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	<title>Teatro &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Teatro &#8211; Gay.it Archivio</title>
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		<title>Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico</title>
		<link>https://archivio.gay.it/sabato-a-bologna-torna-gender-bender-cresce-il-festival-poliartistico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
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					<description><![CDATA[Danza, cinema, teatro e molto altro nella tredicesima edizione (31 ottobre – 8 novembre).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gender-Bender-13-manifesto-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico - Gender Bender 13 manifesto 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gender-Bender-13-manifesto-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gender-Bender-13-manifesto-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>È l’unico festival queer italiano in crescita costante e non ha sentito i contraccolpi della crisi come il Togay o il milanese Festival Mix. Il tredicesimo <strong>Gender Bender</strong>, fucina attivissima di ricerca e sperimentazioni multidisciplinari al di là delle categorie sessuali organizzata dal <strong>Cassero</strong>, in programma <strong>dal 31 ottobre all’8 novembre</strong> in varie location bolognesi, può fregiarsi quest’anno dell’inserimento in <strong>EFFE</strong>, il circuito di festival internazionali di qualità scelti e consigliati dalla <strong>European Festivals Association</strong>. Ha inoltre visto lievitare i contributi della Regione Emilia Romagna (da 28 a 68mila euro) e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (da 8 a 25mila). </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico - Collective Loss of Memory - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Collective-Loss-of-Memory.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sono previsti oltre settanta appuntamenti, tra cui ventinove repliche di sedici spettacoli e venticinque film. La sezione dominante è quella dedicata alla danza in cui spicca la prima assoluta di <strong>Disco-teca</strong> del coreografo e danzatore cinese Ho Qi Wo, in arte <strong>Er Gao</strong>, riflessione sull’avvento della disco music nella Cina alla fine degli anni Settanta, quando le sale da ballo della Repubblica Popolare si popolarono di sintetizzatori e abiti sgargianti, in pieno mood post-Rivoluzione Culturale.<br />
Da non perdere anche la prima nazionale di <strong>Collective Loss of Memory</strong> dei coreografi <strong>Jozef Fruček</strong> e <strong>Linda Kapetanea</strong>, vincitore al Czech Dance Platform 2015, sinuoso tour de force di cinque performers sul tema della violenza nella società contemporanea.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico - Perfect Obedience - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Perfect-Obedience.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Anche l’offerta cinematografica è variegata e stimolante, con ben quattordici anteprime nazionali tra cui il dramma messicano <strong>Perfect Obedience</strong> di <strong>Luis Urquiza Mondragón</strong>, basato sulla vera vicenda del prete pedofilo Marcial Maciel Degollado, sacerdote e cofondatore dei <strong>Legionari di Cristo</strong>, scomunicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2006. Sempre in anteprima italiana segnatevi il noir argentino <strong>Death in Buenos Aires</strong> di <strong>Natalia Meta</strong> sul caso dell’omicidio di un gay abbiente a cui indagano un detective padre di famiglia e un giovane ufficiale tra cui nasce un’attrazione fatale (c’è anche il cameo di <strong>Luisa Kuliok</strong>, star delle telenovelas argentine, celebre in Italia per <strong>La donna del mistero</strong> trasmessa su Retequattro negli anni ’90). </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico - Grandma2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Grandma2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La grande <strong>Lily Tomlin</strong> è invece la mattatrice di <strong>Grandma</strong> diretto da <strong>Paul Weitz</strong>, road movie sentimentale in cui interpreta una poetessa lesbica che intraprende un viaggio con la nipote diciottenne incinta. Avevamo visto a Cannes lo stralunato e hip-hoppissimo <strong>Dope</strong> di <strong>Rick Famuyiwa</strong> su una banda di nerd strafatti in cui sgomita una lesbica butch. Le ragazze non si perdano il raffinato <strong>Duke of Burgundy</strong> di <strong>Peter Strickland</strong>, stravaganza saffica che ricorda un certo cinema softcore italiano anni ’70. Altro titolo hot, il crepuscolare metateatro del vincitore all’ultimo Togay, il dolente <strong>Gardenia: before the last curtain falls</strong> di <strong>Thomas Wallner</strong>. Succulenta anche la selezione doc, con approfondimenti che si focalizzano su persone celebri come <strong>To Be Takei</strong> di <strong>Jennifer M. Kroot</strong> sull’attore e attivista omosessuale cinese <strong>George Takei</strong>, l’indimenticato comandante <strong>Hikari Sulu</strong> di Star Trek o <strong>Fassbinder: liebe ohne zu fördern – ama senza chiedere</strong> di <strong>Christian Braad Thomsen</strong> con rari documenti d’archivio e interviste inedite. Nell’americano <strong>Mala Mala</strong> di Antonio Santini e Dan Sickles si racconta della comunità trans di Portorico, dove una legge di due anni fa vieta espressamente la discriminazione delle persone trans nei luoghi e nelle politiche del lavoro.<br />
