<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vittorio Sgarbi &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<atom:link href="https://archivio.gay.it/argomenti/vittorio-sgarbi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 May 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2025/12/cropped-gayit-logo-thumb-32x32.png</url>
	<title>Vittorio Sgarbi &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Teatro gay? La Moratti licenzia Sgarbi</title>
		<link>https://archivio.gay.it/teatro-gay-la-moratti-licenzia-sgarbi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/teatro-gay-la-moratti-licenzia-sgarbi</guid>

					<description><![CDATA[Dopo l'ennesima iniziativa in favore dell'arte gay, Vittorio Sgarbi è stato licenziato in tronco dal sindaco Letizia Moratti. Ma lui si difende: «Non ha capito le mie intenzioni».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/morattisgarbi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Teatro gay? La Moratti licenzia Sgarbi - morattisgarbi - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Teatro gay? La Moratti licenzia Sgarbi - morattisgarbi1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/morattisgarbi1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Vittorio Sgarbi &egrave; stato deposto dall&#8217;incarico di Assessore alla Cultura del comune di Milano. &Egrave; stata impietosa la sua datrice di lavoro, il sindaco Letizia Moratti, che lo ha scaricato proprio nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno.</p>
<p>&#8216;Mancanza di rispetto per la giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini rappresentati nel suo ruolo di assessore e quindi rottura del rapporto di fiducia con il sindaco e con i colleghi assessori&#8217;. Cosa abbia portato la Moratti ad un giudizio cos&igrave; duro nei confronti del &quot;suo&quot; Sgarbi &egrave; facile da capire. Basti ricordare le polemiche per la mostra Vade Retro, quella in cui il Papa veniva raffigurato in calze autoreggenti, che l&#8217;Assessore voleva testardamente allestire a Milano. E la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella fatale, riguarda ancora una querelle sul mondo gay.</p>
<p>La rassegna teatrale sull&#8217;omosessualit&agrave; fatta votare alla giunta sotto il titolo &quot;Amori possibili&quot;. &Egrave; stata una presa in giro bella e buona secondo Letizia Moratti che ha cos&igrave; deciso di porre fine alle intemperanze del suo Assessore.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Teatro gay? La Moratti licenzia Sgarbi - morattisgarbi2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/morattisgarbi2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Eppure i risultati dell&#8217;ufficio governato da Sgarbi non sono mancati: solo nel 2007 i biglietti staccati per visitare le mostre sono stati 550.832, contro i 381.360 dell&#8217;anno precedente. &laquo;Mancanza di rispetto nei confronti della giunta? Semmai una mancanza di rispetto della Moratti nei miei confronti e nei confronti del lavoro compiuto&raquo;, si difende il critico. &laquo;Ora vado a Roma, vado da Berlusconi a fargli presente la grave aggressione portata nei miei confronti. Il sindaco Moratti &egrave; stato eletto anche con i miei voti e deve rispondere della maggioranza che la sostiene&raquo;. La delibera sul teatro gay? &laquo;Sono osservazioni di nessuna rilevanza e incomprensibili rispetto a una delibera fatta per eliminare ogni polemica a riguardo. L&#8217;ho presentata in quel modo proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse l&#8217;orgoglio gay. Mi sarei aspettato piuttosto le critiche dell&#8217;Arcigay invece che quelle del sindaco e della giunta&raquo;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sgarbi traveste il festival gay per ottenere il patrocinio</title>
