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BUTTIGLIONE E L’INCIUCIO BARROSO

Nessun cambio di portafogli per l’italiano, ma delle libertà se ne occuperanno quattro esperti. Verifica martedì a Strasburgo. E Calderoli infierisce con battutacce da Bar Sport.

BRUXELLES – José Barroso non cambierà portafogli a Rocco Buttiglione né a nessun altro. Semmai toglierà al candidato italiano la competenza sulle “libertà”, lasciandogli quella di giustizia e affari interni. Barroso ha anunciato infatti di voler incaricare un gruppo di quattro commissari, da lui presieduto, perché si occupino delle iniziative sulla discriminazione, diritti e libertà. Del gruppo non farebbe parte Rocco Buttiglione. La proposta è stata presentata oggi durante l’incontro con i presidenti dei gruppi del Parlamento europeo con i quali Barroso pare abbia usato toni abbastanza aggressivi, facendo presente che il Parlamento europeo non può votare sui singoli commissari e sottolineando più volte: «se voi votate contro ci sarà una crisi istituzionale».
La lettera di scuse di Rocco Buttiglione
A modificare almeno in parte gli atteggiamenti verso Rocco Buttiglione, c’è stata oggi una lettera indirizzata dal Popolare italiano allo stesso Barroso, in cui dice che non doveva pronunciare la parola peccato in relazione all’omosessualità e che non voleva offendere. Nella lettera, di cinque paragrafi, che è stata letta dal presidente designato ai capigruppo del Parlamento europeo, è detto che «in alcun modo intendevo offendere gli stati d’animo di nessuno ed in particolare donne e omosessuali». Buttiglione aggiunge che in politica l’unico argomento rilevante è «sei a favore o contro la discriminazione? La mia risposta a questa domanda è chiara, sono contro ad ogni forma di discriminazione e sottoscrivo interamente la carta dei diritti fondamentali e della Costituzione dell’Ue».
La lettera è stata utilizzata da Barroso per trovare una soluzione alla polemica: «fino a stamani gli europarlamentari «non conoscevano nè la lettera di Buttiglione nè le mie decisioni sul fatto della costituzione di un gruppo per i diritti fondamentali e la discriminazione» ha detto il presidente designato, dicendosi «totalmente convinto che avrò la maggioranza» al Parlamento Europeo. «Una gran parte del problema è stato l’uso della parola ‘peccato’ con connotati religiosi nel dibattito politico – ha aggiunto – Buttiglione è stato molto onesto nella sua lettera».
Calderoli: per tutelare i diversi, si discriminano i normali
Il ministro per le Riforme Roberto Calderoli si è detto «molto rammaricato per le conseguenze di quello che sta accadendo, perché – ha spiegato – mi sembra che per garantire e non discriminare i diversi, si discriminano le persone normali». Perché quattro commissari per le libertà, si chiede Calderoli: «Si sta andando verso una brutta strada, mi chiedo se quattro numi tutelanti siano uno per gli etero, uno per i gay maschi, uno per i gay donne e uno per i trans». E a proposito della sua lettera in cui sottolinea che non doveva usare la parola ‘peccato’ a proposito degli omosessuali, l’esponente leghista afferma: «ritengo che facciano un peccato a lasciar perdere tutto quel ben di Dio che c’è in circolazione».
Arcigay: esternazioni indifendibili
Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, definisce “indifendibile” l’atteggiamento di diversi esponenti del governo italiano in merito a questa vicenda: «E’ davvero triste che uno dei ministri più ‘sospetti’ del governo Berlusconi, Roberto Calderoli, continui a fare dell’ironia bambinesca e ad usare atteggiamenti di derisione verso le persone omosessuali e gli stessi membri della Commissione europea. Irresponsabile e pericoloso è inoltre separare le persone tra ‘normali’ e ‘diversi’, come fa Calderoli, e parlare di ‘discriminazione dei normali’. Buttiglione è candidato ad un ruolo politico. E’ libero di pensarla e di dire ciò che vuole, così come chi è chiamato ad eleggerlo è libero di dargli o negargli il proprio consenso».
«Il ripensamento di Rocco Buttiglione, commissario Ue designato, sulle sue parole sul ‘peccato’ dell’omosessualità ci fanno piacere – commenta ancora Lo Giudice – E’ importante che il presidente designato della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, abbia riaffermato la centralità delle politiche contro le discriminazioni nell’azione della Commissione e abbia convenuto che chi non riconosce pari dignità alle persone omosessuali non possa essere indicato a promuoverne il rispetto e la parità di diritti in seno all’Unione».
Martedì la verifica all’Europarlamento
L’agenda prevede ora che Barroso si rivolga martedì prossimo alla plenaria di Strasburgo per sollecitare il sostegno al suo governo nella votazione prevista per il giorno successivo. Ma alcuni gruppi hanno già preannunciato risoluzioni contrarie alla nuova Commissione. «La mia impressione è che la lettera di Buttiglione non sia credibile»: lo ha detto il capogruppo dei socialisti europei, Martin Schulz, ribadendo che il Pse è decisamente orientato per un ‘no’ alla Commissione Barroso. «Nell’incontro di oggi con Barroso, ho visto che di fatto il portafoglio di Buttiglione rimane lo stesso».
I commenti negativi
Secondo il capogruppo di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo, Roberto Musacchio, «la richiesta di scuse formulata oggi da Rocco Buttiglione conferma che chi lo ha contestato per le sue posizioni ‘oscurantiste’ aveva ragione. Adesso resta comunque tutto il problema di un cattivo commissario che non si può risolvere con qualche rattoppo, vale a dire ‘commissariando il commissario’, come lascia intendere il presidente Barroso».
La soluzione del caso Buttiglione che verrà presentata all’Europarlamento è «un brutto compromesso» anche per il deputato dei Verdi Paolo Cento, secondo il quale l’idea di Barroso «non ripara le offese dell’esponente della CdL, nè offre garanzie per la gestione di una importante delega della commissione».
“Buttiglione si ritiri”
Il capogruppo dei liberaldemocratici Graham Watson ha sollecitato ancora oggi il commmissario designato italiano a “ritirarsi”: «dobbiamo riflettere – ha detto Watson – sulle conseguenze istituzionali che avrebbe un voto negativo a tutta la Commissione Barroso a causa di Buttiglione, ma vedo con grande difficoltà come il mio gruppo e io stesso possiamo appoggiare la commissione con Buttiglione in questo posto».
Anche Luciano Violante commenta negativamente gli utlimi sviluppi della vicenda Buttiglione: «E’ l’effetto di una scelta sbagliata del governo: Mario Monti non avrebbe avuto certamente questo tipo di problemi in cui sta incorrendo Buttiglione che, tra l’altro, ha dovuto scrivere una lettera di scuse dimostrando così di avere profondamente sbagliato».