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CERTO CHE SONO GAY!

Robbie Williams ritorna con “Intensive care”, il suo ottavo album nei negozi italiani dal 21 ottobre. Con una canzone dichiaratamente omo. Lo streaming dei video e dietro le quinte.

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MILANO – In certi casi l’Italia è un paese davvero fortunato. Mentre all’estero le novità discografiche escono il lunedì, da noi questo accade il venerdì. La data fissata per l’uscita mondiale dell’album è il 24, ma da noi “Intesive care” è già disponibile dal 21 ottobre. E questo fa davvero gola quando si tratta di dischi tanto attesi come il nuovo album d’inediti di Robbie Williams.

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Il disco è stato registrato nella camera da letto di Robbie in cima alle colline di Hollywood e scritto insieme a Stephen Duffy nell’arco di ventiquattro mesi. Vi hanno collaborato anche l’inseparabile Guy Chambers e due vere e proprie icone del pop, Tennant e Lowe dei Pet Shop Boys, con i quali aveva già lavorato nel 1998 al brano “No regrets”.
«A livello di testi, questo è l’album migliore che abbia scritto – afferma Robbie – nonostante lo dica sempre prima dell’uscita di un album. Ma penso di dirlo sul serio questa volta. In ogni caso sono molto contento dell’album, e molto contento del modo in cui ha funzionato con Stephen [Duffy]. Mi ha anche dato tutta una nuova prospettiva sul futuro».

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L’album è in parte ispirato da un brano del 1984 degli Human League intitolato “Louise“, che racconta di un uomo che vede la sua ex ragazza ad una fermata dell’autobus e si rende conto di provare ancora un forte sentimento per lei: «E’ una delle mie canzoni preferite di sempre – prosegue Robbie – e mi piaceva l’idea di scrivere dal punto di vista di Louise. E così molte tracce nell’album, tipo Ghosts e Spread your wings in particolare, sviluppano tematiche simili riguardo ex amanti che ancora si desiderano a vicenda. C’è molto struggimento in questo disco, credo».
In molte canzoni l’album è melanconico e intriso di nostalgia, in altre si riconosce una certa riflessione introspettiva, vedi Ghosts, Make me pure e Advertising space.

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Durante la registrazione, Robbie voleva rivisitare canzoni chiave della sua giovinezza come The Rain degli Oran Juice Jones o When Love Breaks Down dei Prefab Sprout: «Quando penso alla scuola – spiega – e sento delle canzoni degli anni ’80, mi si spezza il cuore, davvero. Mi chiedo se dovrei essermene purgato oramai o se forse questa è una cosa positiva. Ma c’è stata una forte influenza nella lavorazione di questo album. Volevo scrivere quel tipo di canzoni che potrebbero spezzare il cuore a qualcun altro tra quindici, vent’anni e dargli quello stesso senso di nostalgia che le mie canzoni preferite hanno dato a me».
Questo è un pò lo spirito di tutto l’album, ma non soltanto. Il primo singolo Tripping è, infatti, è un tentativo di “mini gangster opera”, come lo definisce lo stesso Robbie, cantato quasi tutto in falsetto con sonorità reggae alla Bob Marley, mentre A Place to crash richiama il rock’n’roll dei Rolling Stones.

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Lo scorso 9 ottobre Williams ha presentato in anteprima il disco in un maestoso concerto tenuto al Velodrom di Berlino; l’evento è stato filmato in alta definizione con suono surround e trasmesso in diretta in molte sale d’Europa. In Germania, durante la conferenza stampa, più che delle sue nuove canzoni la star, che non ha mai nascosto di aver avuto problemi di dipendenza da droga ed alcol, ha parlato di Kate Moss prendendo le difese della top model finita su tutti i giornali con le foto che la ritraggono mentre sniffa cocaina. Ha così apostrofato quei giornalisti che tante volte hanno sbattuto in prima pagina le sue vicende personali: «Lei non fatto nulla di male e non ha offeso nessuno. Quello che fa in privato sono affari suoi», ed ha aggiunto che non si sarebbe meravigliato se la mannequin dopo tutto quello che è stato scritto e detto su di lei avesse tentato il suicidio.

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«I media devono rispondere di tante cose. Kate non ha mai preteso di essere diversa da quella che è. Ma a sparlare di lei, a scrivere che non dovrebbe prendere la cocaina sono persone con le quali io ho tirato coca. La vogliono screditare perché è un’icona».
Da anni Robbie gioca sulla sua sessualità, alludendo e poi negando eventuali tendenze omoerotiche; stavolta nell’album c’è persino una canzone gay, Your gay friend. Nei giorni scorsi un giornalista dell’emittente Key 103 di Manchester gli ha rivolto a bruciapelo la fatidica domanda «Ma tu sei gay?» e lui: «Certo che sono gay!». Poi ironicamente ha aggiunto di non avere alcuna intenzione di sposarsi e di non essere alla ricerca di una fidanzata.
Sarà un’altra provocazione dell’istrionico Robbie o c’è davvero qualche speranza?
Nel frattempo facciamoci una “cura intensiva” con i dietro le quinte della lavorazione dell’ultimo video: basta cliccare sui link sottostanti (è necessario Windows Media Player).
1. TrippingSV1 (Girl: Part 1) Robbie e Josie parlano del fatto che a Robbie piace la production designer (nonostante il suo problemino agli occhi…)
2. TrippingSV2 (Girl: Part 2) Robbie prova a “broccolare” la production designer e gli iglia un colpo quando scopre che lei è fidanzata
3. TrippingSV3 (Girl: Part 3) Robbie parla alla telecamera della production designer, del suo fidanzato Sam Rockwell e dei loro raffinati amici.
4. TrippingSV4 (Baby)
5. TrippingSV5 (Director)
6. TrippingECD
E ora un video-clip:
a – Tripping
E un brano audio:
b – Make Me Pure (Acoustic) Edit.
Infine per pre-ascoltare i brani dell’album:
c – Robbie Williams Album Player
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di Francesco Belais