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	<title>Psicologia &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
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	<title>Psicologia &#8211; Gay.it Archivio</title>
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	<item>
		<title>Potendo, sceglieresti di essere eterosessuale? &#8211; VIDEO</title>
		<link>https://archivio.gay.it/potendo-sceglieresti-eterosessuale-video</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 15:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[comunità lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[eterosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Le risposte della comunità Lgbt alla domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Potendo, sceglieresti di essere eterosessuale? - VIDEO - lesbocover8 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/lesbocover8-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>&#8220;<em>Potendo scegliere, vorresti essere eterosessuale</em>?&#8221;</p>
<p>È la domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti. Sperando che questo video vi faccia riflettere, non vogliamo esprimerci, ma semplicemente suggerirvi che, dal momento che non chiediamo altro che gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, <strong>in una società realmente inclusiva la domanda non si sarebbe posta</strong>.</p>
<p>Fateci sapere la vostra opinione!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bristol: i gay stanno meglio, la help line non serve più</title>
		<link>https://archivio.gay.it/bristol-i-gay-stanno-meglio-la-help-line-non-serve-piu</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 17:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo 40 anni di attività la Bristol Lesbian and Gay Switchboard chiude. Le poche telefonate saranno deviate su Londra: "Le persone lgbt vivono meglio, anche grazie alle nuove leggi".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bristol_helplineBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bristol: i gay stanno meglio, la help line non serve più - bristol helplineBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Bristol: i gay stanno meglio, la help line non serve più - bristol helplineF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bristol_helplineF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La qualit&agrave; della vita dei gay e delle lesbiche &egrave; notevolmente migliorato e quindi la<strong> Bristol Lesbian and Gay Switchboard</strong>, la help line locale chiude i battenti dopo 40 anni di attivit&agrave;. Lepoche telefonate che ancora arrivano saranno <strong>dirottate ad un servizio analogo di Londra</strong> a partire dalla fine di febbraio.<br />
&quot;E&#8217; la storia di un successo, in certo senso &#8211; ha dichiarato<strong> Darryl Bullock, volontario della help line di Bristol </strong>-. Le cose sono decisamente pi&ugrave; facili per le persone omosessuali oggi rispetto a <strong>quando la Bristol Lesbian and Gay Switchboard venne creata nel 1974</strong>. I gay hanno un accesso maggiore alle informazioni, hanno pi&ugrave; libert&agrave; rispetto a dove vivere, lavorare, socializzare e, grazie ai molti cambiamenti nella legge, <strong>essere gay non &egrave; pi&ugrave; uno stigma cucito addosso alle persone</strong>&quot;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Bristol: i gay stanno meglio, la help line non serve più - bristol helplineF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bristol_helplineF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il sito continuer&agrave; a fornire informazioni e servizi, oltre a fare da archivio con la storia dell&#8217;associazione.<br />
