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CANADA, SOGNO DI LIBERTÀ

Montréal e Quebec sono due centri richci di bellezze naturali e architettoniche, ma anche di una spumeggiante vita gay e un ambiente tra i più accoglienti al mondo.

MONTRÉAL – Il rischio maggiore per coloro che desiderano visitare il Quebec, in Canada, è quello di innamorarsi delle sue città, di una natura paradisiaca, della gente e, per noi, di meravigliosi ragazzi che sembrano condurti per mano varcando complici sorrisi in corpi scultorei, labbra intrise di miele, desideri di libertà. E quando ci si innamora, si sa, i desideri amorosi si amalgamano a propositi di nuovi ritorni e per qualcuno magari la voglia di un biglietto di sola andata. Non esiste solamente il mal d’Africa! Vi è anche quello che riguarda quella parte del Canada che parte da Toronto, prosegue per Montréal e arriva a Quebec tra increspature d’acqua, fumeggianti cascate, ponti sospesi che collegano isole e nuove terre.

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Degli Stati Uniti il Canada, che è pur sempre America del Nord possiede la vastità territoriale, grande quanto l’intera Europa, la modernità architettonica delle città, le incredibili offerte tra cultura e piaceri ludici. Ma certamente supera, e non solamente gli States, nelle libertà sessuali, nei diritti verso la popolazione GLBT, nelle varie forme di aggregazione che le stesse comunità gay hanno saputo concedersi in un dialogo sostenuto con le istituzioni statali e confessionali. Qui le lobby gay possiedono una forza contrattuale che si traduce in tutele, leggi, ascolto! Nessuno avrà da ridire se baciate per strada il vostro amore; tutti saranno disponibili a darvi informazioni mentre tenete la mano di chi amate.
La tolleranza nel Quebec è una tradizione, un modello basato sull’accettazione delle diversità, risultato di un passato che ha visto conflitti perpetrati per quasi due secoli prima di raggiungere un equilibrio costitutivo. La guerra di dominio fra inglesi e francesi per colonizzare il paese più grande del mondo, originato dalle più antiche placche terrestri, finì nel 1867 con la formazione del “Dominion of Canada”. Oggi su 30 milioni di canadesi, quelli di origine inglese e francese restano maggioranza in un alveolo di 60 forti minoranze tedesche, italiane, cinesi, ucraini. Il Quebec va fiero della multiculturalità; del bilinguismo miscelato ad un più arcaico dialetto francofono in un mosaico di cultura e storia. I quebechesi sono legati alla terra natìa. Al “Village” di Montréal o a Quebec, le bandiere rainbow si affiancano a quelle ornate da gigli bianchi, simbolo di questa regione. Il Quebec è la regione francofona più grande del mondo e i suoi sette milioni di abitanti sono molto legati ai loro antenati francesi. Tra storia e piaceri conosciamo meglio due città candidate ad una meta vacanziera che lacererà il cuore quando sarà giunto il tempo del ritorno: la gioiosa Montréal e la preziosa Quebec.

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Dall’Italia volo diretto per Toronto. Da questo enorme alveare aeroportuale l’Air Canada vi porterà a Montréal in un’ora su comodi e moderni aerei. Secondo lo “Human Development Index” pubblicato ogni anno dall’Onu, Montréal è tra le venti città migliori e più vivibili del mondo per alfabetizzazione, inquinamento, aspettativa di vita e produzione di reddito. Aggiungiamo di nostro: per la briosa vita gay, la comunione affettiva che lega la città alle iniziative omosessuali sia commerciali che di puro divertissement. Montréal vi incanterà!
La città che sorge su un’isola lunga 40 km e larga 15, è attraversata dal fiume San Lorenzo e collegata alla terra ferma da una sequenza di ponti che non danno la sensazione di trovarsi su un’isola. Dominata da Mont Royal, un vulcano estinto, oggi un polmone verde che sovrasta Montréal con un lago dove a tarda sera si danno appuntamento ogni sorta di innamorati. Celebrazioni culturali durante il giorno e smarrimento nei piaceri notturni: non dà tregua questa meravigliosa città. Da giugno a ottobre, vicino al vecchio porto, è aperto il “Mosaiculture International” dove ammirare splendide sculture floreali. Nel cuore della città, fermata metro Viau, il Biodôme, una sorprendente oasi naturale con una lussureggiante foresta tropicale, una laurenziana, l’estuario del San Lorenzo e l’universo polare abitate da varie specie animali. A pochi passi il Giardino Botanico e l’Insettarium: un trionfo di profumi e colori con una collezione unica di arbusti e alberi e i più begli insetti del mondo.