Non mancano spettacoli teatrali, incontri, mostre e parties: trovate l’intero programma sul sito di <a href="https://www.genderbender.it" rel="nofollow noopener" target="_blank">Gender Bender</a>. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Sabato a Bologna torna Gender Bender: cresce il festival poliartistico - Mala Mala - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Mala-Mala.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“Nel giro di pochi anni &#8211; sostiene il direttore <strong>Daniele Del Pozzo</strong> &#8211; il tema del <strong>Gender</strong> è diventato una delle chiavi di lettura privilegiata per l&#8217;osservazione e la comprensione delle grandi trasformazioni sociali e culturali della contemporaneità. Da tema apparentemente per ‘addetti ai lavori’ è diventato, anno dopo anno, uno dei temi principali dell&#8217;agenda sociale e politica dei diversi Paesi, la cartina di tornasole con cui misurare il grado di inclusione sociale e la piena realizzazione delle persone e della loro felicità. Da tredici anni <strong>Gender Bender </strong> continua a chiedere ad artisti di diverse parti del mondo di indicarci gli orizzonti più sereni, così come le questioni ancora insolute, diventando un osservatorio privilegiato di quel grande laboratorio di invenzione che è il dialogo tra le differenze”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/giacinto-lgbt-festival-luigi-tabita-noto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[L'1 e il 2 agosto il primo Festival di cultura omosessuale del Sud Italia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - tabitacover 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - noto - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/noto.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Dal mito greco del giovane amato da Apollo ed osteggiato dal geloso vento Zefiro, esordisce a <strong>Noto</strong> (Siracusa) il <strong>Giacinto Nature LGBT</strong>, la prima rassegna di cultura omosessuale del Sud Italia. Sabato 1 e Domenica 2 agosto infatti, il centro cittadino e lo splendido cortile del Convitto Ragusa, saranno teatro di eventi, incontri e performance all&#8217;insegna della cultura omosessuale. Nata da un&#8217;idea di <strong>Luigi Tabita</strong>, dirrettore artistico della rassegna nonchè attore e attivista per i diritti lgbt, la kermesse vedrà la presenza dell&#8217;On. Martelli, Consigliera del Presidente Renzi per le Pari Opportunità , Francesca Vecchioni, madrina dell&#8217;evento, Fabio Canino, Alessandro Fullin e molte altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.</p>
<p>«<em>L&#8217;attenzione ai diritti e doveri del cittadino da un lato e la rivendicazione delle libertà dell&#8217;individuo dall’altro, che animano fortemente l’odierno dibattito politico e sociale</em> &#8211; dichiara Luigi Tabita -, <em>fanno emergere l’urgenza di una riflessione sullo status della comunità LGBT. Una comunità in continua rivoluzione per l’affermazione dei propri diritti, eppure già proiettata in un futuro che la possa riconoscere parte integrante delle strutture sociali, etiche e legali. Si è pensato pensato, dunque, di compiere un viaggio all’interno delle diverse identità sessuali, approfondendone i poliedrici aspetti e affermando la pluralità della natura, per demolire certi stereotipi, frutto di una cattiva informazione che crea solo ostilità e, spesso, violenza</em>».</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - luigi tabita - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/luigi-tabita.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Alcuni media hanno definito il Giacinto come una &#8220;<em>festa gay</em>&#8221; ma, come da dichiarazione di Tabita a Dario Accolla, &#8220;<em>Si tratta un festival di cultura omosessuale che vuole fortissimamente suscitare curiosità e interesse, così da creare un dibattito costruttivo e ricco per tutti coloro che vorranno prendere parte ai lavori. [&#8230;] Se questa può  esser interpretata come una &#8220;festa gay&#8221;, allora sì, stiamo lavorando ad una &#8220;festa gay&#8221; di altissimo livello!</em>.</p>
<p>Di seguito, il programma completo del festival:</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - giacinto nature1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/giacinto-nature1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><em>Sabato 1 agosto</em><br />
L’inaugurazione avverrà presso il Palazzo di Città con l’allestimento di una personale della fotografa africana <strong>Zanele Muholi</strong>, attivista della comunità LGBT. Il suo lavoro, esposto in tutto il mondo dal MOMA di New York alla Biennale di Venezia, è incentrato sulla creazione di una «Mappa […]: una storia visuale delle lesbiche nere in Sud Africa dopo l’apartheid» per rivendicare una realtà negata dalla storia ufficiale, per denunciare le morti in seguito ai crimini d’odio e la pratica dello stupro correttivo come “cura” all’omosessualità. Con un approccio etnografico l’artista ritrae volti, corpi e relazioni d’amore immerse nella vita quotidiana, svelando un nuovo e variegato vocabolario visivo.In continuità con il lavoro di confronto dell’anno scorso, all’interno del cortile del Convitto Ragusa, si ripropone il dibattito sulle coppie di fatto e le famiglie non tradizionali, seguendo la formula, già positivamente collaudata, di “Coppia: sostantivo plurale”, un tavolo di discussione attorno al quale siederanno personalità del mondo delle Istituzioni, della Cultura e dell’attivismo LGBT: l’On. <strong>Giovanna Martelli</strong>, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le Pari Opportunità; <strong>Fabio Canino</strong>, attore, scrittore e conduttore televisivo; <strong>Francesca Vecchioni</strong>, scrittrice e Presidente dell’associazione “Diversity”;  <strong>Paolo Patanè</strong>, Presidente del Coordinamento Palermo Pride;<strong> Ioana Ghilvaciu</strong>, Pastora della Chiesa Evangelica Battista. Trentacinque anni fa, nell’estate del 1980, a Giarre, due ragazzi omosessuali decisero di farsi uccidere insieme per sottrarsi alla vergogna che la loro condizione gli procurava. Questo fatto ha scosso alcuni giovani palermitani che decisero di unirsi per comporre un gruppo che, qualche anno dopo, sarebbe diventato la più importante associazione a tutela dei diritti LGBT in Italia, Arcigay. Si è deciso, quindi, di ricordare quegli accadimenti con alcune testimonianze e con il recital “Nella notte un dolce sogno &#8211; Quasimodo legge Quasimodo”, durante il quale <strong>Alessandro Quasimodo</strong> interpreterà gli epigrammi d’amore dell’Antologia Palatina tradotti dal padre, Salvatore.</p>
