<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cultura &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<atom:link href="https://archivio.gay.it/cultura/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Dec 2015 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2025/12/cropped-gayit-logo-thumb-32x32.png</url>
	<title>Cultura &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Shape Without Shame: siate orgogliosi di voi stessi!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/shape-without-shame-siate-orgogliosi-di-voi-stessi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 14:09:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Maturi]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi-Bear]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/shape-without-shame-siate-orgogliosi-di-voi-stessi</guid>

					<description><![CDATA[Ecco il video-manifesto contro gli stereotipi della bellezza nella comunità gay]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shape-without-shame-video-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Shape Without Shame: siate orgogliosi di voi stessi! - shape without shame video base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shape-without-shame-video-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/shape-without-shame-video-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p><strong>Shape Without Shame</strong> è un <strong>video-manifesto</strong> contro gli stereotipi della bellezza nella comunità gay.</p>
<p>Ve ne avevamo <a href="https://www.gay.it/sws-shape-without-shame-video-foto" rel="nofollow noopener" target="_blank">già parlato</a> un mese fa, anticipandovi alcune fotografie ed il trailer. Oggi esce <strong>finalmente il video</strong> e, in contemporanea, una <strong><a href="https://www.gay.it/shape-without-shame-giacomo-galeotti-riccardo-righi-intervista" rel="nofollow noopener" target="_blank">interessante intervista</a></strong> ai due artisti che lo hanno ideato e realizzato, <strong>Giacomo Galeotti</strong> e <strong>Riccardo Righi</strong>.</p>
<p><strong>SWS: Shape Without Shame – #formasenzavergogna</strong> è un manifesto visivo che traina due messaggi principali:</p>
<blockquote>
<ol>
<li>Anche <strong>se una persona non rispecchia fisicamente gli ideali e le proposte della società in cui vive e del proprio tempo può comunque piacersi ed essere sicura e fiera</strong> del proprio corpo, delle proprie forme. Nel caso della cultura occidentale moderna abbiamo scelto come tipologia di persone: i <strong>chubby bears</strong><strong>gay</strong>.</li>
<li>Anche<strong> se una persona ricalca</strong> fisicamente <strong>gli stereotipi della propria socie</strong>tà e del proprio tempo, ciò <strong>non significa che non possa provare un’attrazione affettiva e/o sessuale nei confronti della non stereotipia</strong> e che debba provarne vergogna (o reprimere i propri istinti/desideri). Nel nostro caso abbiamo scelto quelli che nella comunità gay possono definirsi chasers.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><strong>Gay.it ha aderito volentieri a questo progetto</strong>: siamo infatti convinti che vada combattuta ogni forma di discriminazione, anche quelle <strong>presenti nella nostra comunità</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;effetto che i libri sul GENDER hanno su bambini e bambine</title>
		<link>https://archivio.gay.it/leffetto-de-libri-sul-gender-sui-bambini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Luciotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 22:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[educare alle differenze]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[no gender]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/leffetto-de-libri-sul-gender-sui-bambini</guid>

					<description><![CDATA[Come i bambini reagiscono alla lettura di libri sull'inclusione, le differenze e l'omogenitorialità, seguita da un confronto tra i genitori dei bambini riguardo al fatto se è giusto educare alle differenze oppure no.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Schermata-2015-10-26-a-23.47.57-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;effetto che i libri sul GENDER hanno su bambini e bambine - Schermata 2015 10 26 a 23.47.57 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Schermata-2015-10-26-a-23.47.57-1.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Schermata-2015-10-26-a-23.47.57-1-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Un giornalista di Fanpage e un&#8217;educatrice hanno svolto un esperimento molto semplice ed educativo, per i/le piccoli/e ma anche per i genitori.<br />
Nella libreria per ragazzi &#8220;Marcovaldo&#8221;, di Cava de&#8217; Terreni (Salerno), che spesso organizza eventi a tema con letture dedicate al &#8220;gender&#8221;, è stato ospitato un gruppetto di bambini e bambine a cui l&#8217;educatrice ha letto 3 libri, tra quelli banditi dal Sindaco di Venezia. I testi parlavano di diversità, inclusione, famiglia e omogenitorialità, il tutto con un linguaggio adatto a un pubblico giovanissimi/e. I commenti finali dei/delle bambini/e mostrano l&#8217;innocenza e la spontaneità di chi ancora non ha pregiudizi o rigidi schemi mentali.<br />