		<link>https://archivio.gay.it/sgarbi-traveste-il-festival-gay-per-ottenere-il-patrocinio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 16:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/sgarbi-traveste-il-festival-gay-per-ottenere-il-patrocinio</guid>

					<description><![CDATA[L'assessore alla Cultura del comune di Milano ha usato un escamotage per far sì che la giunta approvasse la delibera in favore di una rassegna teatrale gay. 'Liberi amori possibili' andrà in scena.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/sgarbi_mostra_BASEA.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sgarbi traveste il festival gay per ottenere il patrocinio - sgarbi mostra BASEA - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Per non incorrere nell&#8217;ennesimo scontro tra &#8216;oscurantisti e illuminati&#8217;, forte dell&#8217;esperienza dello scorso anno con la mostra &#8216;Vade retro&#8217;, alla richiesta del patrocinio per un festival teatrale omosessuale, Vittorio Sgarbi ha pensato che, per far passare la delibera in Giunta, occorreva un escamotage. Cos&igrave; il titolo della rassegna, dal provvisorio &#8216;teatro omossessuale&#8217;, &egrave; diventato &#8216;liberi amori possibili&#8217;, e la parola gay &egrave; sparita dal provvedimento, votato &quot;dai miei ignari colleghi &#8211; racconta l&#8217;assessore &#8211; lo scorso 18 aprile&quot;. &#8216;Un&#8217;amministrazione civile dovrebbe consentire una rassegna omosessuale, con il rischio di autoghettizzazione che la stessa parola comporta, ma &#8211; dice Sgarbi &#8211; dopo quanto successo per il cinema gay e la mostra &#8216;Vade retro&#8217;, anche questa manifestazione sarebbe diventata un&#8217;occasione di scontro&quot;. Cos&igrave;, &quot;ho preso la responsabilit&agrave; &#8211; continua l&#8217;assessore &#8211; di trovare una soluzione&quot;,&nbsp;</p>
<p>Una sorta di uovo di Colombo identificato in un titolo talmente generico da coprire qualsiasi manifestazione di pluralit&agrave; sessuale e nell&#8217;eliminazione, dalla delibera, della parola omosessuale. &quot;Se avessimo scritto la parola &#8216;gay&#8217;, la delibera &#8211; stigmatizza &#8211; sarebbe rimasta ferma l&igrave; per mesi, invece, cos&igrave;, &egrave; passata con la vaselina&#8217;. Il trucco, per&ograve;, non soddisfa del tutto il mondo gay, come ha fatto notare un suo esponente: &quot;&egrave; vero, sarebbe giusto che il problema non si ponesse, ma anche se la Moratti privatamente pranza con amici gay, questa amministrazione &#8211; spiega l&#8217;assessore &#8211; sente di rappresentare un elettorato cattolico e, nella parola omosessuale, c&#8217;&egrave; una sorta di antagonismo alla cultura cattolica, perci&ograve;, per la Giunta di centro destra, dire &#8216;gay&#8217; &egrave; come dire &quot;voglio fare qualcosa contro la chiesa&quot;.</p>
<p>&quot;Insistere sulla definizione di teatro gay significava cercare lo scontro&quot; insiste Sgarbi, spiegando che per lui, invece, &quot;tutto &egrave; normale, anche la diversit&agrave;. &quot;E speriamo che anche la Giunta &#8211; auspica &#8211; capisca che l&#8217;omosessualit&agrave; &egrave; normalit&agrave;&quot;. Al vicesindaco Riccardo De Corato, poi, &quot;ho detto che siamo io e lui la minoranza: Milano &egrave; la citt&agrave; di Ronconi, Testori, Visconti, Versace, Armani e Dolce e Gabbana, qui se uno non &egrave; omosessuale &#8211; ironizza &#8211; &egrave; visto come diverso. Credo ci sia un equivoco sull&#8217;elettorato cattolico: tra poco saranno loro un ghetto&quot;. Lui, poi, per esperienza personale racconta che &quot;sono almeno tre anni che non incontro ragazze che non siano lesbiche: sotto i 20 anni &egrave; un&#8217;opzione regolare&quot;.</p>
