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	<title>Violenza &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Violenza &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Napoli: ennesimo episodio di violenza omofobica</title>
		<link>https://archivio.gay.it/napoli-ennesimo-episodio-di-violenza-omofobia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[E' avvenuto a novembre ed ora lo denunciano due ragazzi. Il supporto di Arcigay Napoli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofoia-napoli-ischia-base-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Napoli: ennesimo episodio di violenza omofobica - omofoia napoli ischia base 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofoia-napoli-ischia-base-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofoia-napoli-ischia-base-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>E’ avvenuto di nuovo, a <strong>Napoli</strong>, a fine novembre scorso, ma le vittime hanno trovato il coraggio di presentare denuncia solo stamattina.. Si tratta dell’ennesimo caso di <strong>omofobia</strong>, successo al Molo Pisacane di Napoli. Vittima <strong>Simone</strong>, un ragazzo di Ischia, e il suo compagno <strong>Daniele </strong>di Napoli.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Napoli: ennesimo episodio di violenza omofobica - omofobia napoli vittime 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobia-napoli-vittime-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>I due ragazzi si stavano salutando prima che Simone salisse sul traghetto che lo avrebbe riportato ad Ischia, quando <strong>un inserviente ha cominciato a infastidirli</strong>. Alla reazione stizzita di Simone – che non era la prima volta che veniva infastidito dall&#8217;uomo –, sono partiti da parte dell’inserviente <strong>una sfilza di improperi e poi due schiaffi</strong>. Risultato: una catenina spezzata, occhiali rotti e, soprattutto, una lacerazione del timpano diagnosticata due giorni dopo al Pronto Soccorso di Ischia.</p>
<p>A distanza di qualche settimana i due ragazzi hanno deciso di denunciare l’uomo ai <strong>Carabinieri </strong>e hanno voluto soprattutto portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto avvenuto, raccontandolo ai microfoni di Fanpage Napoli.</p>
<p><iframe scrolling='no' width='640' height='460' src='https://youmedia.fanpage.it/embed/VnQs2uSwRoTGvVAm?bar=1&#038;autoplay=0' frameborder='0'></iframe></p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Napoli: ennesimo episodio di violenza omofobica - sannino - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sannino.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“Questa denuncia – dichiara <strong>Antonello Sannino</strong>, presidente di Arcigay Napoli –all’associazione, alle forze dell’ordine e alla stampa dimostra quanto la comunità lgbt napoletana si sia emancipata, soprattutto nella fascia più giovane che denuncia con maggior frequenza sia le aggressioni gravi che gli episodi quotidiani in famiglia o a scuola”.</p>
<p>“E’ importante denunciare – aggiunge <strong>Sannino </strong>– così come <a href="https://archivio.gay.it/maria-luisa-racconta-la-sua-storia">fece </a> <strong>Maria Luisa Mazzarella</strong> nel 2009. La sua denuncia ha portato ad una <a href="https://www.gay.it/condannati-a-10-anni-gli-aggressori-di-maria-luisa-e-dell-amico-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">sentenza </a> di 10 anni di reclusione per gli aggressori: il giudice riconobbe l’aggravante omofoba ed anche il ruolo sociale di <strong>Arcigay </strong>che all’epoca si costituì parte civile grazie all’appoggio dell’avvocato Ida Napolitano”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono</title>
		<link>https://archivio.gay.it/facebook-nuova-politica-sui-nomi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Semenzato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La politica che protegge la comunità LGBT, le vittime di bullismo e violenze varie]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - Facebook politica nomi veri 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Facebook_politica_nomi_veri-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Facebook</strong>, il social dei social, ha ricevuto numerose critiche per la sua politica d&#8217;obbligo nell&#8217;uso del proprio vero nome sul sito.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook conchita wurst - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_conchita_wurst.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Da oggi, accogliendo le critiche ricevute, Facebook ha annunciato che</strong> farà delle modifiche, per impedire che determinate persone possano sentirsi lese a livello umano, come drag queen, transessuali ma anche altre vittime di bullismo e violenze: <strong>si potrà usare il nome col quale gli amici e la famiglia ti conoscono</strong>, quello che usi di più, e non per forza il nome che ti hanno dato alla nascita.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook stop bullismo1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_stop_bullismo1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questo passo di Facebook verso una maggior personalizzazione, ma anche privacy e rispetto, che<br />