In un secondo momento, il giornalista ha intervistato i rispettivi genitori per chiedere loro opinioni su un&#8217;educazione che includa le differenze, anche quelle tra tipi diversi di famiglie.<br />
La maggior parte delle persone intervistate si è mostrata aperta nei confronti di un&#8217;educazione che includa anche le diversità e l&#8217;omogenitorialità, anche se in molti casi sembra che si parli ancora di &#8220;tolleranza&#8221; nei confronti di chi è diverso, come se tale diversità venga esclusa a priori come qualcosa che possa riguardare da vicino chi parla.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Busi: &#8220;Meglio un orfano a due checce sfrante che a due fascistelli&#8221;</title>
		<link>https://archivio.gay.it/busi-orfano-checce-sfrante-che-a-fascistelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Busi]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Unioni Civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/busi-orfano-checce-sfrante-che-a-fascistelli</guid>

					<description><![CDATA[In un'intervista rilasciata al direttore di GQ, lo scrittore parla di adozioni e matrimoni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/busi_adozioni-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Busi: &quot;Meglio un orfano a due checce sfrante che a due fascistelli&quot; - busi adozioni 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/busi_adozioni-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/busi_adozioni-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Busi: &quot;Meglio un orfano a due checce sfrante che a due fascistelli&quot; - busi adozioni1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/busi_adozioni1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>&#8220;Meglio <strong>un orfanello ad una coppia di checche sfrante, ma libertarie e spiritose</strong>, che a una coppia etero di fascistelli razzisti&#8221;. In un&#8217;intervista rilasciata al direttore di GQ Carlo Antonelli, lo scrittore Aldo Busi parla di disciplina e di cambiare il mondo.<br />
&#8220;La disciplina è multiforme &#8211; spiega -. È anche non disperdersi quando le energie sono al lumicino e grandi la demoralizzazione e lo sconforto, la rabbia politica&#8230;&#8221;.<br />
E poi aggiunge: &#8220;Anche per questo, quando sento parlare dell’adozione di bambini da parte di coppie omogenitoriali, lo dico sempre: meglio un orfanello a una coppia di checche sfrante, ma libertarie e spiritose, <strong>che a una coppia etero di fascistelli razzisti tutti casa, chiesa, Lega e privé</strong> sempre lì a puntare il dito contro nemici di comodo&#8221;. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Busi: &quot;Meglio un orfano a due checce sfrante che a due fascistelli&quot; - busi adozioni2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/busi_adozioni2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E il matrimonio egualitario? &#8220;Ognuno ha diritto alla propria <strong>infelicità istituzionalizzata</strong> &#8211; chiosa lo scrittore -. Però bisogna dire che i contentini simbolici non ci bastano più, al matrimonio è da preferire una promozione duale del patrimonio: qualsiasi riconoscimento dei diritti civili che non riconosca la possibilità di adozione e la reversibilità della pensione<strong> è una presa per il culo</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<strong>Queste leggine</strong> &#8211; conclude &#8211; che invece di cambiare il vergognoso stato di fatto italiano lo suffragano e lo protraggono all’infinito <strong>vanno respinte</strong>, finché la proposta non diventi comune, sensata, paritaria e civile. Toglietemi tutto ma non i miei contributi versati: o si abolisce la reversibilità della pensione a chiunque o io <strong>devo poterla dare a chi mi pare e piace</strong>, e a maggior ragione se lascio il mio coniuge con uno o più figli adottivi da tirar su&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/giacinto-lgbt-festival-luigi-tabita-noto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/giacinto-lgbt-festival-luigi-tabita-noto</guid>

					<description><![CDATA[L'1 e il 2 agosto il primo Festival di cultura omosessuale del Sud Italia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - tabitacover 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/tabitacover-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - noto - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/noto.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Dal mito greco del giovane amato da Apollo ed osteggiato dal geloso vento Zefiro, esordisce a <strong>Noto</strong> (Siracusa) il <strong>Giacinto Nature LGBT</strong>, la prima rassegna di cultura omosessuale del Sud Italia. Sabato 1 e Domenica 2 agosto infatti, il centro cittadino e lo splendido cortile del Convitto Ragusa, saranno teatro di eventi, incontri e performance all&#8217;insegna della cultura omosessuale. Nata da un&#8217;idea di <strong>Luigi Tabita</strong>, dirrettore artistico della rassegna nonchè attore e attivista per i diritti lgbt, la kermesse vedrà la presenza dell&#8217;On. Martelli, Consigliera del Presidente Renzi per le Pari Opportunità , Francesca Vecchioni, madrina dell&#8217;evento, Fabio Canino, Alessandro Fullin e molte altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.</p>
