<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sean Penn &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<atom:link href="https://archivio.gay.it/argomenti/sean-penn/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2015 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2025/12/cropped-gayit-logo-thumb-32x32.png</url>
	<title>Sean Penn &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Penn: &#8220;Diranno che i ragazzi gay si sono suicidati per colpa nostra&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/penn-diranno-che-i-ragazzi-gay-si-sono-suicidati-per-colpa-nostra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 17:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/penn-diranno-che-i-ragazzi-gay-si-sono-suicidati-per-colpa-nostra</guid>

					<description><![CDATA[L'attore, Oscar per "Milk", stupito della lentezza con cui si diffonde il matrimonio gay.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sean_penn_huff-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Penn: &quot;Diranno che i ragazzi gay si sono suicidati per colpa nostra&quot; - sean penn huff 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sean_penn_huff-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sean_penn_huff-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Penn: &quot;Diranno che i ragazzi gay si sono suicidati per colpa nostra&quot; - sean penn huff1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sean_penn_huff1.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Premio Oscar per la sua interpretazione dell&#8217;attivista gay Harvey Milk nell&#8217;omonimo film di Gus Van Sant uscito nel 2009, in una intervista rilasciata all&#8217;Huffington Post statunitense, Sean Penn ha condannato l&#8217;omofobia nella società. </p>
<p>&#8220;Prima cambiamo questa attitudine, migliore sarà la percezione che i giovani hanno di noi &#8211; ha detto Penn -. I ragazzi di questa generazione avranno figli, a loro volta, che guarderanno indietro verso di loro e diranno: I miei genitori sono responsabili dei suicidi di ragazzi e ragazze di 13 e 14 anni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;attore si è detto sorpreso della lentezza con cui lo spirito del matrimonio egualitario si stia diffondendo. &#8220;Ci sono molte cose su cui sono fatti progressi straordinari &#8211; ha spiegato Penn -. Ma dobbiamo lavorare ancora molto e avere molta pazienza&#8221;.<br />
Qui potete vedere la video intervista completa. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio 2009, l&#8217;anno magico del cinema lgbt</title>
		<link>https://archivio.gay.it/addio-2009-l-anno-magico-del-cinema-lgbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 17:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/addio-2009-l-anno-magico-del-cinema-lgbt</guid>

					<description><![CDATA[Ripercorriamo 365 memorabili per la settima arte queer: dai trionfi all’Oscar di ‘Milk’ al successo di ‘A Single Man’ passando per un’edizione di Cannes ultragay. Ma il cinema gay dove sta andando?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cinem_31BASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - cinem 31BASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - singlemanF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/singlemanF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&Egrave; stato davvero<strong> un anno magico per il cinema glbt</strong>, il 2009. Non tanto <strong>per la quantit&agrave; di opere gay</strong> che si sono viste sui nostri schermi &#8211; indubbiamente la produzione cinequeer &egrave; stata prolifica, ma non &egrave; questa la vera novit&agrave; &#8211; quanto piuttosto perch&eacute; finalmente diversi titoli d&rsquo;autore <strong>si sono imposti per qualit&agrave; e stile nei pi&ugrave; importanti festival internazionali</strong>, anche quelli non specializzati. Gi&agrave; alla cerimonia degli Oscar del 22 febbraio, il primo forte segnale l&rsquo;ha dato un film chiave diventato in pochi mesi un titolo di culto, il biografico<strong> &ldquo;Milk&rdquo; di Gus Van Sant</strong>, con due Oscar &lsquo;pesanti&rsquo; (miglior attore allo straordinario Sean Penn e sceneggiatura alla rivelazione Dustin Dance Black).