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	<title>Sesso estremo &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Sesso estremo &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Nymphomaniac – Director’s cut, cinque ore e mezza di cinema &#8220;totale&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/nymphomaniac-director-s-cut-cinque-ore-e-mezza-di-cinema-totale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 17:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella versione integrale del maestoso lavoro di Von Trier la parte lesbica resta invariata]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-BS-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Nymphomaniac – Director’s cut, cinque ore e mezza di cinema &quot;totale&quot; - nymphomaniac uncut BS 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-BS-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-BS-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Nymphomaniac – Director’s cut, cinque ore e mezza di cinema &quot;totale&quot; - nymphomaniac uncut 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Per i cinefili incalliti sono una sorta di ludica sfida di resistenza a metà strada tra il gioco intellettuale e la prova fisica: stiamo parlando delle cosiddette ‘cinemaratone’, ovvero le visioni continuative di film dalla lunghezza smodata, come le sette ore e un quarto di estenuanti ma magistrali piani sequenza di “Satantango” (1994) dell’ungherese Béla Tarr o le sei ore e quaranta di “La scarpina di raso”, ineffabile ‘film-continente’, come lo definì Tullio Kezich, del sublime regista ultracentenario Manoel De Oliveira. Eccoci reduci dalla &#8220;<strong>nymphomaratona</strong>&#8220;, ovvero la visione di “<strong>Nymphomaniac – Director’s Cut</strong>” di Lars Von Trier, monumentale versione senza tagli di quasi cinque ore e mezza che è uscita in Francia in dvd e Blu-Ray: tre dischi di cui uno di soli extra, con un interessante commento del critico Philippe Rouyer sulle differenze tra le due versioni dal titolo “Più è lungo, più è buono?” e varie interviste ai protagonisti. Non è stata ancora annunciata l’uscita italiana che non è per altro nemmeno certa.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Nymphomaniac – Director’s cut, cinque ore e mezza di cinema &quot;totale&quot; - nymphomaniac uncut 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Avevamo già visto la versione integrale del Volume Uno a Berlino (trovate la recensione <a href="https://www.gay.it/nymphomaniac-il-brain-porno-di-lars-von-trier-sfondera" target="_blank" rel="nofollow noopener">qui</a>) mentre quella più sforbiciata resta la seconda parte, ben<strong> 55 minuti reintegrati nel Director’s Cut</strong>. Oltre a vari raccordi hard ricostruiti digitalmente, coi sessi di controfigure porno editati sul corpo degli attori (nel complesso solo qualche minuto in più), spicca <strong>una sconvolgente scena di autoaborto</strong> al limite della sostenibilità, molto più forte di un’analoga sequenza del rumeno “4 mesi 3 settimane 2 giorni” di Cristian Mungiu. Le altre aggiunte sono riassumibili in qualche passeggiata in più di Joe col padre in mezzo alla natura, una dilatazione del capitolo “La Chiesa d’Occidente e d’Oriente (L’anatra silenziosa)” col master K di bondage interpretato da un magnetico Jamie Bell, nonché l’inedito racconto di una ninfomane del gruppo di autoaiuto per sex addicts che si sdraia sul carbone circondata da voyeurs.</p>
<p>La parte lesbica sull’innamoramento di Joe (Charlotte Gainsbourg) per la giovane P (Mia Goth), sua assistente nella deriva criminale da usuraia, resta sostanzialmente invariata, con forse qualche indugio in più sul pube dolorante della protagonista. Nel complesso, la versione integrale restituisce <strong>l’anima più oscura, punk e radicale</strong> di un film di rara cupezza, estremamente affascinante, un’odissea esistenziale dominata da un’edonistica dipendenza dal desiderio erotico e da una profonda solitudine interiore.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Nymphomaniac – Director’s cut, cinque ore e mezza di cinema &quot;totale&quot; - nymphomaniac uncut 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/nymphomaniac-uncut-3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Rappresenta inoltre<strong> il definitivo sdoganamento del sesso esplicito inteso come semplice elemento narrativo</strong> all’interno di un film d’autore non pornografico, restituito finalmente nella versione voluta dall’autore. Nonostante la durata fiume di cinque ore e 25’, il maestoso <strong>“Nymphomaniac – Director’s Cut” non annoia mai</strong> e riesce a parlare di filosofia, matematica, storia e religione attraverso un originale stile digressionista in grado di tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore: i dialoghi tra Joe e il solitario professor Seligman (Stellan Skarsgård) sono più fitti e divagatori &#8211; si sente anche la provocatoria frase: “Hitler non era in fin dei conti uno a cui la società ha lasciato libero spazio?” che ricorda la polemica di quattro anni fa che causò a Von Trier la cacciata dal Festival di Cannes &#8211; mentre i nuovi inserti video riguardano varie curiosità, dalla sfaccettatura dei diamanti ai nodi per i cappi da impiccagione.</p>