<strong>Justin Osofsky, Vice Presidente del Global Operations</strong> ha descritto come: </p>
<p>“Un azione importante perchè<strong> rende più difficile ai bulli di scalfire la reputazione di persone con nomi più &#8220;anonimi&#8221; e diminuisce anche l&#8217;opportunità di molestie e d&#8217;istigazione al comportamento criminale</strong>. Inoltre, quando le persone possono usare i nomi coi quali sono conosciuti dagli altri, le loro parole e le loro azioni hanno più significato e peso, e vengono prese molto più sul serio se connesse all&#8217;identità con la quale quella persona vuol essere conosciuta. Siamo convinti di questo e continueremo ad apportare miglioramenti alla politica.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Facebook: si potrà usare il nome col quale gli amici ti conoscono - facebook introduce politica contro nomi veri - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/facebook_introduce_politica_contro_nomi_veri.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Due sono gli obiettivi principali della politica, come spiega lo stesso <strong>Justin Osofsky</strong>:</p>
<p>“<strong>Per prima cosa vogliamo ridurre il numero di persone alle quali viene chiesto di verificare il proprio nome su Facebook </strong>se sono già iscritti col nome per cui la gente li conosce. <strong>Secondo, vogliamo rendere più semplice la conferma del nome vero se ritenuto necessario.</strong> Questo nuovo aspetto dà alle persone l&#8217;abilità di poter dichiarare una circostanza che può giustificare l&#8217;uso di un nome diverso dal proprio di nascita, come ad esempio <strong>essere lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, o di una minoranza etnica o vittime di abuso, stalking o bullism</strong>o. Selezionando l&#8217;opzione possono darci dati extra per farci conoscere la loro personale situazione e, quindi, permettere loro di avere su Facebook il profilo più adatto alle esigenza della propria persona&#8221;</p>
<p><strong>Per evitare che terzi segnalino un profilo con un nome &#8220;fake&#8221;</strong>, che in molti casi è sinonimo di come una persona s&#8217;identifica, sono state apportate modifiche che rendono<strong> più complesso il sistema di segnalazion</strong>e, per scoraggiare eventuali segnalazioni fatte solo per infastidire o denigrare. Dovranno andare nello specifico ed essere molto chiari, se vogliono segnalare qualcuno&#8221;</p>
<p>E questo è solo l&#8217;inizio dei cambiamenti.</p>
<p><strong>Facebook</strong>, ancora una volta, <strong>si conferma il social &#8220;giant&#8221; più LGBT e rispettoso</strong>. Speriamo che facciano sempre passi avanti come questi riportati nell&#8217;articolo e non peggiorino, però, a livello di funzionalità interne. </p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ancora omofobia. A Milano. Pestati due ragazzi nella notte</title>
		<link>https://archivio.gay.it/milano-omofobia-pestaggio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo denuncia l'Arcigay CIG di Milano: oggi più che mai "c’è bisogno di rispetto e tutela"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ancora omofobia. A Milano. Pestati due ragazzi nella notte - violenza base 2 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Ancora violenza omofobica in Italia. Nella notte del 4 dicembre a Milano <strong>una coppia di ragazzi gay</strong> è stata aggredita all’uscita dal lavoro da un gruppo di facinorosi intenti a tutelare un qualche principio attraverso pugni e altro.  I due ragazzi hanno riportato <strong>varie lesioni</strong> e hanno dovuto recarsi in <strong>ospedale</strong>. E’ stata effettuata una denuncia a ignoti. &#8220;Ma non sono tanto ignoti i mandanti di questa violenza omofobica. Hanno dei precisi connotati e si chiamano  intransigenza, razzismo, fascismo, violenza e incapacità di accettare gli altri&#8221;, commentano all&#8217;Arcigay CIG di Milano.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Ancora omofobia. A Milano. Pestati due ragazzi nella notte - milano pride 2015 patrocinio1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/milano_pride_2015_patrocinio1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ci ha dichiarato conclude <strong>Fabio Pellegatta</strong>, presidente del CIG Arcigay Milano: “In un momento dove tutti alzano il dito nei confronti di chi la pensa diversamente da loro additandolo come possibile terrorista, in un momento dove spinte razziste e fasciste stanno dominando la scena politica internazionale, infarcendosi di termini e volontà come la tutela delle tradizioni, della cultura, dei propri confini, nascondendo di fatto il vero fine che è l’interesse economico o politico, usando e strumentalizzando per questo  vite umane, <strong>in questo momento c’è bisogno  di rispetto e di tutela</strong>, per tutte le forme di identità, di pensiero e di religione; il tutto in una dimensione laica. Questo, è quello che il  <strong>CIG Arcigay Milano</strong>, come associazione che si batte per i diritti di tutti, come associazione che si adopera per il rispetto di