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	<title>social network &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>social network &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono</title>
		<link>https://archivio.gay.it/facebook-nuova-politica-sui-nomi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Semenzato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La politica che protegge la comunità LGBT, le vittime di bullismo e violenze varie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - Facebook politica nomi veri 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Facebook</strong>, il social dei social, ha ricevuto numerose critiche per la sua politica d&#8217;obbligo nell&#8217;uso del proprio vero nome sul sito.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook conchita wurst - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_conchita_wurst.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Da oggi, accogliendo le critiche ricevute, Facebook ha annunciato che</strong> farà delle modifiche, per impedire che determinate persone possano sentirsi lese a livello umano, come drag queen, transessuali ma anche altre vittime di bullismo e violenze: <strong>si potrà usare il nome col quale gli amici e la famiglia ti conoscono</strong>, quello che usi di più, e non per forza il nome che ti hanno dato alla nascita.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook stop bullismo1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_stop_bullismo1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questo passo di Facebook verso una maggior personalizzazione, ma anche privacy e rispetto, che<br />
<strong>Justin Osofsky, Vice Presidente del Global Operations</strong> ha descritto come: </p>
<p>“Un azione importante perchè<strong> rende più difficile ai bulli di scalfire la reputazione di persone con nomi più &#8220;anonimi&#8221; e diminuisce anche l&#8217;opportunità di molestie e d&#8217;istigazione al comportamento criminale</strong>. Inoltre, quando le persone possono usare i nomi coi quali sono conosciuti dagli altri, le loro parole e le loro azioni hanno più significato e peso, e vengono prese molto più sul serio se connesse all&#8217;identità con la quale quella persona vuol essere conosciuta. Siamo convinti di questo e continueremo ad apportare miglioramenti alla politica.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook introduce politica contro nomi veri - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_introduce_politica_contro_nomi_veri.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Due sono gli obiettivi principali della politica, come spiega lo stesso <strong>Justin Osofsky</strong>:</p>
<p>“<strong>Per prima cosa vogliamo ridurre il numero di persone alle quali viene chiesto di verificare il proprio nome su Facebook </strong>se sono già iscritti col nome per cui la gente li conosce. <strong>Secondo, vogliamo rendere più semplice la conferma del nome vero se ritenuto necessario.</strong> Questo nuovo aspetto dà alle persone l&#8217;abilità di poter dichiarare una circostanza che può giustificare l&#8217;uso di un nome diverso dal proprio di nascita, come ad esempio <strong>essere lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, o di una minoranza etnica o vittime di abuso, stalking o bullism</strong>o. Selezionando l&#8217;opzione possono darci dati extra per farci conoscere la loro personale situazione e, quindi, permettere loro di avere su Facebook il profilo più adatto alle esigenza della propria persona&#8221;</p>
<p><strong>Per evitare che terzi segnalino un profilo con un nome &#8220;fake&#8221;</strong>, che in molti casi è sinonimo di come una persona s&#8217;identifica, sono state apportate modifiche che rendono<strong> più complesso il sistema di segnalazion</strong>e, per scoraggiare eventuali segnalazioni fatte solo per infastidire o denigrare. Dovranno andare nello specifico ed essere molto chiari, se vogliono segnalare qualcuno&#8221;</p>
<p>E questo è solo l&#8217;inizio dei cambiamenti.</p>