<p>Il maestro danese sta ora lavorando al suo <strong>nuovo progetto</strong>, un horror per la tv nello stile de “Il Regno” dal titolo “The House That Jack Built” (“La casa che costruì Jack”). La produttrice Louise Vesth l’ha presentato così all’ultima Mostra di Venezia: “Lars ha davvero una buona idea di cui non posso dirvi altro al momento. Vuole un grande cast e da quello che ho sentito sono sicura che sarà qualcosa che non avete mai visto prima e non vedrete mai più”. Interrompendo un silenzio stampa di tre anni, a fine novembre, Von Trier ha però dichiarato al quotidiano Politikien di temere d’aver perso la sua creatività essendosi disintossicato da alcol e droga.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A ciascuno il suo, piacere&#8230;.</title>
		<link>https://archivio.gay.it/a-ciascuno-il-suo-piacere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 16:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra molti luoghi comuni sul sesso, la verità è che non abbiamo tutti gli stessi gusti. Per cui, se qualcosa proprio non ci interessa, meglio non farsi troppi problemi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/aciascunoilsuoBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="A ciascuno il suo, piacere.... - aciascunoilsuoBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><em>&ldquo;L&#8217;esperienza &egrave; l&#8217;unica via per conoscere ci&ograve; che &egrave; realmente giusto per se stessi e non per ci&ograve; che ci ha insegnato la societ&agrave;. Crescendo, il giudizio si allarga con l&#8217;esperienza. Non esiste un assoluto n&eacute; una regola. Siamo qui tutti per provare. Non ci danno un premio alla fine dei nostri giorni per aver compiuto o meno azioni sagge. Possiamo solo avere la consapevolezza di aver vissuto&#8230; o no&rdquo;.</em> Ci&ograve; che mi ha scritto un lettore ha una sua rilevanza non da poco anche in chiave sessuale.</p>
<p>Questo sesso, di cui tanto si parla e che non sempre si fa o si fa male&hellip; Questo sesso che tendiamo spesso a considerare in compartimenti stagni: etero/gay; attivi/passivi; romantici/libertini&hellip; Questo sesso dalle regole non scritte che tutti presumono di conoscere ma che non &egrave; poi cos&igrave; scontato&hellip; Basterebbe parlare della passione dei gay per l&rsquo;organo genitale maschile: una vera e propria ossessione per alcuni, al punto da mettere in disparte qualunque remora pur di avventarcisi, facendosi piacere chiunque e disinteressandosi del resto del corpo e della persona, per concentrarsi su quel punto (specie di certe dimensioni). Quasi un&rsquo;eterna dark-room.</p>
<p>Ma &egrave; vero pure che non sono tutti cos&igrave; fissati e che per molti un bel membro &egrave; tale solo se inserito in un bel contesto, che le dimensioni non sono tutto e nel rapporto sono pi&ugrave; importanti altre cose, che si pu&ograve; amare e provare attrazione per un ragazzo anche se da quel punto di vista non ci dice niente. Addirittura qualcuno scrive: <em>&ldquo;a me il caxo non piace affatto se lo vedo mi smonto mi eccittano molto chiappe e cosce (le chiappe di pi&ugrave; per&ograve;)&#8230; che pensate? perch&egrave;? a nessun altro succede questo?&rdquo;.</em></p>
<p>Non credo proprio che sia l&rsquo;unico, e nemmeno che si possa ridurre il discorso a un ruolo &lsquo;solo attivo&rsquo;. N&eacute;, rovesciando la questione, liquiderei come &lsquo;solo passivo&rsquo; chi si disinteressa alle &lsquo;chiappe&rsquo; e a quelle pratiche che eccitano non pochi gay, come il rimming, considerato da qualcuno il &lsquo;massimo del sexy&rsquo; e che altri detestano persino ricevere. In fondo, anche tra gli etero c&rsquo;&egrave; chi adora il cunnilingus e vi perderebbe ore, ma pure chi, per quanto maschio al di sopra di ogni sospetto, di scendere a fare quattro chiacchiere proprio non se la sente.</p>
<p>Cosa resta allora di sicuro? La penetrazione? Pur con tutti i rischi che comporta (erezioni incerte, eiaculazioni precoci, problemi di lubrificazione, intolleranza al condom, ecc), non si pu&ograve; negare che sia la base di molte riuscite relazioni. Di molte, sicuro, ma non di tutte, almeno stando a quello che mi scrive un altro lettore: <em>&ldquo;Caro mazzini, visto che ti occupi di sesso, ti invito a scrivere (e forse a rassicurare, almeno i pi&ugrave; giovani) del falso mito del piacere anale: a me non &egrave; mai interessato l&#8217;ano, non ci ho mai trafficato, n&eacute; da attivo n&eacute; da passivo (che definizioni becere, ma i tanto per capirci) e cos&igrave; &egrave; stato per la stragrande maggioranza delle persone con cui sono stato a letto. Insomma, credo che molti perpetuino il mito (del tutto etero) della penetrazione, senza che poi se ne abbia nella pratica. Mi sbaglio?&rdquo;.</em></p>
<p>Direi proprio che non si sbaglia. E che davvero faremmo bene a non preoccuparci se qualcosa non sembra interessarci: non abbiamo tutti gli stessi gusti, le nostre zone erogene non funzionano allo stesso modo, non ci piacciono le stesse tipologie di persone e nemmeno le stesse situazioni o le stesse pratiche erotiche. Non siamo un elettrodomestico con una funzione specifica, non dobbiamo portare a termine un compito o sentirci frustrati se non ci riusciamo. Se qualcosa ci piace, bene. Se non ci piace, pazienza! Vorr&agrave; dire che non abbiamo trovato la persona adatta o semplicemente che non c&rsquo;&egrave; una persona adatta per quella cosa, perch&eacute; a noi proprio non interessa. Senza criticare gli altri, evitiamo quindi di lasciarci influenzare, seguiamo l&rsquo;istinto e lasciamoci guidare solo dalla ricerca del piacere. Senza paura, senza fretta e senza luoghi comuni.</p>