<p>«<em>L&#8217;attenzione ai diritti e doveri del cittadino da un lato e la rivendicazione delle libertà dell&#8217;individuo dall’altro, che animano fortemente l’odierno dibattito politico e sociale</em> &#8211; dichiara Luigi Tabita -, <em>fanno emergere l’urgenza di una riflessione sullo status della comunità LGBT. Una comunità in continua rivoluzione per l’affermazione dei propri diritti, eppure già proiettata in un futuro che la possa riconoscere parte integrante delle strutture sociali, etiche e legali. Si è pensato pensato, dunque, di compiere un viaggio all’interno delle diverse identità sessuali, approfondendone i poliedrici aspetti e affermando la pluralità della natura, per demolire certi stereotipi, frutto di una cattiva informazione che crea solo ostilità e, spesso, violenza</em>».</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - luigi tabita - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/luigi-tabita.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Alcuni media hanno definito il Giacinto come una &#8220;<em>festa gay</em>&#8221; ma, come da dichiarazione di Tabita a Dario Accolla, &#8220;<em>Si tratta un festival di cultura omosessuale che vuole fortissimamente suscitare curiosità e interesse, così da creare un dibattito costruttivo e ricco per tutti coloro che vorranno prendere parte ai lavori. [&#8230;] Se questa può  esser interpretata come una &#8220;festa gay&#8221;, allora sì, stiamo lavorando ad una &#8220;festa gay&#8221; di altissimo livello!</em>.</p>
<p>Di seguito, il programma completo del festival:</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Noto si tinge di rainbow: al via ad agosto il Giacinto Festival - giacinto nature1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/giacinto-nature1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><em>Sabato 1 agosto</em><br />
L’inaugurazione avverrà presso il Palazzo di Città con l’allestimento di una personale della fotografa africana <strong>Zanele Muholi</strong>, attivista della comunità LGBT. Il suo lavoro, esposto in tutto il mondo dal MOMA di New York alla Biennale di Venezia, è incentrato sulla creazione di una «Mappa […]: una storia visuale delle lesbiche nere in Sud Africa dopo l’apartheid» per rivendicare una realtà negata dalla storia ufficiale, per denunciare le morti in seguito ai crimini d’odio e la pratica dello stupro correttivo come “cura” all’omosessualità. Con un approccio etnografico l’artista ritrae volti, corpi e relazioni d’amore immerse nella vita quotidiana, svelando un nuovo e variegato vocabolario visivo.In continuità con il lavoro di confronto dell’anno scorso, all’interno del cortile del Convitto Ragusa, si ripropone il dibattito sulle coppie di fatto e le famiglie non tradizionali, seguendo la formula, già positivamente collaudata, di “Coppia: sostantivo plurale”, un tavolo di discussione attorno al quale siederanno personalità del mondo delle Istituzioni, della Cultura e dell’attivismo LGBT: l’On. <strong>Giovanna Martelli</strong>, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le Pari Opportunità; <strong>Fabio Canino</strong>, attore, scrittore e conduttore televisivo; <strong>Francesca Vecchioni</strong>, scrittrice e Presidente dell’associazione “Diversity”;  <strong>Paolo Patanè</strong>, Presidente del Coordinamento Palermo Pride;<strong> Ioana Ghilvaciu</strong>, Pastora della Chiesa Evangelica Battista. Trentacinque anni fa, nell’estate del 1980, a Giarre, due ragazzi omosessuali decisero di farsi uccidere insieme per sottrarsi alla vergogna che la loro condizione gli procurava. Questo fatto ha scosso alcuni giovani palermitani che decisero di unirsi per comporre un gruppo che, qualche anno dopo, sarebbe diventato la più importante associazione a tutela dei diritti LGBT in Italia, Arcigay. Si è deciso, quindi, di ricordare quegli accadimenti con alcune testimonianze e con il recital “Nella notte un dolce sogno &#8211; Quasimodo legge Quasimodo”, durante il quale <strong>Alessandro Quasimodo</strong> interpreterà gli epigrammi d’amore dell’Antologia Palatina tradotti dal padre, Salvatore.</p>
<p><em>Domenica 2 agosto</em><br />
La seconda giornata di “Giacinto &#8211; nature LGBT” si aprirà con un’onda rainbow delle Associazioni LGBT Stonewall, Arcigay e la giovane associazione universitaria Queer As Unict, che invaderà le strade principali della città con animazioni e flash-mob. Il visual artist <strong>Gandolfo Gabriele David</strong> contribuirà con una performance dal titolo “Riconciliazione”: lo strappo con la comunità di appartenenza è spesso una tappa dolorosa che accompagna la crescita e la consapevolezza di una sessualità omo-orientata. “Riconciliazione” compone, con una manciata della terra in cui si è nati, una forma unica, tramite un rito collettivo che segna una modalità simbolica di riappacificazione.In serata  sempre all’Ex Convitto Ragusa: “Da piccolo sognavo di essere Jane Austen”. Il sofisticato comico<strong> Alessandro Fullin</strong> racconta la sua pungente produzione letteraria.La chiusura dei lavori del Festival, sarà affidata ad una riflessione del giovane regista ennese <strong>Vincenzo Monaco</strong>, attraverso la proiezione del suo docu-film “Ci chiamano diversi”, un itinerario nella coscienza collettiva e nelle vite private di chi si racconta per capire che l’umanità, in qualsiasi sua declinazione, non è mai uno scarto dalla norma, ma qualcosa che semplicemente accade, in tutta la sua dignità.</p>