&quot;Era una ovvia soluzione &#8211; ha spiegato ancora Bullock &#8211; riceviamo sempre meno telefonate e <strong>trovare volontari &egrave; sempre pi&ugrave; difficile</strong>. Redirigere il servizio sulla London Lesbian and Gay Switchboard significa che le persone avranno assistenza sette giorni su sette dalle 10 del mattino alle 11 di sera allo stesso costo di adesso perch&eacute; il numero rester&agrave; uguale&quot;.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Bristol: i gay stanno meglio, la help line non serve più - bristol helplineF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/bristol_helplineF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La help line di Londra, di contro, p<strong>u&ograve; contare su 180 volontari e 10 linee</strong>. Un portavoce della LLGS ha dichiarato: &quot;Un calo nel numero di telefonate significa che grazie alle nuove leggi le persone si sentono uguali aglialtri e hanno pi&ugrave; fiducia, ma anche che <strong>chi ne ha bisogno cerca le informazioni attraverso altri canali</strong>. Anche se le persone lgbt vivono meglio, c&#8217;&egrave; ancora bisogno di centralini e help line che offrano assistenza e consigli anche sulla salute sessuale&quot;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vendetta dei gay: glitter nella clinica che vuole curarli</title>
		<link>https://archivio.gay.it/la-vendetta-dei-gay-glitter-nella-clinica-che-vuole-curarli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Vestiti da barbari, irrompono nella clinica dove si praticano le guarigioni dei gay. Non trovandolo iniziano a spargere glitter ovunque sulle note di "Born This Way". Da non perdere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/clinicaglitterBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La vendetta dei gay: glitter nella clinica che vuole curarli - clinicaglitterBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Il marito della candidata repubblicana alla presidenza degli Stati Uniti Michele Bachmann &egrave; titolare i una clinica per guarire i gay e in un recente discorso pubblico ha definito i gay &quot;barbari che devono disciplinati con la cura&quot;. Per vendetta, ecco come i &quot;barbari&quot; hanno reagito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omogenitorialità: fenomeno in crescita che l&#8217;Italia ignora</title>
		<link>https://archivio.gay.it/omogenitorialita-fenomeno-in-crescita-che-l-italia-ignora</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 17:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori LGBTQ]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresce il numero delle coppie gay e lesbo che sceglie di avere figli. Psicologi, esperti e insegnati concordano: "Nessun problema in più o diverso rispetto ai figli delle coppie etero".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/repubblica_famiglieBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Omogenitorialità: fenomeno in crescita che l&#039;Italia ignora - repubblica famiglieBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Omogenitorialità: fenomeno in crescita che l&#039;Italia ignora - repubblica famiglieF1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/repubblica_famiglieF1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>In un viaggio tra le famiglie omogenitoriali italiane, la giornalista di Repubblica Maria Novella De Luca racconta non solo storie quotidiane di normali coppie gay e lesbiche con figli, ma riporta anche i pareri di pediatri, psicologi che sostengono che non c&#8217;&egrave; nessuna differenza con i figli delle coppie etero e di maestre che ogni giorno seguono lo sviluppo dei bambini nati all&#8217;interno di relazioni omosessuali e che imparano a conoscerli. Come il caso di quella maestra di una bambina figlia di due gay che, dopo l&#8217;imbarazzo iniziale ha perfino inventato una favola con le zebre con due mamme e i leoncini con due pap&agrave; a dimostrazione che le difficolt&agrave; sono del mondo esterno e non dei bimbi.&nbsp;</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Omogenitorialità: fenomeno in crescita che l&#039;Italia ignora - repubblica famiglieF2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/repubblica_famiglieF2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Quella delle famiglie omogenitoriali &egrave; una realt&agrave; in crescita in tutto il mondo e anche in Italia, ma per la legge del nostro Paese semplicemente non esistono. Solo gli aderenti all&#8217;associazione &quot;Famiglie arcobaleno&quot; sono 500 mentre, stando all&#8217;inchiesta di Repubblica, &quot;il 17,7% degli omosessuali e il 20,5% delle lesbiche con pi&ugrave; di 40 anni ha uno o pi&ugrave; figli, e il 49% delle coppie omosessuali dichiara di voler diventare genitore&quot;. Una genitorialit&agrave; resa ancora pi&ugrave; difficile dalle leggi sulla fecondaziona assistita che impedisocno la fecondazione eterologa. Non a caso, i figli delle coppie omosessuali sono nati da precedenti relazioni eterosessuali o concepiti all&#8217;estero: Francia, Belgio, SPagna, Svizzera, Olanda e perfino Stati Uniti sono i luoghi in cui i gay e le lesbiche che vogliono un figlio devono cercare un centro che faccia al caso loro.</p>