ogni individualità riconoscendone il diritto  primario di vita e libertà e che per esso, da trent’anni, si adopera sulla scena milanese per ricercarlo, ricevendone per questo l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano,  questo è quello che chiediamo  a questa realtà violenta che ci circonda. <strong>Non vogliamo vittime alle vittime. Vogliamo principi di tutela e di rispetto</strong>, perché solo con questo assicureremo a tutte  e tutti uno spazio sereno nella nostra società”. Per questo, l&#8217;associazione invita tutte e tutti quelli che condividono questi principi, a partecipare ai <strong>mercatini di Natale Arcobaleno</strong> il 12-13 dicembre in via Lecco/Castaldi a Milano per la festa di tutte le famiglie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hawaii: arrestate per essersi baciate in un negozio di alimentari</title>
		<link>https://archivio.gay.it/hawaii-arrestate-per-essersi-baciate-in-un-negozio-di-alimentari</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Coppia lesbica californiana fa causa alla Corte Federale hawaiiana]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="599" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Coppia-lesbo-picchiata-1-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Hawaii: arrestate per essersi baciate in un negozio di alimentari - Coppia lesbo picchiata 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Coppia-lesbo-picchiata-1-1.png 599w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Coppia-lesbo-picchiata-1-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Mercoledì 28 ottobre</strong>: nel <strong>Tribunale di Honolulu</strong> è depositata una <strong>querela di una coppia lesbica</strong>. Dichiarano di essere state <strong>aggredite e arrestate</strong> per essersi baciate in un negozio di alimentari e ora vogliono essere risarcite. Il <strong>Dipartimento di Polizia</strong> di <strong>Honolulu</strong> apre un&#8217;<strong>indagine interna</strong>.<br />
<strong>Courtney Wilson</strong>, 25 anni, e <strong>Taylor Guerrero</strong>, 21, sono due californiane di Los Angeles  che il <strong>3 marzo scorso</strong>, durante una <strong>vacanza alle Hawaii</strong>, sono state <strong>picchiate e arrestate</strong> dall&#8217;agente <strong>Bobby Harrison</strong> fuori dal supermercato Foodland, <strong>per essersi scambiate un bacio</strong> in un negozio Foodland.</p>
<p>Nell&#8217;accusa si legge che il 3 marzo 2015, l&#8217;agente Bobby Harrison in borghese aveva richiamato più volte ad alta voce le due ragazze, intente a fare la spesa in un&#8217;alimentari <strong>Foodland </strong>di <strong>Oahu</strong>. La coppia aveva ripetutamente ignorato l&#8217;uomo continuando a scambiarsi libere effusioni d&#8217;affetto finché, uscite dal negozio, <strong>Harrison si è scagliato contro le due</strong> minacciandole d&#8217;arresto per poi tentare di buttarle violentemente a terra, mentre Courtney tentava di fare una chiamata d&#8217;emergenza.<br />
Tentativo quasi fallito dato che, le <strong>grintosissime lesbiche californiane</strong>, si sono difese usando gli stessi mezzi dell&#8217;omofobo in questione. <strong>Taylor </strong>ha preso a <strong>calci </strong>il poliziotto e <strong>Courtney</strong> gli ha sferrato un <strong>pugno in faccia</strong> provocando in lui ancor più rabbia.</p>
<p>“Sono stata presa a pugni in faccia da lui, mi ha aperto il naso. Eravamo a terra” </p>
<p>dichiara Courtney ad <em>Hawaii News Now</em>, quotidiano locale.<br />
Alla fine della colluttazione, il <strong>poliziotto ha però avuto la meglio</strong>, ahinoi:<br />
le donne sono state messe a terra, i/le dipendenti di Foodland intimat* di lasciarle dov&#8217;erano e legat* con delle fascette, dall&#8217;agente ormai fuori di sé.<br />
Successivamente le ragazze sono state portate da Harrison al Dipartimento di Polizia, dove hanno ricevuto un&#8217;<strong>accusa per aggressione a pubblico ufficiale</strong>, cancellata poi ad agosto.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Hawaii: arrestate per essersi baciate in un negozio di alimentari - hawaii2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/hawaii2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p> <strong>Courtney e Taylor</strong> chiedono oggi un risarcimento danni, non ancora spiegato in termini monetari, e <strong>accusano Harrison per aver agito con ostilità a causa del suo odio verso la comunità LGBT</strong>.<br />
Per il momento, <strong>l&#8217;ufficiale </strong>in carica da 26 anni, <strong>resta in servizio</strong>, mentre <strong>Foodland</strong> la società Hawaiiana <strong>si scusa</strong> con la coppia, pur non essendo parte nel processo.</p>
<p>Sarebbe bene domandarsi perché ancora ci sono persone che, oltre ad abusare del proprio potere, si infuriano fino a tal punto con violenza per qualcosa che non le riguarda minimamente e non arreca loro alcun danno.<br />
Non smetteremo mai di pensare che <strong>il grado di omotransfobia è direttamente proporzionale al grado di repressione sessuale e affettiva che ognuno si autoimpone</strong>.<br />