<p>Per maggiori info: <a href="https://www.facebook.com/giacintofestival" rel="nofollow noopener" target="_blank">Facebook</a>  / giacintofestival@gmail.com</p>
<p align="right">di Davide Bertolino</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sphères intimes, l’originale mostra parigina sul concetto di privacy</title>
		<link>https://archivio.gay.it/spheres-intimes-l-originale-mostra-parigi-privacy-wharol-haring</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 16:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/spheres-intimes-l-originale-mostra-parigi-privacy-wharol-haring</guid>

					<description><![CDATA[Presso Ma Galerie di Samuel Le Paire si riflette sull’osmosi tra pubblico e privato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/foto-parigi-statua-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sphères intimes, l’originale mostra parigina sul concetto di privacy - foto parigi statua 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/foto-parigi-statua-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/foto-parigi-statua-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Sphères intimes, l’originale mostra parigina sul concetto di privacy - samuel portraitDEF scaled - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/samuel-portraitDEF-scaled.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La pervasività dei social media ha velocemente ridefinito la frontiera tra pubblico e privato, dando vita a una vera e propria ‘genderizzazione’ dei due concetti: quando si condivide online la propria privacy si rende davvero pubblico qualcosa di sé o si tratta di una rappresentazione che genera una sorta di realtà comunicativa intermedia, una specie di filtro-finestra del proprio mondo, materiale e/o interiore? E quali sono le conseguenze sociali e psicologiche di questo fenomeno? A riflettere sulla questione dal punto di vista artistico, ci pensa un’originale mostra parigina, <strong>Sphères Intimes</strong> (Sfere Intime) visitabile fino al 10 luglio presso <strong>Ma Galerie</strong> in rue de Louvre 7, a fianco della palestra/sauna gay Gym Louvre. Un raffinato luogo espositivo che più intimo non si potrebbe, poiché è anche l’appartamento dove vive l’affabile proprietario e curatore Samuel Le Paire, il quale accoglie i visitatori come un ottimo padrone di casa, facendo da guida alla mostra come si farebbe &#8211; e in un certo senso lo è &#8211; con un collezionista privato che mostra i propri tesori agli ospiti.</p>
<p>È proprio lui a spiegarci com’è nata l’idea della mostra: “<em>Alla lettura delle Confessioni di Sant’Agostino, mi ero segnato questa frase: ‘Tu eri più intimo dell’intimo di me stesso’. Invoca due concetti abbastanza vicini che bisogna però distinguere: quello di ‘intimo’, un sentimento proprio a ciascuno che si è sviluppato nel tempo, in coppia con la nozione di individuo, e quello di ‘intimità’, volontà di proteggersi dagli sguardi indiscreti, atto ancestrale. Da qui entrano in gioco concetti opposti come interno ed esterno, privato e pubblico. Queste sfere sembrano definite da un sentimento sociale o molto personale che induce la questione del limite. Sant’Agostino si rivolge a Dio e conferisce all’intimo il suo valore ontologico nella ricerca della Verità</em>”.</p>
<p>“<em>Ne ho parlato a un collezionista francese</em>&#8221; &#8211; continua Le Paire &#8211; &#8220;<em>che mi ha subito proposto questa<br />
scultura autoritratto di Barthélemy Toguo che tratta i rapporti fra l’Africa e l’Europa, del problema<br />
dell’immigrazione, del reflusso dell’intimo, un argomento di triste attualità</em>&#8220;.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Sphères intimes, l’originale mostra parigina sul concetto di privacy - foto 1 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/foto-1-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ma Galerie è una galleria privata in un appartamento, uno spazio di scambi e di incontri per collezionisti e amanti dell’arte. Dividere questa passione per l’arte intorno a un thè, su un confortevole divano, circondati da capolavori, è un momento unico. Parlare d’arte è condividere: è anche parlare di sé, tocca l’intimo. Le opere di questa esposizione vengono da orizzonti e culture molto differenti: Corea, Inghilterra, Belgio, Florida, Italia, Francia e Brasile”.</p>
<p>Ecco dunque il criptico inchiostro e tempera su carta Crema straordinaria di <strong>Andy Warhol</strong>, ipotetica radicalizzazione del concetto di virilità intima (il contenitore galenico contiene forse sperma, sorgente di vita non rappresentabile pubblicamente, essendo sommo tabù? Oppure, come ci suggerisce Le Paire, è “il riflesso dell’inizio del consumismo, il commercio del superfluo ad libitum”?). Attira l’attenzione la terracotta Grande Vasca di <strong>Keith Haring</strong>, materiale poroso per definizione &#8211; come poroso è ormai il confine tra pubblico e privato &#8211; che contiene, visibili e in movimento perenne, le sue classiche figure umane stilizzate, la cui massima intimità si può riassumere nella geometria euclidea di un cerchio &#8211; quasi &#8211; perfetto all’interno del corpo, ben visibile ma impenetrabile (e la presenza dei bébé va rivista nell’ottica contemporanea dell’adozione ai gay, secondo la lettura di Le Paire). Una sintetica griglia colorata di rettangoli 6&#215;7 è lo