<p><div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Omogenitorialità: fenomeno in crescita che l&#039;Italia ignora - repubblica famiglieF3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/repubblica_famiglieF3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L&#8217;esperto d&#8217;infanzia Gustavo Pietropolli Charmet, infine, chiarisce a Maria Novella De Luca perch&eacute; si pu&ograve; crescere bene anche in un contesto cos&igrave; atipico. &quot;Oggi &egrave; in corso una modificazione cruciale sia della maternit&agrave; che della paternit&agrave;: si va sempre di pi&ugrave; verso situazioni in cui i genitori si occupano a staffetta dei figli o verso famiglie monogenitoriali. Questo vuol dire &#8211; spiega Charmet &#8211; che di volta in volta il padre e la madre incarnano entrambi i ruoli, sono cio&egrave; le due figure insieme, i maschi si &#8216;maternalizzano&#8217; e le donne acquistano autorit&agrave;. Ed &egrave; ci&ograve; che accade nelle coppie omosessuali: se un figlio viene allevato da due padri &egrave; inevitabile che questi sviluppino anche una parte materna, e cos&igrave; accade nel caso di famiglia con due madri. E i bambini cresciuti in questi contesti non manifestano alcun problema diverso dai loro coetanei&quot;. Margherita Bottino, sociologa, autrice di diversi saggi sulla &#8216;omogenitorialit&agrave;&#8217;, tra cui il libro &quot;La gaia famiglia&quot;, aggiunge: &quot;Quando una coppia gay decide di fare un figlio, i due padri o le due madri preparano il terreno e invece di nascondersi cercano la massima visibilit&agrave;. E la societ&agrave; di solito &egrave; pi&ugrave; pronta di quanto si creda. Il vero problema &egrave; la non esistenza giuridica di queste famiglie. I pediatri americani hanno dimostrato che nelle realt&agrave; dove il loro status &egrave; riconosciuto i bambini sono pi&ugrave; sereni&#8230;&quot;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contagio da omosessualità</title>
		<link>https://archivio.gay.it/contagio-da-omosessualita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Un lettore scrive di quando il fratello gli ha confessato i suoi timori circa un possibile contagio dell'omosessualità al proprio figlio. Come fare per levargli questa idea?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="220" height="165" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/contagiogayBASE.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Contagio da omosessualità - contagiogayBASE - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><em>Mio fratello quando gli ho parlato di me ha detto che ha paura che gli &quot;contagi&quot; il figlio. Vorrei mi consigliaste un libro semplice che possa regalargli e che gli spieghi l&#8217;omosessualit&agrave; in termini chiari per togliergli paure infondate.</p>
<p>Vi sarei grato se mi rispondeste per email. <br />
Nel caso pubblicaste l&#8217;articolo per favore omettete la mia email. <br />
Grazie mille!<br />
Luca</em></p>
<p>Caro Luca,<br />
chi &egrave; pi&ugrave; autorevole di te a parlare della propria omosessualit&agrave; e, pi&ugrave; in generale, di s&egrave;?</p>
<p>Certamente confrontarsi attraverso la lettura di un libro pu&ograve; essere utile, ma dal mio punto di vista, nessun autore pu&ograve; saperne pi&ugrave; di te. Mi dispiace sapere che ti senti costretto a richiedere l&#8217;intervento di qualcun altro per poter dimostrare di non essere affetto da una malattia contagiosa. Attraverso un libro, infatti, potresti cercare ingenuamente autori pi&ugrave; attendibili di te. Perch&eacute;?</p>
