<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cinema &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<atom:link href="https://archivio.gay.it/entertainment/cinema/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<description>Archivio Storico di Gay.it</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Mar 2022 13:13:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2025/12/cropped-gayit-logo-thumb-32x32.png</url>
	<title>Cinema &#8211; Gay.it Archivio</title>
	<link>https://archivio.gay.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>#CinemaSTop &#8211; La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé</title>
		<link>https://archivio.gay.it/migliori-film-cinema-gay-2015</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/migliori-film-cinema-gay-2015</guid>

					<description><![CDATA[Ecco l'immancabile classifica dei migliori film lgbt dell'anno: seguono Carol e Gardenia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/the-summer-of-saingale-base-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - the summer of saingale base 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/the-summer-of-saingale-base-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/the-summer-of-saingale-base-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Eccoci arrivati alla <strong>tradizionale classifica dei migliori film LGBT dell&#8217;anno 2015</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" style="max-width: 300px;" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Summer-of-Sangaile-home.jpg" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - The Summer of Sangaile home - Gay.it Archivio"></div>
<p><strong>1. The Summer of Sangailé di Alanté Kawaité</strong><br />
Fino all&#8217;ultimo eravamo indecisi se scegliere il raffinatissimo <strong>Carol</strong> di <strong>Todd Haynes</strong> oppure questa dirompente storia d&#8217;amore lituana tra una cameriera e una ragazza problematica che si scopre affascinata dall&#8217;aeronautica. Abbiamo scelto <strong>The Summer of Sangailé</strong> di <strong>Alanté Kawaité</strong> &#8211; sarà distribuito nel 2016 in Italia &#8211; perché ha la regia più innovativa (droni da vertigine, videocamera controllatissima, nessun manierismo), due interpreti da togliere il fiato, eroticamente complementari, per un emozionante romanzo di formazione sul primo innamoramento fra una cameriera-artista e una ragazza di forte personalità che scopre grazie alla prima una grande passione: volare. Se lo spettatore si chiede quanto sia &#8216;onesta&#8217; la scena della lotteria all&#8217;inizio del film, la potenza dello stesso sta piuttosto nel rendere una storia d&#8217;amore tutto sommato piuttosto convenzionale in un tuffo nell&#8217;emozione pura, nella scoperta di nuove sensazioni, nell&#8217;innegabile turbine travolgente in cui vengono coinvolti i cinque sensi che si prova quando ci si innamora per la prima volta. La scena d&#8217;amore &#8216;illuminata&#8217; nel prato è la sequenza più bella dell&#8217;anno. Una sorta di originale Top Gun lesbico con looping solo al femminile. Vertiginosamente magnifico.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" style="max-width: 300px;" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-Cate-Blanchett.jpg" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - Carol Cate Blanchett - Gay.it Archivio"></div>
<p><strong>2. CAROL di Todd Haynes</strong><br />
L&#8217;alta scuola formalista del grande Todd Haynes firma un elegantissimo e raffinato melò dalle parti di <em>Lontano dal Paradiso</em>, plasmando il celebre, omonimo giallo di Patricia Highsmith in un quadro di Hopper con pennellate alla Turner consentendo vibrazioni magiche alle due splendidi attrici, Cate Blanchett e Rooney Mara, oltre ogni limite per espressività e glamour.<br />
Sarà il frontrunner dei prossimi Oscar: l&#8217;unico punto debole è una freddezza estetica che sfiora la perfezione.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" style="max-width: 300px;" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gardenia-scaled.jpg" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - Gardenia scaled - Gay.it Archivio"></div>
<p><strong>3. GARDENIA di Thomas Wallner</strong><br />
Vincitore all&#8217;ultimo Togay, è uno spettacolo teatrale in cui anziani transessuali e &#8216;vecchie checché&#8217; travestite si raccontano, danzano e ballano &#8220;come se l&#8217;ultimo sipario ci dovesse dire addio&#8221;. In questo dolente doc testamentario, vediamo i protagonisti confrontarsi con i dolori e le difficoltà della vita quotidiana, la liberazione dell&#8217;illusione artistica, l&#8217;applauso del pubblico. Che arriva sempre prima che il sipario scenda per l&#8217;ultima volta. Nostalgico.</p>
<p><strong>4. FREEHELD di Peter Sollett</strong><br />
È il film lgbt più politico dell&#8217;anno, l&#8217;unico che potrebbe scuotere la narcolettica classe politica italiana per ottenere uno straccio di riconoscimento giuridico per le unioni civili: una coppia convivente, formata da una meccanica e una poliziotta (Ellen Page e Julianne Moore) viene sconvolta dalla notizia di una grave malattia di quest&#8217;ultima. La sua fidanzata si batterà per avere i diritti di reversibilità della pensione: lì otterrà grazie all&#8217;aiuto di un combattivo attivista gay (Steve Carell). Per Julianne Moore non ci sono più aggettivi, Ellen Page potrebbe raggiungerla con la vittoria del premio Oscar. Resterà nella storia del cinema lgbt come <em>Philadelphia</em> e <em>Milk</em>.</p>
<p><strong>5. EISENSTEIN IN MEXICO di Peter Greenaway</strong><br />
Ritorno in forma del visionario Maestro de <em>Lo zoo di Venere</em> e <em>Il cuoco, il ladro, sua moglie e l&#8217;amante</em>, è una reinterpretazione tipicamente &#8216;Greenaway style&#8217; (quindi miscellanea e sovrapposizione di video, suoni, scritte) del periodo messicano del grande regista russo innamoratosi di una guida locale. Eros fiammeggiante ma anche ironico, scenografie scintillanti, quel gusto barocco e ridondante che è solo suo. Greenaway (è) in vita, e sta decisamente bene.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" style="max-width: 300px;" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Te-prometo-anarquia-2.jpg" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - Te prometo anarquia 2 - Gay.it Archivio"></div>
<p><strong>6. TE PROMETO ANARQUIA di Julio Hernandez Cordon</strong><br />
Rivelazione messicana scoperta al Festival di Locarno (il migliore dell&#8217;anno), è un curioso pastiche tra melò, dramma e horror vampiresco sui generis. Due ragazzini amanti &#8211; fra loro e dello skateboard &#8211; commerciano in sangue umano sul mercato nero ma quando sparisce un camion di donatori sarà paura.<br />
Grande maestria stilistica, due scene di sesso memorabili (pure un threesome con amica, virato in rosso), originalità da vendere. Personalissimo.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" style="max-width: 300px;" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby.jpg" alt="#CinemaSTop - La top ten del 2015: vince The Summer of Sangailé - Nasty Baby - Gay.it Archivio"></div>
<p><strong>7. NASTY BABY di Sebastian Silva</strong><br />
La famiglia gay come non l&#8217;abbiamo mai vista (sto dicendo in generale, certo non in Italia!). Altro che Antonio e Antonio (Banderas?) nel Mulino Bianco ma due supercool newyorchesi, artista bianco e paesaggista nero, che desiderano a tutti i costi un figlio con l&#8217;aiuto della &#8216;frociarola&#8217; sempre disponibile. Ma il vicino homeless non li sopporta: pur di difendere il loro nido, uno di loro sarà disposto a tutto. Svolta quasi horror per una profonda riflessione sul limite tra diritto privato e condivisione pubblica. Spiazzante.</p>
<p><strong>8. TANGERINE di Sean Greer</strong><br />