scrigno di ricordi rivitalizzanti di Light in our darkness (Luce nel nostro buio) della celebre coppia gay <strong>Gilbert &#038; George</strong>, che svelano le loro intime passioni private &#8211; ma in questo modo rese pubbliche &#8211; quali la floricultura, l’arte classica, il corpo maschile. “<em>La loro opera è semplicemente la loro coppia, la loro storia, il loro amore</em>” ci spiega Le Paire. Nella miniriproduzione in poliestere e acrilico L’impératrice di Niki de Saint Phalle ritroviamo in scala ridotta la monumentale e colorata scultura-abitazione tutta cavità e morbide protuberanze che l’artista francese costruì negli anni Novanta nel grossetano Giardino dei Tarocchi, dalle parti di Capalbio, all’interno della quale lei stessa abitò durante la realizzazione (e così il rimando spaziale contenitore/contenuto ‘vivo’ diventa una sorta di gioco di scatole cinesi nell’appartamento/galleria di Le Paire). Decisamente esplicito, quasi brutale, è il full frontal della donna nuda e legata di Noboyushi Araki, o il rapporto orale nello schizzo alla Cocteau in inchiostro di china firmato da André Masson: come se nell’atto sessuale rappresentato esplicitamente si riassumesse l’essenza intima dell’erotismo, un movimento continuo da sé all’altro da sé e viceversa, nel modo più viscerale possibile, attraverso lo scambio carnale.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Sphères intimes, l’originale mostra parigina sul concetto di privacy - foto 3 1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/foto-3-1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>A questo proposito vi consigliamo di associare la visita di questa mostra alla curiosa &#8211; e inaspettatamente signorile &#8211; La toilette, naissance de l’intime (La toilette, nascita dell’intimità) presso l’elegante museo <strong>Marmottan Monet</strong>, interessante esplorazione artistica di un rito femminile che in tempi passati ha avuto una dimensione quasi pubblica, prima di essere essenzialmente pubica. Evitate invece la deludente Kapoor – Versailles con qualche specchio riflettente (troppo piccolo, tra l’altro) e la rozza installazione Dirty Corner, già ribattezzata ‘La vagina della regina’, incongrua galleria metallica circondata da pietroni, già insozzata di vernice gialla da qualche vandalo. Ma è lo scultore di origini indiano-irachene Anish Kapoor, in realtà, a imbrattare con la sua mostra velleitaria la maestosa bellezza dei giardini di Versailles. Una vera ‘sola’ per il Re Sole.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il giorno più felice della mia vita&#8221;: Mauri e il valore di essere gay</title>
		<link>https://archivio.gay.it/il-giorno-piu-felice-della-mia-vita-mauri-e-il-valore-di-essere-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 17:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/il-giorno-piu-felice-della-mia-vita-mauri-e-il-valore-di-essere-gay</guid>

					<description><![CDATA["Ogni coppia ha diritto al suo sì", perché le persone lgbt sono altro che moda da salotto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="333" height="250" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mauri_libro-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="&quot;Il giorno più felice della mia vita&quot;: Mauri e il valore di essere gay - mauri libro 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mauri_libro-1.jpg 333w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mauri_libro-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="&quot;Il giorno più felice della mia vita&quot;: Mauri e il valore di essere gay - mauri libro1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mauri_libro1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Immaginate di risvegliarvi una mattina in un’Italia senza Cappella Sistina, senza la Pietà, il David, senza il Campidoglio, i Navigli di Milano, le opere di Botticelli o di Caravaggio; immaginate, ancora, di sfogliare i libri di storia e di non trovare più nomi quali Riccardo Cuor di Leone, Alessandro Magno, Nerone, Nerva, Eliogabalo. Dove saranno finiti tutti quanti? Nello Stato libero di Bananas!<br />
Questa la <em>Dermatologia Cristiana</em> ipotizzata da Sebastiano Mauri nell’omonimo capitolo della sua ultima opera, uno dei tanti esempi che mostrano la straordinaria risposta dell’autore alle provocazioni della società e delle alte gerarchie Cattoliche.<br />
Sebastiano Mauri, <strong>“maschio, caucasico, borghese, europeo, laureato e normodotato”</strong>, deve forse molto alla discriminazione subita in quanto omosessuale; quella discriminazione che lo ha portato negli anni a rompere l’indifferenza, ad accrescere la propria sensibilità verso la sofferenza altrui, all’apertura verso il prossimo.<br />
Artista diviso tra l’Italia e l’Argentina, classe 1972, è alla sua seconda, promettente, fatica letteraria.<br />
Abilissimo a mettere nero su bianco <strong>la rabbia, le insicurezze, i dolori</strong> che fin dall’infanzia porta con sé, riesce ad astrarre questi sentimenti e a renderli universali, tracciando con abile gioco di luci e ombre la condizione di discriminato.<br />
