Fai la donna o l'uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay - scuola friuliBASE 1 - Gay.it Archivio

Fai la donna o l’uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay

Un progetto svolto nelle scuole del Friuli Venezia Giulia da Arcigay fa emergere la scarsa conoscenza dei sentimenti e della sessualità nel mondo gay da parte dei giovani. La fotografia è drammatica

Fai la donna o l'uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay - scuola friuliF1 - Gay.it Archivio

"Chi fa la donna e chi l’uomo?". E’ questa una delle disarmanti domande che più frequentemente 500 giovani studenti delle superiori di Trieste hanno rivolto agli attivisti del circolo Arcigay e Arcilesbica "Arcobaleno" che, in collaborazione con Arcigay "Nuovi passi" e Arcilesbica di Udine, con loro hanno portato avanti il progetto "A scuola per conoscerci. Isolamento sociale, bullismo e omofobia: strategie d’intervento in ambiente scolastico". A riferirlo è il quotidiano Piccolo di Trieste.
I risultati dello studio, portato avanti con la collaborazione delle province di di Trieste, Gorizia, Pordenone, i Comuni di Udine e Pordenone, la Facoltà di Psicologia dell’Università triestina e cinque Aziende per i Servizi Sanitari, sono stati presentati in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia ed hanno messo attivisti, psicologi, operatori scolastici e amministratori davanti ad una realtà forse sottovalutata. In tema di sessualità e omosessualità, infatti, gli adolescenti del 2010 hanno gli stessi pregiudizi dei loro nonni, dato preoccupante se si considera con quanta velocità si sono evolute le conoscenze, le abitudini, la tecnologia e la scienza negli ultimi cinquanta anni.

Fai la donna o l'uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay - scuola friuliF2 - Gay.it Archivio

E nulla fa sperare che nelle scuole di altre regioni o città la situazione sia differente, perché tranne alcuni docenti particolarmente attenti a determinate tematiche, nei programmi didattici e nelle attività extradidattiche poco spazio viene destinato ai temi della diversità, della sessualità e dell’omosessualità. Anzi, le poche iniziative degli studenti vengono a volte ostacolate dagli insegnanti.
Il programma si è svolto rispettando una scaletta di due incontri per ognuna delle classi coinvolte, a partire da novembre scorso. Ad ogni incontro ha partecipato un team composto da formatori, psicologi e attivisti di Arcigay e Arcilesbica sia di Trieste che di Udine che hanno cercato di affrontare insieme ai ragazzi l’argomento omosessualità puntando, soprattutto, a eliminare, tra le pochissime conoscenze degli adolescenti trisetini, i luoghi comuni e gli stereotipi.

Fai la donna o l'uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay - scuola friuliF3 - Gay.it Archivio

In tema di sessualità, affettività e diversità, gli operatori si sono trovati ad affrontare una situazione difficile in cui spesso le domande dei ragazzi erano palesemente frutto di una scarsissima, se non assente, conoscenza del’argomento oltre che il campanello d’allarme di quanto poco certi argomenti vengano affrontati sia a scuola che in famiglia. A cominciare dalla convinzione diffusissima tra i ragazzi che l’omosessualità non avesse niente a che fare con rapporti affettivi e sentimentali stabili, ma solo con rapporti sessuali occasionali e sbrigativi.
«Possono accettare il sesso in quanto pulsione erotica – è stata l’analisi della psicologa Margherita Bottino -, ma rifiutano l’affettività e la progettualità tra persone dello stesso sesso in una stabile vita di coppia».

Fai la donna o l'uomo? Così i giovani vedono i rapporti gay - scuola friuliF4 - Gay.it Archivio

«La scuola è indubbiamente tra i contesti sociali che influenzano molto gli anni dell’adolescenza – ha dichiarato al quotidiano triestino Davide Zotti, responsabile scuola del circolo Arcobaleno -, poiché é il luogo in cui trascorrono buona parte della giornata e dove instaurano la stragrande maggioranza dei loro rapporti sociali. Per molti, a causa della reale o presunta diversità sessuale è invece un’inospitale zona di guerra in cui sopravvivere». All’incontro in cui sono stati illustrati i risultati dello studio condotto nelle scuole triestine erano presenti anche la psicologa Margherita Bottino, la psicoterapeuta Adriana Monzani e la responsabile per il triveneto dell’Agedo Elena Derigo.
Tra le domande più frequenti che i ragazzi hanno rivolto agli operatori figurano quelle più sintomatiche della distanza tra loro e certi argomenti: "chi fa la donna", "come fate a riconoscervi", "cosa si prova a essere oggetto di omofobia" e "che effetto ti fa vedere una donna nuda" sono solo alcuni esempi. Ma la preoccupazione maggiore resta la famiglia, ovvero se sia giusto o no fare coming out davanti ai genitori perché la paura di deludere mamma e papà è devastante.