<p><strong>Facebook</strong>, ancora una volta, <strong>si conferma il social &#8220;giant&#8221; più LGBT e rispettoso</strong>. Speriamo che facciano sempre passi avanti come questi riportati nell&#8217;articolo e non peggiorino, però, a livello di funzionalità interne. </p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le bufale della rete: mangi carne, tuo figlio sarà gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/le-bufale-della-rete-mangi-carne-tuo-figlio-sara-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Circola su Fb una bufala clamorosa che, se qualcuno non ci credesse, farebbe solo ridere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bufala-rete-vegani-base-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le bufale della rete: mangi carne, tuo figlio sarà gay - bufala rete vegani base 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bufala-rete-vegani-base-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bufala-rete-vegani-base-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>&#8220;L’università di Oxford ha divulgato finalmente i dati di uno studio medico/statistico cominciato nel 1993, in cui venivano coinvolte 200 donne in gravidanza: 100 adottarono una dieta vegetariana, le altre 100 donne adottarono una dieta onnivora, prediligendo il consumo di carni rosse. I risultati (shockanti) ottenuti solo a 20 anni dallo studio, con un’analisi approfondita della vita sessuale dei nascituri che hanno ormai raggiunto l’età adulta sono i seguenti: 97 ragazzi/e, figli delle donne vegetariane non hanno mai avuto nessuna esperienza omosessuale o bisessuale e godono di ottima salute, 3 sono deceduti in circostanze accidentali; 73 ragazzi/e, figli delle donne onnivore (con la predilezione per il consumo di carni rosse) vivono una vita sessuale atipica e promiscua, 14 sono membri attivi della International Lesbian and Gay Association, 8 sono deceduti per motivi di salute, 5 sono sposati con partner del sesso opposto. Gli altri dati allarmanti riguardano le condizioni di salute delle madri onnivore, il 65% ha sofferto di patologie cancerose più o meno gravi. Finalmente una cura che abbraccia la possibilità di scegliere in maniera preventiva che la psiche del proprio figlio non sia fuorviata da errate valutazione in campo etico/sessuale&#8221;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Le bufale della rete: mangi carne, tuo figlio sarà gay - bufala rete vegani base - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bufala-rete-vegani-base.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E&#8217; questo, senza bisogno di molti commenti, il post  che sta circolando in queste ore su Facebook. La geniale idea è venuta agli autori (ignoti, purtroppo), della pagina &#8220;Vegani Uniti in Rete&#8221;. Il tutto corredato dall&#8217;immagine a fianco, che esprime senza troppi giochi di parole il concetto: se mangi carne, tuo figlio sarà gay.</p>
<p>Se non fosse che qualcuno, come potete vedere dai commenti, ci crede, forse per l&#8217;autorevolezza dell&#8217;università (arbitrariamente) citata, <strong>ci sarebbe solo da ridere</strong>. Ad esempio, un certo Antonio scrive: &#8220;Hai ragione finalmente dei dati seri e attendibili.. apriamo gli occhi fratelli veg&#8221;. Su cosa aprire gli occhi sinceramente non capiamo: forse sull&#8217;imbecillità delle persone.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Magdi Allam paragona il mondo lgbt ad una bomba atomica</title>
		<link>https://archivio.gay.it/magdi-allam-paragona-il-mondo-lgbt-ad-una-bomba-atomica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Sparata su Facebook del giornalista egiziano convertito al cristianesimo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/magdi-allam-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Magdi Allam paragona il mondo lgbt ad una bomba atomica - magdi allam 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/magdi-allam-1.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/magdi-allam-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>E&#8217; di qualche giorno fa, ma vale la pena di riprenderla <strong>la &#8220;sparata&#8221; su Facebook di Magdi Allam</strong>, il giornalista, politico e scrittore egiziano convertito al cristianesimo, noto per le sue posizioni estremiste anti-islam e per apparire &#8211; purtroppo, aggiungiamo noi &#8211; spesso nei talk-show televisivi. Nel testo e nella vignetta pubblicati qualche giorno fa, Magdi Allam infatti paragona la fantomatica teoria &#8220;gender&#8221; ad una bomba atomica, tale e quale quella che 71 anni fa il bombardiere statunitense &#8220;Elona Gay&#8221; sganciò sulla città giapponese di Hiroshima.</p>
<div id="fb-root"></div>