<p><em>Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, &egrave; autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista &quot;dall&#8217;interno&quot;, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull&#8217;universo familiare di gay, lesbiche e trans.</p>
<p>Dal 1&deg; gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.</em>Per scrivere a Flavio Mazzini clicca qui</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">di Flavio Mazzini</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi fare sesso? Copriti!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/vuoi-fare-sesso-copriti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 16:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche in Italia prendono piede i festini in cui l'unica cosa da indossare obbligatoriamente è una maschera. Per trasgredire in libertà o semplicemente per proteggere la propria privacy.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sessomascheraBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vuoi fare sesso? Copriti! - sessomascheraBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>In genere scrivo questi miei pezzi pi&ugrave; leggeri</strong> per semplici</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Vuoi fare sesso? Copriti! - sessomascheraF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sessomascheraF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>coincidenze. Trattando di questioni sessuali, quindi piuttosto svincolate da avvenimenti di interesse mondiale, raramente questa rubrica sta (come si usa dire) sulla notizia. Capita per&ograve; che tocchi comunque le corde di qualche lettore. Come &egrave; successo quando ho parlato del <a href="https://www.gay.it/quando-anche-l-erezione-diventa-precaria" rel="nofollow noopener" target="_blank">gel erettile aromatizzato </a>e in molti mi hanno rimproverato di aver colto solo il lato goliardico della vicenda (un prodotto spalmabile per facilitare l&#8217;erezione, disponibile anche nei gusti cioccolato, cocco e menta), trascurando di fornire maggiori informazioni, non tanto sull&#8217;aspetto prevenzione (per quanto saporito, ho detto che un gel non protegge dalle malattie) ma sulle sue finalit&agrave; pratiche.</p>
<p><strong>Il fatto &egrave; che io non mi intendo di problemi di erezione</strong> e l&#8217;unico consiglio, oltre a quello di rivolgersi a qualche specialista (sul nostro sito ce ne sono di competenti e disponibili: vi invito a contattarli), &egrave; quello di non abusare di prodotti che potrebbero avere serie controindicazioni. D&#8217;accordo divertirsi, ma sempre con un occhio di riguardo alla salute. Precisato quanto mi ero ripromesso di fare, vengo ora alla coincidenza della settimana, ossia al collega che, in visita a Roma e in cerca di un po&#8217; di divertimento, si &egrave; imbattuto nel <em>sabba party </em>del Diavolodentro, un locale che conosco bene e che ogni venerd&igrave; organizza festini per soli uomini.</p>
<p><strong>La costante &egrave; che si tratta sempre di orge</strong> senza vestiti, con camerini sigillati e l&#8217;invito quindi a una partecipazione collettiva. La particolarit&agrave; del <em>sabba</em> &egrave; invece che ogni maschietto indossa, oltre alle scarpe e sin dall&#8217;ingresso nel locale, un cappuccio sulla testa. In mezzo, nulla. Rispetto ad altri contesti orgiastici, il gioco (perch&eacute; di gioco si tratta, non ci sono rituali magici o satanici n&eacute; gerarchie o iniziazioni) diventa pi&ugrave; curioso, proprio perch&eacute; non si sa esattamente chi ci si trova di fronte.</p>
<p><strong>Questo celare la propria identit&agrave;</strong>, potendo vedere per&ograve; tutto il resto,</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Vuoi fare sesso? Copriti! - sessomascheraF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sessomascheraF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>sia del proprio partner (se lo si ha) che degli altri, senza veli, senza porte chiuse e senza nemmeno il buio della darkroom, mi ha fatto pensare che gli stessi motivi per cui io in simili frangenti mi inibisco possono risultare molto eccitanti per altri. Personalmente detesto non vedere in faccia la persona (o le persone) con cui mi trovo a fare sesso, anche in caso di validi attributi e di un&#8217;ottima corrispondenza coi miei canoni. Per altri, evidentemente, non &egrave; cos&igrave; se, come mi ha riferito il collega di cui sopra, questi festini funzionano alla grande.</p>
<p><strong>Quando mi &egrave; stato suggerito di scrivere sull&#8217;argomento</strong>, ho avuto per&ograve; qualche perplessit&agrave;, convinto che molti lettori l&#8217;avrebbero etichettata come l&#8217;ennesima porcata mia e del sito, non rappresentativa del mondo gay e buona solo a gettarci in cattiva luce agli occhi del mondo etero. Finch&eacute;, qualche sera fa, mi sono imbattuto in un servizio delle <em>Iene</em>.</p>
<p><strong>Si trattava di un reportage su festini sexy</strong> all&#8217;interno di una villa magnifica: un&#8217;esperienza di un fine settimana con mascheramenti simili a quelli del <em>sabba</em> del Diavolodentro ma in ambito del tutto eterosessuale. Anche se veniva pubblicizzata come indimenticabile, un occhio smaliziato poteva svelarla facilmente come una goffa quanto costosa esca per professionisti facoltosi con gli ormoni alle stelle ma con un nome da rispettare e la necessit&agrave; di muoversi quindi con cautela.</p>
