» e interpellata a caldo dopo il giuramento ha detto ha detto di bisogna fare qualcosa per i diritti e i doveri, e ha sottolineato i doveri, delle coppie di fatto. Il riferimento pare essere a quanto recentemente detto da Benedetto XVI alla plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia, quando aveva espresso totale disapprovazione per soluzioni giuridiche per le unioni di fatto che, a suo dire, pur «rifiutando gli obblighi del matrimonio, pretendono di godere di diritti equivalenti».<br />
Rosy Bindi, esponente della Margherita, al termine della cerimonia del giuramento al Quirinale ha detto che questo governo «dovrà caratterizzarsi per politiche per tutte le famiglie italiane, quelle fondate sul matrimonio, ma con politiche forti per la famiglia potremo anche regolare civilmente i rapporti di chi sceglie altre forme di convivenza.» Su questo Bindi ha aggiunto che visto che «la parola Pacs non è nel programma è meglio non utilizzarla» ma che su questo tema «più che vigilare sarà il caso di riflettere tutti insieme».<br />
Tra le donne entrate nella squadra di governo e da sempre in prima linea nella lotta a tutte le discriminazioni, anche quelle basate sull’orientamento sessuale, c’è certamente Emma Bonino, che è entrata nella Top Ten dei dieci ministeri più importanti a capo del ministero per il Commercio internazionale. Bonino è diventata così una delle due donne, l’altra è Livia Turco, a guidare un dicastero con portafoglio. L’esponente della Rosa nel Pugno avrà la responsabilità sul dipartimento per le Politiche comunitarie, da ora in poi delle Politiche Europee, denominazione più in linea con quella ricorrente negli altri paesi dell’UE. La neo ministra ha detto che «Si apre oggi una pagina importante, e sono determinata a offrire il mio contributo, il meglio di me stessa, in questo nuovo incarico. C&#8217;è, per me, un legame fortissimo con la mia esperienza di Commissaria europea, e con la mia lotta di una vita, da radicale, per coniugare impegno italiano e transnazionale: e l&#8217;incarico che assumo vede insieme intrecciati e interdipendenti proprio tutti questi elementi.» (RT)</p>
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		<item>
		<title>Gayleft: Prodi e Fassino impegnati sui PACS</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gayleft-prodi-e-fassino-impegnati-sui-pacs</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 17:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[I portavoce nazionali di GAYLEFT esprimono soddisfazione dopo la lettera inviata da Romano Prodi ai presidenti di Arcigay e Arcilesbica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi_fassino.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gayleft: Prodi e Fassino impegnati sui PACS - prodi fassino - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA- &#8220;Dopo la lettera inviata da Romano Prodi ai presidenti di Arcigay e Arcilesbica con la quale il leader dell&#8217;Unione ribadisce l&#8217;impegno della coalizione di centrosinistra a &#8216;percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni di fatto&#8217;, non possiamo che dichiarare tutta la nostra soddisfazione&#8221;. Lo affermano Andrea Benedino e Anna Paola Concia portavoce nazionali GAYLEFT.<br />
&#8220;Per questi motivi– proseguono- GAYLEFT si impegnerà fino in fondo per far prevalere l&#8217;Unione alle prossime elezioni con spirito unitario. Non passa giorno, infatti, che da parte del centrodestra italiano non arrivino attacchi violenti e discriminatori nei confronti dei gay e delle lesbiche italiane. Sono loro i nostri veri avversari&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;impegno formale di Romano Prodi, unito all&#8217;intervista di Piero Fassino a Babilonia ci convincono una volta di più che ci sono le condizioni affinchè nella prossima legislatura si possa scrivere una legge che preveda- concludono i due esponenti gay- riconoscimenti giuridici, diritti e tutele per le coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali di questo paese&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRODI AI GAY: I PACS, CON VOI</title>
		<link>https://archivio.gay.it/prodi-ai-gay-i-pacs-con-voi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2006 17:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il leader dell'Unione scrive una lettera ai presidenti di Arcigay e Arcilesbica: "Vi chiedo di riconoscere la nostra determinazione; ma per questi argomenti serve pacatezza".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="325" height="245" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="PRODI AI GAY: I PACS, CON VOI - prodi pap 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap-1.jpg 325w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/prodi-pap-1-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>BOLOGNA &#8211; «Vogliamo percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in grado di portare a un <strong>riconoscimento pieno ed effettivo</strong> dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni di fatto». Così scrive il leader dell&#8217;Unione <strong>Romano Prodi</strong> in una lettera indirizzata ai presidenti di Arcigay e Arcilesbica.<br />