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Un modo per familiarizzare con la doppia personalità di Montréal, con le architetture in stile vittoriano che si mescolano all’acciaio e gli specchi dei grattacieli è quello di girare a piedi o con mezzi di superficie. Un capolavoro di architettura neogotica è la Basilica di Notre-Dame eretta nel 1829; magnifiche mostre al Centro Canadese d’Architettura. Una sosta di meritato ristoro da Boris Bistro al 465, McGill o al Moe’s Deli & Bar, 3950 rue Sherbrooke Est. A Montréal, dal centro si propaga un’altra città sotterranea che si estende per 30 chilometri di larghi corridoi dove sono sistemati 1600 negozi, 200 ristoranti, alberghi, cinema, sale da concerto. Nel tardo pomeriggio d’obbligo spostarsi a “Le Village”, il tratto tra Rue St. Catherine Est compreso tra Rue St. Hubert e Ave Papineau. Inizia la “movida”: unica, interminabile! Splendidi negozi di abbigliamento, librerie lesbo-gay come L’Androgyne, bar e pub pieni di aitanti ragazzi, posti d’incontro per le donne. Qui gay e lesbiche hanno un rapporto più consociativo che altrove. E poi saune, locali come Le Drugstore, lo Sky, il Sister, Adonis. Montréal, ospiterà nel 2006 i Gay Games, ma ne parleremo più in là. Intanto dal 25 settembre al 5 ottobre la città ospiterà “Image&Nation” un festival di film e video lesbo-gay nato 16 anni fa e oggi seguitissimo. Dall’8 al 14 ottobre si terrà il “Black & Blue Festival” organizzato dalla fondazione BBCM per raccogliere fondi per debellare l’aids. Quest’anno sono attesi 85 mila partecipanti a serate di concerti e balli con i più grandi dj’s distribuiti tra i locali del Village e lo Stadio Olimpico. Vale la pena farci un pensierino!

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Con un treno Via Rail Canada si raggiunge Quebec in tre ore attraversando tundre e foreste. Comodamente seduti vi coccoleranno con cioccolatini e cibo. La prenotazione è obbligatoria. Quebec anima francese è capitale di provincia e sede del governo regionale. “Stadacona”, così si chiamava in lingua irochese il villaggio indiano che diede i natali a questo luogo dove oggi si respira un’atmosfera parigina tra charme e tradizione. Lo Château Frontenac si erge con maestosità su Quebec divenuta nel 1985 patrimonio dell’umanità per volontà dell’Onu. Una città da girare interamente: un diamante incastonato tra smeraldi naturali di acque e verde!
A 20 minuti d’auto l’île d’Orléans ricca di fattorie “old America” dove acquistare leccornie alimentari e sostare alla “Chocolaterie de Ile D’Orléans”. Altra attrazione irrinunciabile: il Canyon Saint-Anne con incredibili cascate e ponti da far vibrare sospesi a 60 metri d’altezza. E poi la vita notturna gay tra “Le Drague”, il “Pub l’Echouerie, “L’Eveil”. Anche qui omofobia e discriminazione non hanno cittadinanza. Alle 19.00 dal porto toglie l’ancora la “Louis-Jolliet” dove si può cenare e bere tra cascate e panorama mozzafiato. Al rientro la “ville lumière” ancor più romantica offrirà una notte d’incontri e rinnovati piaceri tra un locale e l’altro.

di Mario Cirrito