<p><em>Domenica 2 agosto</em><br />
La seconda giornata di “Giacinto &#8211; nature LGBT” si aprirà con un’onda rainbow delle Associazioni LGBT Stonewall, Arcigay e la giovane associazione universitaria Queer As Unict, che invaderà le strade principali della città con animazioni e flash-mob. Il visual artist <strong>Gandolfo Gabriele David</strong> contribuirà con una performance dal titolo “Riconciliazione”: lo strappo con la comunità di appartenenza è spesso una tappa dolorosa che accompagna la crescita e la consapevolezza di una sessualità omo-orientata. “Riconciliazione” compone, con una manciata della terra in cui si è nati, una forma unica, tramite un rito collettivo che segna una modalità simbolica di riappacificazione.In serata  sempre all’Ex Convitto Ragusa: “Da piccolo sognavo di essere Jane Austen”. Il sofisticato comico<strong> Alessandro Fullin</strong> racconta la sua pungente produzione letteraria.La chiusura dei lavori del Festival, sarà affidata ad una riflessione del giovane regista ennese <strong>Vincenzo Monaco</strong>, attraverso la proiezione del suo docu-film “Ci chiamano diversi”, un itinerario nella coscienza collettiva e nelle vite private di chi si racconta per capire che l’umanità, in qualsiasi sua declinazione, non è mai uno scarto dalla norma, ma qualcosa che semplicemente accade, in tutta la sua dignità.</p>
<p>Per maggiori info: <a href="https://www.facebook.com/giacintofestival" rel="nofollow noopener" target="_blank">Facebook</a>  / giacintofestival@gmail.com</p>
<p align="right">di Davide Bertolino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro</title>
		<link>https://archivio.gay.it/massimo-romeo-piparo-fa-rivivere-il-vizietto-con-iacchetti-e-columbro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista al regista messinese che riporta a teatro il cult gay tratto dalla pochade di Poiret diventata nel 1978 una commedia di straordinario successo per la regia dello scomparso Édouard Molinaro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nove giorni fa se ne andava a 85 anni il regista francese Édouard Molinaro, noto per aver diretto nel 1978 quel cult immortale de &#8220;Il vizietto&#8221; e, due anni dopo, il suo meno fortunato seguito. &#8220;La cage aux folles&#8221; fu una commedia brillante di straordinario successo dai tempi comici perfetti, tratta dall’omonima pochade di Jean Poiret altrettanto amata, messa in scena per cinque anni dal 1973 al Palais-Royal di Parigi. Il titolo originale si riferisce al nome del locale gay di Saint-Tropez gestito dai protagonisti Albin e Renato (Michel Serrault e Ugo Tognazzi in una splendida interpretazione entrata nell’immaginario collettivo). Vinse il Golden Globe come miglior film straniero ed ebbe addirittura tre candidature agli Oscar: miglior regia, sceneggiatura e costumi, firmati da Ambra Danon e dal ‘viscontiano’ Piero Tosi. Fu di fatto il primo film arrivato al grande pubblico in cui veniva raccontata l’intimità domestica di una coppia gay borghese anche se propagandò lo stereotipo duro a morire dell’omosessuale effemminato e piagnucoloso. È curioso il fatto che nel linguaggio comune &#8220;Il vizietto&#8221; divenne sinonimo malizioso di omosessualità mentre nel film è esattamente il contrario, in quanto si riferisce alla ‘sbandata’ eterosessuale di Renato.<br />
Ma che cosa resta oggi, dopo trentacinque anni, de &#8220;Il vizietto&#8221; originale, opera sicuramente cardine per la cinematografia queer, meno datata di quello che si possa pensare? Ne abbiamo parlato col regista romano Massimo Romeo Piparo, che sta portando in tournée una versione teatrale molto apprezzata con Enzo Iacchetti e Marco Columbro nel ruolo dei protagonisti. Questa sera è in scena al Teatro Odeon di Biella e sarà all’Alfieri di Torino dal 28 dicembre al 6 gennaio.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Lei aveva conosciuto Édouard Molinaro?</strong><br />
Purtroppo no.</p>
<p><strong>Quali differenze principali ci sono nella sua trasposizione teatrale de &#8220;La cage aux folles&#8221; rispetto al film?</strong><br />
Che il copione è stato trasformato in un musical da Harvey Fierstein. Come è uso del linguaggio del Musical, la parte cantata prende il sopravvento, il racconto si sdoppia in due binari e la vita di Zaza è davvero rappresentata nel suo lato artistico mentre nel film risalta di più il suo lato privato.</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato gestire il confronto con un simile cult?</strong><br />
Come tutti i grandi film, non bisogna tradire il ricordo, non bisogna scimmiottarne i contenuti, ma serve omaggiarli con rispetto e un pizzico di<br />
inventiva.<br />
<strong><br />
Il suo spettacolo è stato recensito molto bene. Ci fa un bilancio di questa prima parte di tournée?</strong><br />
È un trionfo di pubblico e critica. Davvero al di sopra di ogni aspettativa. E sono fiero perché il tema che Molinaro raccontò nel suo film ben quattro decenni fa, oggi è ancora, purtroppo, di estrema attualità.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Rispetto ai precedenti interpreti, Ghini e Bocci (e in rapporto ai mostri sacri Tognazzi e Serrault), quale contributo hanno dato Columbro e Iacchetti?</strong><br />