<p><script>(function(d, s, id) {  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];  if (d.getElementById(id)) return;  js = d.createElement(s); js.id = id;  js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&#038;version=v2.3";  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));</script></p>
<div class="fb-post" data-href="https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam/posts/942278559163400:0" data-width="500">
<div class="fb-xfbml-parse-ignore">
<blockquote cite="https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam/posts/942278559163400:0">
<p>Marcello Sartori &#8211; Il 6 agosto 1945 il bombardiere americano ribattezzato Enola Gay, dal nome della madre del pilota,&#8230;</p>
<p>Posted by <a href="https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam" rel="nofollow noopener" target="_blank">Magdi Cristiano Allam</a> on&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam/posts/942278559163400:0" rel="nofollow noopener" target="_blank">Giovedì 27 agosto 2015</a></p>
</blockquote>
</div>
</div>
<p>Immediate le reazioni di utenti Facebook, più o meno noti.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Magdi Allam paragona il mondo lgbt ad una bomba atomica - scalfarotto intervista - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/scalfarotto_intervista.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>L&#8217;onorevole Ivan Scalfarotto, ad esempio, così gli ha risposto</strong>: &#8220;Allam, penso che questo suo post sia spazzatura, e tra la più indecente che si sia mai vista. È evidente che lei non sa di cosa parla, né in tema di sessualità e affettività, né deve avere evidentemente anche una vaga idea di cosa è stata la bomba atomica per la storia dell&#8217;umanità. Vada a fare un giro a Hiroshima e provi a chiedere alla sua coscienza di mettersi a funzionare, chieda perdono e si inginocchi alle vittime di quello spaventoso momento di buio senza ritorno. Raramente ho raccomandato a qualcuno di vergognarsi con la stessa intensità con cui la invito a farlo oggi.&#8221;</p>
<p>Ma più apprezzato ancora dagli utenti Facebook è stato il <strong>commento netto e senza troppe perifrasi</strong> di un certo Alessandro Gambino che si dichiara etero convinto, sposato e padre di famiglia: &#8220;Ma per favore, paragonare un fatto come quello di hiroshima alla cultura gender non è solo ridicolo. Povero mondo, continuate a ragionare da medio evo e non pensate ai problemi seri, mi raccomando. Per un po&#8217; di incularella non è mai morto nessuno se non per mano di voi trogloditi finti moralisti e magari padri di famiglia che poi la sera vanno a zoccole. Firmato, un etero convinto, sposato e padre di famiglia&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Regala una vita a Lucio Malan: partecipa all&#8217;evento!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/regala-una-vita-a-lucio-malan-partecipa-all-evento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Vede gender ovunque, niente niente che il senatore non ha una vita? Regaliamogliela!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/malan_arcigay-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Regala una vita a Lucio Malan: partecipa all&#039;evento! - malan arcigay 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/malan_arcigay-2.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/malan_arcigay-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Regala una vita a Lucio Malan: partecipa all&#039;evento! - meme malan2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/meme_malan2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Prima ha presentato quasi un migliaio di emendamenti contro il DDL Cirinnà, poi, in mancanza di argomenti validi, ha fatto dell&#8217;ostruzionismo uno strumento per rallentare l&#8217;iter della legge. Al netto della scarsa originalità di tutto questo (Giovanardi, ammettiamolo, è molto più professionale nell&#8217;uso di queste pratiche), il senatore di Forza Italia Lucio Malan negli ultimi giorni si è distinto per alcuni tweet alquanto discutibili (per usare un eufemismo). Dell&#8217;attacco ad Arcigay, usare criteri di uguaglianza per i suoi dipendenti omosessuali .<br />