Che tutte e tutti possiamo avere la <strong>forza di reagire come Courtney e Taylor</strong>, anche con un&#8217;autodifesa violenta se necessario, alle ingiustizie che continuano a esistere e coinvolgerci, finché queste non vedranno la loro fine, perché in fondo, già sappiamo che&#8230; <strong>stiamo combattendo una battaglia che abbiamo già vinto!</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Civitavecchia: individuati gli aggressori del diciannovenne aggredito</title>
		<link>https://archivio.gay.it/civitavecchia-individuati-gli-aggressori-del-diciannovenne-gay-aggredito</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I carabinieri avrebbero individuati gli aggressori. Oggi la marcia contro l'omofobia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza_napoli-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Civitavecchia: individuati gli aggressori del diciannovenne aggredito - violenza napoli 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza_napoli-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza_napoli-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Civitavecchia: individuati gli aggressori del diciannovenne aggredito - carabinieri base - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/carabinieri-base.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La voce si è sparsa questa mattina negli ambienti scolastici e tra i ragazzi sembra non si stia parlando d&#8217;altro. <strong>Sarebbero due, infatti, gli studenti</strong> &#8211; entrambi minorenni &#8211; che i carabinieri avrebbero individuato come responsabili dell&#8217;<a href="https://www.gay.it/civitavecchia-botte-a-un-diciannovenne-perche-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">aggressione avvenuta venerdì scorso</a>  ai danni del diciannovenne Marco, preso di mira di bulli solo per il fatto di essere omosessuale. <strong>Indagini lampo</strong> dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Civitavecchia che, in pochi giorni, hanno risolto il caso, denunciando i due a piede libero. Lo ha rivelato poco fa un quotidiano online della cittadina laziale, Civonline.it</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Civitavecchia: individuati gli aggressori del diciannovenne aggredito - violenza base - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>I ragazzi devono rispondere di lesioni personali e ingiurie</strong>, reato che sarebbe aggravato della finalità discriminatoria se in Italia esistesse questa fattispecie. Tutto è partito dalla <strong>denuncia di Marco</strong>, che venerdì scorso era stato ingiuriato pubblicamente da due ragazzi con frasi dal contenuto omofobo, mentre uno di questi lo aveva anche aggredito fisicamente, causandogli lesioni giudicate guaribili dai medici del pronto soccorso del San Paolo in 15 giorni per la frattura di un dito della mano sinistra. I carabinieri hanno condotto mirate indagini che hanno consentito di individuare i responsabili, identificati in due sedicenni denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Civitavecchia: individuati gli aggressori del diciannovenne aggredito - petizione arcigay omofobia 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/petizione_arcigay_omofobia-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Intanto questo pomeriggio alle 18 è in programma la marcia per dire no all&#8217;omofobia: appuntamento a largo monsignor D&#8217;Ardia.«Mi auguro che gli autori di questo miserabile gesto vengano identificati al più presto &#8211; dichiara la parlamentare del Pd <strong>Marietta Tidei</strong> &#8211; e che la città tutta abbia un sussulto di civiltà di fronte a un atto così ignobile che umilia tutti noi». «Da condannare con forza l’atto di intolleranza verso questo ragazzo», afferma invece il presidente del coniglio comunale <strong>Alessandra Riccetti</strong>, che si rivolge poi ai giovani.  Proprio ai ragazzi dice la sua: «Siate migliori di noi, imparate dagli errori o preconcetti della mia generazione, combattete qualsiasi offesa alla dignità e libertà umana come se fosse stata fatta a voi e soprattutto siate menti aperte e libere». Parole di condanna anche da parte dei <strong>Giovani Democratici</strong>: «Vogliamo esprimere la nostra solidarietà al ragazzo picchiato a Civitavecchia perché gay &#8211; si legge in una nota &#8211; sono episodi che in una società civile non dovrebbero mai accadere, ma la solidarietà di fronte ad eventi come questo non basta. C’è un lavoro enorme da fare &#8211; proseguono i Giovani democratici &#8211; atti come questi non nascono dal nulla: hanno una precisa matrice che va riconosciuta e combattuta».</p>
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		<title>Picchiato selvaggiamente perchè gay: è accaduto in Sicilia</title>
		<link>https://archivio.gay.it/picchiato-selvaggiamente-perche-gay-accaduto-in-sicilia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Arrestati i tre responsabili dell'aggressione avvenuta a Mascali, vicino Catania]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Picchiato selvaggiamente perchè gay: è accaduto in Sicilia - violenza base 2 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/violenza-base-2-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Picchiato selvaggiamente perché gay</strong>. E’ accaduto ieri notte a Mascali, in provincia di Catania, nei pressi di un bar, dove tre giovani del posto, rispettivamente di 18, 19 e 20 anni, armati di coltello, hanno aggredito un quarantaquattrenne, anch’egli del luogo. La sua colpa? Anche secondo la ricostruzione dei carabinieri, essere omosessuale.</p>