Miracolo underground girato con un iPhone 5S e un gran lavoro di postproduzione per ottenere una fotografia dai toni aranciati assai bella, racconta di due transessuali alla ricerca di una di loro che ha tradito la più scatenata. Raramente si è vista L.A. così verosimilmente desolante dal punto di vista del marciapiede (ma c&#8217;è anche ironia: il cliente che caccia la prostituta perché ha la patata). Attrici bravissime.</p>
<p><strong>9. HETEROPHOBIA di Goyo Anchou</strong><br />
Dall&#8217;Argentina arriva la più stimolante rivelazione queer dell&#8217;anno: un viaggio psichedelico che ricorda gli sperimentalismi di Mekas e Genet per riannodare il trauma di un ragazzo violentato da un uomo che ama. Un flusso ininterrotto di immagini seducenti, suoni ipnotici e citazioni cinematografiche.<br />
Un autore da tenere d&#8217;occhio.</p>
<p><strong>10. NE&#8217; GIULIETTA NE&#8217; ROMEO di Veronica Pivetti</strong><br />
L&#8217;unico film italiano lgbt degno di entrare in classifica è un intelligente e sensibile racconto di formazione di un adolescente che fa coming out e manda in crisi i genitori borghesi: ma la fuga a Milano per assistere al concerto del suo cantante preferito sarà l&#8217;occasione per ritrovare comprensione in famiglia. Strepitoso il personaggio della nonna fascista e molto equilibrio per una storia edificante (da far vedere in tutte le scuole!) che fa riflettere e mette di buon umore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: Spettacolare Star Wars 7 con l’alieno gender Moff</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-spettacolare-star-wars-7-con-l-alieno-gender-moff</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-spettacolare-star-wars-7-con-l-alieno-gender-moff</guid>

					<description><![CDATA[Effetti speciali da Oscar ma non molta emozione nel VII episodio Il risveglio della forza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-home-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: Spettacolare Star Wars 7 con l’alieno gender Moff - Star Wars home 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-home-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-home-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Spettacolare Star Wars 7 con l’alieno gender Moff - Star Wars 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ragazzi, che spettacolo. Bisogna assolutamente vederlo in 3D, possibilmente con gli occhiali di ultima generazione <strong>XpanD</strong> che garantiscono un effetto immersivo sorprendente, l’ultimo, attesissimo episodio della più longeva saga fantascientifica della storia del cinema, <strong>Star Wars VII – Il risveglio della forza</strong> diretto con eccezionale perfezione tecnica da <strong>J. J. Abrams</strong>.<br />
Il sofisticato sonoro <strong>Dolby Surround 7.1</strong> avvolge lo spettatore e lo proietta nei celeberrimi titoli di testa in prospettiva, questa volta davvero tridimensionale, per riagganciarsi alla scomparsa di <strong>Luke Skywalker</strong>, dieci anni dopo La vendetta dei Sith: questa volta i malvagi sono quei dittatori del <strong>Primo Ordine</strong> (il logo è un esagono: c’è chi ha pensato al Front National dell’Hexagone, come viene chiamata la Francia) guidati da <strong>Kylo Ren</strong> &#8211; <strong>Adam Driver</strong> con capello lungo, troppo poco luciferino &#8211; i cui segreti rimandano al costume di Darth Fener. Ma manca un pezzo della mappa necessaria a ritrovarlo, e il saggio <strong>Max Von Sydow</strong> lo consegna al pilota <strong>Poe Dameron</strong> (<strong>Oscar Isaacs</strong>, fascinosissimo) affinché la Resistenza guidata dalla <strong>Principessa Leia</strong> lo trovi prima degli emissari del Primo Ordine.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Spettacolare Star Wars 7 con l’alieno gender Moff - Star Wars 7 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-7.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La vera protagonista di questo settimo episodio è però la scoperta <strong>Daisy Riley</strong> che interpreta una ladruncola, <strong>Rey</strong>, proprietaria di un buffo droide, <strong>BB-8</strong>, in cui vengono nascoste informazioni fondamentali: proprio Rey si rivelerà un’ottima pilota, e grazie a uno spazzino spaziale, il nero <strong>Finn</strong> <strong>(John Boyega)</strong>, cercherà di fuggire con l’amato BB-8.<br />
C’è proprio tutto ciò che farà la gioia visiva per gli amanti della saga: duelli con le spade fluorescenti (soprattutto nella parte finale), combattimenti intergalattici fotonici, il villaggio del desertico pianeta Okku con la classica fauna aliena da ‘fantazoo’ in stile Duel (appare pure l’alieno gender <strong>Moff</strong> che sembra Yoda, si rivela essere una femmina e chiama <strong>Chewbacca</strong> ‘il mio fidanzato’), e via sparando.</p>
<p>Ma la vera emozione arriva quando riappare il comandante <strong> Han Solo</strong> (<strong>Harrison Ford</strong> redivivo) e sono brividi se si pensa che nella vita reale ha rischiato di schiantarsi veramente con un aereo di sua proprietà. C’è anche spazio per il magone: eh sì, quando riappare la leggendaria <strong>Principessa Leia Organa</strong> (<strong>Carrie Fisher</strong> che non nasconde nemmeno una ruga e indossa un gilet ordinario da tranquilla pensionata) quasi ci si commuove: sono passati 38 anni dal primo episodio diretto da <strong>George Lucas</strong>, e noi siamo invecchiati con lei.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Spettacolare Star Wars 7 con l’alieno gender Moff - Star Wars - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>L’ufficiale dichiaratamente gay appare nei libri di prossima pubblicazione e il merchandising di Star Wars è talmente sfrenato che comprende bottigliette d’acqua minerale, eau de toilette, gel, pochettes, spade giocattolo e chi più ne ha più ne metta.<br />
Adatto a un pubblico di qualsiasi età, <strong>Star Wars 7 – Il risveglio della forza</strong>, scatenerà gli appassionati della saga &#8211; applausi in sala all’apparizione di Harrison Ford e del mitico <strong>C1P8 ex R2D2</strong> – e già circolano in versione parodie porno anche gay: ok, ma se usate le spade magari non laser né fluorescenti, mi raccomando, non dimenticate l’unica arma per evitare l’assalto della Morte Nera: il preservativo.<br />
Che la Favolosità sia con noi! </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un personaggio gay nell&#8217;ultimo libro di Star Wars</title>
		<link>https://archivio.gay.it/star-wars-personaggio-gay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti gay]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/star-wars-personaggio-gay</guid>

					<description><![CDATA[In "Il Risveglio della Forza" Sinjir Rath Velus svela il background LGBT dell'impero]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="289" height="175" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Star-Wars-Gay-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Un personaggio gay nell&#039;ultimo libro di Star Wars - Star Wars Gay 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>L&#8217;eterna saga di Star Wars è senza dubbio tanto epica quanto umana, almeno nella misura in cui è possibile rintracciare nei multiformi personaggi che la popolano un catalogo perfetto dei vari tipi umani.</p>
<p><strong>Il Risveglio della Forza </strong>, il nuovo capitolo in uscita nelle sale nei prossimi giorni compie un nuovo passo verso il racconto della diversità, con l&#8217;introduzione di un importante personaggio gay di cui si parlerà però nei libri della saga: il &#8220;voltagabbana&#8221; Imperiale Sinjir Rath Velus, come ha preannunciato l&#8217;autore <strong>Chuck Wendig</strong> in una recente intervista.</p>
<p>&#8220;<em>Non credo che la sua sessualità deve essere centrale nella trama, ma, allo stesso tempo, è parte integrante nello sviluppo del personaggio</em>&#8220;, ha detto Wendig a Entertainment Weekly.</p>