Ne è nato uno scambio di battute ironiche tra alcuni utenti su Twitter (se avete un account sul social network, avete un&#8217;idea di come funzionano queste cose) e una domanda spontanea e inevitabile: ma il senatore Malan, ce l&#8217;ha una vita? La nostra risposta è stata: evidentemente no, quest&#8217;uomo ha bisogno di aiuto. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Regala una vita a Lucio Malan: partecipa all&#039;evento! - malan evento - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/malan_evento.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Da lì l&#8217;idea del nostro blogger (nonché scrittore e attivista) <a href="https://blogs.gay.it/dario-accolla" target="_blank" rel="noopener">Dario Accolla</a>  di creare <a href="https://www.facebook.com/events/878916108853131/" rel="nofollow noopener" target="_blank">un evento su Facebook</a> . E un hashtag: #RegalaunavitaaLucioMalan.<br />
Siamo convinti che l&#8217;ironia sia l&#8217;arma migliore per contrastare il grigiore e le bugie di chi ancora nel 2015 tenta di fare rimanere questo paese indietro di almeno 30 anni rispetto al resto dell&#8217;Europa e del mondo civilizzato, relegandolo al pari delle teocrazie mediorientali che, a parole, dicono di osteggiare.<br />
Ora sta a voi fare il resto: aderite all&#8217;evento, condividete l&#8217;hashtag, pubblicare idee per dare una vita a quest&#8217;uomo che vede gender ovunque. <a href="https://www.facebook.com/events/878916108853131/" rel="nofollow noopener" target="_blank">Cliccate qui e diffondete!</a> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand</title>
		<link>https://archivio.gay.it/la-violenza-omofoba-in-russia-nell-importante-dramma-etico-stand</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/la-violenza-omofoba-in-russia-nell-importante-dramma-etico-stand</guid>

					<description><![CDATA[L’apprezzabile thriller-pamphlet del francese Taieb denuncia il terrore antigay russo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/standcov27-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand - standcov27 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/standcov27-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/standcov27-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand - stand1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/stand1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L’omofobia uccide. E in alcuni Paesi uccide di più. In <strong>Russia</strong>, dopo l’approvazione due anni fa della legge antigay spacciata per norma sulla difesa dei minori (divieto di qualsiasi tipo di ‘propaganda dell’omosessualità’), fortemente voluta da Putin, l’escalation di delitti e violenze omofobiche è ormai inarrestabile: sono ben 445 i gruppi ex sovietici registrati online per combattere espressamente le attività della comunità lgbt, attivi soprattutto sul social network <strong>VK.com</strong>, una sorta di Facebook russo. Un utile approfondimento della questione è contenuto in un interessante film che abbiamo visto in sala in Francia ma viene distribuito anche da noi in streaming grazie a The Open Reel: si tratta di <strong>Stand</strong> (Stare in piedi) del regista francese <strong>Jonathan Taieb</strong>, vincitore tre giorni fa ad Asunción dell’11esimo <strong>Paraguay International LGBT Film Festival</strong>. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand - stand4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/stand4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Girato nel territorio ucraino in ‘<em>mode guérilla</em>’, cioè senza alcuna autorizzazione, con una troupe internazionale di sole sette persone, è una sorta di thriller ibernato &#8211; le temperature sul set raggiungevano i -20 C° &#8211; su un dilemma morale dostoevskijano: <strong>Anton</strong> e <strong>Vlad</strong> (Renat Shuteev e Andrej Kurganov, assai espressivi) sono una riservata coppia gay che assiste per caso, dall’interno dell’abitacolo della loro autovettura, a una violenza ai danni di un omosessuale ma il secondo, che è alla guida, convince Anton a non intervenire per paura (lo spettatore non vede l’aggressione che resta fuori campo). Quando scoprono che il ragazzo coinvolto è morto per le ferite subite, travolti dal senso di colpa, decidono di fingersi giornalisti e indagare sull’omicidio per risalire ai colpevoli. Anton è più risoluto, vuole andare a capo della vicenda, mentre Vlad ha paura di esporsi temendo ripercussioni violente ma subisce le accuse del fidanzato che arriva a dire: “Non posso continuare così, hai ucciso quell’uomo”.