Come un impressionista francese, Mauri descrive la società a colpi di spatola, dandone una duplice prospettiva: così come in un quadro di Renoir possiamo avere da vicino la percezione dei singoli tratti di colore, che trovano soluzione e armonia solo da lontano, così ne<strong> “Il giorno più felice della mia vita”</strong>, abbiamo una rappresentazione globale della società solo alla fine, dopo aver messo al bando una per una le ansie, le paure e le contraddizioni dell’uomo moderno.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="&quot;Il giorno più felice della mia vita&quot;: Mauri e il valore di essere gay - mauri libro2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/mauri_libro2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La società viene decomposta con ironia, senza mai pietismo o vittimismo, con l’unico scopo di far capire al lettore che <strong>i gay, le lesbiche e le persone transessuali non possono essere ridotte a semplici argomenti di dibattito o mode da salotto, in quanto persone portatrici di valori e di diritti inalienabili.</strong><br />
Centrale il tema dell’autodeterminazione, che passa per la scoperta della propria identità, fino ad arrivare alla presa di coscienza della propria verità; verità che, secondo l’autore, si troverebbe <strong>oltre ogni etichetta e perfino oltre ogni identità</strong>.<br />
Riportiamo l’espressione di Dolores Klaich che viene citata nel testo e che, a nostro avviso, rende in modo estremamente efficace la prospettiva futura cui auspica l’autore: “Saffo era una poetessa che amava le donne, non una lesbica che scriveva poesie”.<br />
Insomma, il testo è davvero <strong>un mix inaspettato di riferimenti autobiografici</strong> –sul proprio amore, sull’omofobia subita, su certi bizzarri avvenimenti durante l’arrivo dei lama (sì, gli animali che sputano) -, <strong>citazioni bibliche ricercate, scorci della società argentina</strong> ed eventi storico-politici, come, ad esempio, un excursus sulla lotta ai diritti negli Stati Uniti d’America.<br />
Se aspettavamo un’opera dallo spessore politico, dallo stile tagliente e beffardo, questa può sicuramente candidarsi tra le migliori. Un’opera che riesce a far comprendere <strong>in che modo la storia ci stia tirando per le orecchie,</strong> chiamando all’appello le coscienze di tutti attraverso le tante testimonianze intime di persone che, come Sebastiano Mauri, trovano il coraggio di dare un taglio netto all’ipocrisia e al silenzio.<br />
Testo consigliatissimo per una riflessione accompagnata dal sorriso.</p>
<p><strong>Titolo:</strong> Il giorno più felice della mia vita<br />
<strong>Editore:</strong> Rizzoli<br />
<strong>Autore:</strong> Sebastiano Mauri<br />
<strong>Collana:</strong> Narrativa Italiana<br />
<strong>Genere e argomento:</strong> Politica e attualità<br />
<strong>Pagine:</strong> 192<br />
<strong>Prezzo: </strong>12 euro<br />
<strong>Disponibilità eBook:</strong> sì</p>
<p align="right">di Marco Mancini</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sangue, sudore e muscoli nell&#8217;esperimento erotico di Joseph Lally</title>
		<link>https://archivio.gay.it/the-nerve-meter-esperimento-erotico-di-joseph-lally</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 11:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bonazzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/the-nerve-meter-esperimento-erotico-di-joseph-lally</guid>

					<description><![CDATA[Un video surreale con protagonista il bellissimo Sam Way.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Nerve-Meter-BS.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sangue, sudore e muscoli nell&#039;esperimento erotico di Joseph Lally - The Nerve Meter BS - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Nerve-Meter-BS.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Nerve-Meter-BS-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Wrestling, giochi di dominazione/sottomissione, sangue, maschere: &#8220;The Nerve Meter&#8221; racchiude tutto questo. Se vi piacciono video astratti o se, più semplicemente, volete rifarvi gli occhi, non potete perdervi l&#8217;esperimento &#8220;erotico&#8221; del videomaker Joseph Lally.</p>
<p><script src="https://apis.google.com/js/platform.js"></script></p>
<div class="g-ytsubscribe" data-channel="gaypuntoit" data-layout="full" data-count="default"></div>
<p> </br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi</title>
		<link>https://archivio.gay.it/gay-it-cerca-nuovi-collaboratori-ecco-come-candidarsi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria Gay]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/gay-it-cerca-nuovi-collaboratori-ecco-come-candidarsi</guid>

					<description><![CDATA[Il primo medium lgbt d'Italia cerca nuovi collaboratori appassionati di web, di social media, di curiosità. Se pensate di essere le persone giuste, ecco cosa fare per cogliere l'occasione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi - collaboratori gayit 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori-gayit-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi - collaboratori2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/collaboratori2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Se il web è la vostra seconda casa, se avete il fiuto per le notizie gustose, i social network sono pane quotidiano e avete sempre desiderato collaborare con una testata lgbt, questa è la vostra occasione. Gay.it cerca nuovi collaboratori che amino il gossip, le bellezze maschili, le curiosità dal mondo, i viaggi, ma anche gli argomenti di maggiore interesse per i giovani e le donne. Argomenti da trattare con uno stile fresco e accattivante, per arricchire il sito della prima testata lgbt italiana di contenuti originali e interessanti.</p>