<p>La vittima, per sua fortuna, è riuscita a sfuggire alla furia degli assalitori – che gli hanno sferrato pugni e calci oltre che qualche fendente con un coltello – rifugiandosi nella Stazione dei Carabinieri. I militari lo hanno immediatamente soccorso e trasportato all’Ospedale di <strong>Taormina </strong>dove i medici lo hanno medicato refertandogli un “trauma cranico con ampia ferita da taglio del cuoio capelluto in sede parietale destra e trauma mandibolare” con una prognosi di 15 giorni. </p>
<p>Ovviamente i militari hanno subito avviato le indagini e coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Giarre e della Stazione di Sant’Alfio, <strong>hanno subito rintracciato i tre presunti aggressori che</strong>, su disposizione del magistrato di turno, <strong>sono stati arrestati e posti ai domiciliari</strong>. Ora saranno processati per direttissima per lesioni personali aggravate in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere.</p>
<p>Mascali non è purtroppo nuova ad episodi di omofobia. Nell&#8217;estate scorsa ad un ragazzo gay fu <a href="https://www.gay.it/stabilimento-lido-mascali-sicilia-omofobo-omofobia" rel="nofollow noopener" target="_blank">rifiutato </a> l&#8217;ingresso in uno stabilimento balneare. Grazie però anche all&#8217;intervento di Arcigay Catania la vicenda ebbe un <a href="https://www.gay.it/lido-mascali-gay-benvenuti" rel="nofollow noopener" target="_blank">epilogo </a> positivo.</p>
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		<title>Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#8217;appello dell&#8217;avvocato</title>
		<link>https://archivio.gay.it/giovane-tunisino-in-carcere-gay-appello-avvocato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista esclusiva all'avvocato Fadoua Braham che ci racconta l'incredibile vicenda]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/avvocata-tunisia-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#039;appello dell&#039;avvocato - avvocata tunisia base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/avvocata-tunisia-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/avvocata-tunisia-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>22 anni, studente universitario di una facoltà di commercio, vive in Tunisia, ad Hammam. Lo chiameremo Marwen (nome di fantasia), come hanno fatto alcuni giornali progressisti tunisini, per garantirne l’anonimato. E’ finito in carcere dove deve scontare una anno. <strong>La sua colpa? Essere omosessuale.</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#039;appello dell&#039;avvocato - avvocata tunisia - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/avvocata-tunisia.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Questa storia &#8211; allucinante, quasi medioevale &#8211; <a href="https://www.gay.it/arrestato-e-condannato-in-tunisia-giovane-gay" rel="nofollow noopener" target="_blank">la avevamo già raccontata</a> , riprendendola da agenzie internazionali. Ma siamo voluti andare più a fondo, per avere conferme, conoscere i dettagli ed anche capire come poter essere d’aiuto. Abbiamo quindi contattato ed intervistato una giovane e gentile avvocato di Sousse, <strong>Fadoua Braham</strong> (in foto).</p>
<p><strong>Avvocato, ci può raccontare in breve la vicenda?<br />
</strong>Il 7 settembre la polizia giudiziaria di Hammam ha convocato Marwen per interrogarlo a proposito di un omicidio, dal momento che sul cellulare della vittima c’era una chiamata al suo numero telefonico il giorno stesso del delitto. La polizia gli ha fatto alcune domande per capire in che tipo di rapporti era con la vittima, che era conosciuta per essere omosessuale. A quel punto, lo hanno accusato di avere avuto con la vittima dei rapporti omosessuali che alla fine, dopo inaudite pressioni verbali e fisiche, il ragazzo ha confessato di aver avuto. Non era quindi più in ballo l’omicidio, a quel punto, ma bensì <strong>la violazione dell’articolo 230 del codice penale tunisino che penalizza l’omosessualità</strong> e che addirittura risale al 1913, ai tempi del Protettorato Francese: nessuno in questi anni ha infatti mai avuto il coraggio di occuparsi di questo articolo e cambiarlo, visto che prevede addirittura la reclusione fino a tre anni di prigione. </p>
<p><strong>Cosa è successo quindi?</strong><br />