<p>Immagino che questo sia il segno di quanto sia difficile viverti come gay, avendo bisogno di convincere chi &#8211; come tuo fratello &#8211; sembra essere ignorante a riguardo. Intuisco che non bastino le tue parole a fargli conoscere la realt&agrave; dei fatti, cio&egrave; che l&#8217;omosessualit&agrave; non &egrave; contagiosa. O, meglio, che zio Luca non contager&agrave; i suoi nipotini.</p>
<p>Non posso non sottolineare che l&#8217;omosessualit&agrave; potrebbe essere anche solo un pretesto per tenerti a distanza. Un fratello pu&ograve; essere ignorante in materia, per&ograve; solo tu puoi sapere come mai un fratello sia cos&igrave; severo nei tuoi confronti, cos&igrave; umiliante.</p>
<p>E non posso non sottolineare che hai richiesto di non vedere pubblicata la tua mail, Luca, come se tu stesso fossi il portatore di un pregiudizio e di una paura, la paura di essere scoperto? Senza accorgercene, e per comprensibili difficolt&agrave;, spesso accade che noi stessi siamo come quel tuo fratello, dal quale difenderci e nasconderci, pur coltivando l&#8217;immenso desiderio di essere riconosciuti, accettati, amati finalmente per quello che siamo.</p>
<p>Prima di consigliarti qualsiasi libro, ti lascio con una riflessione interrogativa: tu, Luca, sei sicuro che la tua omosessualit&agrave; non sia contagiosa?</p>
<p>Un ottimo testo &egrave; <em>L&#8217;offesa peggiore</em> di Luca Pietrantoni. Se glielo &quot;regalerai&quot;, il mio consiglio per te &egrave; quello di non dimenticare che, mai come in questo caso, il vero dono &egrave; il simbolo del tuo gesto, della tua dedica, del tuo biglietto d&#8217;accompagnamento. Perch&eacute; gli stai regalando una richiesta, una legittima richiesta d&#8217;amore e fiducia. E forse &egrave; quello che stai chiedendo anche a te stesso: il difficile regalo di amare Luca.</p>
<p>Ci sono, inoltre, molti siti di informazione e cultura gay sui quali, curiosando, potrai trovare altri stimoli e suggerimenti e, magari, qualche risposta.</p>
<p>Un caro saluto,<br />
Enrico de Sanctis</p>
<p align="right">di Enrico de Sanctis</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Psicologia: nuova ricerca sulle relazioni omosessuali</title>
		<link>https://archivio.gay.it/psicologia-nuova-ricerca-sulle-relazioni-omosessuali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 16:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’Università di Parma la segnalazione di una studentessa che sta preparando una tesi sulle relazioni omosessuali. Una ricerca alla quale le coppie gay e lesbiche possono contribuire direttamente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="350" height="263" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coppia_gay_bacio-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Psicologia: nuova ricerca sulle relazioni omosessuali - coppia gay bacio 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coppia_gay_bacio-1.jpg 350w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/coppia_gay_bacio-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>PARMA &ndash; Dal momento che &egrave; con la conoscenza scientifica&nbsp;che si combattono nel migliore dei modi l&#8217;ignoranza, i pregiudizi&nbsp;e le&nbsp;credulonerie segnaliamo ai nostri lettori e alle nostre lettrici un&rsquo;iniziativa in campo accademico di <strong>Simona Cagni</strong>, studentessa di psicologia all&#8217;Universit&agrave; di Parma. Cagni sta portando avanti un progetto di tesi sulle relazioni omosessuali, sotto la supervisione della Professoressa <strong>Laura Fruggeri</strong> e dalla Dottoressa <strong>Cristina Chiari</strong>, gi&agrave; note al mondo omosessuale per essersi occupate approfonditamente dell&#8217;argomento e per aver pubblicato diversi contributi al riguardo (tra i pi&ugrave; importanti &ldquo;Diverse normalit&agrave;&rdquo; di Laura Fruggeri e un capitolo, curato da entrambe, del libro &ldquo;Gay e lesbiche in psicoterapia&rdquo; di Rigliano e Graglia).</p>