</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - cinem 31f1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cinem_31f1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Indubbiamente <strong>il pi&ugrave; importante film politico gay del decennio</strong>, in grado di conciliare le esigenze autoriali con un cinema pi&ugrave; mainstream destinato al grande pubblico, attraverso una ricostruzione meticolosa ma non didascalica di vita e carriera di <strong>Harvey Milk</strong>, una figura emblematica del movimento gay internazionale, assolutamente attuale nel suo messaggio di sprone a mantenere vivo l&rsquo;impegno militante in un periodo in cui le minacce sociali antigay, soprattutto nel nostro Paese, sono quanto mai aggressive e violente.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - cinem 31f2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cinem_31f2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un altro messaggio positivo l&rsquo;ha dato il<strong> Togay</strong> di aprile, una delle migliori edizioni degli ultimi anni, in cui &egrave; emersa la rivelazione hongkonghese<strong> Kit Hung</strong> col suo lirico<strong> &ldquo;Soundless Wind Chime&rdquo;</strong> ma si &egrave; imposto anche il belga <strong>Joachim Lafosse</strong> e il suo provocatorio<strong> &quot;El&egrave;ve libre&quot;</strong> sul tema pedofilia (peccato che non sia stato distribuito, ma in effetti temevamo che fosse troppo audace per il pubblico generalista italiano). <br />
Il trend positivo &egrave; stato confermato anche <strong>a Cannes: la 62esima edizione si &egrave; rivelata la pi&ugrave; gay dell&rsquo;intera storia del festival</strong>. Ma in realt&agrave; le sorprese non sono arrivate dai film glbt dei grandi autori &#8211; <strong>Almod&oacute;var e Ang Lee</strong> sono stati piuttosto deludenti &#8211; quanto piuttosto dal vivaio di giovani registi poco noti: la Palma d&rsquo;Oro per la migliore sceneggiatura al fiammeggiante mel&ograve; gay<strong> &quot;Spring Fever&quot;</strong> di <strong>Lou Ye</strong> ma anche l&rsquo;amore estremo tra ebrei ortodossi nel commovente<strong> &quot;Eyes Wide Open&quot; di Haim Tabakman</strong> o le scorribande ridanciane di <strong>Jim Carrey e Ewan McGregor</strong> detenuti innamorati nell&rsquo;esilarante <strong>&ldquo;I love you Phillip Morris&rdquo;</strong>.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - cinem 31f3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cinem_31f3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Anche il <strong>valido Migay</strong> a giugno ha segnato una tappa importante, sottolineando soprattutto il discrimine sempre pi&ugrave; labile tra prodotto televisivo e cinematografico premiando la saga tv<strong> &ldquo;Sa raison d&rsquo;&ecirc;tre&rdquo;.</strong><br />
Ma il vero colpaccio &egrave; arrivato con la tripletta di riconoscimenti a Venezia, Roma e Torino:<strong> dal Queer Lion con Coppa Volpi al vero film gay dell&rsquo;anno, lo straziante &ldquo;A Single Man&rdquo; di Tom Ford</strong> che deve la sua forza soprattutto a un supremo Colin Firth (ma al Lido si sono viste altre pellicole gay interessanti come &ldquo;Pers&eacute;cution&rdquo; di Ch&eacute;reau e &ldquo;Domaine&rdquo; con B&eacute;atrice Dalle), per passare al trionfatore del Festival di Roma, il dramma danese <strong>&ldquo;Broderskab&rdquo;</strong> di<strong> Nicolo Donato</strong> su un amore omo sbocciato tra due neonazisti, con una chiusa perfetta: il miglior film del Torino Film Festival si &egrave; rivelato il poetico<strong> &quot;La bocca del lupo&quot; di Pietro Marcello</strong> su un&rsquo;altra passione queer, quella struggente tra un ex carcerato e un&rsquo;amorevole transessuale.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Addio 2009, l&#039;anno magico del cinema lgbt - cinem 31f4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cinem_31f4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Un&rsquo;altra tendenza riscontrata nei film glbt del 2009 &egrave; la <strong>sessualit&agrave; sempre pi&ugrave; fluttuante dei protagonisti</strong>, a dimostrazione che il genere gay sta modificando intrinsecamente la propria identit&agrave; aprendosi alle varianti trans (come ha testimoniato l&rsquo;interessante <strong>festival internazionale bolognese &ldquo;Gender Bender&rdquo;</strong>) e contaminandosi con elementi cos&igrave; diversi fra loro da rendere la peculiarit&agrave; sessuale quasi secondaria. Dopotutto, pi&ugrave; che queer o non queer,<strong> l&rsquo;importante &egrave; che si tratti, sempre e comunque, di buon cinema</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti</title>