<p>Da quando &egrave; assessore, comunque, Sgarbi si &egrave; accorto che &quot;ci sono resistenze culturali e ideologiche: non basta la cultura a far passare tutto. Anche per la mostra &#8216;Vade retro&#8217; non volevo provocare nessuno, solo &#8211; spiega &#8211; togliere dall&#8217;oblio Palazzo della Ragione&quot;. Anche &#8216;Liberi amori possibili&#8217;, in scena al Libero dal 2 maggio con 8 spettacoli che affrontano diversi temi, dalla coppia lesbica al padre che scrive alla figlia per informarla dell&#8217;intenzione di cambiare sesso, &quot;non vuole essere una battaglia sui principi, ma &#8211; afferma Francesco Di Rienzo del Libero &#8211; una rassegna a tema&quot;.<br />
Tema che, per ottenere il patrocinio, negato dalla Regione Lombardia e ottenuto senza problemi dalla Provincia, &quot;a Palazzo Marino &#8211; scherza Sgarbi &#8211; &egrave; stato travestito&quot;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Vade retro&#8217; a Firenze ma senza patrocinio</title>
		<link>https://archivio.gay.it/vade-retro-a-firenze-ma-senza-patrocinio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 16:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/vade-retro-a-firenze-ma-senza-patrocinio</guid>

					<description><![CDATA[Non c'è pace per 'Vade retro', la mostra che ospita - tra le altre - la statua di un Ratzingher transgender. Le opere andranno a Firenze, ma il comune le giudica di scarsa qualità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/vaderetrofirenzeBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&#039;Vade retro&#039; a Firenze ma senza patrocinio - vaderetrofirenzeBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Come una bomba che sta per scoppiare e che si deve cedere velocemente per evitare che esploda fra le mani, la mostra &quot;Vade Retro&quot; passa da una citt&agrave; all&#8217;altra senza mai inaugurare per l&#8217;opposizione di questo o quell&#8217;esponente politico. I timori sono causati dal tipo di opere esposte: troppo blasfemo quel Papa Ratzinger in versione transgender, o troppo volgare quell&#8217;ermafrodito a gambe larghe. Ma non era mai successo che quei quadri e quelle statue, che vagano ormai da mesi in cerca di qualcuno che ne consenta l&#8217;esposizione, venissero definiti &laquo;di scarsa qualit&agrave;&raquo;.</p>
<p>Succede nella laica e progressista Toscana, la Regione dei primati lgbt: per prima ha erogato i sussidi ai trans e per prima si &egrave; dotata di uno statuto che riconosce le coppie di fatto; &egrave; la Regione che ospita migliaia di gay e lesbiche d&#8217;estate a Torre del Lago e che pubblica campagne informative sanitarie mirate alla comunit&agrave; lgbt.<br />
Scarsa qualit&agrave;, dicevamo. &Egrave; il giudizio dell&#8217;assessore alla cultura Giovanni Gozzini, uno che affacciandosi dalle finestre del suo ufficio la qualit&agrave; la vede ogni giorno: in Piazza della Signoria, sede del Comune, sono infatti ospitate permanentemente le statue che hanno fatto grande la citt&agrave; nel mondo, fra cui una copia del Davide di Michelangelo. Ma con i genitali all&#8217;aria.</p>
<p>Ma a saper giudicare, probabilmente non basta guardare da una finestra. Vittorio Sgarbi, ad esempio, che gi&agrave; dalla sua Milano aveva difeso la mostra, &egrave; convinto che Gozzini sia &laquo;una capra che no capisce nulla di arte&raquo;.<br />