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand - stand2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/stand2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Costruito come un vero e proprio polar &#8211; verrebbe da aggiungere ‘polare’, vista l’ambientazione -, girato con videocamera a mano mobile e un’idea di regia piuttosto consapevole, ha una sua suspence un po’ viziata da qualche inerzia di troppo e vuol essere anche un pamphlet di denuncia morale della silenziosa connivenza nella società civile russa riguardo alle violenze omofobiche, spesso taciute alle istituzioni (con la famigerata legge omofoba si rischiano fino multe fino a dodicimila euro se si viene coinvolti in eventi riconducibili a una quanto mai vaga ‘propaganda gay’). La voce fuori campo mette in evidenza quanto sia importante, eticamente, uno sguardo critico su ciò che avviene intorno a noi: “<em>La morale la costruiamo noi, la scegliamo. Tuttavia, possiamo pensare in un modo e agire in un altro. Ed è come scegliamo di agire che, alla fine, costruisce la nostra morale</em>”.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="La violenza omofoba in Russia nell’importante dramma etico Stand - stand3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/stand3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nell’importante Stand (il perché di quello ‘stare in piedi’ è chiarificato nel bel finale impattante) la questione morale affianca la crisi della coppia formata da Anton e Vlad e suggerisce quanto la repressione esterna possa influire negativamente sulle dinamiche relazionali di due uomini che si amano ma la cui relazione un po’ logorata dalla routine non ha ancora trovato il modo per ravvivarsi. Si evidenzia inoltre la potente pervasività e, nello stesso tempo, potenziale pericolosità del mezzo <strong>Internet</strong> per quanto sia facile postare e condividere video di efferate violenze omofobiche (nel film un’ulteriore umiliazione è rappresentata da getti di vernice spray blu con cui vengono imbrattate le vittime).  </p>
<p>Da vedere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Miley Cyrus cambia i connotati a Justin Bieber: effetto bootylicious</title>
		<link>https://archivio.gay.it/miley-cyrus-justin-bieber-nudo-instagram</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/miley-cyrus-justin-bieber-nudo-instagram</guid>

					<description><![CDATA[Da una che di nudi se ne intende, ecco il photoshop più divertente dell'estate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/justin_miley_twerl_628-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Miley Cyrus cambia i connotati a Justin Bieber: effetto bootylicious - justin miley twerl 628 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/justin_miley_twerl_628-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/justin_miley_twerl_628-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Noi tutti ricordiamo lo <a href="https://www.gay.it/justin-bieber-nudo-instagram" rel="nofollow noopener" target="_blank">scatto a soggetto chiappe</a>  condiviso da Justin Bieber sul suo profilo Instagram qualche giorno fa, ma <strong>Miley Cyrus</strong>&#8230;<strong> took that to the next level</strong>!</p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-version="4" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:8px;">
<div style=" background:#F8F8F8; line-height:0; margin-top:40px; padding:50% 0; text-align:center; width:100%;">
<div style=" background:url(data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAACwAAAAsCAMAAAApWqozAAAAGFBMVEUiIiI9PT0eHh4gIB4hIBkcHBwcHBwcHBydr+JQAAAACHRSTlMABA4YHyQsM5jtaMwAAADfSURBVDjL7ZVBEgMhCAQBAf//42xcNbpAqakcM0ftUmFAAIBE81IqBJdS3lS6zs3bIpB9WED3YYXFPmHRfT8sgyrCP1x8uEUxLMzNWElFOYCV6mHWWwMzdPEKHlhLw7NWJqkHc4uIZphavDzA2JPzUDsBZziNae2S6owH8xPmX8G7zzgKEOPUoYHvGz1TBCxMkd3kwNVbU0gKHkx+iZILf77IofhrY1nYFnB/lQPb79drWOyJVa/DAvg9B/rLB4cC+Nqgdz/TvBbBnr6GBReqn/nRmDgaQEej7WhonozjF+Y2I/fZou/qAAAAAElFTkSuQmCC); display:block; height:44px; margin:0 auto -44px; position:relative; top:-22px; width:44px;"></div>
</div>
<p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://instagram.com/p/40ui8ZQzAw/" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_top" rel="noopener noreferrer nofollow">Bieber got back!</a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">Una foto pubblicata da Miley Cyrus (@mileycyrus) in data: <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2015-07-07T05:52:19+00:00">6 Lug 2015 alle ore 22:52 PDT</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async defer src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script></p>