<p><strong>Sinjir</strong> è un ufficiale che si ritrova a schierarsi con le forze ribelli dopo aver assistito all&#8217;orrore della battaglia su Endor. </p>
<p>I preparatissimi fan della serie si sono affrettati a precisare che non si tratta del primissimo personaggio omosessuale che fa capolino nei vari episodi, novelle o prodotti collegati (ad esempio l&#8217;ufficiale gender <strong>Moff Delian Mors</strong>  ne &#8220;Il signore dei Sith&#8221; che ricompare proprio nel settimo episodio, &#8220;Il risveglio della forza&#8221;, o la Jedi <strong>lesbica Juhani</strong> nel videogame Star Wars: Old Republic,  del 2003), ma secondo Wendig <strong>Sinjir</strong> è <em>&#8220;<strong>il primo personaggio con un preciso background LGBT</strong>&#8220;</em></p>
<p>L&#8217;autore si dice molto interessato alla <strong>tematica della diversità</strong> nello sviluppo di prossimi episodi della serie, ed anche ne <strong>Il Risveglio della Forza</strong> vi sono accenni alla <strong>discriminazione degli omosessuali</strong> nell&#8217;Impero.</p>
<p>Come dire: tutto l&#8217;universo è paese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-golden-globes-2016-carol-in-testa-con-5-nominations</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-golden-globes-2016-carol-in-testa-con-5-nominations</guid>

					<description><![CDATA[Todd Haynes batte Tarantino che si ferma a tre segnalazioni. Molte le candidature lgbt.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Carol home 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2.png 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-home-600x450-2-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Carol manifesto italiano - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Carol-manifesto-italiano.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sorpresa ai <strong>73esimi Golden Globes</strong>, anzi, più d’una. Ci aspettavamo una pioggia di candidature per <strong>The Hateful Eight</strong>, il nuovo lavoro di <strong>Quentin Tarantino</strong>, dopo i toni entusiastici all’anticipata stampa americana: eppure il nuovo western &#8211; pare neanche troppo pulp &#8211; del maestro americano si accontenta di tre segnalazioni (sceneggiatura, attrice non protagonista <strong>Jennifer Jason Leigh</strong> e colonna sonora del nostro <strong>Ennio Morricone</strong>), bucando così clamorosamente miglior film e regia.<br />
Batte tutti la raffinatissima, fulgida estetica Fifty del mirabile <strong>Carol</strong> di <strong>Todd Haynes</strong> che avevamo recensito a Cannes, la cui divina <strong>Cate Blanchett</strong> &#8211; ci aveva spiegato quanto il suo coming out bisex a <strong>Variety</strong> fosse in realtà una manipolazione giornalistica &#8211; si rifà dello smacco per il mancato Prix d’interprétation con una sacrosanta candidatura condivisa con la calibratissima <strong>Rooney Mara</strong>, premiata sì sulla Croisette ma insieme a <strong>Emmanuelle Bercot</strong> per il suo ruolo oltre l’isteria nel brutto e nevrotico melò <strong>Mon Roi</strong> di <strong>Maïwenn</strong>. Le altre candidature sono la crème che proietta direttamente Carol in zona Oscar come sicuro frontrunner: miglior film, regia e colonna sonora di <strong>Carter Burnwell</strong>. Sarà distribuito da <strong>Lucky Red</strong> il 5 gennaio 2016.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Lady Gaga American Horror Story Hotel - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Lady-Gaga-American-Horror-Story-Hotel.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>La seconda sorpresa è l’inattesa candidatura di <strong>Lady Gaga</strong> per il suo ruolo flamboyant nel televisivo <strong>American Horror Story: Hotel</strong>, candidato come miglior miniserie tv (vi ricordate che pubblicammo le foto di lei valchiria erotica che cavalcava un bellone a fianco di <strong>Matt Bomer</strong> inedito stalloncino etero?).<br />
Anche le altre nominations rivelano una vistosa tendenza queer: tra i migliori film drammatici spicca il giornalistico <strong>Spotlight</strong> di <strong>Tom McCarthy</strong> sul caso di preti pedofili smascherato da un drappello di giornalisti del <strong>Boston Globe</strong> a cui fu attribuito il premio <strong>Pulitzer</strong>. È stato segnalato anche nella categoria riservata ai registi e alle sceneggiature.<br />
Molti i ruoli lgbt scelti dalla novantina di giornalisti della stampa estera residenti a Hollywood: oltre alle straordinarie attrici di Carol, troviamo <strong>Eddie Redmayne</strong> e <strong>Alicia Wikander</strong> per il biopic <strong>The Danish Girl</strong> di <strong>Tom Hooper</strong> sulla prima trans al mondo operata negli anni ’30, la pittrice danese <strong>Lili Elbe/Einar Wegener</strong>. La Wikander ha una doppia nomination, anche per il suo ruolo di malinconico robot nel mediocre e futurista <strong>Ex Machina</strong>. Nella categoria delle interpreti in un musical/commedia, troviamo la veterana <strong>Lily Tomlin</strong> risoluta lesbica nel road movie <strong>Grandma</strong> di <strong>Paul Weisz</strong>, nominata anche nello spassoso serial tv <strong>Grace And Frankie</strong> in cui è moglie di un omosessuale. Se la vedrà con un altro pezzo da novanta (non anni: solo ottanta!), la sublime <strong>Dame Maggie Smith</strong> barbona invadente nella commedia <strong>The Lady In The Van</strong> di <strong>Nicholas Hytner</strong> sulla strana (e vera) amicizia tra la signora in questione e il commediografo gay <strong>Alan Bennett</strong> che si ritrova il suo pulmino lercio nel vialetto di casa da cui non scollerà per quindici anni.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - The Danish Girl 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Danish-Girl-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Tra i migliori film stranieri sarà lotta dura tra il geniale e gender <strong>The Brand New Testament</strong> di <strong>Jaco Van Dormael</strong> (in italiano s’intitola <strong>Dio esiste e vive a Bruxelles</strong>) e lo sconvolgente <strong>Saul Fia (Il figlio di Saul)</strong> dell’ungherese <strong>Laszlo Nemes</strong> su Auschwitz visto dall’interno, un Sonderkommando ebreo alla ricerca di una degna sepoltura per un bimbo che crede essere suo figlio. Ma attenzione: il terzo incomodo potrebbe essere il cileno <strong>The Club</strong> del maestro <strong>Pablo Larrain</strong> su una conventicola di preti pedofili che coinvolge persino suore conniventi.<br />
L’Italia, oltre a Morricone, si consola con due nominations a <strong>Youth &#8211; La giovinezza</strong> di <strong>Paolo Sorrentino</strong>: miglior canzone, <strong>Simple Song #3</strong> di <strong>David Lang</strong>, e attrice non protagonista (<strong>Jane Fonda</strong>, dolente e fulminata nella scena più folle dell’anno: la sua crisi isterica in aereo).</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Sorpresa Golden Globes, Carol in testa con 5 nominations - Alan Cumming The Good Wife - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Alan-Cumming-The-Good-Wife.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Più prevedibili le candidature per i prodotti televisivi, Lady Gaga a parte: immancabili ormai da anni <strong>Orange Is The New Black</strong> prodotta da <strong>Netflix</strong>, miglior serial e attrice, la perla nera <strong>Uzo Aduba</strong>, e l’innovativo <strong>Transparent</strong> con tre candidature: ovviamente <strong>Jeffrey Tambor</strong> è pronto ad agguantare il suo secondo Golden Globe nei panni del papà/mamma transgender Maura, ma sono in lizza anche <strong>Judith Light</strong> come miglior attrice non protagonista e l’intera serie come miglior commedia tv . Fra gli attori non protagonisti spicca il bisex dichiarato <strong>Alan Cumming</strong> per l’acclamata <strong>The Good Wife</strong> prodotta dalla CBS.</p>