Competente o meno spetta comunque a lui la decisione finale. Una decisione che dovrebbe essere ponderata da una considerazione. Tanti degli artisti fiorentini sono state vere e proprie avanguardie: rischiando che le loro opere venissero definite di scarsa qualit&agrave; hanno deciso di portare avanti una visione dell&#8217;arte controcorrente rispetto agli standard del&#8217;epoca, e col senno di poi hanno fatto benissimo. Sono stati chiamati geni.</p>
<p align="right">di Daniele Nardini</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VADE RETRO: ENTRIAMO NELLA MOSTRA CENSURATA</title>
		<link>https://archivio.gay.it/vade-retro-entriamo-nella-mostra-censurata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/vade-retro-entriamo-nella-mostra-censurata</guid>

					<description><![CDATA[Finalmente è possibile, grazie alla rete, entrare nella mostra Vade Retro, boicottata dal sindaco di Milano Letizia Moratti. A guidare lo spettatore un critico d'eccezione: Vittorio Sgarbi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/vaderetroBASE_.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="VADE RETRO: ENTRIAMO NELLA MOSTRA CENSURATA - vaderetroBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milano: Arte e omosessualità censurata e rinviata</title>
		<link>https://archivio.gay.it/milano-arte-e-omosessualita-censurata-e-rinviata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Grillini]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/milano-arte-e-omosessualita-censurata-e-rinviata</guid>

					<description><![CDATA[Slitta almeno fino a sabato l’apertura della mostra su arte e omosessualità che ha suscitato tante polemiche. Grillini: superato il senso del ridicolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mostraMIBase-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Milano: Arte e omosessualità censurata e rinviata - mostraMIBase 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>MILANO &ndash; Niente apertura al pubblico, domani, per la controversa mostra &ldquo;Vade Retro. Arte e omosessualit&agrave; da Gloeden a Pierre&amp;Gillet&rdquo;. La mostra d&rsquo;arte, salvo ulteriori baruffe all&rsquo;interno di Palazzo Marino, dovrebbe aprire nella giornata di sabato. Nel frattempo &egrave; stata opportunamente censurata, in nome del decoro e del rispetto religioso. L&rsquo;assessore alla cultura <strong>Vittorio Sgarbi </strong>tanto per cominciare ha fatto sparire l&rsquo;opera di Paolo Schmidling denominata &ldquo;Miss Kitty&rdquo;, raffigurante una persona anziana, seminuda e con parrucca bionda, calze e sguardo ammiccante dai lineamenti praticamente identici a quelli di <strong>Joseph Ratzinger</strong>. Sul fatto di averla in un primo momento accettata per la mostra &egrave;&#8230;caduto dalle nuvole: &laquo;Il mio errore &egrave; stato, quando ho impaginato il catalogo, di non aver posto attenzione, tra molte scene di omosessualit&agrave; maschile, a quella vecchietta di Schmidling. Solo quando &egrave; arrivata la scultura, ho notato la somiglianza con il Papa.&raquo; Sgarbi ha annunciato di avere acquistato lui stesso il pezzo: &laquo;L&rsquo;ho comprata (costo 25.000 euro, ndr) e ne faccio quello che mi pare. &ndash; ha commentato &#8211; La terr&ograve; per me e potr&ograve; cos&igrave; risarcire il Papa del decoro che egli merita.&raquo; Non si vedr&agrave; neanche la foto ritoccata &ldquo;Ecce Trans&rdquo; di ConiglioViola, con Sircana vicino a un trans, sostituito da un&rsquo;immagine di Ges&ugrave;. Su richiesta del sindaco Letizia Moratti il catalogo della mostra, che ovviamente era gi&agrave; pronto, &egrave; stato cestinato in quanto vi comparivano i due pezzi epurati e ne sar&agrave; preparata un&rsquo;edizione &lsquo;corretta&rsquo; perch&eacute;, spiega ancora Sgarbi, &ldquo;anche Artematica (l&#8217;organizzatrice della mostra) condivide l&#8217;inopportunit&agrave; che un catalogo pubblichi un&#8217;immagine di un&#8217;opera non esposta.&rdquo; Non &egrave; ancora chiaro se verr&agrave; mantenuto o meno il divieto ai minori di 18 anni.</p>