<p>Cagni spiega che &laquo;a Parma nel 2000 &egrave; iniziato un filone di ricerche che negli ultimi anni sta riguardando soprattutto le coppie omosessuali e il loro riconoscimento sociale. &Egrave; in cantiere un progetto europeo per verificare gli aspetti legislativi sul modo di fare coppia e di fare i genitori per le coppie gay e lesbiche. L&#8217;APA (American Psychological Association) nel 2005 ha stilato un documento ufficiale in cui afferma che il riconoscimento legale e istituzionale &egrave; una variabile funzionale al benessere delle persone, mentre l&#8217;Italia &egrave; ancora tra quei paesi in cui le coppie omosessuali, ma anche eterosessuali non sposate, non hanno alcun tipo di diritto. Scopo della mia tesi &ndash; continua la tesista &ndash; &egrave; di sondare alcuni aspetti del funzionamento della relazione omosessuale. Poich&eacute; il soggetto della ricerca &egrave; la coppia sto cercando coppie che stiano vivendo una significativa relazione omosessuale e che siano disponibili a compilare un questionario, del tutto anonimo, su internet. Entrambi i partner dovrebbero partecipare, compilando per&ograve; separatamente il questionario. Il questionario &egrave; composto da una parte generale, che raccoglie dati socio anagrafici e informazioni sul coming out, e da due pagine web che riguardano la coppia (affettivit&agrave;, sessualit&agrave;, tempo libero, conflitti e cos&igrave; via). I dati raccolti vengono utilizzati solo ai fini della ricerca. Requisito fondamentale &egrave; la partecipazione di entrambi i componenti della coppia in quanto i dati saranno utilizzabili solo quando entrambi i partner avranno compilato ognuno un questionario.&raquo;</p>
<p>La Dottoressa Cristina Chiari, che co-supervisiona la ricerca, parlando in ambito pi&ugrave; ampio spiega che a Parma &egrave; stato costituito &laquo;un gruppo di lavoro che collabora anche con Luca Pietrantoni, Margherita Graglia e Raffaele Lelleri sui temi dell&#8217;orientamento sessuale.&raquo; La Dottoressa Chiari, con la collega Laura Borghi, ha presentato un progetto per accedere ai fondi di ricerca EU del VII programma quadro, riguardante un progetto triennale, e primo in Europa, sull&#8217;effetto del riconoscimento sulle unioni e sulla genitorialit&agrave; e che sar&agrave; condotto in Italia, Olanda, Spagna, Inghilterra.</p>
<p>Le coppie <em>same-sex</em> che vogliono saperne di piu&#8217; ed eventualmente dare il loro contributo&nbsp;partecipando alla ricerca possono farlo cliccando qui. &nbsp;<br />
(<em>Roberto Taddeucci</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Verona: al Convegno Ecclasiale si (s)parla di Pacs</title>
		<link>https://archivio.gay.it/verona-al-convegno-ecclasiale-si-s-parla-di-pacs</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 16:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/verona-al-convegno-ecclasiale-si-s-parla-di-pacs</guid>

					<description><![CDATA[Al Convegno della Chiesa Cattolica in svolgimento a Verona relatori mirati: come la psicologa che, guarda caso, fa la docente in una università cattolica e che dice le stesse cose che dice Ruini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="400" height="341" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/verona1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Verona: al Convegno Ecclasiale si (s)parla di Pacs - verona1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/verona1-1.jpg 400w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/verona1-1-300x256.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>VERONA – È in corso il <b>Convegno della Chiesa Cattolica </b>e tra i vari argomenti non poteva mancare quello della “famiglia minacciata”, un cavallo di battaglia del clero e della politica a esso più o meno scopertamente legata. A parlare è stata invitata <b>Raffaella Iafrate</b>, psicologa e docente di psicologia sociale, che non ha tardato a scagliarsi contro le proposte di forme giuridiche cosiddette più leggere rispetto al matrimonio, come ad esempio il PaCS, che permettono «di usufruire dei diritti tipici del matrimonio, ma evitano o rifiutano di impegnarsi negli aspetti non negoziabili della vita, come l&#8217;impegno vincolante della promessa, la funzione generativa e sociale della relazione di coppia, il rispetto per i diritti inalienabili delle nuove