Hanno riportato lo spettacolo al suo sapore originale. Proprio con questa nuova coppia sono riuscito a non tradire il ricordo del film e delle magistrali<br />
interpretazioni di Serrault e Tognazzi. Hanno reso il racconto più vero, più credibile, meno attoriale. C&#8217;è più gioco, più allegria, più disinvoltura<br />
nell&#8217;affrontare il difficile ruolo ‘en travesti’.</p>
<p><strong>&#8220;Il vizietto&#8221; è assolutamente una pietra miliare del cinema queer ma la comunità gay l&#8217;ha sempre visto con un certo sospetto, in quanto propagandava l&#8217;idea stereotipata del gay effeminato e lamentoso. Che cosa ne pensa?</strong><br />
I gay non amano vedersi raccontati. Li capisco. Li rispetto. Però a volte sottovalutano &#8211; e questo è uno di quei casi &#8211; la forza e la penetrazione di un<br />
messaggio lanciato apparentemente attraverso stereotipi ma in realtà usando sapientemente le armi dell&#8217;ironia.</p>
<p><strong>Crede che il suo spettacolo possa essere utile per far riflettere sulla necessità di leggi che tutelino in Italia i diritti delle famiglie gay?</strong><br />
Può solo accendere un riflettore in più sul problema. Il teatro non risolve, pone domande. Se pensasse di dare delle risposte fallirebbe il suo compito. Però<br />
sono convinto che la domanda sul valore dell&#8217;Amore con la maiuscola, libero da etichette di genere e sesso, sia arrivata molto bene a destinazione nelle teste degli oltre 100mila spettatori.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>È favorevole alle adozioni da parte di coppie lgbt?</strong><br />
Sono laico e amo il libero pensiero. Tuttavia sono certo che non basti solo affrontare il tema dell&#8217;adozione se prima non prepariamo la società all&#8217;accoglienza del diverso e dell&#8217;altro. Se un bimbo adottato con amore da una coppia omosessuale deve poi frequentare una scuola che non prepara alla<br />
tolleranza, all&#8217;accettazione e alla diversità, rischia di diventare un bambino ancora più ‘diverso’ senza averne alcuna colpa. Se la società non impara a<br />
confessare che la maggior parte delle coppie cosiddette ‘normali’, o peggio ‘naturali’, sono coacervi di perdizione, trasgressione e deviazione, non credo ci<br />
possa essere una piena acquisizione dell&#8217;adozione di coppie omo. Insomma: non si può cucinare un buon tacchino senza un forno abbastanza capiente. Resterà un<br />
tacchino al forno cucinato al vapore.</p>
<p><strong>Mi parla della coreografia di Bill Goodson in cui quattordici uomini ballano sui tacchi a spillo?</strong><br />
Bill è un coreografo dalla grande esperienza internazionale che ha saputo spaziare attraverso i generi. Le sue esperienze nel mondo delle drag e la sua conoscenza del mood degli anni Settanta sono stati elementi preziosissimi per la bella riuscita dello spettacolo.<br />
Ha saputo dare classe ed eleganza alla rappresentazione senza mai scadere nel ‘campy’ o men che meno nel ‘trash volgare e baraccone’ di certi spettacoli<br />
dedicati al mondo dei gay.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brescia: una settimana dedicata all&#8217;amore gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/brescia-una-settimana-dedicata-all-amore-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 17:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori LGBTQ]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[San Valentino diventa gay con Open Up, sette giorni dedicati alla cultura omosessuale, all'interno di Wonderland, il festival dell'immaginifico. Tra fiabe e nuove creatività]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/openUpBase-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Brescia: una settimana dedicata all&#039;amore gay - openUpBase 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/openUpBase-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/openUpBase-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Brescia: una settimana dedicata all&#039;amore gay - openUpF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/openUpF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Brescia. Wonderland Festival 2013, la seconda edizione della kermesse dedicata alla creatività, alle fiabe per adulti e all&#8217;immaginazione, è iniziato lo scorso 1 febbraio e si protrarrà fino al 24 marzo, con un ricco calendario di eventi e rappresentazioni. All&#8217;interno della manifestazione è in programma Open Up, una settimana intera dedicata al tema dell&#8217;omosessualità, uno spaccato sulla cultura gay italiana che, oggi come non mai, rivendica piena libertà di espressione. Il significato diventa ancora più profondo alla vigilia di queste elezioni politiche quando la comunità glbt è in prima linea nella lotta per il riconoscimento dei diritti. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Brescia: una settimana dedicata all&#039;amore gay - openUpF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/openUpF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La rassegna si apre mercoledì 13 febbraio con la proiezione del film documentario Due volte genitori di Claudio Cippelletti, prodotto e promosso dall&#8217;Associazione Genitori di Omosessuali AGEDO, col finanziamento della Commissione Europea, nell’ambito del Progetto Daphne II “Family matters – Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche”. Il 14 febbraio, in occasione di San Valentino una grande festa per affermare la libertà di amare: la serata si apre con l&#8217;inaugurazione dell&#8217;istallazione Light in love di Rita De Santis &#8211; Presidente Agedo Brescia (mostra rimarrà in esposizione per l&#8217;intera settimana), e prosegue con la presentazione del libro Pomodori sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, la vera cucina gay italiana, un percorso culinario particolarmente esilarante che vedrà Fullin (comico nato a Zelig, autore ormai alla sua quarta pubblicazione) impegnato, tra padelle e consigli non solo culinari, a raccontare la sua ultima opera.</p>