<p>Il gran bottino di nomination la fa però l’ammiraglia <strong>Twentieth Century Fox</strong> con ben dodici nominations complessive per il cinema e la nuova arrivata <strong>Netflix</strong>, per la tv, con otto.<br />
I 73esimi Golden Globes saranno assegnati il 10 gennaio al <strong>Beverly Hilton Hotel</strong> di Los Angeles. La cerimonia di gala sarà condotta dal comico <strong>Ricky Gervais</strong>.</p>
<p>P.S.: vi segnaliamo nel weekend, da oggi a domenica 13, il <strong>Salento Rainbow Film Festival</strong> che si terrà alle <strong>Manifatture Knos</strong> di <strong>Lecce</strong>. L&#8217;ingresso è gratuito. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Napoli arriva Omovies, festival per tutte le famiglie</title>
		<link>https://archivio.gay.it/omovies-napoli-festival-cinema</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Gay.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 09:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/omovies-napoli-festival-cinema</guid>

					<description><![CDATA[Da oggi fino all'11 dicembre a Napoli il festival di cinema LGBT]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omovies-2015-base-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="A Napoli arriva Omovies, festival per tutte le famiglie - omovies 2015 base 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omovies-2015-base-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/omovies-2015-base-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Da oggi, 7 dicembre, fino all&#8217;11 dicembre torna a Napoli <strong>OMOVIES</strong>, il Festival di Cinema Omosessuale, Transgender e Questioning promosso dall’Associazione LGBT <strong>i Ken ONLUS</strong>. Moltissimi i film in programma al <strong>Cinema Academy Astra</strong> in via Mezzocannone 109. L&#8217;ingresso è gratuito. Tanti anche gli ospiti tra cui <strong>Vladimir Luxuria</strong> e l&#8217;attore <strong>Enrico Lo Verso</strong> (venerdì alle 16.30).</p>
<p>Lo spot Omovies 2015 &#8220;Un festival per tutte le famiglie&#8221; è stato realizzato da <strong>Giuseppe Bucci</strong> (già autore del corto &#8220;Luigi e Vincenzo&#8221;, <a href="https://www.gay.it/luigi-e-vincenzo-intervista-al-regista-giuseppe-bucci-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noopener nofollow">intervistato</a> recentemente da Gay.it): lo spot, interpretato da <strong>Mauro De Simone</strong> con la simpatica partecipazione in selfie di <strong>Vladimir Luxuria</strong>, sottolinea ironicamente la &#8220;normalità&#8221; delle famiglie omogenitoriali e la grave arretratezza dell&#8217;Italia sulla questione dei diritti civili.</p>
<p>Cerca il ‎programma e tutti i retroscena su www.omovies.it.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans!</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinema-dio-esiste-vive-bruxelles</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[religione e omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinema-dio-esiste-vive-bruxelles</guid>

					<description><![CDATA[Da non perdere il nuovo, geniale film di Jaco Van Dormael su un ‘nuovissimo Testamento’.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-2-home-1-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans! - Dio esiste e vive a Bruxelles 2 home 1 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-2-home-1-1.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-2-home-1-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans! - Dio esiste e vive a Bruxelles 5 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-5.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Vivaddio, finalmente un bel film! Non perdetevi per nessuna ragione terrena o soprannaturale <strong>Dio esiste e vive a Bruxelles</strong> del visionario regista belga <strong>Jaco Van Dormael</strong>, magnifica ri-Creazione cinematografica all’insegna della fantasia e della creatività più sfrenata. Dio? Sì, esiste, ma non è come ve lo immaginate: è un povero Cristo sadico e pigro interpretato da un perfetto <strong>Benoît Poelvoorde</strong> che, appunto, vive nella capitale del Plat Pays, simile a quella odierna, svuotata dal coprifuoco. Sta tutto il giorno in vestaglia nella sua casa senza porte né finestre, e si diverte a inventare regole crudeli sul suo Pc Onnipotente per rendere la vita degli umani insopportabile. </p>
<p>La sua famiglia? Per nulla tradizionale: la moglie è una casalinga obesa, remissiva e sottomessa al marito Despota Assoluto (una straordinaria <strong>Jolande Moreau</strong>), il figlio JC (David Murgia) &#8211; Sì, Gesù Cristo ma si legge come ‘Je sais’, ‘Io so’ – <em>“ha perso la bussola e si è fatto inchiodare come una civetta”</em> &#8211; parole di Papà che la figlia Ea (Pili Groyne) non sopporta più, facendogli un dispetto che sconvolgerà l’intera umanità: invia un sms a tutti i viventi con la data della propria morte. </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans! - Dio esiste e vive a Bruxelles 4 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-4.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ecco dunque un nuovo amico senza casa con cui è necessario trovare altri sei Apostoli, ma non in Galilea, bensì tra l’umanità borderline composta da drop out più o meno emarginati, fra cui una donna senza un braccio, un maniaco sessuale e un bimbo transgender che vuole andare a scuola vestito da donna, <strong>Willy (Romain Gelin)</strong>, causando lo sconcerto in casa e tra i compagni (strepitosa la scena in cui solca la frotta di studenti, deciso, alla Oscar Wilde, ma in ralenti).</p>
<p>Avevamo incontrato l’affabile Jaco Van Dormael a settembre, in occasione della presentazione piemontese alle Fonderie Limone di Moncalieri del suggestivo spettacolo di nano-teatro <strong>Kiss &#038; Cry</strong>, un seducente ‘film efemerico’ sulla forza della memoria in cui recitano solo le dita &#8211; ci sono anche quelle di sua moglie, <strong>Michelle Anne De Mey</strong> &#8211; in mezzo a plastici colorati ripresi in tempo reale dalle videocamere di Jaco, proiettati sul grande schermo con un montaggio istantaneo.</p>
<p><em>“Sapevo di un ragazzo malato di leucemia che voleva vestirsi da donna ma poi è stato costretto a cambiare scuola”</em> ci spiega Jaco. Una storia simile si trova anche nel suo primo cortometraggio, <strong>Maedeli la brèche (Maedeli la breccia)</strong> in cui la protagonista, innamorata di un ragazzo, voleva diventare un maschio: <em>“L’ispirazione è nata dalla mia migliore amica di quando avevo sei anni e vivevo in Germania. La trovavo molto seducente: voleva diventare un ragazzo e indossava mutande da uomo”</em>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans! - Dio esiste e vive a Bruxelles 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles-3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Rispetto a tanto cinema asfittico e plebeo (anche di casa nostra), <strong>il Nuovissimo Testamento</strong> belga &#8211; questo il titolo originale &#8211; è una gioia per gli occhi, la mente e il cuore, una reinterpretazione del Creato da un punto di vista fanciullesco, un inno a scoprire la propria ‘musica interiore’ &#8211; la colonna sonora è curata dalla compositrice e attrice <strong>An Miel Mia Pierlé </strong>e non più dal fratello gemello di Jaco, mancato di cancro a poco più di 50 anni &#8211; per cercare di comprendere il turbinoso caos dell’esistenza con quella passione per le infinite vite possibili che ricorda i fatati romanzi combinatori di <strong>Georges Perec</strong> (<strong>La vita, istruzioni per l’uso</strong> in primis, un capolavoro). E a ogni inquadratura c’è un’idea folgorante, magica, in cui fa capolino una fauna indistintamente umana e animale (giraffe, galline, cammelli), quasi a riprova che la vera Arca di Noè da salvare è quella composta da depressi rappresentanti di un’umanità intristita e sola.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: Dio esiste e uno degli Apostoli è un bambino trans! - Dio esiste e vive a - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Dio-esiste-e-vive-a-Bruxelles.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>E il concetto di diversità sessuale è visto come una delle tante varianti, né più né meno dell’eterosessualità statisticamente dominante, degna di rispetto assoluto: e se pensiamo che <strong>Catherine Deneuve</strong> s’innamora di un gorillone e ci va a letto, persino la zoofilia diventa normalità nel surreale mondo magrittiano e ipercreativo di Jaco.</p>
