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Florence Queer Festival: un trionfo pink di cinema e teatro

Dal 23 novembre al 4 dicembre a Firenze, teatro e cinema queer di alta qualità. Da segnarsi il film di apertura “Bear City”, “Prayers for Bobby” con la Weaver e il corto “La capretta di Chagall”.

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È la più importante manifestazione cinematografica queer toscana, ed è arrivata orgogliosamente all’ottava edizione. Ma definirla solo dedicata alla settima arte è indubbiamente riduttivo: dal 23 novembre al 4 dicembre, sarà infatti il teatro ad accompagnare a braccetto la rassegna di film queer, con un programma speciale al Teatro di Rifredi.
Il cinemenù di quest’anno è particolarmente succulento: i chubby già sfregano le mani in attesa di “Bear City”, commedia ursina che potrebbe essere il nuovo Cachorro (venerdì 26 novembre ore 21.30, cinema Odeon), una sorta di Sex and The City in versione pelosa su un delizioso ventunenne, Tyler, che sta organizzando il grande party del weekend con i suoi amici teddy. Ma qualcosa non andrà per il verso giusto.

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Correte un’ora prima dell’inizio della proiezione di “Prayers for Bobby” di Russell Mulcahy, splendido film tv vincitore del Glaad Award con una eccezionale Sigourney Weaver. Tratto da un libro di Leroy F. Aarons, racconta la storia vera di Bobby Griffith, morto suicida per colpa dell’oppressiva madre Mary, presbiteriana convinta, che non accettava l’orientamento sessuale del figlio gay, diventando poi una paladina dei diritti degli omosessuali. Da non perdere anche l’intenso doc “Postcard to Daddy” di Michael Stock su una complessa storia di abusi famigliari e lo spassoso film d’animazione “The Gus & Waldo Show” sui pinguini senza frac e meno ingessati mai visti al cinema, coppia gay e fedele, quasi un fumettistico Raimondo & Sandro in chiave queer e animalista.

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Chi ama le commedie non si perda l’accoppiata francese “L’Homme est une femme comme les autres” e il seguito “La Folle histoire d’amour de Simon Eskenazy” (noto anche col titolo “He’s my girl”) di Jean-Jacques Zilbermann su un musicista bisex ebreo specializzato in musica klezmer che deve fare i conti con la sua famiglia tradizionalista. Ma nell’elenco dei must da vedere ci sono anche il dramma agreste iberico “Ander”, vincitore al Festival Mix, il bisex “Plan B”, la rivelazione sudamericana ‘Contracorriente’ e vari corti tra cui “La capretta di Chagall” del collettivo BADhOLE vincitore a “Da Sodoma a Hollywood”.
Chi ha la possibilità di essere nel capoluogo toscano in quei giorni speri nel brutto tempo: meglio chiudersi in un cinema e fare sogni arcobaleno ad occhi aperti.