<p>Il 15 febbraio, ad arricchire il palinsesto di Open up, lo spettacolo Trasfigurata &#8211; Testamento spirituale di una drag queen in tre atti, di e con Gianluca De Col. Dopo il debutto al Festival Da Vicino Nessuno è Normale nel giugno 2011, arriva così a Wonderland: tre atti che hanno come protagonista la Drag Queen Cassandra. Ogni atto è un frammento del percorso interiore della protagonista in relazione all&#8217;amore nelle sue declinazioni: l&#8217;amore romantico, l&#8217;amore passionale, l&#8217;amore spirituale.</p>
<p>Il 16 febbraio è la volta di Comuni Marziani &#8211; Ovvero dell’omosessualità e dell’affettività, di Stefano Botti e Aldo Torta. Spettacolo di teatro-danza dedicato al tema dell’omosessualità, intesa come uno dei modi di vivere la sfera affettiva. Nel repertorio della compagnia torinese Tecnologia Filosofica dal 2006, ha al suo attivo oltre 50 repliche di successo ed è stato selezionato dal Sistema Teatro Torino come uno dei migliori lavori presentati nell’ambito della vetrina “Rigenerazione 2007”. La rassegna si chiude il 17 febbraio con il concerto dei Mistaking Monks, sonorizzazione live del film Il colore del melograno del regista armeno Sergei Paradjanov, capolavoro assoluto del cinema della seconda metà del ‘900. </p>
<p>Tutti gli eventi si svolgono nello Spazio Teatro Idra, Vicolo delle Vidazze 15, Brescia, tel. 0303701163 – 3392968449 &#8211; www.wonderlandfestival.it &#8211; info@wonderlandfestival.it</p>
<p align="right">di Francesco Belais</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Amanda Lear inaugura a Torino il festival &#8220;Teatro a Corte&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/amanda-lear-inaugura-a-torino-il-festival-teatro-a-corte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 16:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[La nota artista francese ha accompagnato alla Cavallerizza Reale di Torino l'amica coreografa Blanca Li per la presentazione del suo musical sull'hip-hop "Le défi" in cui ha un ruolo secondario.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_base.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda base - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda torinoF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_torinoF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Arriva in taxi, e subito viene attorniata da un drappello di agguerriti fan che, con discrezione tipicamente sabauda, nel corso della serata le faranno autografare vinili, fotografie, locandine. Neanche a dirlo, mezza comunit&agrave; gay torinese. Amanda Lear ieri sera ha inaugurato alla Cavallerizza Reale di Torino il Festival &quot;Teatro a Corte&quot; diretto da Beppe Novello che porter&agrave; in sei dimore sabaude, fino al 22 luglio, innovativi spettacoli teatrali, di danza e nouveau cirque all&rsquo;insegna di quei &lsquo;linguaggi della contemporaneit&agrave;&rsquo; che meglio rappresentano le tendenze artistiche internazionali. <br />
Un semplice golfino chiaro per proteggersi dalla frescura post acquazzone, nessuna vis polemica nei confronti di quell&rsquo;Italia che non le piace pi&ugrave; (a &quot;La Stampa&quot;, l&rsquo;altro ieri, aveva dichiarato che &ldquo;la tv italiana &egrave; gestita da ignoranti&rdquo;), Amanda Lear &egrave; apparsa in buona forma e non ha perso la classe altera ma sottilmente ironica che da sempre la caratterizza.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda torinoF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_torinoF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p> &ldquo;Sono qui per accompagnare la mia amica Blanca Li, una grande artista. &#8211; racconta Amanda durante l&rsquo;aperitivo &#8211; Insieme abbiamo fatto questa commedia divertente sull&rsquo;hip hop (&quot;Le d&eacute;fi&quot; ossia &quot;La sfida&quot;, n.d.r.), con pochi soldi e tanta passione. Io per&ograve; ballo come un cane e hanno tagliato tutte le scene dove danzavo! Mi fa molto piacere essere qui stasera. Purtroppo domani riparto perch&eacute; sto girando un film in Francia. Forse non lo sapete, ma se non mi vedete qui in Italia &egrave; perch&eacute; lavoro in teatro, l&rsquo;amore della mia vita in questo momento. Quando ho saputo che qui c&rsquo;era un festival di teatro, &quot;Teatro a Corte&quot;, sono venuta di corsa per salutarvi ed essere con voi stasera&rdquo;. <br />
&Egrave; seguita la proiezione di &lsquo;Le d&eacute;fi&rsquo;, un curioso musical low budget del 2002 mai arrivato in Italia, diretto e interpretato dalla coreografa Blanca Li, sul fenomeno dell&rsquo;hip-hop, danza di strada nata nei ghetti del Bronx e di Harlem all&rsquo;inizio degli anni 70 come forma di protesta sociale al pari del rap. La vicenda &egrave; incentrata sul conflitto generazionale tra la borghese Elena (la stessa Blanca Li), titolare di un&rsquo;elegante boutique parigina, e il figlio neodiciottenne David (Benjamin Chaouat), grande appassionato di hip-hop e frequentatore di un gruppo di danceurs della banlieue malvisti dalla madre.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda torinoF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_torinoF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ma sar&agrave; lei stessa ad avvicinarsi ai gusti del figlio, con la complicit&agrave; di un pied-noir che la sedurr&agrave; &ndash; si veste persino da perfetta hip-hopper &ndash; facendo scoprire ai suoi amici i musical classici hollywoodiani e arrivando a sfidarli sul campo in un&rsquo;adrenalinica esibizione finale. Non senza ironia (improvvise accelerazione slapstick dell&rsquo;azione, gag che ironizzano sulle gang criminali, una buona dose di umorismo camp), Blanca Li crea virtuose scenografie in cui i ballerini sorprendono per la velocit&agrave; dell&rsquo;esecuzione, il contorsionismo estremo, la simbiosi assoluta di questa espressione corporea con il d&eacute;cor urbano.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda torinoF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_torinoF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Amanda Lear interpreta il ruolo secondario di Birgit, l&rsquo;amica benestante e un po&rsquo; snob che l&rsquo;aiuter&agrave; come costumista della sfida-show (il commesso della boutique dai modi queer &egrave; interpretato da Christophe Salengro, grande ballerino di Decoufl&eacute;).<br />