<p><em>“Catherine ha detto subito sì alla proposta del ruolo &#8211; ci ha raccontato il regista &#8211; ed è molto precisa a livello di recitazione. È molto divertente, ha un incredibile senso dello humor. Nel costume del gorilla c’era un ginnasta spagnolo che non vedeva nulla!”</em>.</p>
<p>Abbiamo risentito Jaco al telefono qualche giorno fa proprio da Bruxelles, dove sta presentando a teatro una versione più contemplativa del suo spettacolo di micro-teatro dal titolo <strong>Cold Blood</strong>: <em>“Qui si nascose la coppia gay composta da Rimbaud e Verlaine: è facile nascondersi a Bruxelles. Ma non sappiamo bene quello che sta accadendo. Il mio Dio non c’entra, e neanche la religione: è questione di manipolazione e potere. Questi usano la religione per fare del terrore e dominare”</em>.<br />
Dio esiste e vive a Bruxelles è il candidato scelto dal Belgio per la corsa agli <strong>Oscar</strong>: intanto ha avuto qualche giorno fa la nomination ai <strong>Satellite Awards</strong> come miglior film straniero, premio che verrà assegnato proprio una settimana prima degli Academy Awards. Che Dio gliela mandi buona (e dorata)!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker</title>
		<link>https://archivio.gay.it/torino-film-festival-scuote-nasty-baby-sorpresa-camp-the-dressmaker</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/torino-film-festival-scuote-nasty-baby-sorpresa-camp-the-dressmaker</guid>

					<description><![CDATA[Bravissime le transessuali di Tangerine, ricordate le vittime alla Trans Freedom March.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Nasty Baby 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Nasty Baby 6 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-6.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Primi dieci film al <strong>Torino Film Festival</strong>, di cui tre gay. È stato un cineweekend assai queer, il primo dell’ottima kermesse sabauda che non solo è il secondo festival italiano dopo Venezia, ma rispetto a questo ha ormai più appoggio critico (il direttore del Lido <strong>Alberto Barbera</strong> ha polemizzato con <strong>Emanuela Martini</strong>, a capo del TFF, sostenendo che ci sono troppi film, facendo infuriare i cinefili). </p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - The Dressmaker 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Il film gay più bello, finora, è lo spiazzante <strong>Nasty Baby</strong>, già vincitore del <strong>Teddy Award</strong> a Berlino, del cileno <strong>Sebastian Silva</strong> &#8211; produce il grande <strong>Pablo Larrain</strong> &#8211; che inizia come il solito, insopportabile lungometraggio queer indie americano con coppietta perfettina e zuccherosa, il videoartista un po’ naif <strong>Freddy</strong> (il regista stesso, dichiaratamente gay) e il rassicurante orsone di colore <strong>Mo</strong> (<strong>Tunde Adebimpe</strong>), fresatore col pollice verde che colma di piante l’alloggio dove i due convivono serenamente. Freddy desidera un figlio e l’amica inseparabile <strong>Polly</strong> (<strong>Kristen Wiig</strong>, palpitante) li aiuterebbe volentieri. C’è però un vicino mattoide e omofobo che li disturba svegliandoli tutte le mattine con un aspirafoglie: l’improvviso twist narrativo che trasforma la commedia piuttosto convenzionale in un cupo noir dai risvolti quasi horror è estremamente interessante, e dimostra quanta violenza repressa si stia accumulando in quest’epoca dominata dal terrore e dalla paranoia, coinvolgendo indistintamente famiglie etero e non, pronte a difendere il loro nido con ogni mezzo, in nome di un egoismo cieco e antisociale. Il Nasty Baby del titolo è non solo il presunto figlio che non vuole arrivare o il titolo del lavoro videoartistico (peraltro inguardabile) di Freddy, quanto lui medesimo, infantile e sostanzialmente malvagio sotto l’apparente candore del suo aspetto.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - The Dressmaker 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-3.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Una bella sorpresa inaspettatamente camp è il grottesco australiano <strong>The Dressmaker</strong> di <strong>Jocelyn Moorhouse</strong>, una sorta di Dogville scatenato in abiti Dior, grande successo al botteghino in patria: la stilista <strong>Tilly Dunnage</strong> (<strong>Kate Winslet</strong>, inarrivabile) torna nel paesotto immerso nel deserto australiano per accudire la madre <strong>Molly</strong> (<strong>Judy Davis</strong>, sublime), abbandonata nella sporcizia, e scoprire perché da piccola era stata accusata di essere un’assassina. Segreti inconfessabili e vendette crudeli sono pronte a turbare la vita apparentemente quieta del manipolo di anime, ma il richiamo dell’haute couture è irresistibile, persino per il poliziotto con l’hobby del travestimento (uno strepitoso <strong>Hugo Weaving</strong>), tanto più che tutti riconoscono il talento nell’alta sartoria di Tilly, oggetto del desiderio del prode e bellissimo <strong>Teddy</strong> (<strong>Liam Hemsworth</strong>, adone di sublime bellezza, indimenticabile nella scena dello strip in cui Tilly gli prende le misure).<br />
Ritmo vorticoso per un film altamente godibile che mescola commedia, dramma e apoteosi camp (i costumi del poliziotto che rimandano a Priscilla: una delle drag era proprio Hugo Weaving). Uscirà per <strong>Eagle Pictures</strong> a febbraio.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Tangerine - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Tangerine.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Sabato scorso, nel giorno del <strong>TDOR</strong>, il <strong>Transgender Day of Remembrance</strong> che ricorda tutte le vittime di transfobia nel mondo, è stato presentato il film-miracolo indie <strong>Tangerine</strong> di Sean Baker, girato con un iPhone 5S (ma con sofisticati filtri e un’accattivante fotografia virata in arancione: sembra in pellicola!) per le strade di Tinseltown, come viene chiamata Hollywood in gergo, in soli 18 giorni. Ecco le raminghe preregrinazioni di due trans &#8211; interpretate dalla vere e bravissime transessuali <strong>Kitana Kiki Rodriguez</strong> e <strong>Mya Taylor</strong> &#8211; che cercano una prostituta con cui si sarebbe trattenuto il fidanzato di una delle due mentre costei era in carcere. Urban style nervosissimo e funzionale, qualche sorriso (il tassista che s’infuria perché la battona caricata ha la patata), la desolazione della strada restituita in tutto il suo disagio. Niente male.</p>
<p>Nel frattempo la comunità lgbt americana ha lanciato una petizione per boicottare il film <strong>Zoolander 2</strong> in cui appare una transessuale top model di nome All interpretata da <strong>Benedict Cumberbatch</strong> “<em>chiaramente concepito come un’esagerata e cartoonesca derisione degli individui androgini/trans</em>”, sostiene l’attivista <strong>Sarah Rose</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Zoolander 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Zoolander-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“<em>Sono 271 le trans assassinate nel 2015</em> &#8211; ha ricordato la trans <strong>Sandeh Veet</strong> prima della proiezione di Tangerine -. <em>Abbiamo una vita difficile ma siamo orgogliose di quello che siamo, nonostante le difficoltà quotidiane e d’inserimento nella società</em>”.<br />
Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla marcia seguita da un migliaio di persone da piazza Vittorio a piazza Castello, dove sono state lette brevi e toccanti storie di violenza ai danni di trans.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="Torino Film Festival: scuote Nasty Baby, sorpresa camp The Dressmaker - Trans Freedom March 2 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Trans-Freedom-March-2.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>“<em>La seconda edizione della <strong>Trans Freedom March</strong></em> &#8211; <em>ci ha dichiarato <strong>Alessandro Battaglia</strong>, coordinatore del <strong>Torino Pride</strong> &#8211; celebra il TDOR, ricorrenza internazionale molto importante per la comunità lgbt mondiale. A Torino sono stati organizzati anche spettacoli teatrali e dibattiti dedicati. L’anno scorso abbiamo fatto un convegno dove venivano discussi due disegni di legge sulla 164, non è accaduto molto ma la Corte di Cassazione si sta esprimendo a favore del contenuto. Prima o poi il Parlamento dovrà prendere atto di questo. Il convegno sul gender di domenica è stato organizzato per fare chiarezza sulla mistificazione in atto da troppo tempo su questo tema. La visibilità trans nei media può aiutare ma il lavoro da fare è moltissimo, bisogna abbattere lo stigma nei confronti delle persone transessuali</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-parte-il-torino-film-festival-premiato-terence-davies</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-parte-il-torino-film-festival-premiato-terence-davies</guid>

					<description><![CDATA[La 33a edizione sarà molto queer. Gran Premio Torino al regista gay inglese di Sunset Song]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Liam Hemsworth The Dressmaker 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Liam-Hemsworth-The-Dressmaker-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Terence Davies scaled - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Terence-Davies-scaled.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>È il più grande regista inglese gay vivente, eppure <strong>Terence Davies</strong> non è affatto conosciuto in Italia. Autore di un cinema lirico, sussurrato e malinconico di grande fascino, narratore della middle class britannica e della marginalità rurale, in grado di esaltare poeticamente la bellezza della campagna inglese e lo stupore magico dell’adolescenza, è l’ospite più atteso del <strong>33esimo Torino Film Festival</strong>, da oggi al 29 novembre in dodici sale. L’inaugurazione è prevista stasera al Lingotto col dramma sociale <strong>Suffragette</strong> di <strong>Sarah Gavron</strong> con <strong>Carey Mulligan</strong> e <strong>Meryl Streep</strong> nel piccolo ruolo della pioniera delle femministe <strong>Emmeline Pankhurst</strong>. A Davies verrà assegnato il <strong>Gran Premio Torino</strong>, una sorta di riconoscimento alla carriera, e si potrà vedere il suo nuovo lavoro <strong>Sunset Song</strong> tratto dal classico <strong>Canto del tramonto</strong> di <strong>Lewis Grassic Gibbon</strong> su una famiglia patriarcale che vive nella campagna scozzese all’inizio del Novecento. Sarà possibile recuperare anche il capolavoro <strong>Distant voices, still lives</strong> (<strong>Voci lontane, sempre presenti</strong>), vincitore del Pardo d’Oro al Festival di Locarno del 1988 ex aequo con <strong>Farfalle</strong> di <strong>Wolfgang Becker</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Nasty Baby 3 - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Nasty-Baby-3.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si preannuncia un’edizione parecchio queer, e sulla carta abbiamo intercettato una decina di titoli d’interesse lgbt: da non perdere <strong>Nasty Baby</strong> dell’emergente regista cileno gay <strong>Sebastian Silva (La nana),</strong> strana commedia che vira in noir su una coppia omosessuale che cerca di avere un figlio da un’amica ma viene minacciata da un vicino aggressivo. Segnatevi poi la sorpresa del Sundance, <strong>Tangerine</strong> di <strong>Sean Baker</strong>, girato con un iPhone 5S in 18 giorni, su una trans che, all’uscita di galera la vigilia di Natale, in compagnia di un’amica, si mette alla ricerca in giro per Tinseltown (in gergo sarebbe Hollywood) del fidanzato che l’ha tradita. Il commediografo gay <strong>Alan Bennett</strong>, interpretato da <strong>Alex Jennings</strong>, nell’eccentrica commedia <strong>The Lady In The Van</strong> di <strong>Nicholas Hytner</strong> incontra una strampalata vagabonda che si parcheggia col suo furgoncino nel vialetto di casa sua e ci resta più di quindici anni.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Tangerine Sean Baker - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Tangerine-Sean-Baker.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Avevamo apprezzato a Locarno l’intrigante <strong>Te prometo anarquia</strong> di <strong>Julio Hernández Cordon</strong> con due giovani Dracula postmoderni, skaters e amanti, che commerciano sangue sul mercato nero. Vi consigliamo caldamente anche il rarefatto e spiazzante israeliano <strong>Tikkun</strong> di <strong>Avishai Sivan</strong> su un rabbino che perde la fede e scopre il sesso (al festival svizzero vinse il Premio Speciale della Giuria pur meritando il Pardo d’Oro). Tra i vari classici riproposti si possono recuperare <strong>La bella e la besta</strong> di <strong>Jean Cocteau</strong> e <strong>Réné Clément</strong>, il bisex erotico <strong>Crash</strong> di <strong>David Cronenberg</strong> e il cult russo <strong>Saytat Nova</strong> (<strong>Il sapore del melograno</strong>) diretto da <strong>Sergei Parajanov</strong> nella versione restaurata dal laboratorio <strong>L’immagine ritrovata</strong> della <strong>Cineteca di Bologna</strong>, grazie al <strong>World Cinema Project</strong> ideato da <strong>Martin Scorsese</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - Irrawaddy Mon Amour - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Irrawaddy-Mon-Amour.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ricca e variegata anche la proposta di documentari queer: nell’italiano <strong>Irrawaddy Mon Amour</strong> di <strong>Valeria Testagrossa</strong>, <strong>Nicola Grignani</strong> e <strong>Andrea Zambelli</strong>, l’amore tra due ragazzi birmani è ostacolato dalla legge che prevede il carcere per gli omosessuali ma loro combatteranno per poter celebrare il loro amore sulle sponde del ‘Fiume Madre’. Ritroviamo poi la solida coppia formata dai portoghesi <strong>Joaquim Pinto</strong> e <strong>Nuno Leonel</strong> di <strong>E adesso? Ricordatemi</strong> nel rimontaggio di un loro lavoro del 1988, <strong>Rabo de Peixe,</strong> sul villaggio di pescatori su un’isola delle Azzorre dove i due registi si trasferirono per viverci. Pare che ci siano risvolti camp, invece, in <strong>Vincenzo Da Crosia</strong> di <strong>Fabio Mollo</strong> su un quattordicenne del paesino calebrese di Crosia che sostiene di aver avuto una visione mistica in cui una statua della Madonna si è messa a lacrimare in una chiesetta abbandonata: qualche giorno dopo l’intera comunità assiste alla medesima apparizione della Vergine.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: parte il Torino Film Festival, premiato Terence Davies - The Dressmaker poster - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/The-Dressmaker-poster.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Nella sezione più sperimentale, <strong>Onde</strong>, torna il Portogallo col collettivo<strong> Aqui, em Lisboa</strong>: nel segmento firmato da <strong>Marie Losier</strong> ecco altre visioni, quelle oniriche da sartoria di <strong>Fernando Santos</strong> in arte <strong>Deborah Kristal</strong>, celebre drag queen lisbonese. Tormento ed estasi di un giovane gay di Buenos Aires, infine, nell’argentino <strong>Heterophobia</strong> di <strong>Goyo Anchou</strong>, presentato come un ‘saggio lisergico e cinefilo, tra identità sociale e dell’immaginario’ in cui Mariano è dilaniato dal controverso amore e odio per un amico che si professa etero ma abusa di lui.<br />
