ASTI – Un piccolo paese invaso da gay e transessuali: potrebbe accadere domani mattina a Castelnuovo Don Bosco, borgo di 3.000 abitanti adagiato tra le colline dell’ astigiano e finora noto per aver dato i natali al santo fondatore dei salesiani. Motivo una manifestazione di protesta contro il licenziamento di una coppia omosessuale, formata da un trans e da una lesbica.
Le due, Paola M. ed Emanuela T., erano dipendenti di due cooperative sociali che operano all’ interno di altrettante case di riposo di Castelnuovo, e secondo i promotori della manifestazione sono state vittime di una “discriminazione lavorativa su base sessuale” proprio per il fatto di costituire una coppia gay e di non aver voluto “nascondere la propria identità e i propri sentimenti”.
All’ appello del Circolo culturale ‘Maurice’ e del Coordinamento gay di Torino hanno risposto molte organizzazioni, compresi partiti (Prc e Pdci), sindacati come la Cgil e movimenti dei diritti civili.
Secondo gli organizzatori della protesta, domani mattina alle 11 a Castelnuovo Don Bosco arriveranno un migliaio di manifestanti, impegnati nella protesta contro le discriminazioni sul lavoro di gay, lesbiche e transessuali. E già alla vigilia le reazioni non sono del tutto positive, se è vero che il sindaco del paese, Giorgio Mussa, ha emanato un’ ordinanza per limitare il percorso e la durata del corteo, che pure ha avuto l’ autorizzazione da parte della questura di Asti.