&ldquo;Volevo tornare ai grandi classici hollywoodiani musicali con Fred Astaire e Gene Kelly &#8211; ha spiegato Blanca Li &#8211; dove c&rsquo;erano grandi danzatori che diventavano attori e non attori che s&rsquo;improvvisano ballerini come in &quot;Moulin Rouge&quot;. Ho preteso che nel film anche le comparse sapessero ballare. Abbiamo fatto un mese di casting selezionando 150 danzatori da tutta la Francia. Benjamin Chaouat &egrave; ora una stella dell&rsquo;hip-hop in Francia ma anche Sophie Boutella ha fatto carriera, lavorando con Madonna e per varie campagne pubblicitarie della Nike. Uscir&agrave; a breve negli States il suo film &quot;StreetDance 2&quot;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Amanda Lear inaugura a Torino il festival &quot;Teatro a Corte&quot; - amanda torinoF5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/amanda_torinoF5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>In &quot;Le D&eacute;fi&quot; volevo anche far capire che le periferie non sono solo criminalit&agrave; e maleducazione, ho giocato con questo clich&eacute; nei personaggi di Elena e dei frequentatori della boutique. Dopo il mio film ne sono stati fatti a decine sull&rsquo;hip-hop&rdquo;.<br />
Questa sera alle ore 21 al Teatro Astra sar&agrave; presentato il nuovo spettacolo di Blanca Li, &quot;Elektro Kif&quot;, dedicato all&rsquo;universo dell&rsquo;elektro-dance: lei stessa ha presentato ieri dopo il film alcuni giovani ballerini che hanno offerto agli spettatori un assaggio della loro energica e creativa danza urbana.</p>
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		<title>Giovanardi chiede il copione del Romeo e Giuletta gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/giovanardi-chiede-il-copione-del-romeo-e-giuletta-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[E' la versione gay di Romeo e Giulietta, patrocinata dal comune e dalla provincia di Verona in occasione della giornata contro l'omofobia. Ma Giovanardi non ci sta e vuole leggere il copione prima.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/romeo_gayBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Giovanardi chiede il copione del Romeo e Giuletta gay - romeo gayBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Irrefrenabile. Quella di <strong>Carlo Giovanardi sembra una vera e propria crociata </strong>contro la diffusione di qualsiasi sentimento di integrazione e di normalizzazione e di riconoscimento sociale dell&#8217;amore gay. L&#8217;ultima iniziativa dello zelante sottosegretario con delga alla famiglia riguarda, nientemeno, una rappresentazione teatrale che dovrebbe andare in scena a Verona nell&#8217;ambito delle iniziative <strong>per la Giornata Mondiale Contro l&#8217;Omofobia</strong> e che prevede una versione gay della tragedia pi&ugrave; famosa di Wiliam Shakespeare: Romeo e Giulietta che per l&#8217;occasione &egrave; stata ribattezzata &quot;<strong>Divercity-Verona incontra la diversit&agrave;&quot;.</strong>La cosa che, a quanto pare, ha attirato l&#8217;attenzione del sotto segretario &egrave; che la manifestazione ha ricevuto<strong> il&nbsp;patrocinio (e i finanziamenti) da parte sia del comune che della provincia</strong>, entrambi&nbsp;retti dalla stessa maggioranza del governo nazionale.</p>
<p>Stando a quanto riporta il quotidiano L&#8217;Arena, l&#8217;assessore comunale alle politiche sociali del Pdl Stefano Bertacco ha tenuto a precisare che &laquo;nel patrocinio <strong>non c&#8217;&egrave; alcuna implicazione ideologica</strong>. Non vogliamo promuovere i matrimoni n&eacute; le adozioni per i gay, perch&eacute; su questo aspetto ognuno &egrave; libero di pensarla come crede, ma vogliamo <strong>lanciare un messaggio di civilt&agrave; e rispetto</strong> e ribadire che &egrave; inaccettabile che nel 2011 ci sia ancora chi continua a discriminare sulla base dell&#8217;orientamento sessuale, dopo aver visto dove ci&ograve; porta e<strong> basti pensare ai campi di sterminio</strong>&raquo;.<br />
La rassicurazione, evidentemente, non &egrave; bastata dato che, a ridosso dell&#8217;andata in scena della rappresentazione, Giovanardi ha chiesto di visionarne il copione dell&#8217;opera organizzata dal Gasp, Gruppo salute e prevenzione Aids.</p>
<p>A cercare di porre fine alla vicenda prima che sia troppo tardi, &egrave; arrivato anche il presidente della Provincia, l&#8217;ex An e ora Pdl, Giovanni Miozzi che se da una parte spera in una versione &laquo;sobria e rispettosa&raquo;, ha chiarito che &laquo;<strong>&egrave; un&#8217;iniziativa in occasione della Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia </strong>e per la prevenzione dell&#8217;Hiv e <strong>non vedo cosa ci sia di sbagliato</strong>&raquo;.<br />
Se l&#8217;intervento di Giovanardi coster&agrave; la messa in scena dell&#8217;opera, lo sapremo nei prossimi giorni. Certo &egrave; che anche questa &egrave; una vicenda che far&agrave; parlare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>&#8220;Villains&#8221; il lato dark della Londra gay al teatro Palladium</title>
		<link>https://archivio.gay.it/villains-il-lato-dark-della-londra-gay-al-teatro-palladium</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/villains-il-lato-dark-della-londra-gay-al-teatro-palladium</guid>