<p><strong>Nonostante la profusione di mezzi</strong> a disposizione e le riprese decisamente dettagliate delle serate, l&#8217;atteggiamento della Iena mi sembrava dunque fin troppo bacchettone. Sia perch&eacute; non si trattava di una truffa, sia perch&eacute; non era poi nemmeno cos&igrave; trasgressiva. Era solo una costosa e brutta copia dell&#8217;orgia di <em>Eyes wide shut</em>, priva per&ograve; di riti o iniziazioni (a quanto pare, l&#8217;inquietante film di Kubrick ha fatto breccia nell&#8217;immaginario collettivo principalmente per le sue scene orgiastiche&#8230;).</p>
<p><strong>La tentazione di un contesto simile</strong>, con bei maschi e belle ragazze, nudi e disponibili, per partecipare o anche solo per guardare, senza far trapelare la propria identit&agrave; e senza interrogarsi troppo su quella altrui, si scopre essere un desiderio diffuso, anche oggi che il sesso (grazie soprattutto a internet) &egrave; alla portata di tutti, non solo a pagamento. Pi&ugrave; che indagarne i motivi, mi limito a prendere atto che non si tratta quindi di una fantasia esclusivamente omosessuale. Anche se, tirando le somme, partecipare a un party del genere, a noi gay costa molto meno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, &egrave; autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista &quot;dall&#8217;interno&quot;, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull&#8217;universo familiare di gay, lesbiche e trans.</p>
<p>Dal 1&deg; gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.</p>
<p>Per scrivere a Flavio Mazzini clicca qui</em></p>
<p align="right">di Flavio Mazzini</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bologna: sesso estremo si trasforma in tragedia</title>
		<link>https://archivio.gay.it/bologna-sesso-estremo-si-trasforma-in-tragedia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea, triestino di 31 anni, è morto soffocato da una catena durante un incontro a base di bondage che stava praticando insieme ad un altro uomo che adesso è accusato di omicidio preterintenzionale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/soffocatoBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bologna: sesso estremo si trasforma in tragedia - soffocatoBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Doveva essere solo un gioco erotico, per quanto estremo, ed invece si &egrave; trasformato in una tragedia. La vittima &egrave; Andrea, triestino di 31 anni, che &egrave; stato trovato vestito da donna e senza vita legato ad un albero con una grossa catena nel giardino di una villetta vicino Bologna. I maldestri tentativi di Michele Tropper, 35 anni, di far credere che &quot;la sua amica&quot; si fosse suicidata, non sono andati a buon fine e dopo ore di interrogatorio Michele &egrave; crollato raccontando la verit&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Andrea, dall&#8217;aspetto talmente femminile da passare per donna pure agli occhi degli agenti che ne hanno ritrovato il corpo, si faceva chiamare &quot;Alice&quot;, stando a quanto hanno dichiarato i parenti&quot; e aveva gi&agrave; ottenuto il premesso dal tribunale per il cambio di sesso. I due si erano conosciuti in chat lo scorso mese di Aprile ed era stato proprio Andrea/Alice ad introdurre Michele alla pratica del bondage.&nbsp;</p>
<p>O almeno, questo &egrave; quello che sostiene l&#8217;uomo, adesso rinchuiso nel carcere bolognese della Dozza, nella macchina del quale sono stati ritrovati parecchi libri che illustrano sedute di bdsm. Secondo la confessione di Michele, sarebbe stato lo stesso Andrea a convincerlo a legarlo stretto all&#8217;albero con la grossa catena che il giovane aveva portato con s&eacute;, chiedendogli di stringere sempre di pi&ugrave; i quattro giri di acciaio che aveva intorno al collo per arrivare all&#8217;ipossia. La situazione, per&ograve;, &egrave; sfuggita di mano e Andrea ha smesso di respirare. A nulla sono servite le telefonate al 113 e al 118 di Michele se non a constatare che il peggio era avvenuto.<br />
Adesso, per il 35enne bolognese l&#8217;accusa &egrave; di omicidio preterintenzionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Troppo sesso?</title>
		<link>https://archivio.gay.it/troppo-sesso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 17:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni lettori accusano: pensate solo a una cosa. Ma di che dovremmo parlare nella rubrica di sesso? Cos’è poi che ci accomuna tutti? E infine, chi propone qualcosa di meglio?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tropposessoBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Troppo sesso? - tropposessoBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Da un po&rsquo; di tempo alcuni lettori minacciano di abbandonare il sito (e talvolta ci insultano), accusandoci di occuparci troppo di sesso. Un velo finalmente strappato all&rsquo;ipocrisia di chi guarda solo al soldo? Oppure un ipocrita moralismo, lagnoso e sterile? Io una risposta ce l&rsquo;avrei, ma non ha senso fomentare la polemica, bisticciando e ribattendo punto su punto. Tanto pi&ugrave; che questa &egrave; la rubrica di sesso.</p>