<p>Su tutta questa patetica faccenda, che dimostra quanto l&rsquo;Italia sia ancora culturalmente arretrata anche solo a gestire certe tematiche, anche nell&rsquo;ambito della libert&agrave; d&rsquo;espressione, <strong>Franco Grillini</strong> ha gioco facile nell&rsquo;affermare che &ldquo;L&rsquo;Inquisizione ha riacceso i roghi a Milano prendendosela con la mostra su Arte e omosessualit&agrave;. Gi&agrave; sul titolo dell&rsquo;esposizione ci sono state pressioni della Curia e dall&rsquo;inoffensivo &ldquo;Ecce Homo&rdquo;, si &egrave; arrivati al volgare &ldquo;Vade retro&rdquo;. Dal grottesco alla farsa, per farla breve, il catalogo della mostra &egrave; stato ritirato oggi, ad un giorno dall&rsquo;inaugurazione, e mandato al macero&hellip; ecco il ritorno dei roghi.&rdquo; Per l&rsquo;onorevole di Sinistra Democratica &ldquo;Le censure sono state a tutti i livelli: sono state escluse dalla mostra opere a contenuto sessuale esplicito ed implicito, &egrave; stato escluso il nudo ed escluse le opere con richiami e riferimenti religiosi. Tra queste, la vittima pi&ugrave; illustre &egrave; il San Sebastiano di Pierre et Gilles, mentre le fotografie di nudo, che ben avrebbero corredato l&rsquo;immaginario gay nell&rsquo;arte, sono cinque e di Mapplethorpe, ripeto Mapplethorpe, c&rsquo;&egrave; una vecchietta, mentre della coppia di artisti Gilbert &amp; George fotografie di ponti di Londra&hellip; I ponti.</p>
<p>Sono sicuro che i musei italiani espongano opere pi&ugrave; audaci (nel dirlo temo altre ondate di epurazione) e sono totalmente d&rsquo;accordo con l&rsquo;amico storico Giovanni Dall&rsquo;Orto quando dice: &ldquo;Escludere a priori la sessualit&agrave; da una mostra su arte e omosessualit&agrave;, equivale ad organizzare una mostra sull&rsquo;ebraismo senza opere religiose. Si pu&ograve; fare&hellip; ma in mostra ci saranno inevitabilmente rimasugli&rdquo;. La censura della Curia milanese soprattutto, ma anche dell&rsquo;Amministrazione comunale di centro-destra, che per chiudere in bellezza ha messo in scena uno psicodramma bendando una statua di Paolo Schmidlin (gli sar&agrave; richiesta pubblica abiura?) rea di assomigliare al papa, non ha impedito agli organizzatori, che hanno lavorato in condizioni impossibili, di fare una mostra epocale, che ha dimostrato che una mostra su arte e omosessualit&agrave; si pu&ograve; fare anche in Italia. All&rsquo;estero ne fanno da 30 anni e a Berlino c&rsquo;&egrave; addirittura museo sull&rsquo;omosessualit&agrave;&hellip; Le opere rifiutate sono cos&igrave; tante, penso a &ldquo;Cappella privata&rdquo;, un video di sessanta secondi e al San Sebastiano di ConiglioViola, in catalogo, ma ora al macero e non in mostra, che organizzeremo un <em>Salon des Refus&eacute;s</em>, salone dei rifiutati, come gli Impressionisti nel 1863, quando decisero di presentare le loro opere, rifiutate dal pi&ugrave; bieco conservatorismo e tradizionalismo, diventando una corrente artistica che ha surclassato quanto espresso fino ad allora dall&rsquo;arte considerata accettabile dai moralisti d&rsquo;epoca. Tra le opere rifiutate oltre a quelle di Milano metteremo in mostra quelle censurate recentemente a Bologna. Lo faremo &ndash; conclude Grillini &#8211; per garantire la libert&agrave; di espressione di tutti, perch&eacute; a partire da facili veti, censure e roghi agli omosessuali si pu&ograve; arrivare brutalmente lontano.&rdquo; (<em>Roberto Taddeucci</em>) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