generazioni.» L’impegno vincolante della promessa sembra non piacere molto agli italiani (e non solo agli italiani), che preferiscono poter divorziare piuttosto che vivere una vita intera con una persona con la quale magari la convivenza è diventata un inferno. Quanto alla “funzione generativa” non ci risulta che sia mai stata requisito necessario per il rilascio di certificato matrimoniale. Comunque la dottoressa Iafrate non si è certo fermata qui e ha proseguito dicendo «l&#8217;attacco cui è sottoposta attualmente la famiglia, istituto basilare per la stessa esistenza della società, si attua di fronte ad una sostanziale indifferenza se non, addirittura, ad un compiacimento sociale per la sua progressiva disgregazione» per cui è «urgente rilanciare con coraggio un pensiero forte sulla famiglia. L&#8217;enfasi sugli aspetti emotivi a scapito della responsabilità ha effetti chiari anche sulla concezione di famiglia, spesso ridotta a una qualsiasi relazione umana caratterizzata da intimità e affetto.» Iafrate non gradisce tutto ciò in quanto indurrebbe «ad accettare e a promuovere anche soluzioni caricaturali della famiglia nelle quali la sola presenza di un legame affettivo (non importa nemmeno se tra uomo e donna o tra persone dello stesso sesso) genererebbe di per se una famiglia.»<br />
^d<br />
Non sorprende che la dottoressa Iafrate, dopo aver ribadito che bisogna «riaffermare l&#8217;identità della famiglia rifiutando l&#8217;edonismo che banalizza le relazioni umane e le svuota del suo genuino valore», abbia poi ricordato gli appelli papali alla centralità della famiglia, ai valori del matrimonio e alla «gioia piena che l&#8217;uomo e la donna trovano nel loro mutuo amore: la fede e l&#8217;etica non pretendono di soffocare l&#8217;amore, bensì di renderlo più sano forte e realmente libero.» Sorprende ancora meno che la dottoressa Iafrate sia docente, guarda caso, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.<br />
Il promotore della proposta di legge sul Pacs, il deputato dell’Ulivo <b>Franco Grillini</b>, non ha tardato a commentare, dichiarando di apprendere «con interesse che tra gli argomenti in discussione al convegno ecclesiale di Verona c’è anche il Pacs, le coppie omosessuali e la genitorialità gay. Non condividiamo le opinioni della signora Raffaella Iafrate che, pur essendo psicologa, spaccia per scientifiche affermazioni non condivise dalle associazioni di psicologi e psichiatri di tutto il mondo. Si tratta di affermazioni ideologico-religiose, rispettabili come tali, ma che poco hanno a che fare con il reale. Sono oggi pubblicati ponderosi studi che dimostrano che gli omosessuali sono buoni genitori e che le coppie omosessuali sono stabili come quelle eterosessuali e che occorre considerare coppie di fatto e coppie omosessuali famiglie a tutti gli effetti con gli stessi diritti e doveri di qualunque altro nucleo familiare.» In effetti tutti i principali organismi associativi degli psicologi, psichiatri e persino pediatri a livello mondiale, in primis quelli americani, ritengono che ci siano solo conseguenze negative derivanti da politiche sociali che escludono le coppie gay e lesbiche dall’avere gli stessi diritti, benefici, e protezioni che le coppie etero ottengono tramite il matrimonio tradizionale.<br />
(Roberto Taddeucci)  </p>
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		<title>Psicologi americani ribadiscono il no a “guarire” i gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/psicologi-americani-ribadiscono-il-no-a-guarire-i-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2006 16:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[All’ultima conferenza dell’Associazione degli Psicologi Americani è stata ribadita la non scientificità delle cosiddette terapie di “conversione” che piacciono tanto ai gruppi integralisti religiosi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/ragazzo-psicologo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Psicologi americani ribadiscono il no a “guarire” i gay - ragazzo psicologo - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>NEW ORLEANS – L’American Psychological Association (APA), la più grande