Persino Madonna vuole vedere <strong>Sexxx</strong> di Davide Ferrario, reinterpretazione cinematografica dell’omonimo spettacolo multigender di video danza sul corpo e le sue pulsioni, rappresentato alla Lavanderia a Vapore di Collegno.</p>
<p>Tra i titoli non queer da non perdere assolutamente il sontuoso <strong>The Assassin</strong> di <strong>Hou Hsiao-Hsien</strong>, miglior regia a Cannes, epopea visionaria della dinastia Tang dal punto di vista di una monaca convertita in spietata assassina (la interpreta una meravigliosa <strong>Shu Qi</strong>). Torna dopo diciassettenne anni la sensibile regista australiana <strong>Jocelyne Moorhous</strong>e – autrice di un dimenticato dramma gay su un omosessuale cieco, <strong>Proof – Istantanee</strong> del 1991 – con l’atteso <strong>The Dressmaker</strong> di <strong>Jocelyn Moorhouse</strong> tratto dall’omonimo romanzo di <strong>Rosalie Ham</strong> con <strong>Kate Winslet</strong> sarta provetta che si ritrova nel deserto australiano per accudire la madre malata ma il bel <strong>Teddy</strong> (<strong>Liam Hemsworth</strong>) scompaginerà le carte – e i vestiti. Cast di stelle (Michelin?) per la commedia della seconda possibilità <strong>Burnt – Il sapore del successo</strong> di <strong>John Wells</strong> con <strong>Bradley Cooper</strong> chef top caduto nel dimenticatoio per il suo narcisismo collerico (ci sono anche <strong>Uma Thurman</strong>, <strong>Sienna Miller</strong> e <strong>Riccardo Scamarcio</strong>). Tra gli italiani, passa oggi per la stampa, e domani per il pubblico, il biografico <strong>Antonia</strong> di <strong>Ferdinando Cito Filomarino</strong> su una delle più brave e dimenticate poetesse italiane, <strong>Antonia Pozzi</strong>, morta suicida a soli ventisei anni. <strong>Pappi Corsicato</strong> presenterà il corto <strong>Pompei Eternal Emotion </strong> sulla visione dei turisti negli scavi immortali sfigurati dall’incuria e dal tempo.<br />
I cinefili oltranzisti si sfideranno nell’interminabile cinemaratona horror di sabato sera (da mezzanotte e un quarto alle cinque del mattino) e nelle acclamate <strong>Arabian Nights</strong> del portoghese <strong>Miguel Gomes</strong> (tre film per 382 minuti complessivi).<br />
Parte la cineabbuffata con 205 film, 50 anteprime mondiali, 20 internazionali, 8 europee e 71 italiane. Hasta la Vista, siempre.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/cinemastop-al-via-a-torino-il-nuovo-divine-queer-film-festival</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Disabili LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[teoria gender]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/cinemastop-al-via-a-torino-il-nuovo-divine-queer-film-festival</guid>

					<description><![CDATA[Da oggi a domenica la prima edizione di una rassegna dedicata a trans, disabili e migranti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="600" height="450" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Divine Queer Film Festival 600x450 2 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2.jpg 600w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Divine-Queer-Film-Festival-600x450-2-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Melody Zack Morrison - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Melody-Zack-Morrison.png" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Oggi dedichiamo l’intera rubrica <strong>CinemaSTop</strong> a un nuovo festival, lgbt ma non solo, che si affaccia sull’affolata vetrina torinese (il 20 novembre parte il <strong>33° Torino Film Festival</strong> che si preannuncia assai queer con ben dieci titoli a tematica e il <strong>Gran Premio Torino</strong> al regista inglese gay <strong>Terence Davies</strong>: ne parleremo la prossima settimana). Si tratta del <strong>Divine Queer Film Festival</strong> che si presenta come “un festival di cinema indipendente a tematica queer che esplora i temi fluttuanti di genere, diverse abilità e migrazione. Divine è alla sua prima edizione e nasce dal desiderio di infrangere, attraverso il linguaggio cinematografico, stereotipi, pregiudizi, tabù e paure relativamente alle storie di persone transessuali/transgender, disabili e migranti”.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - La Tarantina - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/La-Tarantina.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Si svolge nel music club <strong>Blah Blah </strong>della centralissima via Po al numero ventuno, da oggi a domenica: si inaugura alle 18 col cortometraggio statunitense <strong>Melody</strong> di <strong>Zack Morrison</strong> presentato in collaborazione con <strong>Cinedeaf – Roma</strong> sul rapporto tra un fratello e sua sorella non udente. Segue il doc <strong>La Tarantina</strong> di <strong>Fortunato Calvino</strong>, presentato in collaborazione con la <strong>Fondazione GIC – Genere Identità Cultura</strong> di Napoli, video-chiacchierata con l’ultimo femminiello dei Quartieri Spagnoli, <strong>Carmelo Cosma</strong> in arte <strong>‘La Tarantina’</strong> (nacque ad Avetrana, in provincia di Taranto), protagonista di una tumultuosa esistenza dal dopo guerra alla Dolce Vita, tra Napoli e Roma, tra la strada, il carcere e la rutilante mondanità di Via Veneto.<br />
Il regista <strong>Simone Cangelosi</strong> introdurrà alle 21.30 il suo intenso documentario <strong>Una nobile rivoluzione</strong>, ritratto intimo e potente della pioniera del movimento trans italiano,<strong> Marcella Di Folco</strong> (1943-2010). Fu lei a fondare nel 1988 la sezione emiliano-romagnola del <strong>MIT, il Movimento Italiano Transessuale, già Movimento Identità Transessuale</strong> fino al 1999, e diventare una personalità di riferimento per tutto il movimento gay, intrecciando esperienze anche d’attore con <strong>Fellini, Risi e Sordi</strong>.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Habana Muda - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Habana-Muda.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Domani alle 17.30 è previsto il doc <strong>Habana Muda</strong> di <strong>Erich Brach</strong> su un bracciante agricolo cubano sordo che s’innamora di un uomo messicano. Sordità e omosessualità tornano in <strong>The Street</strong> di <strong>Julien Bourges</strong> (ore 19.20) dove un ragazzo non udente finisce a fare la vita di strada per la mancata accettazione della sua natura gay da parte del padre. Segue lo sportivo <strong>Queens @ court</strong> di <strong>Shiv Paul</strong> su quattro tennisti lgbt che si ritrovano ad affrontare disprezzo sociale per il loro transgenderismo oppure l’obesità, e il conseguente stress post-traumatico.</p>
<div class="thumbnail" style="float: right; margin: 0px 0px 4px 10px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - TransXIstanbul - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/TransXIstanbul.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Da non perdere alle 21.30 il doc turco <strong>TransXIstanbul</strong> di <strong>Maria Binder</strong> su una donna transessuale che si batte contro la violenza e le discriminazioni nei confronti della comunità intergender mentre si sentono ancora gli echi delle proteste di <strong>Gezi Park</strong> del 2013.<br />