Il ragazzo è stato immediatamente arrestato e incredibilmente sottoposto alle misure cautelari previste per i reati più gravi, che gli impedivano di poter contattare la famiglia e l’avvocato: <strong>per cinque giorni non infatti ha avuto alcun contatto con l’esterno</strong>. Venerdì 11 settembre, al mattino, è stato portato all’ospedale e sottoposto ad un esame anale, senza che lui avesse in alcun modo dato il consenso. Nel pomeriggio è stato portato alla Procura della Repubblica dove è stato deciso di mantenere l’arresto e di accusarlo di omosessualità. Solo allora ha potuto rivedere la sua famiglia e incotrarmi. <strong>Il 22 settembre è stato condannato ad un anno di prigione per omosessualità ed attualmente si trova in carcere</strong>. Ho già presentato <strong>appello </strong>alla sentenza ma non è stata ancora fissata la data per l’udienza: spero che la pressione mediatica, soprattutto internazionale, possa continuare affinché questo ragazzo possa essere aiutato: quanto è successo infatti è del tutto inaccettabile.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#039;appello dell&#039;avvocato - gay tunisia base - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/gay-tunisia-base.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Come sta il ragazzo e quali sono le sue condizioni in questo momento?<br />
</strong>Il ragazzo è al terzo anno di una facoltà di commercio e quindi le sue preoccupazioni sono legate alla famiglia ed al fatto che sta perdendo l’anno scolastico che inizia proprio ora. Più di ogni altra cosa però <strong>si preoccupa di ciò che accadrà dopo</strong> il carcere, perché la società tunisina è ancora molto chiusa e quindi ha molta paura di come sarà la sua vita una volta che uscirà di prigione.</p>
<p><strong>Il suo nome è stato svelato dalla stampa tunisina?<br />
</strong>Ho lottato a lungo perché il processo fosse a porte chiuse e così è avvenuto. Purtroppo mercoledì scorso il Ministero degli Interni, sollecitato dai media, è intervenuto sulla vicenda per difendere l’operato delle forze dell’ordine: nel dare la sua versione dei fatti, <strong>ha rivelato il nome del ragazzo</strong> ed ha inoltre detto molte inesattezze, come ad esempio sostenere che si <strong>prostituiva </strong>e che non era uno studente ma un operaio. Tutto questo nonostante io abbia presentato un dossier completo per contrastare queste accuse ulteriormente infamanti, dimostrando che era studente universitario, che i genitori lo mantenevano negli studi e che comunque faceva alcuni lavori occasionali, con tanto di buste paga esibite al magistrato.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#039;appello dell&#039;avvocato - gay tunisia 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/gay-tunisia-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Quanto spesso questo articolo del codice viene applicato in Tunisia?<br />
</strong>Ci sono purtroppo abbastanza spesso dei casi, come dimostrano i report del Ministero della Giustizia che purtroppo non conosco nel dettaglio.</p>
<p><strong>Questo abominio dei test anali, condannato più volte anche da organismi internazionali, viene usato spesso per applicare l’articolo 230?<br />
</strong>Viene usato sempre per dimostrare l’omosessualità. Il giudice nel caso in questione come in altri ha dichiarato che l’esame era necessario: a quel punto il dottore che lo ha effettuato non può rifiutarsi, altrimenti rischia a sua volta un anno di prigione.</p>
<p><strong>Nei giorni scorsi abbiamo letto che il Ministro della Giustizia tunisino in una intervista telefonica ha dichiarato di voler abrogare l’articolo 230. Con che tempi? E questo potrebbe aiutare il ragazzo?<br />
</strong>Non sarà semplice, perchè il ministro è già stato aspramente criticato per queste sue dichiarazioni: <strong>non sono affatto sicura che verrà presentata questa proposta</strong>. In ogni caso, se questo accadrà, certamente sarà d’aiuto per questa e per altre vicende.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Giovane tunisino in carcere perchè gay: l&#039;appello dell&#039;avvocato - tunisia dirittiF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tunisia_dirittiF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Tanti sostengono che l’articolo 230 sia incompatibile con la nuova Costituzione tunisina del 2014. Ha intenzione di portare il caso di fronte alla corte costituzionale?<br />
</strong>Lo farei molto volentieri <strong>se avessimo una corte costituzionale</strong>. Ma purtroppo in Tunisia la norma della Costituzione che la prevede non è stata ancora applicata. </p>
<p><strong>Ultima domanda. Come possiamo aiutare questo ragazzo e in generale le persone lgbt tunisine?<br />
</strong>Potete essere moltissimo d’aiuto, creando una <strong>pressione internazionale</strong> attraverso i mezzi di informazione. Io spero che la vicenda del mio cliente possa aiutare una qualche soluzione prima o poi per gli altri, oltre che per se stesso. E’ però una questione di libertà, di diritti civili e di rispetto della dignità umana che non riguarda solo gli omosessuali. Come avvocato io non lavoro solo su casi come questi, ma certamente sono più sensibile di altri, perché penso che non si possa rovinare così la vita ad un ragazzo di 22 anni. In questo caso, ad esempio, <strong>do il mio patrocinio gratuitamente</strong>, accollandomi ogni spesa. Il mio cliente ha sicuramente bisogno di aiuto, non solo o non tanto per ora quanto per il futuro, perché lui (ed io con lui) <strong>siamo estremamente preoccupati della sua sicurezza una volta che uscirà dal carcere</strong>: le pressioni internazionali su questo saranno determinanti.</p>