		<link>https://archivio.gay.it/rourke-e-risorto-in-stile-bear-ma-penn-lo-batte-ai-punti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 17:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi-Bear]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/rourke-e-risorto-in-stile-bear-ma-penn-lo-batte-ai-punti</guid>

					<description><![CDATA[Nel match da Oscar ha vinto giustamente Sean, anche se il reviviscente Mickey offre un'interpretazione memorabile di lottatore "loser" nel decadente Leone d’Oro di Aronofsky.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il tormentone critico del momento &egrave;: Sean Penn meritava l&rsquo;Oscar per il gay <strong>&ldquo;Milk&rdquo;</strong> o doveva andare a <strong>Mickey Rourke</strong> per il Leone d&rsquo;Oro <strong>&ldquo;The Wrestler&rdquo;</strong>? Molti stanno dalla parte dell&rsquo;Academy, che ha consegnato al sublime Penn una statuetta meritatissima; ma c&rsquo;&egrave; chi esacerba la discussione, come Aldo Fittante, direttore di &ldquo;Film Tv&rdquo;, secondo il quale il mancato Oscar a Rourke &egrave; <strong>&ldquo;un torto enorme &egrave; forse irreparabile&rdquo;</strong>. No, per una volta l&rsquo;Academy ci ha visto giusto. Certo, l&rsquo;interpretazione di Mickey Rourke in &ldquo;The Wrestler&rdquo; &egrave; notevole, ma il suo nobile lavoro va innanzitutto inquadrato nel metodo <strong>Stanislawskij</strong> propagandato dall&rsquo;Actor&rsquo;s Studio e tanto amato da Marlon Brando: lui non recita ma <strong>&ldquo;&egrave;&rdquo; Randy Robinson detto &ldquo;L&rsquo;Ariete&rdquo;</strong>, wrestler di successo negli anni &rsquo;80, caduto in disgrazia e costretto a vivere in una roulotte e a esibirsi in incontri d&rsquo;infimo ordine per poi a rinunciarvi a causa di un infarto per sovrasforzo sul ring e vendere cibaria mal cucinata dietro il bancone di un supermercato.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Dalla prima all&rsquo;ultima inquadratura, anche se nella sua vita &egrave; stato pugile col soprannome di &ldquo;El Marielito&rdquo; e non lottatore, <strong>Mickey Rourke interpreta se stesso</strong> ma senza un vero talento attoriale, dandosi senza risparmio in maniera molto &ldquo;fisica&rdquo;, fatta di <strong>carne torturata e sangue a fiotti</strong> (subisce di tutto: sparapunti, lamette, affetta-prosciutti, eccetera) e dove il corpo gonfiato da droghe varie, steroidi e chirurgia plastica rende assolutamente irriconoscibile, se non in qualche lampo dello sguardo, <strong>il bel Mickey supersexy</strong>, fascinoso e magnetico, dei tempi di &ldquo;9 settimane e &frac12; &ldquo;. Al contrario, Sean Penn &ldquo;sparisce&rdquo; davvero sotto la pelle di un reincarnato Harvey Milk: la sua interpretazione <strong>lo trasforma realmente nel celebre attivista gay</strong> di Woodmere e la sua abilit&agrave; sta proprio nell&rsquo;eccelso mimetismo in cui nulla &egrave; lasciato al caso ma frutto di profonda e studiata assimilazione: modulazione della voce, comportamento, gestualit&agrave; e aspetto fisico.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerF5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerF5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&rsquo;ingiustizia invece c&rsquo;&egrave; stata a Venezia, dove<strong> la Coppa Volpi</strong> &egrave; inspiegabilmente finita nelle mani di Silvio Orlando per <strong>&ldquo;Il pap&agrave; di Giovanna&rdquo;</strong> firmato Pupi Avati, assolutamente <strong>inferiore alla virtuosa performance</strong> del reviviscente Rourke (improvvide mosse campaniliste o semplice ossequioso rispetto della regola che impedisce sovrapposizione dei premi maggiori?). Merito della riuscita va&nbsp; anche all&rsquo;accorta regia di Darren Aronofsky, un eclettico talento snobisticamente sottovalutato (l&rsquo;intrigante &ldquo;Pi &ndash; il teorema del delirio&rdquo;, ma anche lo straziante &ldquo;Requiem for a Dream&rdquo; con una suprema Ellen Burstyn) che in &ldquo;The Wrestler&rdquo; d&agrave; il giusto spazio al <strong>suo giganteggiante protagonista</strong> pedinandolo di spalle alla Zavattini/Dardenne e valorizzando due eccellenti spalle femminili: una Marisa Tomei giustamente nominata all&rsquo;Oscar, dolente e <strong>protettiva lap-dancer</strong> in cerca di riscatto emotivo e una furente <strong>Evan Rachel Wood</strong>, figlia abbandonata e bisognosa di una legittima riconciliazione con la figura paterna vagamente omofoba che la crede lesbica con sottile disgusto.