<p>Se fosse la rubrica motori scriverei &ldquo;brum brum&rdquo;, e via dicendo. Ma sempre in chiave gay, perch&eacute; siamo un sito gay: di informazione s&igrave;, ma gay. I siti gay parlano ai gay di questioni gay: politica, moda, spettacoli, religione, ecc, sono questioni gay perch&eacute; riguardano i gay. Se non li riguardassero non avrebbe senso parlarne in questa sede.</p>
<p>Se fossimo fan della Vanoni frequenteremmo il suo forum insieme agli altri fan. Se fossimo tifosi della Roma la domenica andremmo allo stadio con gli altri tifosi: tanti etero e forse anche qualche gay, belli e brutti, grassi e magri, giovani e vecchi, ma tutti accomunati dal tifo per la Roma. Cos&igrave;, sul sito della Vanoni troveremmo &ndash; immagino &ndash; tanti gay, ma anche etero, accomunati dalla passione comune per l&rsquo;anziana cantante.</p>
<p>Cosa accomuna invece noi gay? Possiamo essere effeminati, ma anche no, scuotere la testa appena sentiamo la Carr&agrave; ma anche no, griffarci a tutto spiano o passare le domeniche pomeriggio a discutere di questioni politiche o religiose. Ma anche non fare nulla di tutto ci&ograve;. Possiamo andare al Pride o detestarlo, frequentare o evitare le discoteche, avere rapporti stretti con tante amiche frociarole oppure con nessuna (che &egrave; meglio). Qual &egrave; allora il nostro denominatore comune?</p>
<p>Mi permetterei di azzardare: il sesso (e, sua conseguenza necessaria, l&rsquo;amore). L&rsquo;attrazione per una persona del proprio sesso &egrave; ci&ograve; che ci distingue dagli etero. Per il resto possiamo essere un luogo comune ambulante o una mirabile eccezione. Qualunque cosa pu&ograve; accompagnare il nostro essere gay ma nessuna &egrave; obbligatoria, tranne il sesso.</p>
<p>Con ci&ograve; non voglio dire che i gay pensino solo al sesso o ci pensino pi&ugrave; degli etero (maschi). Ignorare per&ograve; la rilevanza che ha nelle nostre vite e soprattutto quanto fondamentale sia per l&rsquo;esistenza stessa di una cultura e di un movimento omosessuale mi pare ridicolo ancor pi&ugrave; che puritano. I gay sono tali perch&eacute; vanno a letto con altri uomini (le lesbiche con altre donne). Poi ci sono eccezioni, variazioni, quel che vogliamo: in fondo anche allo stadio Olimpico pu&ograve; capitare un tifoso interista o a un concerto della Vanoni un fan di Mina. La regola non cambia: il sesso &egrave; ci&ograve; che ci unisce, che lo pratichiamo con il legittimo fidanzato, con mille amanti o da soli.</p>
<p>Trovo quindi naturale la massiccia presenza nel sito di argomenti e immagini riguardanti il sesso, anche se non mi paiono gli unici. Io stesso scrivo anche di religione, nonostante chi mi insulta eviti di segnalarlo (forse perch&eacute; non interessato all&rsquo;argomento&hellip;). Se quantitativamente il sesso prevale sul resto non dipende quindi da una nostra strategia subdola, ma da un paradigma di fondo, ampiamente dimostrato dalle cifre: i dati e le mail che riceviamo.</p>
<p>Aggiungo anche che quando tentai una provocazione e, per parlare dell&rsquo;assessore milanese che voleva punirci con la garrota &ndash; non avendo a disposizione che una rubrica di sesso &ndash; parlai di merda (anzi, vi accennai appena, promettendo maggiori informazioni a chiunque fosse interessato), mi giunsero sette mail: zero sull&rsquo;assessore, sette per lo scat. Nemmeno la Roma a Manchester (in una rubrica di sesso vi piace se parlo di calcio?)&hellip;</p>
<p>Per non chiudermi comunque in un eremo di regina esiliata e stizzita, voglio per&ograve; confrontarmi con il forum (di questa rubrica, non di quella dei motori), per vedere quali siano realmente gli interessi dei lettori. Senza operare chiss&agrave; quale censura, vi posso ritrovare interrogativi esistenziali, come: &ldquo;Quanto guadagna un marchettaro? E dove farlo?&rdquo;, &ldquo;Ho scoperto di essere uno slave&rdquo;, &ldquo;Battuage&rdquo;, &ldquo;Passivi di oggi, incontinenti di domani?&rdquo;, &ldquo;Etero o finto etero? Ditemi la vostra&rdquo;, &ldquo;Non piace il cazzo&rdquo;, &ldquo;Penetrazione troppo dolorosa&rdquo;, &ldquo;Perch&egrave; &egrave; bello leccare il culo?&rdquo;, &ldquo;X diventare famosi si deve scopare un vip frocio? Dove sono?&rdquo; e il suo quasi gemello &ldquo;Sesso con un prete: dove trovarlo?&rdquo;.</p>
<p>Inoltre, vi sono questioni di livello internazionale, come: &ldquo;Golden shower: &egrave; pericolosa?&rdquo;, &ldquo;Vi lavate le mani dopo il piscio?&rdquo;, &ldquo;Scat Pissing: Che ne pensate??&rdquo;, &ldquo;Help!!! Il mio ragazzo vuole farmi la cacca addosso&rdquo;, &ldquo;Dite la verit&agrave;: vi ha mai eccitato il sex saffico?&rdquo; o il sempreverde &ldquo;Leccare la passera&rdquo;.</p>
<p>Scavando pi&ugrave; a fondo, si possono infine trovare anche analisi di spaccati quotidiani, magari di non immediata comprensione, ma destinati a lasciare la loro impronta sul nostro avvenire, come: &ldquo;Sapore di sale, sapore di sborra&#8230;&rdquo;, &ldquo;Panettone: con canditi, solo con uvetta o con sborra&rdquo;, &ldquo;Incatenato nudo sul terrazzo&rdquo; e &ldquo;Sperma schizzato dalla finestra&rdquo;. Perch&eacute; siamo noi che abbiamo il chiodo fisso, vero?</p>
<p><em>Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, &egrave; autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista &quot;dall&#8217;interno&quot;, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull&#8217;universo familiare di gay, lesbiche e trans.</p>
<p>Dal 1&deg; gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.</em>Per scrivere a Flavio Mazzini clicca qui </p>