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		<item>
		<title>Ennesima aggressione omofobica a Roma</title>
		<link>https://archivio.gay.it/ennesima-aggressione-omofobica-a-roma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La denuncia arriva dalla Gay Help Line. La vittima è un trentenne romano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobia_scuola_roma-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ennesima aggressione omofobica a Roma - omofobia scuola roma 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobia_scuola_roma-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omofobia_scuola_roma-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Un&#8217;aggressione omofoba &#8220;nell&#8217;indifferenza dei cittadini&#8221;. Così denuncia il Gay Center di Roma, con una nota del suo presidente <strong>Fabrizio Marrazzo</strong>. I fatti riguardano un <strong>giovane di trent&#8217;anni</strong> insultato e aggredito in un parcheggio mentre saliva in macchina: &#8220;Quando si sono avvicinati due ragazzi di circa 30 anni che hanno iniziato a insultarlo al grido &#8220;<strong>frocio di merda</strong>&#8221; e subito dopo gli insulti sono iniziate le percosse e i pugni sul viso&#8221;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Ennesima aggressione omofobica a Roma - petizione arcigay omofobia2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/petizione_arcigay_omofobia2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Secondo quanto riferiscono dal Gay Center l&#8217;aggressione <strong>sarebbe avvenuta &#8220;nonostante ci fossero molte persone in zona nessuno lo ha aiutato neanche quando gli aggressori se ne sono andati&#8221;</strong>. Pochi giorni prima, lo stesso giovane aveva ritrovato la propria auto con le gomme tagliate. Il ragazzo ha riportato ecchimosi su viso ed è stato curato dal pronto soccorso del policlinico Gemelli dove gli hanno dato una prognosi di quattro giorni. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Ennesima aggressione omofobica a Roma - marrazzoepuratoF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/marrazzoepuratoF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&#8220;La segnalazione è giunta dagli amici che hanno contattato il servizio di Gay Help Line. Al giovane, con cui siamo in contatto, abbiamo offerto il supporto legale e psicologico&#8221; spiegano dal Gay Center. &#8220;Questo caso &#8211; spiega Fabrizio Marrazzo &#8211; come quello del ragazzo di Torino, ma come tanti altri che quotidianamente vengono denunciati al nostro numero verde da tutta Italia, segnalano troppo spesso, purtroppo, un <strong>clima di indifferenza</strong>. Purtroppo il clima di odio che certe parti sociali e politiche stanno creando verso i gay, alimentando spesso sentimenti di paura con fantomatiche teorie inesistenti come quella gender e la completa mancanza di riconoscimento di diritti sul piano legislativo, rendono i gay socialmente sempre più vulnerabili&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco il volto dell&#8217;omofobia: ce lo mostra su Fb un ventunenne canadese</title>
		<link>https://archivio.gay.it/volto-omofobia-facebook-ventunenne-canadese-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Un giovane del Quebec massacrato di botte pubblica la foto che diventa tristemente virale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ragazzo-quebec-omofobia-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ecco il volto dell&#039;omofobia: ce lo mostra su Fb un ventunenne canadese - ragazzo quebec omofobia base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ragazzo-quebec-omofobia-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ragazzo-quebec-omofobia-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Mathieu Grégoire</strong>, un ragazzo ventunenne canadese di Trois-Rivières in Quebec, è stato brutalmente aggredito venerdì scorso al Festival Western di St-Tite, nella regione di Mauricie, nel Quebec. Grégoire ha raccontato che stava difendendo sua sorella da un uomo che la stava importunando, quando la situazione gli è sfuggita di mano: l&#8217;uomo lo ha infatti brutalmente colpito sei volte al volto con una bottiglia di birra, mentre gli lanciava insulti omofobi. </p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Ecco il volto dell&#039;omofobia: ce lo mostra su Fb un ventunenne canadese - ragazzo quebec omofobia - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ragazzo-quebec-omofobia.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E&#8217; stato lo stesso Grégoire a denunciare l&#8217;accaduto su Facebook , scrivendo in francese:</p>
<p><em>Ecco il volto dell&#8217;omofobia! A Saint-Tite, venerdì sera, un tizio ha deciso che fosse divertente picchiare un ragazzo gay con una bottiglia di birra vuota! Io non ho nessun ricordo, ho perso conoscenza! Il primo colpo è arrivato sul mio viso, seguito da altri sei&#8230; Ho ripreso conoscenza davanti al mio patrigno in lacrime, completamente disorientato, non capendo dove mi trovavo. Ho passato la notte in ospedale, mi hanno fatto delle radiografie e per fortuna non ho niente di rotto.<br />