associazione del mondo degli psicologi, nel corso dell’ultima recente conferenza ha ribadito la propria contrarietà alle teorie psedo-scientifiche sulle terapie di “conversione”, che vorrebbero “guarire” gli omosessuali per avviarli sulla strada dell’eterosessualità. Superfluo forse ricordare che si tratta di terapie delle quali tanto per cominciare non ci sarebbe neanche bisogno dal momento che sono ormai lontani gli anni nei quali la scienza considerava l’omosessualità come una malattia mentale. Le sparute rimanenze di terapisti che ancora cercano di patologizzare l’orientamento sessuale delle persone sono, guarda caso, strettamente legate al mondo religioso e dunque scientificamente assai poco credibili. Fuori dalla conferenza campeggiavano gli striscioni del picchetto dei fondamentalisti cristiani che “sponsorizzavano” e caldeggiavano con preghiere e slogan biblici la sigla N.A.R.T.H. (National Association of Research and Therapy of Homosexuality), ovvero l’associazione che si ostina a voler curare i gay e le lesbiche, ritenendoli malati.<br />
Il gruppo di attivisti GLBT denominato “Truth Will Out” ha applaudito la presa di posizione contro la NARTH dell’Associazione degli Psicologi Americani, che in due comunicati distinti afferma che «Da oltre tre decadi il consenso della comunità scientifica è stato che l’omosessualità non è una malattia e dunque non ha bisogno di una cura. L’APA è preoccupata dalle posizioni promosse dalla NARTH sulla cosiddetta Terapia di Conversione, che non sono supportate dalla scienza. Semplicemente non ci sono prove evidenti e solide che l’orientamento sessuale possa essere modificato. La nostra ulteriore preoccupazione è che le posizioni sposate da NARTH e da “Focus on the Family” creino un clima nel quale il pregiudizio e la discriminazione possano propagarsi.»<br />
L’APA ha inoltre rigettato la possibilità di queste terapie di conversione come trattamento, criticandone i metodi usati, che possono anche risultare dannosi per i pazienti stessi. Tra i vari metodi di “cura” esposti da TWO sono citati il ricorso agli esorcismi, la confisca dei capi intimi di Calvin Klein (considerati troppo “gay”), la somministrazione dell’antidepressivo Prozac e l’invito a bere bevande energizzanti al fine di incrementare il lato “grintoso” e “mascolino” di ogni uomo.<br />
Panzane omofobe a parte collegati alla conferenza c’erano anche vari interessanti workshops, come quello intitolato “Psychotherapy with Lesbians and Gay Men: Surviving and Thriving Between A Rock and A Hard Place” sugli aspetti della terapia affermativa e di counseling nell’esplorare e capire la realtà gay e lesbica come di un gruppo culturalmente diverso e eterogeneo. Tra gli obiettivi del workshop c’era quello di saper individuare linee comportamentali omofobe presenti sia nella cultura dominante sia nei gruppi etnici minoritari.<br />
(Roberto Taddeucci)</p>
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		<title>Perfezionamento in psicologia su nuove famiglie</title>
		<link>https://archivio.gay.it/perfezionamento-in-psicologia-su-nuove-famiglie</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 17:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Dipartimento di Psicologia dell'Universitá di Parma organizza il corso di perfezionamento in psicologia della famiglia "Problematiche emergenti nelle famiglie contemporanee.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mamme-lesbo02-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perfezionamento in psicologia su nuove famiglie - mamme lesbo02 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mamme-lesbo02-1.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mamme-lesbo02-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>PARMA &#8211; Il Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universitá degli Studi di Parma organizza il corso di perfezionamento in psicologia della famiglia &#8220;Problematiche emergenti nelle famiglie contemporanee &#8211; interventi preventivi e terapeutici&#8221;<br />