Sempre dall’esotica patria ozpetekiana arriva <strong>Hala</strong> di <strong>Veysel Aksahin</strong> (domenica, ore 16.40) su una trans che torna al paese d’origine dopo aver perso i genitori. Viene presentato in collaborazione col <strong>Pink Life QueerFest</strong> di Ankara.</p>
<div class="thumbnail" style="float: left; margin: 0px 10px 4px 0px;"><img decoding="async" alt="#CinemaSTop: al via a Torino il nuovo Divine Queer Film Festival - Gesu e morto per i peccati degli altri - Gay.it Archivio" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Gesu-e-morto-per-i-peccati-degli-altri.jpg" style="max-width: 300px;"></div>
<p>Ci si sposta dall’altra parte del mondo, alle Hawaii, per <strong>Kumu Hina</strong> di <strong>Dean Hamer</strong> (ore 17.20) su un’insegnante di <strong>‘stirpe Mahu’</strong> &#8211; ossia transgender &#8211; che ricostruisce il sistema di valori sociali e culturali delle sue isole, di cui sappiamo in realtà pochissimo, in relazione alle tematiche lgbt.<br />
In chiusura alle 19.00 l’atteso documentario <strong>Gesù è morto per i peccati degli altri</strong> di <strong>Maria Arena</strong> su un gruppo di trans – <strong>Franchina, Marcella, Meri, Santo, Totina, Wonder</strong>, eccetera – che si prostituiscono nel degradato quartiere di San Berillio a Catania. Sarà presente la regista insieme alla leggendaria Franchina.<br />
Organizza l’associazione culturale <strong>Taksim</strong>. Trovate l’intero programma sul sito www.divinequeer.it.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>King Cobra con James Franco e Ab Fab saranno presentati al 34° Torino Film Festival</title>
		<link>https://archivio.gay.it/torino-film-festival-2016</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Schinardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 14:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[absolutely fabulous]]></category>
		<category><![CDATA[Brent Corrigan]]></category>
		<category><![CDATA[kate moss]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://archivio.gay.it/torino-film-festival-2016</guid>

					<description><![CDATA[Molti i titoli queer nella cinekermesse piemontese, in arrivo dal 18 a 26 novembre.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="800" height="533" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/torinofilmfestival-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="King Cobra con James Franco e Ab Fab saranno presentati al 34° Torino Film Festival - torinofilmfestival 1 - Gay.it Archivio" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/torinofilmfestival-1.jpg 800w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/torinofilmfestival-1-300x200.jpg 300w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/torinofilmfestival-1-768x512.jpg 768w, https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/torinofilmfestival-1-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"><div id="mobile-halfpage-move" style="padding-bottom: 10px;"></div>
<p>Si preannuncia decisamente <em>queer</em> la <strong>34esima edizione del Torino Film Festival</strong> in programma <strong>dal 18 al 26 novembre</strong> nel capoluogo piemontese: nella sezione <em>After Hours</em>, la più eccentrica e meno allineata, vedremo l’attesissimo <em><strong>King Cobra</strong></em> di <strong>Justin Kelly </strong>sull’omicidio brutale del produttore <strong>Bryan Kocis</strong> dell’ormai defunta casa di produzione di porno gay <strong>Cobra Video</strong> specializzata in twink hardcore, responsabile del lancio della star a luci rosse <strong>Brent Corrigan </strong>(all’anagrafe Sean Paul Lockart). Cast da leccarsi i baffi con <strong>James Franco</strong>, <strong>Christian Slater</strong>, <strong>Alicia Silverstone</strong> e <strong>Molly Ringwald</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133311" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/King-Cobra.jpg" alt="king-cobra" width="1080" height="850" /></p>
<p>In<em> Festa Mobile</em>, la sezione più spettacolare, troviamo un altro titolo molto atteso: <em><strong>Ab Fab &#8211; The Movie</strong></em> di <strong>Mandie Fletcher</strong>, trasposizione cinematografica dell’amatissima serie supercamp <em>Ab Fab</em> della BBC con le svalvolate Edina e Patsy (<strong>Jennifer Saunders</strong> e <strong>Joanna Lumley</strong>) questa volta alle prese con la sparizione della supermodella <strong>Kate Moss</strong> data per morta nelle acque del Tamigi dopo che Edina, durante un party top, l’ha per errore spinta giù. Molte guest stars del mondo della moda quali <strong>Lara Stone</strong>, <strong>Daisy Lowe</strong>, <strong>Alexa Chung</strong> e <strong>Stella McCartney</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133310" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Ab-Fab.jpg" alt="ab-fab" width="620" height="465" /><span style="line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p>Non perdetevi poi il bizzarro<strong><em> Rester Vertical</em></strong> di <strong>Alain Guiraudie</strong>, immersione nel mondo della pastorizia di un regista in crisi d’ispirazione che scopre paternità e queerness rimossa di vecchi contadini e giovani virgulti (vanta la scena choc per eccellenza dell’ultimo <em>Festival di Cannes</em>: l’eutanasia di un anziano a colpi di sodomia in primo piano).</p>
<p>Tra i doc spicca <strong><em>Roberto Bolle – L’arte della danza </em></strong>di <strong>Francesca Pedroni</strong> sullo spettacolo che il ballerino superstar ha ideato, costruito e rielaborato nel corso degli anni, attraverso tre luoghi simbolo del nostro patrimonio culturale: <strong>Pompei</strong>, le <strong>Terme di Caracalla</strong> e l’<strong>Arena di Verona</strong>. Non solo bellezza e arte, ma anche il duro lavoro e la passione che occorrono per raggiungerli.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133312" src="https://archivio.gay.it/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/Roberto-Bolle.jpg" alt="roberto-bolle" width="1280" height="720" /></p>
<p>Nella sezione più sperimentale, <em>Onde</em>, curata da<strong> Massimo Causo</strong>, troviamo la fantasticheria buñueliana portoghese <strong><em>O Ornitologo</em></strong> di<strong> Joao Pedro Rodrigues</strong> premiata a Locarno col riconoscimento per la migliore regia sull’esperto di uccelli Fernando (un sensualissimo<strong> Paul Hamy</strong>) che si perde tra le rapide del Douro mentre studia in solitaria le cicogne nere del nord del Portogallo e fa imprevedibili incontri quali due cinesi diaboliche perse sul Cammino di Compostela.</p>
<p>Da non perdere assolutamente l’omaggio dedicato al punk in cui spicca il visionario <em><strong>Jubilee</strong></em>, classico ultracult di<strong> Derek Jarman</strong>. Andate a vedere anche l&#8217;intenso vincitore della <strong>Queer Palm</strong>, l&#8217;emozionante doc <strong>Les vies de Thérèse</strong> di <strong>Sebastien Lifshitz, </strong>e i seguenti titoli annunciati come queer: <strong>Boi, song of a wanderer</strong>; <strong>Author: the JT Leroy Story</strong>; <strong>Diario Blu(e)</strong>; <strong>Donna Haraway: Story Telling for Earthly Survival; We Make Couples</strong>.</p>
<p>Tra film non queer più attesi, il nuovo dramma di <strong>Clint Eastwood <em>Sully</em></strong>, sul pilota di aereo <strong>Chesley Sullenberger</strong>, interpretato da<strong> Tom Hanks</strong>, che il 15 gennaio 2009 effettua un ammaraggio sul fiume Hudson dopo che uno stormo di uccelli causa il malfunzionamento di entrambi i motori del suo aereo, salvando la vita a 150 passeggeri e all’equipaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