«Prendo atto con estrema considerazione e serietà &#8211; scrive Prodi a <strong>Sergio Lo Giudice</strong> e <strong>Francesca Polo</strong> &#8211; della vostra insoddisfazione circa il compromesso raggiunto in sede di redazione del programma su una materia cara a Voi &#8211; ma Vi assicuro, non solo a Voi &#8211; come quella del riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto».<br />
«Quello che Vi chiedo &#8211; scrive ancora il leader dell&#8217;Unione dopo aver espresso la volontà della coalizione di riconoscere i diritti delle unioni di fatto &#8211; è dunque di essere consapevoli che un argomento simile, per essere discusso, per essere sviluppato, approfondito, non ha bisogno di chiasso, non ha bisogno di polemiche, ma del dialogo piano e ponderato, pacato e non urlato, tra persone che hanno a cuore, veramente, il bene dell’Italia. Io so che voi questo avete a cuore, io so che voi avete a cuore la nostra vittoria; costruiamo dunque insieme in queste settimane che ci separano dal voto, le condizioni migliori per vincere, che risiedono essenzialmente nella coesione e nella compattezza della coalizione».<br />
«Apprezziamo il <strong>rinnovato impegno di Prodi</strong>, anche se finora non è stato condiviso da tutte le forze dell&#8217;Unione &#8211; replicano i presidenti delle due associazioni &#8211; Voteremo quei partiti che hanno ribadito il loro accordo sul Pacs, perché la priorità è mandare a casa il governo Berlusconi, che ha offeso profondamente la dignità di gay e lesbiche. Tuttavia la nostra voce non mancherà di farsi sentire forte e chiara per reclamare, come ci è dovuto da uno Stato che osi dirsi democratico, la piena uguaglianza giuridica e la piena inclusione civile e sociale».<br />
«Chiederemo – proseguono Polo e Lo Giudice &#8211; che non un nostro voto vada a sostegno delle destre e che sia messa da parte ogni tentazione astensionistica, nonostante la forte delusione di questi giorni. Lo faremo senza rinunciare al nostro ruolo: quello di un movimento di liberazione che reclama la fine di odiose ed anacronistiche discriminazioni causate da un tratto fondamentale della nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche settimane fa il parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l&#8217;omofobia, è paragonabile al razzismo, all&#8217;antisemitismo, alla xenofobia».<br />
<em>Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento omosessuale.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pacs: Prodi, Unione sulla stessa linea di Vendola</title>
		<link>https://archivio.gay.it/pacs-prodi-unione-sulla-stessa-linea-di-vendola</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 17:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/pacs-prodi-unione-sulla-stessa-linea-di-vendola</guid>

					<description><![CDATA[Ospite a 'Porta a porta' Romano Prodi commenta l'approvazione nella Puglia governata da Nichi Vendola di una legge regionale che riconosce le unioni di fatto anche omosessuali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/romano-prodi_7.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Pacs: Prodi, Unione sulla stessa linea di Vendola - romano prodi 7 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>ROMA &#8211; &#8220;Per quello che ho letto, siamo sulla stessa direzione&#8221;. Ospite a &#8216;Porta a porta&#8217; Romano Prodi commenta l&#8217;approvazione nella Puglia governata da Nichi Vendola di una legge regionale che riconosce le unioni di fatto anche omosessuali. Secondo quanto previsto nel programma dell&#8217;Unione, il riconoscimento delle unioni di fatto, in un futuro governo di centrosinistra, &#8220;arriveranno a tutti coloro che le hanno&#8221;, chiarisce Prodi.<br />
&#8220;La nostra linea è molto chiara &#8211; precisa il leader dell&#8217;Unione &#8211; non è quella di Zapatero, ma quella di Aznar. Il governo democristiano spagnolo fu il primo a introdurre una legge sulle unioni di fatto. Non ci siamo messi su una linea rivoluzionaria, ma sul riconoscimento di una situazione di fatto che obbliga a certe conseguenze se no si alimentano le sofferenze&#8221;. Quindi, conclude, &#8220;su questa linea stiamo trovando l&#8217;accordo. Nel programma non si parla di Pacs, ma di unioni di fatto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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