<p>Bè Miley, se un giorno decidessi di farla finita con la musica, il mondo del photo editing ti aspetta a braccia aperte!</p>
<p align="right">di Davide Bertolino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gender, Family Day, Unioni Civili, Gay Pride e i politici su Twitter</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gender-family-day-gay-pride-unioni-civili-twitter</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/gender-family-day-gay-pride-unioni-civili-twitter</guid>

					<description><![CDATA[L'assordante silenzio dei politici a favore dei diritti delle persone lgbt: ecco i numeri]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/politici_twitter_bs-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gender, Family Day, Unioni Civili, Gay Pride e i politici su Twitter - politici twitter bs 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/politici_twitter_bs-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/politici_twitter_bs-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Il sito Misurarelacomunicazione.it ha raccolto i dati dei tweet riguardo al dibattito in corso sui diritti delle persone lgbt. Tra Family Day, Pride e DDL sulle unioni civili, il tema è molto di battuto su Twitter e ne parlano molto anche i politici.<br />
Tramite Tweetpolitics hanno monitorato la diffusione degli hashtag che riguardano questi argomenti nei tweet dei politici e rappresentanti delle istituzioni. È risultato che #gender e #FamilyDay prevalgono nettamente su #UnioniCivili e #GayPride. Il monitoraggio è stato fatto tra l&#8217;8 e il 21 giugno (cioè da due giorni dopo i primi pride, che quindi non risultano nel conteggio, a un giorno dopo il Family Day).<br />
Il sito fa notare che si può quasi parlare di bilanciamento tra i due fronti se si considerano anche le citazioni dei tweet dei politici.</p>
<p><iframe src="https://eikonserver.com/gephi/rtnet-parlamento/index.html#familyday.gexf" width="100%" height="600"></iframe></p>
<p>Chi sono i più attivi del fronte anti-gay? Non vi stupirà sapere che si tratta di Maurizio Gasparri e Lucio Malan, come non sorprenderà nessuno sapere che dall&#8217;altra parte gli account più prolifici sono quelli di Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice che però si limitano alla questione unioni civili su cui  <em>Misurare la comunicazione </em> parla di &#8220;assordante silenzio del PD&#8221;. Sul Pride, invece, a twittare più di tutti e Sinistra Ecologia e Libertà.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40402" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/politici_twitter.jpg" alt="politici_twitter" width="570" height="293" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da oggi l&#8217;identità di genere su Facebook è personalizzabile</title>
		<link>https://archivio.gay.it/da-oggi-l-identita-di-genere-su-facebook-e-personalizzabile-lgbt</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 16:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/da-oggi-l-identita-di-genere-su-facebook-e-personalizzabile-lgbt</guid>

					<description><![CDATA[Dalla collaborazione con Arcigay nasce la nuova opzione: ognuno scelga la propria identità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_genere_libero-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Da oggi l&#039;identità di genere su Facebook è personalizzabile - facebook genere libero 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_genere_libero-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_genere_libero-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Da oggi l&#039;identità di genere su Facebook è personalizzabile - social network facebook friendly BS - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/social-network-facebook-friendly-BS.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Da oggi anche gli utenti italiani di Facebook potranno scegliere di personalizzare il proprio genere scegliendo liberamente quale identità inserire nelle opzioni del profilo. A renderlo noto è la stessa azienda con una nota congiunta con Arcigay. </p>
<p>Ogni persona <strong>potrà scrivere fino a dieci termini differenti </strong>che caratterizzino la sua identità di genere, selezionando e controllando il pubblico con cui condividere queste informazioni. Dallo scorso anno è possibile, inoltre, scegliere i pronomi con i quali si è designati su Facebook – lui/gli, lei/le o neutro.<br />
