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Diplomatico saudita gay chiede asilo politico agli Usa

Lavorava al consolato saudita di Los Angeles fino a quando dal suo paese hanno scoperto che frequentava bar gay. Poi è iniziato l’incubo. Adesso chiede asilo politico agli Stati Uniti.

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Un diplomatico saudita gay ha chiesto asilo politico alle autorità americane sostenendo che un rientro nel suo paese significherebbe per lui la morte. Il diplomatico Ali Ahmad Asseri, un primo segretario del consolato saudita di Los Angeles, sostiene di essere stato richiamato un Arabia Saudita dopo che i suoi colleghi hanno scoperto che frequentava bar per gay.

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Il suo passaporto diplomatico è stato bloccato, la sua posizione al consolato è stata chiusa. Il diplomatico è stato trasferito dai superiori al ministero degli esteri saudita a Riad. «La mia vita è in grande pericolo – sostiene Asseri – Ho già ricevuto minacce di morte. Se torno in Arabia Saudita mi uccideranno». Secondo il diplomatico i suoi problemi sono stati aggravati dal fatto di essere amico di una ebrea israeliana. I colleghi di lavoro al consolato hanno cominciato a trattarlo in maniera scortese e Asseri ha abbandonato il suo appartamento a West Hollywood per rifugiarsi in clandestinità.

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Dopo avere chiesto asilo politico alle autorità americane, Asseri ha anche scritto lettere ai media americani per attirare l’attenzione su suo caso. Il diplomatico ha avuto alcuni giorni fa un colloquio con un rappresentante del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale Usa ma le autorità americane non hanno ancora deciso se concedere asilo politico al diplomatico. Il suo avvocato Ally Bolour sostiene di avere sconsigliato Asseri dall’uscire allo scoperto con le sue lettere ai media americani. Ma Asseri è di diversa opinione. «Desideravo che la mia voce fosse udita – ha spiegato – Desidero che sappiano nel mio pease che non sono solo».

Il diplomatico, che ha vissuto per cinque anni negli Stati Uniti, ha lanciato anche un appello alle autorità saudite attraverso un sito Internet. Un portavoce della ambasciata saudita a Washington ha confermato che Asseri è stato richiamato in patria.

Non è chiaro quante siano state le condanne comminate fino ad oggi nel paese arabo il cui codice penale, fondato sulla Sharia, prevede il reato di sodomia. La censura sui temi sessuali è soffocante e mette a rischio la vita delle persone lgbt e anche di quelle sieropositive.