ROMA – “Per molto tempo la gente ha pensato che il mio coming out fosse una campagna pubblicitaria e io sono rimasto sgomento”. Lo ha detto Alessandro Cecchi Paone, ospite al “Confessionale del Comunicattivo” di Igor Righetti, in onda domani alle 15.35 su Radiouno. “C’è tutta una cultura repressiva, omofobica, sessuofobica che ha spinto le persone che all’inizio della loro vita, come è accaduto a me, si indirizzano verso soggetti del proprio sesso soltanto in un ambito animalesco. Proprio perchè così si voleva sottendere l’aspetto peccaminoso e negativo. Ovvio invece che una cultura liberale non prevede nessuna accezione negativa dell’omosessualità o della bisessualità e, di conseguenza, io ho voluto ricordare che chi ama i propri simili li ama come si amano i propri compagni quando si è eterosessuali. Ho voluto raccontare che gli omosessuali e i bisessuali sono assolutamente identici agli eterosessuali”.
“Mi sono accorto che in un paio di mie battaglie, una è quella per i diritti delle coppie di fatto e l’altra fu quando mi arrabbiai per il Telegatto dato al Grande Fratello come programma culturale, la gente prima di complimentarsi o di commentare chiede conferma che sia una cosa vera – prosegue Cecchi Paone -. Cioè ormai a causa della tv che viene fatta le persone pensano che sia tutto finto. Si è perso il gusto delle cose vere. Ed è una cosa terribile questa. Per molto tempo la gente ha pensato che il mio coming out fosse una campagna pubblicitaria e io sono rimasto sgomento. Perchè come si fa a fare pubblicità a se stessi su un tema così intimo e delicato. Io mi rendo conto che la gente si sta abituando a pensare che tutto quello che accade in televisione è falso”.
Progetti? “Soprattutto insistere nella campagna didattica. Mi piace tantissimo insegnare, corro tra Milano e Napoli, tra lezioni ed esami. Sono sommerso di tesi e questa è una cosa bella. E poi insistere anche con la campagna sui diritti civili perchè i diritti civili di una parte, in questo caso le coppie di fatto, soprattutto gli omosessuali sono i diritti civili di tutti. Io dico sempre che oggi sto facendo questa battaglia perchè è questa la trincea avanzata di questi anni. In passato avrei fatto quella sul divorzio o sull’aborto. Poi credo che fare una battaglia per i diritti civili voglia dire liberare delle energie. Il futuro è nelle mani delle donne, dei giovani e soprattutto degli omosessuali perchè in questo Paese sono marginalizzati. E quindi quando potranno accedere a una piena cittadinanza, una piena gestione a tutti i livelli, politico, economico, giornalistico, allora avremo una ventata di energia come è accaduto in Spagna”.