Una scelta che va nella direzione del rispetto delle diverse identità e della consapevolezza delle difficoltà che le persone incontrano nell&#8217;esprimere liberamente la propria identità di genere. La novità arriva grazie alla collaborazione con Arcigay che già lo scorso anno aveva portato alla stesura della lista di categorie di genere messa a disposizione degli utenti italiani. </p>
<p><strong>ROMANI: &#8220;UN MESSAGGIO DI LIBERTÀ&#8221;</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Da oggi l&#039;identità di genere su Facebook è personalizzabile - facebook generi - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_generi.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&#8220;La libertà è un terreno da esplorare senza timori &#8211; commenta <strong>Flavio Romani, presidente di Arcigay</strong> -: è questo il messaggio importante che Facebook ci trasmette. Prima, per circa un anno, in quell&#8217;opzione abbiamo conosciuto le numerose definizioni che in ogni parte del mondo ogni cultura produce per parlare di identità. Dopo questo viaggio, oggi <strong>Facebook ci affida definitivamente la nostra libertà</strong>, dandoci la possibilità di formulare in prima persona la parola che meglio descrive la nostra identità. E potremo comunque scegliere uomo o donna, come la maggioranza degli utenti presumibilmente farà, ma senza che questa dicotomia tolga spazio o dignità alle persone che non vi si riconoscono. Quella casella in più, insomma, è anche un gesto di grande rispetto e di inclusione&#8221;.</p>
<p><strong>BONONCINI: &#8220;GLI UTENTI DEVONO SENTIRSI SE STESSI E A PROPRIO AGIO&#8221;</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Da oggi l&#039;identità di genere su Facebook è personalizzabile - facebookmarriedF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebookmarriedF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“È importante che ogni persona che utilizza Facebook per rimanere in contatto con gli amici o seguire argomenti di interesse <strong>si senta a suo agio e sia realmente se stessa</strong> &#8211; aggiunge Laura Bononcini, Responsabile Relazioni Istituzionali di Facebook Italia -. In questo senso, la possibilità di esprimere la propria identità sessuale è sicuramente un aspetto importante, soprattutto se questa va oltre la semplice categorizzazione “uomo” o “donna”. L’introduzione della possibilità per ognuno di <strong>descrivere liberamente la propria identità di genere</strong>, oltre a poter scegliere tra le opzioni precompilate, rappresenta quindi un importante passo in avanti per il riconoscimento di sempre maggiori libertà a tutte le persone che non si riconoscono in categorie e terminologie prestabilite. Per il raggiungimento di questi obiettivi <strong>è per noi fondamentale la collaborazione con Arcigay</strong>, il cui supporto ci è indispensabile per identificare e rispondere al meglio alle esigenze di molti Italiani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Facebook chiede scusa: ora le drag queen potranno usare il nome d&#8217;arte</title>
		<link>https://archivio.gay.it/facebook-chiede-scusa-ora-le-drag-queen-potranno-usare-il-nome-d-arte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 16:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Transgender]]></category>
		<category><![CDATA[Drag King]]></category>
		<category><![CDATA[Drag Queen]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/facebook-chiede-scusa-ora-le-drag-queen-potranno-usare-il-nome-d-arte</guid>

					<description><![CDATA[Dopo la polemica per i profili eliminati, cambia la policy per drag e persone transessuali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/social-network-facebook-friendly-BS-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Facebook chiede scusa: ora le drag queen potranno usare il nome d&#039;arte - social network facebook friendly BS 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/social-network-facebook-friendly-BS-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/social-network-facebook-friendly-BS-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Facebook chiede scusa: ora le drag queen potranno usare il nome d&#039;arte - facebook generi - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_generi.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>D’ora in poi, drag queen e drag king ma anche persone transessuali con un nome diverso da quello anagrafico, non rischieranno più di vedersi cancellare il loro account su Facebook.<br />