<p>Ma non è tutto qui: Gay.it cerca anche professionisti che sappiano dare consigli ai suoi lettori su questioni legali, sessuologia, psicologia e salute di interesse della comunità lgbt.<br />
Pensate di essere i candidati ideali? Mandate il vostro curriculum a <strong>jobs@gay.it</strong> allegando un articolo su un argomento a vostra scelta non più lungo di 2000 caratteri, spazi inclusi. Le email senza curriculum o senza articolo non saranno prese in considerazione. Che aspettate? Gay.it sta cercando proprio voi!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Primo monumento in Israele per le vittime omosessuali del nazismo</title>
		<link>https://archivio.gay.it/memoriale-monumento-israele-olocausto-omosessuali-omocausto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2014 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia LGBT]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/memoriale-monumento-israele-olocausto-omosessuali-omocausto</guid>

					<description><![CDATA[La capitale israeliana è la prima città del paese ad ospitare un memoriale alle vittime lgbt dell'Olocausto. È composto da triangoli rosa e scritte in tedesco, ebraico e inglese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/memoriale-nazi-israele-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Primo monumento in Israele per le vittime omosessuali del nazismo - memoriale nazi israele 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/memoriale-nazi-israele-1-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/memoriale-nazi-israele-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Cindy Lauper al memoriale" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/memoriale-nazi-israele-1.jpg" style="max-width: 300px;"></p>
<div class="caption" style="max-width: 300px; line-height: 17px;">Cindy Lauper al memoriale</div>
</div>
<p>Tel Aviv è la prima città israeliana ad ospitare un monumento alle vittime gay della dittatura nazista. Il memoriale, eretto nel centrale Parco Meir, è composto da triangoli rosa (simbolo della persecuzione nazionalsocialista verso le persone lgbt) e scritte in tedesco, ebraico e inglese: “In memory of those persecuted by the Nazi regime for their sexual orientation and gender identity.” (In memoria delle vittime perseguitate dal regime Nazista per il loro orientamento sessuale e identità di genere).</p>
<p>&#8220;Tel Aviv è percepita come una delle città più accoglienti del mondo&#8221;, ha detto l&#8217;ambasciatore tedesco in Israele Andreas Michaelis, durante il discorso di inaugurazione. La capitale israeliana &#8220;è una città aperta, tollerante e multiculturale&#8221;, proprio come la Germania di oggi, ha sottolineato il diplomatico. Ma la tolleranza non è sufficiente. &#8220;La tolleranza in realtà dovrebbe essere solo un primo passo transitorio e condurre al successivo riconoscimento. &#8220;Questo monumento ci ricorda quanto sia importante rispettare ogni essere umano&#8221;, ha detto il Sindaco di Tel Aviv Ron Chuldai.</p>
<p>Monumenti simili sono presenti in tutta Europa e in America. L&#8217;Italia ne ospita uno a Bologna, uno a Roma e uno sulle mura della risiera di San Sabba . </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro</title>
		<link>https://archivio.gay.it/massimo-romeo-piparo-fa-rivivere-il-vizietto-con-iacchetti-e-columbro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/massimo-romeo-piparo-fa-rivivere-il-vizietto-con-iacchetti-e-columbro</guid>

					<description><![CDATA[Intervista al regista messinese che riporta a teatro il cult gay tratto dalla pochade di Poiret diventata nel 1978 una commedia di straordinario successo per la regia dello scomparso Édouard Molinaro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="440" height="330" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1.jpg 440w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo1 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo1.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nove giorni fa se ne andava a 85 anni il regista francese Édouard Molinaro, noto per aver diretto nel 1978 quel cult immortale de &#8220;Il vizietto&#8221; e, due anni dopo, il suo meno fortunato seguito. &#8220;La cage aux folles&#8221; fu una commedia brillante di straordinario successo dai tempi comici perfetti, tratta dall’omonima pochade di Jean Poiret altrettanto amata, messa in scena per cinque anni dal 1973 al Palais-Royal di Parigi. Il titolo originale si riferisce al nome del locale gay di Saint-Tropez gestito dai protagonisti Albin e Renato (Michel Serrault e Ugo Tognazzi in una splendida interpretazione entrata nell’immaginario collettivo). Vinse il Golden Globe come miglior film straniero ed ebbe addirittura tre candidature agli Oscar: miglior regia, sceneggiatura e costumi, firmati da Ambra Danon e dal ‘viscontiano’ Piero Tosi. Fu di fatto il primo film arrivato al grande pubblico in cui veniva raccontata l’intimità domestica di una coppia gay borghese anche se propagandò lo stereotipo duro a morire dell’omosessuale effemminato e piagnucoloso. È curioso il fatto che nel linguaggio comune &#8220;Il vizietto&#8221; divenne sinonimo malizioso di omosessualità mentre nel film è esattamente il contrario, in quanto si riferisce alla ‘sbandata’ eterosessuale di Renato.<br />