<p align="right">di Flavio Mazzini</p>
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		<title>&#8220;Avrei voglia di mangiarla&#8221;. &#8220;Prego, faccia pure&#8221;.</title>
		<link>https://archivio.gay.it/avrei-voglia-di-mangiarla-prego-faccia-pure</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 16:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/avrei-voglia-di-mangiarla-prego-faccia-pure</guid>

					<description><![CDATA[Leccare, succhiare, mordicchiare, oppure addentare bene il partner? Perché il piacere non è uguale per tutti, anche se forse conviene evitare certe punte estreme. Per non restare infilzati.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sesso_mazziniBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Avrei voglia di mangiarla&quot;. &quot;Prego, faccia pure&quot;. - sesso mazziniBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Visto che il nostro direttore dei contenuti questa settimana &egrave; assente per motivi pi&ugrave; che lieti (a proposito, complimenti!), ne approfitto per tirare fuori surrettiziamente un argomento sul quale eravamo in disaccordo (nel senso che non riuscivo a fargli credere che l&rsquo;argomento potesse avere qualcosa a che fare col sesso).<br />
&nbsp;<br />
Tutto &egrave; nato quando ho letto su internet queste dichiarazioni: <br />
&ldquo;La carne umana ha lo stesso sapore di quella di maiale, &egrave; solo leggermente pi&ugrave; amara, pi&ugrave; sostanziosa&rdquo;: si trattava dell&rsquo;inquietante ma attendibile parere del &lsquo;Cannibale di Rotenburg&rsquo;, all&rsquo;anagrafe Armin Meiwes, quarantacinquenne condannato all&rsquo;ergastolo per aver ucciso, cucinato e mangiato un altro uomo. &ldquo;Da piccolo mia madre mi leggeva la favola di H&auml;nsel e Gretel e io rimanevo impressionato quando il piccolo H&auml;nsel doveva essere divorato. Dopo tanti anni ho realizzato questa fantasia e ho scoperto che la carne umana &egrave; davvero buona. Il primo assaggio naturalmente &egrave; strano, un&rsquo;emozione indefinibile. &Egrave; una bella sensazione sapere che Brandes &egrave; diventato una parte di me&rdquo;.</p>
<p>Il signor Brandes era un 42enne tecnico informatico, omosessuale, coprofago, afflitto da turbe psichiche, incline a prostituirsi e automutilarsi per puro piacere. Meiwes cercava su internet persone disposte a farsi macellare e &ndash; sembrerebbe tra alcune centinaia disponibili a parole &ndash; scelse proprio lui.<br />
Sotto l&rsquo;occhio spietato di una telecamera ma con allucinante normalit&agrave;, Meiwes gli diede da bere vino e lo imbott&igrave; di tranquillanti, poi gli tagli&ograve; il pene in erezione, lo ripass&ograve; in padella con aglio e olio e lo mangiarono insieme. Quando l&rsquo;effetto dei sonniferi insieme all&rsquo;emorragia causata dall&rsquo;amputazione fecero perdere i sensi a Brandes, il cannibale gli tagli&ograve; la gola e cominci&ograve; a macellarlo, arrostendone e salandone le carni, che infine divor&ograve;, pare per un totale di circa 20 chili, prima di seppellirne i resti in giardino recitando preghiere.</p>
<p>Indipendentemente dal giudizio, il raccapricciante episodio svela l&rsquo;inquietante realt&agrave; sommersa di persone (migliaia?) interessate a vivere la stessa esperienza, nel ruolo del cannibale o della vittima: un piacere che sposta i limiti della nostra capacit&agrave; di comprendere. Pur ritenendo che tra persone consenzienti ogni rapporto sia lecito, per quanto liberali si possa essere, i nostri principi vacillano di fronte al cannibalismo. L&rsquo;idea repelle ma ancor pi&ugrave; inquieta: il rapporto &ndash; dove &egrave; sublimata ogni possibile azione, punizione o pena corporale che riguardi lo schifo o il dolore mescolati al piacere &ndash; non ha pi&ugrave; solamente ruoli definiti e contrapposti. Siamo invece in un territorio dove la mente annulla il corpo, mettendo in scena una morte reale che diviene l&rsquo;insuperabile fantasma erotico e contemporaneamente il pi&ugrave; estremo gesto nei confronti di un&rsquo;altra persona, alla quale si d&agrave; il permesso di divorarci, per divenire parte del suo stesso corpo (altro che qualche goccia di sperma, roba da dilettanti!).</p>
<p>Tra innamorati o amanti passionali, l&rsquo;atto del mordere costituisce un topos: nutrirsi del corpo dell&rsquo;altro ed esserne completamente soddisfatti, quasi non ci servisse pi&ugrave; acqua, aria, luce e naturalmente cibo. Come la fatidica domanda &ldquo;Non ti basto?&rdquo;, a supporto del concetto di monogamia sessuale, che richiama alla mente un supermercato dove si pu&ograve; trovare tutto senza il bisogno di recarsi altrove.<br />
I due tedeschi in un certo senso hanno messo in pratica questo desiderio senza possibilit&agrave; di ritorno (visto che adesso uno dei due &egrave; in prigione e l&rsquo;altro &egrave; morto) e in esso si sono realizzati e insieme annullati come esseri umani, quasi come Giulietta e Romeo o i tanti suicidi per amore. Uno dei due ha preso l&rsquo;organo genitale dell&rsquo;altro e lo ha mangiato, non si &egrave; limitato a leccarlo, succhiarlo, prenderlo completamente in bocca fino quasi a strozzarsi, come pu&ograve; succedere ai pi&ugrave; smaccati amanti del rapporto orale. Non ha mordicchiato un capezzolo o lasciato un succhiotto sul collo o l&rsquo;impronta dei denti su una coscia, ma ne ha trangugiato le carni fino a che ha potuto.</p>