					<description><![CDATA[Dopo Londra e Dublino, il Micca Club in collaborazione con Ritual The Club porta a Roma Villains. Dall'anima più dark del West End londinese, teatro, musica dal vivo, visuals, travestimenti e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="450" height="338" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/villainsBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Villains&quot; il lato dark della Londra gay al teatro Palladium - villainsBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/villainsBASE.jpg 450w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/villainsBASE-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Villains&quot; il lato dark della Londra gay al teatro Palladium - villainsF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/villainsF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Marted&igrave; 1 e mercoled&igrave; 2 febbraio 2011, in anteprima nazionale al Teatro Palladium di Roma, debutta &quot;Villains&quot;, commedia musicale dall&#8217;atmosfera gotica ispirata al genio sarcastico di Tim Burton. E&#8217; la storia di due gay villani gentiluomini londinesi che viaggiano di tomba in tomba, attraversando le strade di Berlino di fine ottocento e i bordelli omosessuali,&nbsp; tra ambientazioni e disavventure, fino alla Coney Island dei primi anni del novecento.</p>
<p>Immaginari fantasmagorici conditi da un delizioso black humor e tante video proiezioni con musiche dal vivo e cambi di costume spettacolari: questa la ricetta che ha sbancato i botteghini a Londra.</p>
<p>La storia &egrave; raccontata come un film muto, un vecchio cartone animato, una commedia musicale che non si esprime con le parole ma solo con le canzoni (da &quot;The Show must go on&quot; dei Queen a brani tratti dai pi&ugrave; famosi musical del West End come &quot;Oliver&quot;). Il repertorio musicale, arrangiato da Edoardo Simeone ed eseguito dal vivo dai Five Villains (piano, violino, clarinetto, contrabbasso e fisarmonica), si ispira alle musiche di Denny Elfman (compositore dei film di Tim Burton).</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Villains&quot; il lato dark della Londra gay al teatro Palladium - villainsF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/villainsF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ideatore di questa giostra dark &egrave; l&#8217;artista d&#8217;avanguardia Mr Pustra&nbsp; (definito dalla stampa internazionale &quot;vero e proprio creatore di bellezza&quot; e &quot;caldo come l&#8217;inferno&quot;), che proviene da una formazione nei Teatri di Musical e nelle Belle Arti. Il suo personaggio si ispira alla Cultura di Weimar, alla Germania degli anni &#8217;20 e &#8217;30, all&#8217;Espressionismo Tedesco, a cantanti e artisti come Klaus Nomi e Otto Dix. Illustratore, fotografo, videomaker, artista la cui visione malinconica e decadente si sposa con un&#8217;estetica prorompente e affascinante.</p>
<p>Pustra sar&agrave; in scena insieme al suo compagno di avventure Joe Black, talentuoso cantautore&nbsp; che The Metro ha definito &quot;Il Re del noir Cabaret&quot;. Carismatico e conosciutissimo personaggio dell&#8217;hot entertainment londinese, Joe Black &egrave; ospite fisso del &quot;Torture Garden&quot;, il pi&ugrave; importante fetish club di Londra, segue i tour internazionali di Ministry of Burlesque ed &egrave; parte del cast dell&rsquo;Edwardian Kings Theatre di Hampshire.</p>
<p>Dopo lo spettacolo &egrave; previsto un after show al Vicious Club con dj set Gothic, New Wave e Dark a cura di &quot;Ritual The Club&quot;, la scena capitolina pi&ugrave; fetish e trasgressiva. A tutti coloro che si presenteranno al bar con il biglietto del teatro, verr&agrave; offerto in degustazione Smoked Villains, un cocktail fumoso creato per l&#8217;occasione dai bartender del Micca Club.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Battete le ali. Non le mani.</title>
		<link>https://archivio.gay.it/battete-le-ali-non-le-mani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Maria Corbelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 16:19:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/battete-le-ali-non-le-mani</guid>

					<description><![CDATA[A Roma, tra Teatro India e Pelanda del Macro Testaccio, Short Theatre: una settimana tra teatro, danza, musica e performance per preparare la rivoluzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="450" height="338" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE.jpg 450w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterBASE-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Intrisi di un linguaggio mediatico sempre pi&ugrave; identificato con quello televisivo, ci stiamo abituando a credere che il teatro sia una forma d&rsquo;espressione superata, buona per sfoggiare pellicce impregnate di naftalina. Che molta produzione teatrale italiana sappia di cadavere non lo si pu&ograve; negare; ma basta saper usare il fiuto per trovare degli spazi vitali in cui giovani performer usano tutta la loro energia per scrollarsi di dosso l&rsquo;addormentamento provocato da chi ci vuole far sembrare accettabili anche le peggiori atrocit&agrave;. A volte questi giovani si ritrovano intorno a progetti che non sarebbe significativo definire &ldquo;rassegne&rdquo; o &ldquo;festival&rdquo;; sono manifestazioni che pure godono dell&rsquo;appoggio di qualche istituzione chiss&agrave; se lungimirante o solo incosciente e che &ndash; udite udite &ndash; raccolgono un deciso successo di pubblico. Perch&eacute; la &ldquo;ggente&rdquo; c&rsquo;ha voglia di questo teatro&hellip;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questo teatro &egrave;, ad esempio, quello che si respira allo Short Theatre, anzi, come lo hanno chiamato gli organizzatori AREA 06-Accademia degli Artefatti, allo  di Gay.it. Affiancato dall&rsquo;attrice <strong>Rossella Dassu</strong>, Masi incarna la <strong>trasformazione del desiderio in oggetto di scambio</strong>: un processo tipico della pornografia ma anche di molte relazioni affettive, con qualche particolare riferimento alle relazioni gay.