Il Corso di Perfezionamento è rivolto a quanti lavorano con le famiglie o si apprestano a farlo (psicologi e psicoterapeuti, counselor e mediatori familiari, operatori dei servizi socio-sanitari e dei centri per le famiglie, laureati in psicologia e materie affini, nonché specializzandi di scuole di psicoterapia).<br />
Il Corso si svolgerà da aprile a dicembre 2006, prevalentemente nelle giornate di venerdì e sabato. Sono previste 100 ore formative. Il modello formativo prevede lezioni frontali con presentazione e discussione di casi e, al fino di garantire un confronto critico fra le diverse tematiche affrontate, attività laboratoriali in piccoli gruppi. Sono previsti anche due incontri dedicati esplicitamente al tema delle famiglie omosessuali; il primo, venerdi 12 maggio, con la Dott.ssa M. Graglia (Psicologa-Psicoterapeuta, Reggio Emilia) su &#8220;Pregiudizi impliciti nella pratica professionale: relazione tra utenti omosessuali e servizi&#8221;; il secondo, sabato 13 maggio, con la Dott.ssa C Chiari e la Dott.ssa L.Borghi (Università di Parma) su &#8220;La famiglia omosessuale: svelamenti familiari e dinamiche di coppia&#8221;.<br />
La domanda di partecipazione alla selezione di ammissione deve essere presentata o fatta pervenire per posta al Dipartimento di Psicologia, Borgo Carissimi 10, 43100 Parma, inderogabilmente, entro le ore 12.00 del giorno 24 febbraio 2006. Il costo dell’intero percorso è di € 850.<br />
Per informazioni: www.unipr.it Dipartimento di Psicologia, Borgo Carissimi, 10, 43100, Parma &#8211; Dott.ssa Marina Everri e-mail: sociale@unipr.it</p>
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		<title>Cosenza: una tesi sul suicidio tra giovani gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cosenza-una-tesi-sul-suicidio-tra-giovani-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2005 16:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cosenza-una-tesi-sul-suicidio-tra-giovani-gay</guid>

					<description><![CDATA[E' alto il tasso di suicidi tra gli omosessuali adolescenti. E' quanto emerge da una tesi di laurea discussa stamane alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Calabria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="225" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/05/teenager-sad.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cosenza: una tesi sul suicidio tra giovani gay - teenager sad - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>COSENZA &#8211; E&#8217; alto il tasso di suicidi tra gli omosessuali adolescenti. E&#8217; quanto emerge da una tesi di laurea discussa stamane e realizzata dalla laureanda del corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale della Facoltà di Scienze Politiche dell&#8217;Università della Calabria, Vincenza Orlando.<br />
&#8220;La problematica &#8211; scrive Vincenza Orlando nella fase introduttiva della tesi &#8211; occupa una posizione di rilievo all&#8217;interno delle dinamiche sociali. Perchè la situazione non peggiori vi è necessità di studiare e divulgare le conoscenze necessarie sul problema. I dati dimostrano l&#8217;esistenza di un grave problema di ordine sociale che non può essere sottovalutato, come sta accadendo in Italia, dove solamente le associazioni di settore omosessuale si muovono al fine di capire le cause e ridurre il problema. I servizi sociali hanno la possibilità di azione preventiva e non dovrebbero essere chiamati solo in casi di problemi sociali gravi&#8221;.<br />
La tesi si compone di quattro capitoli nei quali viene analizzata l&#8217;omosessualità nella storia, viene studiata l&#8217;omofobia come malattia sociale con particolare riguarda ai fattori che lo favoriscono, alle relazioni e contraddizioni familiari e nei rapporti con altre persone. E&#8217; stata realizzata anche un ampia ricerca sul suicidio degli adolescenti omosessuali con in primo piano il ruolo della famiglia e della scuola. Nel quarto capitolo viene sviluppata la considerazione sociale della differenza di genere con in evidenza il ruolo dello stato e della chiesa. Il capitolo si conclude con un richiamo sulla sessualità nei servizi sociali e sull&#8217;importanza di conoscere la condizione omosessuale per il lavoro dell&#8217;assistente sociale. </p>
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