<p>Quando il rapporto con il corpo dell&rsquo;altro si sposta verso una pienezza carnale da assaporare, quando l&rsquo;immaginazione e il voyeurismo cedono a un contatto fisico totale, l&rsquo;oralit&agrave; prende il sopravvento e il contatto con l&rsquo;epidermide e con la consistenza delle carni non bastano ma si sente la voglia di affondare i denti, si forma l&rsquo;idea che l&rsquo;altro diventi parte di noi. Se poi si giunge a concepire che di due corpi se ne formi uno solo, per quanto abominevole possa essere, ci troviamo forse di fronte a un desiderio erotico-sentimentale oltre il quale non vi &egrave; pi&ugrave; nulla.<br />
Insomma, &egrave; sesso? E&rsquo; amore? E&rsquo; una folle passione oppure solo una perversione aberrante? Con un pizzico di ironia si potrebbe dire che possiamo ancora rinunciare a certe punte estreme, fermarci prima, senza per questo passare per reazionari. Voi cosa ne pensate?</p>
<p><em>Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, &egrave; autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista &quot;dall&#8217;interno&quot;, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull&#8217;universo familiare di gay, lesbiche e trans.</p>
<p>Dal 1&deg; gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.</em></p>
<p>Per scrivere a Flavio Mazzini clicca qui</p>
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<p align="right">di Flavio Mazzini</p>
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		<title>Olanda: parte campagna contro il bareback</title>
		<link>https://archivio.gay.it/olanda-parte-campagna-contro-il-bareback</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2003 16:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[Le associazioni olandesi per la lotta contro l'Aids, temendo una nuova ondata di infezioni, provano a entrare attivamente in contatto con i frequentatori delle serate bareback.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback01.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Olanda: parte campagna contro il bareback - bareback01 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>AMSTERDAM &#8211; Le associazioni olandesi per la lotta contro l&#8217;Aids, temono una nuova ondata di infezioni. La Schorerstichting, sorta di Lila olandese, gioca d&#8217;anticipo e prova a entrare attivamente in contatto con i frequentatori delle serate bareback, dove il sesso senza rischio è bandito.<br />
La maggior parte dei party bareback sono organizzati in maniera privata, e i colontari dell&#8217;associazione devono perciò monitorare la rete per le informazioni riguardanti i gruppi specifici. «Cerchiamo di informare sui rischi, senza giudicare. Se le persone si sotinano nel bareback, spieghiamo loro come limitare i danno per quanto possibile».<br />
Secondo l&#8217;associazione, «questa versione moderna della roulette russa ha i suoi adepti tra coloro che sono eccitati dall&#8217;idea di essere contaminait o di contaminare gli altri». Non sarebbero dunque loro il pubblico al quale indirizzare questa nuova campagna giocata sul campo, ma coloro che ancora esitano.</p>
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		<title>LIBERI DI MORIRE</title>
		<link>https://archivio.gay.it/liberi-di-morire</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2001 16:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso estremo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/liberi-di-morire</guid>

					<description><![CDATA[Speciale Bareback 2. Chi pratica sesso senza protezione parla di libera scelta. Ma è una trappola mortale. E assassina.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="200" height="150" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback07.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="LIBERI DI MORIRE - bareback07 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Fulcro della filosofia Bareback, resta sempre il concetto di &quot;libero arbitrio&quot;. Leggendo nei forum dei siti Bareback, questo concetto riemerge spesso, e viene amplificato sempre dai disclaimer che troneggiano in ogni party Bareback che si rispetti. Il rischio di contrazione dell&#8217;HIV per un sieronegativo che approccia ad un party Bareback dove la stragrande maggioranza dei partecipanti ha già avuto contatti con l&#8217;HIV, è elevatissimo e conseguentemente spinge, anche per evitare problemi legali, i gestori dei locali che li organizzano (in USA ma ora anche in Germania, Olanda e Gran Bretagna) a avvertire in maniera pilatesca che vi sono serie e preoccupanti probabilità di contrarre l&#8217;HIV in quelle feste. Ciò non impedisce alla coscienza di questi galantuomini, ovviamente, di continuare ad organizzarle.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LIBERI DI MORIRE - bareback05 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback05.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Marginalmente, si fa riferimento al fatto che non sia stato provato da studi pubblicati la pericolosità di una esposizione multipla al virus, cavallo di battaglia dei barebacker sieropositivi regolarmente sconfessati da ogni virologo che si rispetti (Vedi alla pagina https://www.cnnitalia.it/2000/SALUTE/02/03/aids/), e da casi come quello dell&#8217;omosessuale canadese sieropositivo asintomatico che, reinfettato da un ceppo più aggressivo di quello per il quale era in cura, ha visto complicarsi il proprio quadro clinico in maniera inesorabile.</p>