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Del mondo dei lottatori abbiamo la conferma che gli incontri spesso sono studiati a tavolino, mossa per mossa, e i contendenti sono in realt&agrave; complici; nei backstage il cameratismo tra questi <strong>ammassi himalayani di carne muscolosa</strong> spesso depilata &#8211; gli amanti del <strong>genere bear rasato</strong> ne andranno pazzi! &#8211; spesso confina <strong>nell&rsquo;approccio goliardico filogay</strong> (Rourke invita con sguardo ambiguo a &ldquo;farsi la doccia tutti insieme&rdquo;). La lotta tra <strong>maschi, nudi o con costumino colorato</strong> a seconda delle esigenze di scena, &egrave; uno dei <strong>feticci del porno gay</strong>, e su Internet proliferano siti ad essa dedicati, quali il giovanilista &ldquo;Gay Wrestling Sex Videos&rdquo;.<br />
Bellissima, sui titoli di coda, la <strong>canzone di Bruce Springsteen</strong> che d&agrave; il titolo al film, questa s&igrave; ingiustamente <strong>ignorata dall&rsquo;Academy</strong> che non l&rsquo;ha nemmeno nominata agli Oscar.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Rourke è risorto, in stile bear, ma Penn lo batte ai punti - TheWrestlerF6 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TheWrestlerF6.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Se amate il <strong>pettorale tornito, i corpi anabolizzati e madidi di sudore dei wrestler</strong> professionisti ma soprattutto un&rsquo;interpretazione da <strong>loser comunque memorabile</strong>, in grado di riconsegnare all&rsquo;empireo hollywoodiano una star degli anni &rsquo;80 tornata in auge dopo una <strong>mutazione fisica davvero gender</strong>, non potete perdervi questo ruggente (ma anche decadente) Leone d&rsquo;Oro 2008 che rappresenta in modo emblematico <strong>anche la fine dell&rsquo;era Bush</strong>, di cui Mickey Rourke &egrave; sempre stato un gran sostenitore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asia: il più grande network televisivo censura Penn e Blake</title>
		<link>https://archivio.gay.it/asia-il-piu-grande-network-televisivo-censura-penn-e-blake</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 17:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Penn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/asia-il-piu-grande-network-televisivo-censura-penn-e-blake</guid>

					<description><![CDATA[Star, la rete satellitare che serve 53 paesi asiatici, ha scelto di sostituire con un suono le parole "gay" e "lesbica" pronunciate nei discorsi per gli Oscar da Sean Penn e Dustin Lance Blake.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="230" height="211" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tvasiacensBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Asia: il più grande network televisivo censura Penn e Blake - tvasiacensBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Una dei pi&ugrave; grandi network televisivi dell&#8217;Asia ha censurato le parole &quot;gay&quot; e &quot;lesbica&quot; dei discorsi di ringraziamento pronunciati da Sean Penn e Dustin Lance Blake dal palco del Kodack Theater durante la notte degli Oscar. Star, la rete satellitare che raggiunge pi&ugrave; di 300 milioni di case in 53 paesi dell&#8217;Asia, ha operato i tagli, naturalmente, in tutte le riproposizioni dei discorsi, non nella trasmissione live.</p>
<p>Un portavoce di Star ha dichiarato all&#8217;Associated Press che, senza volere offendere le persone gay &quot;l&#8217;azienda ha la responsabilit&agrave; di tenere in considerazione tutte le sensibilit&agrave; e le direttive di ogni fetta del mercato&quot;.<br />
Evidentemente, tra le sensibilit&agrave; da rispettare non rientra quella delle persone lgbt che in quei 53 paesi asiatici vivono e guardano la televisione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