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Trentacinque minuti di silenzi e musica, senza parole appunto, per gli inseguimenti di queste due figure che ora si avvicinano, ora si respingono, tra desiderio e necessit&agrave; dell&rsquo;altro. Con una dedica di fondo al<em> bed-in</em> di <strong>John Lennon e Yoko Ono</strong> (ricordate quando i due artisti accolsero i giornalisti distesi nudi nel loro letto di una camera d&rsquo;albergo per protestare contro la guerra in Vietnam?): come dire che oggi come allora risolvere i processi mercificanti delle relazioni affettive e del desiderio &egrave; l&rsquo;unico modo per porre fine a una guerra che forse non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave; evidente come allora ma che<strong> innegabilmente pervade ogni istante della nostra quotidianit&agrave;</strong>.<br />
Temi non molto distanti da quelli di un&rsquo;altra firma d&rsquo;eccellenza del teatro gay italiano, quei <strong>ricci/forte</strong> che nell&rsquo;edizione 2009 della rassegna di teatro omosessuale <strong>Garofano verde</strong> hanno presentato uno scioccante quanto entusiasmante <strong>macadamia nut brittle</strong>. Allora si trattava di un&rsquo;ora e passa impastate di sesso e violenza, di testi intrisi di cultura gay-trash e di disperate ricerche interiori, capaci di mettere a nudo &ndash; nel vero senso della parola &ndash; l&rsquo;inganno che si cela dietro ci&ograve; che ci raccontiamo quando non riusciamo ad ottenere ci&ograve; che desideriamo.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ora, allo <em>SHO&reg;T</em> presentano <strong>Pinter&rsquo;s anatomy</strong> una coproduzione col CSS di Udine che ha debuttato a dicembre dell&rsquo;anno scorso: non un vero e proprio spettacolo ma piuttosto una performance per pochi spettatori che sar&agrave; presentata alla <strong>Pelanda del Macro Testaccio</strong> di Roma <strong>dall&rsquo;8 all&rsquo;11 settembre</strong>. In questo caso i temi sono quelli della diversit&agrave; e di come chi sceglie di vivere serenamente la propria identit&agrave; differente rispetto alla comunit&agrave; omologata si scontri inevitabilmente in questo momento storico e soprattutto nel nostro paese con la violenza di un rifiuto implacabile. Allora la domanda &egrave;: quanto siamo disposti a cedere di noi stessi per guadagnarci una possibilit&agrave; di integrazione serena? Il <strong>regista Stefano Ricci</strong> evidenzia le tematiche gay dello spettacolo, &ldquo;che sono sempre presenti nel nostro lavoro perch&eacute; c&rsquo;&egrave; sempre qualcuno che difende il proprio diritto alla libert&agrave; assoluta di sessualit&agrave; e di identit&agrave; di genere davanti all&rsquo;ottusit&agrave; e stupidit&agrave; di chi di fronte a una differenza esibita non come un cartello orgoglioso ma con semplicit&agrave; non sa reagire che colpendo violentemente&rdquo;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Battete le ali. Non le mani. - shorttheaterF5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shorttheaterF5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La performance sar&agrave; replicata&nbsp;in <em>loop</em> otto volte al giorno per pochi spettatori, chiamati a interagire con l&rsquo;azione: &ldquo;il lavoro non pu&ograve; andare avanti se lo spettatore non interviene in qualche modo &ndash; spiega il regista &ndash; Sono le differenze stesse degli spettatori che sono chiamate in causa&rdquo;. <br />
Questi sono due dei lavori di punta del programma 2010 dello<em> SHO&reg;T THEATRE</em>, che ha come sottotitolo<strong> &ldquo;Effetto farfalla&rdquo;</strong>, in riferimento alla nota teoria del caos secondo cui una piccola variazione delle condizioni iniziali possa produrre sconvolgimenti di ben pi&ugrave; grande entit&agrave; alla fine di un grande processo di trasformazione. Un segno ottimista per suggerire che forse questo teatro che molti considerano morto, nel piccolo del suo sforzarsi di <strong>cercare la verit&agrave;, alla fine di una lunga rivoluzione </strong>potr&agrave; portare a un <strong>cataclisma positivo</strong>. Se questa &egrave; una visione condivisa dal pubblico, gli organizzatori, capitanati da<strong> Fabrizio Arcur</strong>i, direttore artistico dell&rsquo;Accademia degli Artefatti, invitano a non battere le mani. <strong>Battete le ali.</strong></p>
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		<title>Garrison invita le sue &#8220;amiche&#8221; a teatro</title>
		<link>https://archivio.gay.it/garrison-invita-le-sue-amiche-a-teatro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il coreografo di Amici Garrison Rochelle saluta i lettori di Gay.it e li invita a vedere lo spettacolo "Let's dance", in tour con i protagonisti del talent show per i teatri della penisola.]]></description>
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		<title>Stefano De Martino saluta i lettori di Gay.it</title>
		<link>https://archivio.gay.it/stefano-de-martino-saluta-i-lettori-di-gay-it</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ballerino di Amici Stefano De Martino saluta i lettori di Gay.it e li invita a vedere lo spettacolo "Let's dance", in tour con i protagonisti del talent show per i teatri della penisola.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/stefanoamiciBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Stefano De Martino saluta i lettori di Gay.it - stefanoamiciBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
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