Venerdì sera, mi hanno aggredito perché sono gay! <strong>Benvenuti nel 2015!</strong><br />
Grazie a tutti i miei amici di essere stata presenti dall&#8217;inizio alla fine! Durante questo fine settimana ho capito di quanti buoni amici io sia circondato! Ce ne sono parecchi altri che non ho potuto taggare perché non sono tra i miei amici!</em></p>
<p>Il festival attira nel paese oltre 600.000 persone in 10 giorni, secondo la Montreal Gazette. Durante questa edizione del festival ci sono state altre aggressioni, non collegabili a questa.</p>
<p><strong>La foto di Mathieu è diventata subito tristemente virale su Facebook, superando le 13.000 condivisioni.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Raid a Genova, individuati gli aggressori. Vacilla il movente omofobo.</title>
		<link>https://archivio.gay.it/raid-a-genova-individuati-gli-aggressori-vacilla-il-movente-omofobo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/raid-a-genova-individuati-gli-aggressori-vacilla-il-movente-omofobo</guid>

					<description><![CDATA[Scoperta la gang che a luglio aggredì un eterosessuale credendolo gay]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/genova-omofobia-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Raid a Genova, individuati gli aggressori. Vacilla il movente omofobo. - genova omofobia base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/genova-omofobia-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/genova-omofobia-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Raid a Genova, individuati gli aggressori. Vacilla il movente omofobo. - genova omofobia 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/genova-omofobia-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Almeno cinque componenti della gang</strong> che il 14 luglio scorso ridusse in fin di vita un barman di 44 anni ad una fermata dell&#8217;autobus a Genova, nella centrale piazza Caricamento, picchiandolo a sangue poiché credevano fosse gay, <strong>sono stati individuati</strong>: in tre sono stati arrestati, due maggiorenni e uno, all’epoca dei fatti, minorenne, tutti genovesi; altre due ragazze, un’italiana e un’albanese sono state denunciate.<strong> Vacilla però il movente omofobo, almeno secondo i Carabinieri.</strong></p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Raid a Genova, individuati gli aggressori. Vacilla il movente omofobo. - genova omofobia - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/genova-omofobia.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Per loro prende corpo l’accusa di tentato omicidio. Potrebbe invece cadere il movente omofobo</strong> per l&#8217;aggressione: secondo quanto affermato da uno degli arrestati, all&#8217;origine del pestaggio ci sarebbe un complimento a una delle due giovani donne del gruppo. Era stata una frase riportata dalla vittima a far sorgere il dubbio che si trattasse di una aggressione a sfondo omofobo: l’ uomo, rincasato subito dopo il pestaggio, aveva infatti detto alla fidanzata che prima di venir picchiato dal branco era stato affrontato da una delle due ragazze che gli avrebbe detto: «non guardare il mio ragazzo, ma che sei gay?».</p>
<p>Secondo infatti quanto riferito da <strong>Marco Comparato, comandante della compagnia Carabinieri di Genova Centro, </strong>a scatenare l’aggressione sarebbe stato un complimento rivolto a una delle ragazze del “branco”. Complici l’ora tarda e probabilmente l’alcol, è scattata la rissa. E la situazione è sfuggita di mano. “Sono tutti ragazzi normali – riferiscono i Carabinieri – qualcuno studia, altri sono in cerca di occupazione. Uno di loro era minorenne all’epoca dei fatti. Messi di fronte alle accuse sono crollati, si sono resi conto della gravità dei fatti”. Quindi la pista omofoba, che era “una delle possibili spiegazioni”, al momento rimane in secondo piano.</p>
<p><strong>Fa un po&#8217; sorridere come per i Carabinieri sia bastata una frase pronunciata dagli arrestati per escludere il movente omofobo ed infatti attendiamo serenamente la conclusione delle indagini per capire se ciò corrisponde al vero.</strong></p>
<p>I giovani arrestati, uno dei quali all’epoca dei fatti era minorenne, sono tutti studenti genovesi e hanno alle spalle famiglie solide. I carabinieri sono riusciti a individuare prima una delle ragazze e da lei hanno stretto il cerchio sul resto del gruppo. Uno degli arrestati è stato catturato a Milano dove era andato in discoteca.</p>
<p>L’elemento cruciale nella svolta all’indagine, è stato rappresentato dalle <strong>tracce telefoniche che i picchiatori hanno lasciato durante la fuga</strong>. Due video differenti li immortalano a distanza di qualche centinaio di metri, e questo ha consentito agli uomini del nucleo operativo della compagnia Centro di fissare una direttrice abbastanza precisa lungo la quale si sono allontanati. A quel punto si è indagato sulle celle telefoniche: un lavoro certosino da parte dell’Arma, ma che ha permesso d’isolare un gruppo di numeri sospetti, che si sono “spostati” lungo il tragitto indicato dai filmati.</p>
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