<p>È sbagliato, però, pensare che all&#8217;interno del mondo Bareback vi sia un tutt&#8217;uno indistinto di motivazioni, idee, e profili psicologici. Da annoverare nelle tipologie diverse di barebacker, ci sono i cosiddetti <strong>Bugchaser</strong>, a metà tra il paradossale e l&#8217;inquietante.</p>
<p>I Bugchaser sono sieronegativi (spesso anche molto giovani) che cercano volontariamente il contagio con i sieropositivi che partecipano ai party Bareback, detti Giftgiver. Per quanto pazzesco possa sembrare all&#8217;occhio di una persona dotata di senno, esistono individui che cercano il contagio per i motivi più impensabili, ma soprattutto per quell&#8217;inquietante dettame inconscio e sotto culturale per cui una volta che ci si è &quot;tolti il pensiero&quot;, poi si riesce sotto controllo medico a portare avanti una sieropositività tranquilla e scevra di problematiche. Eccezion fatta, ovviamente, per il quintale di pillole giornaliero da tracollare.</p>
<p>Non è così.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LIBERI DI MORIRE - bareback06 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback06.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Le conseguenze del Bareback le elenca perfino un sito che di questa pratica ha fatto un business. Dove si legge testualmente:</p>
<p>&quot;Il sesso Bareback comporta il rischio di contrarre diverse malattie opportunistiche, incluso l&#8217;HIV. Se sei sieronegativo, corri rischi più alti di rimanere esposto al rischio di contrarre l&#8217;HIV attraverso il Bareback piuttosto che se tu avessi un rapporto sessuale con il preservativo. Se sei sieropositivo, tu ti puoi infettare nuovamente anche con diverse combinazioni del virus. È assunto come postulato dal proprietario del sito Internet che sei un adulto pienamente consapevole di tutti i rischi connaturati alla pratica del sesso senza protezioni. È oltre modo chiaro che tu ti assumi ogni rischio quando incontri persone pubblicizzate per avere rapporti sessuali…&quot; Segue la dichiarazione del sito Inernet che declina ovviamente ogni responsabilità per il comportamento, per lo stato di salute e la veridicità delle affermazioni dei propri visitatori e non appoggia la intenzionale ed illegale infezione di persone sieronegative senza la propria espressa accondiscendenza, da parte di un sieropositivo. Laconico? Pilatesco? Ognuno valuti in propria coscienza, ma quello che emerge seppur in modo sfumato da questo annuncio è che:</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LIBERI DI MORIRE - bareback08 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback08.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>1)	per stessa ammissione dei Barebackers è un concreto rischio per un sieronegativo fare sesso bareback. È stimato da loro stessi che il 90 percento ed oltre dei partecipanti ai party Bareback siano già sieropositivi. Partecipare ad uno di quei party, significa salvo rare eccezioni, contrarre matematicamente il virus dell&#8217;HIV.</p>
<p>2)	Non è vero che per un sieropositivo il bareback sia una passeggiata di salute, perché l&#8217;HIV è un retro virus mutante, che al pari per esempio del virus dell&#8217;influenza, può mutare il proprio codice genetico al variare di diversi eventi. Non esiste, conseguentemente, un solo tipo di HIV ma differenti ceppi di virus di diversa aggressività e carica virale. E di diversa cura in ordine all&#8217;approccio farmacologico: può succedere che un paziente sotto cura con successo per un ceppo di HIV, al contatto con un ceppo di differente carica virale veda aggravarsi il proprio quadro clinico.</p>
<p>3)	Ai proprietari di quei portali internet, non importa un accidente se qualche sieronegativo si infetterà con l&#8217;HIV.</p>
<p>L&#8221;HIV è una condizione di infezione permanente, e anche livelli non rilevabili possono anche trasmettere l&#8217;infezione da persona a persona: non si deve quindi cadere nella trappola di chi afferma di avere una non rilevabile carica virale. Non significa che sia stato curato dall&#8217;HIV, e si può restarne infettati.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="LIBERI DI MORIRE - bareback09 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/bareback09.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>È vero che esistono, pure in Italia, le cosiddette Profilassi Post Esposizione (PEP), somministrazione controllata di farmaci che curano l&#8217;HIV susseguenti a presunti contagi ed effettivi contatti avvenuti con il virus. Ma attenzione: queste terapie sono nella stragrande maggioranza dei casi profilassi alle quali sono sottoposti addetti ai lavori venuti accidentalmente a contatto col virus a causa della propria professione, come nel caso di infermieri rimasti feriti da aghi infetti, o dentisti a contatto con pazienti sanguinanti. Ed anche seguendo la profilassi studiata, il rischio di contrarre egualmente il virus permane, anche se è molto basso (è stimato nel 21 % in caso di profilassi seguita in maniera completa se attuata entro le 24 ore seguenti all&#8217;esposizione). Uno dei motivi, peraltro, per la mancata universale estensione della PEP a tutti i cittadini, rimane peraltro la volontà espressa di non favorire, appunto, comportamenti a rischio giocando sull&#8217;effetto PEP per poter lenire i nefasti effetti potenziali.</p>
<p><em>(2. continua)</em></p>
<p align="right">di Luca Valeriani</p>
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