Ma che cosa resta oggi, dopo trentacinque anni, de &#8220;Il vizietto&#8221; originale, opera sicuramente cardine per la cinematografia queer, meno datata di quello che si possa pensare? Ne abbiamo parlato col regista romano Massimo Romeo Piparo, che sta portando in tournée una versione teatrale molto apprezzata con Enzo Iacchetti e Marco Columbro nel ruolo dei protagonisti. Questa sera è in scena al Teatro Odeon di Biella e sarà all’Alfieri di Torino dal 28 dicembre al 6 gennaio.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Lei aveva conosciuto Édouard Molinaro?</strong><br />
Purtroppo no.</p>
<p><strong>Quali differenze principali ci sono nella sua trasposizione teatrale de &#8220;La cage aux folles&#8221; rispetto al film?</strong><br />
Che il copione è stato trasformato in un musical da Harvey Fierstein. Come è uso del linguaggio del Musical, la parte cantata prende il sopravvento, il racconto si sdoppia in due binari e la vita di Zaza è davvero rappresentata nel suo lato artistico mentre nel film risalta di più il suo lato privato.</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato gestire il confronto con un simile cult?</strong><br />
Come tutti i grandi film, non bisogna tradire il ricordo, non bisogna scimmiottarne i contenuti, ma serve omaggiarli con rispetto e un pizzico di<br />
inventiva.<br />
<strong><br />
Il suo spettacolo è stato recensito molto bene. Ci fa un bilancio di questa prima parte di tournée?</strong><br />
È un trionfo di pubblico e critica. Davvero al di sopra di ogni aspettativa. E sono fiero perché il tema che Molinaro raccontò nel suo film ben quattro decenni fa, oggi è ancora, purtroppo, di estrema attualità.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>Rispetto ai precedenti interpreti, Ghini e Bocci (e in rapporto ai mostri sacri Tognazzi e Serrault), quale contributo hanno dato Columbro e Iacchetti?</strong><br />
Hanno riportato lo spettacolo al suo sapore originale. Proprio con questa nuova coppia sono riuscito a non tradire il ricordo del film e delle magistrali<br />
interpretazioni di Serrault e Tognazzi. Hanno reso il racconto più vero, più credibile, meno attoriale. C&#8217;è più gioco, più allegria, più disinvoltura<br />
nell&#8217;affrontare il difficile ruolo ‘en travesti’.</p>
<p><strong>&#8220;Il vizietto&#8221; è assolutamente una pietra miliare del cinema queer ma la comunità gay l&#8217;ha sempre visto con un certo sospetto, in quanto propagandava l&#8217;idea stereotipata del gay effeminato e lamentoso. Che cosa ne pensa?</strong><br />
I gay non amano vedersi raccontati. Li capisco. Li rispetto. Però a volte sottovalutano &#8211; e questo è uno di quei casi &#8211; la forza e la penetrazione di un<br />
messaggio lanciato apparentemente attraverso stereotipi ma in realtà usando sapientemente le armi dell&#8217;ironia.</p>
<p><strong>Crede che il suo spettacolo possa essere utile per far riflettere sulla necessità di leggi che tutelino in Italia i diritti delle famiglie gay?</strong><br />
Può solo accendere un riflettore in più sul problema. Il teatro non risolve, pone domande. Se pensasse di dare delle risposte fallirebbe il suo compito. Però<br />
sono convinto che la domanda sul valore dell&#8217;Amore con la maiuscola, libero da etichette di genere e sesso, sia arrivata molto bene a destinazione nelle teste degli oltre 100mila spettatori.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Massimo Romeo Piparo fa rivivere Il vizietto con Iacchetti e Columbro - piparo2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/piparo2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p><strong>È favorevole alle adozioni da parte di coppie lgbt?</strong><br />
Sono laico e amo il libero pensiero. Tuttavia sono certo che non basti solo affrontare il tema dell&#8217;adozione se prima non prepariamo la società all&#8217;accoglienza del diverso e dell&#8217;altro. Se un bimbo adottato con amore da una coppia omosessuale deve poi frequentare una scuola che non prepara alla<br />
tolleranza, all&#8217;accettazione e alla diversità, rischia di diventare un bambino ancora più ‘diverso’ senza averne alcuna colpa. Se la società non impara a<br />
confessare che la maggior parte delle coppie cosiddette ‘normali’, o peggio ‘naturali’, sono coacervi di perdizione, trasgressione e deviazione, non credo ci<br />
possa essere una piena acquisizione dell&#8217;adozione di coppie omo. Insomma: non si può cucinare un buon tacchino senza un forno abbastanza capiente. Resterà un<br />
tacchino al forno cucinato al vapore.</p>
<p><strong>Mi parla della coreografia di Bill Goodson in cui quattordici uomini ballano sui tacchi a spillo?</strong><br />
Bill è un coreografo dalla grande esperienza internazionale che ha saputo spaziare attraverso i generi. Le sue esperienze nel mondo delle drag e la sua conoscenza del mood degli anni Settanta sono stati elementi preziosissimi per la bella riuscita dello spettacolo.<br />
Ha saputo dare classe ed eleganza alla rappresentazione senza mai scadere nel ‘campy’ o men che meno nel ‘trash volgare e baraccone’ di certi spettacoli<br />
dedicati al mondo dei gay.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