Ad annunciarlo è Chris Cox, braccio destro di Mark Zuckerberg.<br />
La vicenda ha avuto inizio le scorse settimane a seguito della cancellazione dell’account Facebook di Sister Roma, nome d’arte di una drag queen di San Francisco. La vicenda, denunciata su Twitter, ha subito trovato l’appoggio della comunità lgbt. Lo scorso 17 settembre, presso la sede della società a Menlo Park, alcuni funzionari di Facebook hanno accolto alcuni esponenti della comunità per analizzare la questione.<br />
Oggi l’epilogo: “Desidero scusarmi – ha esordito Chris Cox &#8211; con la comunità di drag queen, drag kings, transgender e in modo esteso con tutti i nostri amici, vicini e membri della comunità lgbt per il disagio che abbiamo provocato con i vostri account di Facebook nelle scorse settimane”.<br />
“La nostra policy – ha proseguito Cox &#8211; non è mai stata quella di richiedere che su Facebook tutti usassero il loro nome legale. Lo spirito della nostra policy è che tutti su Facebook usino il nome che usano nella loro vita reale. Per Sister Roma, è Sister Roma. Per Lil Miss Hot Mess, è Lil Miss HotMess”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Dio odia i froci&#8221;? No, li ama e fa pubblicità</title>
		<link>https://archivio.gay.it/dio-odia-i-froci-no-li-ama-e-fa-pubblicita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 16:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[religione e omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/dio-odia-i-froci-no-li-ama-e-fa-pubblicita</guid>

					<description><![CDATA[Una risposta così la Westboro Church non se l'aspettava. Da Dio, poi, chi l'avrebbe detto?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cartellone_dio_gay_b-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Dio odia i froci&quot;? No, li ama e fa pubblicità - cartellone dio gay b 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cartellone_dio_gay_b-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cartellone_dio_gay_b-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Dio odia i froci&quot;? No, li ama e fa pubblicità - cartellone dio gay - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/cartellone_dio_gay.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Avete presente la Westboro Baptist Church? Quella che picchetta i funerali dei gay con i cartelli &#8220;Dio odia i froci&#8221; e cose del genere. Beh, ieri mattina fa i suoi militanti più accaniti hanno avuto un pessimo risveglio. Proprio alle porte della città in cui ha sede la chiesa, a Topeka, è apparso un enorme cartellone pubblicitario con una scritta altrettanto grande che recita: &#8220;Dio ama i gay&#8221; con tanto di arcobaleno sullo sfondo.<br />
Ad affiggerlo sono stati i gestori della pagina satirica Facebook che si chiama, appunto, Dio e che vanta più di un milione e settecentomila fan. Proprio da quella pagina, infatti, è stato lanciato un progetto di fund raising approdato sulla piattaforma Indiegogo , che mirava a raccogliere fondi per la realizzazione del cartello da affiggere a Topeka, in risposta alle campagne d&#8217;odio organizzate dai militanti di Westboro.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Dio odia i froci&quot;? No, li ama e fa pubblicità - robin williams westboro funerale 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/robin-williams-westboro-funerale-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La campagna, lanciata lo scorso 9 agosto dopo che è risultata la più votata dai fan della pagina, ha raccolto finora più di 80 mila dollari (contro i 50 mila stabiliti come obiettivo) e non è ancora conclusa. I primi soldi raccolti sono stati utilizzati per il primo cartellone, quello più importante, ma gli autori della pagina non escludono di potere affiggere cartelloni simili anche in altri stati per coprire più territorio possibile.<br />
Inutile dire che alla Westboro non l&#8217;hanno presa affatto bene ed hanno definito il cartello &#8220;mentitore&#8221;, l&#8217;omosessualità &#8220;un peccato orribile&#8221; e ribadito che &#8220;dio odia i gay&#8221;.</p>
<p>Ecco il video della campagna di raccolta fondi:</p>
<p><iframe width="450" height="253" src="//www.youtube.com/embed/8768Z2o63U4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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